PASTICCERIA A PROVA DI BAMBINO

Stamattina la Ninfa si è svegliata più tardi rispetto al solito e, durante la colazione, ha schifato biscotti, fette, pane, frutta e quant'altro.

Ha decretato che l’unica cosa che avrebbe mangiato era la torta che ha preparato sabato durante la lezione di pasticceria.

Torta che, viste le dimensioni e il tempo che è passato, è già stata consumata e digerita.

Ho provato come sempre a persuaderla ma lei si è dimostrata irremovibile, così ho passato il testimone alla nonna di turno (e no, non mi sono sentita in colpa per questo).

La Ninfa con i suo 104 cm di altezza per 12 ,5 Kg di peso si dimostra davvero un osso duro. La sua tattica preferita per riuscire ad ottenere quello che vuole è prenderti per sfinimento: ti tartassa finché, stremata, non cedi e la accontenti.

In questo caso mi sarebbe ovviamente stato impossibile. Allora è riuscita però a strapparmi la promessa di rifare il dolce al più presto.

Immagino che ora vi starete domandando: “ma di che torta si tratta?”.

Ragazze, tenetevi forte: niente po’ po’ di meno che di una base di pan di Spagna farcita con crema Chantilly e ricoperta di pasta di zucchero.

Avvicinandosi la festa del papà, la tortina aveva la forma di una camicia piegata.

Credo che più per la bontà del dolce in sé la pupa sia stata affascinata dal mini corso di pasticceria.

Come avevo anticipato, sto lavorando sodo per dedicare alla mia famiglia tempo di qualità , per fare assieme ai bambini e assieme a CF delle esperienze nuove e piacevoli.

L’incontro con il pasticcere Ugo di una nota pasticceria del luogo ha riscosso un discreto successo ( e credetemi non l’avrei mai detto).

Alla mini-lezione della durata di circa due ore erano presenti 25 bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni.

Sui tavoli disposti a ferro di cavallo le organizzatrici avevano preparato le postazioni con piatti, ciotole e utensili colorati.

Ad ogni partecipante sono stati consegnati cappelli e grembiuli.

Potete facilmente immaginare come si sentissero esaltati i pargoli agghindati da veri chef!

Dopo le presentazioni di rito (la Ninfa, per non smentirsi, ha detto di non voler dire il suo nome), Ugo ha esordito spiegando la differenza tra saccarosio e zucchero di canna e facendo un excursus storico sulle origini del Pan di Spagna.

Da qui si è capito subito che il pasticcere non era abituato a tenere lezioni ad una classe con un’età media così bassa.

Poiché lo sbadiglio è contagioso, sia mamme che pupi nell’arco di una ventina di minuti si sono ritrovati in uno stato di indolente sonnolenza.

Dopo quasi un’ora, alcuni bambini si stavano addormentando appoggiati al tavolo. A questo punto senza ulteriori indugi Ugo ha deciso di abbandonare la teoria a favore della pratica.

Le assistenti hanno distribuito ad ogni bambino un rettangolo di pan di Spagna e, con una lentezza esasperante, sono poi passate ad ogni postazione per tagliarlo a metà.

Però, complice la stanchezza e l’avvicinarsi dell’ora della merenda, i bambini hanno cominciato ad agitarsi: corse pazze tra i tavoli, bimbi seduti sul pavimento, altri che smangiucchiavano la base del dolce…

E qui le mamme sono scese in campo: ignorando palesemente le direttive delle assistenti ( le mamme non possono partecipare, ci pensiamo noi!) sono andate ad aiutare il pasticcere.

Ugo ha riguadagnato colore e calma e da quel momento in avanti con una decisa virata la lezione è diventata coinvolgente e divertente.

Con una boccetta bucherellata chiamata in gergo biberon ma che ricorda un innaffiatoio i bimbi hanno bagnato il pan di Spagna con succo d’ananas.

Dopodiché hanno aiutato l’insegnante a fare la crema Chantilly: il poveretto è stato costretto a sollevare a turno i bimbi più piccini per far loro vedere la planetaria che montava la panna, come se fosse lo spettacolo più interessante sulla Terra!

Dopo aver distribuito la crema e dopo che almeno la metà era finita nelle fauci dei piccini ( e non chiamiamola assaggio, erano talmente affamati che a momenti si mangiavano pure le ciotole) si sono divertiti a farcire il pan di Spagna.

Ma la cosa che li ha fatti andare in visibilio è stata senza ombra di dubbio la lavorazione della pasta di zucchero: scaldarla con le mani, usare il mattarello e il coltellino per tagliarla, aggiungere i dettagli colorati…

Alla fine, con l’aiuto delle mamme, ogni bambino ha confezionato la sua meravigliosa torta da regalare al papà.

Il quale, porello, dopo i dovuti ringraziamenti e la doverosa faccia stupita di rito, è stato costretto ad assaggiare il dolce.

CF è rimasto colpito dall’originalità della torta ma un po’ nauseato dal gusto: nell’insieme risulta infatti troppo dolce. Invece la Ninfa e Ringhio lo hanno gradito moltissimo e già la domenica sera non ne era rimasta nemmeno una briciola.

Personalmente pensavo di non replicare l’esperienza e di non andare agli altri incontri di Aprile e Maggio (fortunatamente si paga di volta in volta).

Ma la Ninfa invece ha detto di essersi molto divertita e poi era veramente così orgogliosa della sua torta..

Vedremo se non avrà cambiato idea quando verrà il momento.

Nel frattempo sabato mattina proveremo il corso di corso di acquaticità con Ringhio: è giusto che anche lui provi qualcosa, anche se sono certa che passeremo una brutta ora. Lui odia l’acqua, perfino fare la doccia a volte è un incubo…

Ma tentar non nuoce e la speranza è l’ultima a morire.

E voi, cosa fate di bello e interessante con la vostra famiglia?

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *