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Ninfa dormiente di Ilaria Tuti

Eccoci tornati al venerdì del libro, più cariche che mai.

Mi scuso con chi segue la rubrica dedicata ai libri: venerdì scorso infatti ho saltato il consueto appuntamento, ma non me la sono sentita di scrivere.

La sera prima infatti la nostra cagnolina ci ha lasciati e proprio non ce l’ho fatta.

Oggi riprendo in mano il blog e vi parlo ancora di Ilaria Tuti, questa incredibile scrittrice.

Il mese scorso è infatti uscito il secondo capitolo dedicato al commissario Teresa Battaglia e alla sua squadra.

“Ninfa dormiente” di Ilaria Tuti: brevi cenni alla trama

Il commissario Teresa Battaglia è chiamato ad indagare su uno strano caso, un “cold case”, un caso freddo che affonda apparentemente le sue radici negli anni della Seconda guerra mondiale.

A dare il via all’indagine il ritrovamento di un bellissimo ma inquietante quadro, che ritrae una ragazza che -pare – stia dormendo in un bosco.

La tela, dipinta con una grande maestria, è stata pitturata utilizzando sangue vero.

E se si sa con certezza di chi sia la mano che l’ha dipinto, non si conosce invece di chi sia il sangue.

Seguendo solo quest’esile traccia, Teresa e la sua squadra si addentreranno in un mistero antichissimo, le cui fondamenta si basano sul rito ancestrale della nascita e della morte.

”Ninfa dormiente” di Ilaria Tuti: recensione

La storia legata al ritrovamento del quadro è solo un pretesto per parlare di leggende locali raccolte con perizia e pazienza dalla scrittrice.

In questo romanzo, che ha tanti richiami con quello precedente – la Seconda guerra mondiale e l’ambientazione del Friuli in primis- si delinea sempre di più il personaggio di Teresa.

Non più giovane, con una guerra personale da combattere e tante, forse troppe, cicatrici interiori, Teresa si distingue per il suo realismo che la fa “uscire” dal libro. Poliedrica, brillante, cocciuta, vulnerabile e indomita, così umana da affascinare i lettori.

Ilaria Tuti però lascia spazio anche a Marini, il secondo componente della squadra. Scava nella sua psiche e ci racconta fatti del suo passato, creando anche qui un personaggio di tutto rispetto.

Per completare la squadra ecco che arriva Blanca  con il suo cagnolino: straordinaria anche se a mio parere meno realistica dei precedenti avrà un ruolo fondamentale nella risoluzione del caso.

Come per il primo romanzo, “Fiori sopra l’inferno”, torna il binomio civiltà- natura. La Tuti riprende leggende e voci locali della popolazione di una valle isolata e intesse una trama credibile in cui la sua terra è la vera protagonista.

Anche la punto di vista stilistico e narrativo si nota una maggior consapevolezza nella scrittura: la prosa si fa più profonda, più coesa ed evocativa senza mai sfociare in inutili prodezze linguistiche fini a se stessi.

La crescita di questa scrittrice è sorprendente: entrata nel panorama del giallo italiano quasi in punta di piedi con questo secondo romanzo non può fare altro che tappare la bocca a tutti quelli che avevano additato “Fiori sopra l’ inferno” come un successo editoriale dovuto al caso.

Ilaria Tuti si riconferma a pieno diritto una voce forte e originale nella narrativa poliziesca contemporanea.

Spero proprio che il suo terzo romanzo non tardi troppo ad arrivare.

Come sempre, un ringraziamento a Paola di “Homemademamma” per aver creato il venerdì del libro.

Avete letto qualcosa di interessante in queste ultime settimane?

Fatemelo sapere qui sotto nei commenti oppure possiamo sentirci sui social utilizzando l’hashtag #anchelemammeleggono.

Buon fine settimana!

SCHEDA TECNICA

Titolo: Ninfa dormiente

Autore: Ilaria Tuti

Edito da:  Casa Editrice Longanesi

Anno di pubblicazione: maggio 2019

Pagine: 380

 

 

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