vita con i bambini

Mamme che navigano a vista

Recentemente sono andata ad alcuni incontri tenuti da una psicologa psicoterapeuta riguardo al tema del rapporto genitori/figli( capricci bisogni, confini, regole…)

Alla prima riunione  la psicologa ci ha chiesto di prendere un foglietto e di scrivere tre aggettivi che ci contraddistinguono come genitore.

Quindi, mi sono chiesta, che tipo di mamma sono?

Ho rimuginato sulla questione e la risposta che mi sono data, papale papale, è questa:

SONO UNA MAMMA CHE NAVIGA A VISTA.

Sono una mamma che si documenta, che legge i così detti “manuali per genitori”, da Tracy Hoggs a Estevill, dalla Montessori a Steiner.

Non lo faccio perché va di moda farlo, li leggo perché mi piace informarmi, come ho sempre fatto per qualsiasi campo di mio interesse.

Poi, proprio a causa di queste letture, mi faccio venire mille paranoie.

“Madonna mia, ma che razza di madre sono? Non ho capito niente! Provocherò danni irrimediabili ai miei figli!”

Salvo poi riacquistare la ragione e rendermi conto di non essere proprio così pessima.

Dopo quattro anni nel ruolo di genitore, dopo due figli, dopo numerosi libri letti, dopo vari incontri con persone più o meno qualificate, dopo confronti  con altri genitori, posso finalmente esclamare: “Ma andate tutti a quel paese!”

Informarsi va sempre bene, ma sono stufa di sentirmi inadeguata o fuori dal gruppo, di sentirmi diversa perché mio figlio fa i capricci al supermercato. E sì, dico CAPRICCI, perché anche se si cambiano i nomi in base alle mode, quelli sono e quelli rimangono.

Sono d’accordo sul fatto che tante volte il meccanismo che li innesca sia una ricerca di attenzione, un’affermazione di sé, una qualsiasi cosa che di primo acchito non vediamo.

Ma sono anche consapevole che tante volte un bambino faccia i capricci e le scenate semplicemente perché è stanco, perché è annoiato o perché desidera un oggetto.

E’ nella sua natura di bambino, senza menare il can per l’aia e senza ingigantire il problema pensando che un pianto disperato possa nascondere sempre chissà che grandi problemi esistenziali.

Sono una mamma che naviga a vista perché sperimento sul campo i consigli che mi vengono dati o che leggo, pescando qua e là, salvandone alcuni e cestinandone altri definitivamente.

Verbalizzo il più possibile (altro termine che va tanto di moda, eh!), ma quando non ce la faccio più mi scappa anche un bel: “No, non si fa punto e basta!”. E pazienza se per una volta la Ninfa e Ringhio rimarranno lì impalati in attesa di altre spiegazioni.

Sono una mamma che naviga a vista, che traccia la sua rotta servendosi di pochi punti fissi e che tenta di non fare incagliare la nave.

Sono una mamma che si mette in discussione, che non pretende di avere la soluzione a tutti i problemi, che non si barrica dietro dogmi e credo, ma impara giorno per giorno dai suoi figli e dai suoi errori. Sulla propria pelle.

Sono una madre apprensiva? Purtroppo poco e questo a volte si è ritorto contro di me.

Siccome lavoro, tento di non far mancare niente a nessuno, scoprendo poi di essere mancante soprattutto nei confronti di me stessa.

Durante il tempo libero cucino con i bambini (ma perché mi piace farlo, che conosco adulti cresciuti a sofficini e patatine sani come un pesce).

Canto anche se non so le parole delle canzoni e se sono stonata, leggo e invento fiabe, gioco con loro se mi va di farlo (o se a loro va di coinvolgermi).

Facciamo gite, passeggiate e pic-nic, andiamo in piscina e al parco.

Guardiamo la famigerata televisione, a volte anche durante i pasti (che ho guardato tantissimi cartoni animati, tantissimi telefilm eppure-udite udite- sono sopravvissuta).

Comunque, in fondo in fondo, sento di poter dire che non me la sto cavando male, considerando tutto l’impegno che ci metto. Poi il tempo lo dirà….

A volte attraverso dei momenti di sconforto e vorrei poter tirare i remi in barca e lasciarmi semplicemente trasportare dalla corrente.

Ma poi riesco a imbrigliare il vento, dispiego le vele e riparto, più motivata di prima.

Quello che ho imparato è che ogni bambino è diverso dall’altro, ogni genitore è diverso dall’altro. In ogni modello educativo proposto c’è del giusto e del sbagliato.

Non esiste un unico modo per essere una brava mamma o un bravo papà, non esistono strade tracciate o sentieri battuti.

Dal confronto con gli altri, dalle diverse idee e dai differenti approcci educativi  ho creato lo stile genitoriale che fa per me, quello che mi calza a pennello come un vestito cucito su misura.

Niente forzature, niente mode del momento: sono solo una mamma che naviga a vista.

(Questo post partecipa al tema della settimana #differenza proposto dagli Aedi Digitali)

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2 Comments

  • Martina

    Brava e coraggiosa, ecco che mamma sei !!!

    Sai mi riconosco molto in te… Anche io lavoro full time e il restante time lo dedico integralmente a mio figlio, al mio compagno, alla nostra casa, alla nostra vita… A volte con la sensazione di non fare abbastanza o abbastanza bene.
    Già solo il fatto che ti documenti, che partecipi a seminari e incontri a tema figli/genitori/famiglia dimostra quanto impegno ci stai mettendo per dare il meglio di te ai tuoi bimbi… E sono sicura che stai facendo un ottimo lavoro!

    Complimenti a te.

    • Priscilla

      Grazie Martina! L’impegno c’è, i risultati poi a volte ci sono e a volte no. Sentire tutte le campane a volte stordisce, ma preferisco sempre rimettermi in discussione.
      Complimenti anche a te, visto che siamo sulla stessa barca!

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