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vita di coppia

Pax, l’armadio della discordia

Un paio di settimane fa Priscilla e il suo compagno hanno deciso di comperare un nuovo armadio da mettere in garage.

La casa relativamente piccina dove vive la coppia sembra si sia ristretta ancor di più con l’arrivo dei figli.

Del resto, come ben si sa, lo spazio in una casa non basta mai.

Quindi, dopo aver passato due fine settimana a casa ko per il virus grastrointestinale la nostra famigliola si è bruciata il terzo week-end consecutivo per comperare e assemblare l’armadio.

La scelta ovviamente è ricaduta sul Pax dell’Ikea, economico e abbordabile.

Del resto già lo sapete che Priscilla adora la Svezia

CF e la sua dolce metà generalmente vanno abbastanza d’accordo.

Non sono quelle coppie pucciose che si chiamano “Amore mio”, “Vita mia” e che se ne vanno in giro appiccicate come francobolli sempre e ovunque, magari capita, ma non è la norma.

D’altro canto non sono nemmeno anaffettivi, anzi, amano il contatto fisico (baci, abbracci, coccole e compagnia bella) e le dimostrazioni d’amore fatte in pubblico, sempre senza degenerare in atti osceni, non li disturbano più di tanto.

Però CF e Priscilla litigano. Su tutto e per tutto. Con veemenza e passione.

Senza insultarsi o arrivare alle mani, beninteso.

E soprattutto gridano, come albatros urlatori, le voci che si sovrappongono e si mischiano in una delirante cacofonia.

Sicuramente non potrebbero vivere in un condominio, ecco, li butterebbero fuori nel giro di qualche settimana.

L’arrivo del Pax ha innescato una serie di diatribe che sono degenerate in un litigio di proporzioni epiche.

A discapito del nome, il Pax è divenuto di fatto l’emblema della discordia.

Fin da subito.

Come lo vogliamo fare questo armadio?”

La domanda innocente in realtà si è rivelata molto più insidiosa di quanto non si pensasse.

CF lo voleva tutto pieno di mensole mentre Priscilla voleva i cassetti.

Entrambi volevano una barra appendiabiti ma non erano d’accordo su dove posizionarla.

CF voleva metterci una bella scarpiera mentre Priscilla riteneva fosse meglio di no.

Dopo vari battibecchi, infine, le due parti hanno trovato un accordo.

Gli animi si sono placati e, mentre CF stava ultimando le questioni burocratiche, la sua amata è corsa a comperare quel dolcetto che lui adora per farsi perdonare.

Tornati due piccioncini felici e innamorati, i due con prole e armadio disassemblato al seguito si sono diretti al parcheggio.

Lì, in quel luogo caotico e maleodorante, li attendeva la prova più ardua di tutte: caricare le varie parti del Pax sulla loro auto.

A questo punto la brace della lite, che covava paziente sotto la cenere come una vipera del Namib sotto la sabbia, è divampata alimentando la fiamma della discordia.

“Ma come cacchio si caricano tutti questi pezzi sulla macchina?”

Proviamo così, no, proviamo cosà, non capisci niente, no, sei tu che non capisci niente.

Dopo circa un’oretta di tira e molla, la rivelazione: sull’auto si può mettere il Pax oppure la famiglia.

Bisogna scegliere. Entrambi contemporaneamente non si può, nemmeno se si caricano alcune delle scatole sulle barre con gli elastici.

Priscilla ha il fumo che esce dalle orecchie, a CF la vena sulla tempia ha preso a gonfiarsi e a pulsare pericolosamente.

Come un deus ex machina arriva la chiamata di un amico che si offre “spontaneamente” di raccattare Priscilla e pargoli sulla sua auto da scapolo.

A poco a poco la calma scende e nel parcheggio non risuonano più le grida infernali della nostra coppia di eroi.

Priscilla e il suo compagno guardano le altre famigliole passare, colgono stralci di conversazione tra mogli e mariti che battibeccano con toni sommessi sulle assurdità delle cose comperate.

I due si guardano di sottecchi e si sorridono impacciati.

Quando l’amico arriva, li trova abbracciati seduti sulle scatole di cartone, mentre i bambini giocano tranquilli.

Caricano tutto sull’auto, spostano i seggiolini sulla macchina dell’amico e si dirigono verso casa.

Purtroppo però all’interno delle mura domestiche le cose prendono di nuovo una brutta piega: lei vorrebbe montare l’armadio subito, lui vorrebbe rimandare.

Si grida di nuovo, ma stavolta lei non cede.

Per fortuna, gli amici arrivano in soccorso: ché si sa che l’amico si vede nel momento del bisogno.

Montare un armadio in una stanza piccola dopo una giornata pesante è sicuramente un “momento del bisogno” e due amici sono meglio di uno.

Mentre gli uomini avvitano, inchiodano e assemblano il Pax, Priscilla prepara uno dei piatti preferiti di CF e, in sovrappiù, anche una bella torta.

Dopo interminabili ore di lavoro tutto è a posto: il Pax, nuovo fiammante, è pronto per essere stipato.

I lavoratori gradiscono la cena e a loro si sono aggiunte le compagne e i figli.

La casa piccina picciò risuona di grida, ma stavolta non sono quelle di Priscilla e CF, ma quelle di un gruppo di amici stanchi e soddisfatti, di pupi che giocano e si rincorrono, di amiche che si scambiano confidenze.

Il Pax dal garage pare sorridere, soddisfatto: a modo suo è riuscito a riportare la pace e la serenità.

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2 Comments

  • Mamma avvocato

    Posso farti una confidenza? Questo post mi ha enormemente consolato perché….io e l’Alpmarito pure siamo come voi!!!! Gli amici non si capacitano di quanto discutiamo e gridiamo eppure ci amiamo però, santi loro, ci stanno accanto! Quanto al pax, noi abbiamo fatto così: due ante le decidi tu, due io e ciascuno ha fatto come ha voluto la sua parte. Peccato che a riempirlo trovando spazio per tutto, tocchi sempre solo a me!

    • Priscilla

      Ciao, che bello sentirselo dire, insomma, mal comune mezzo gaudio!
      Noi abbiamo fatto così per quello della camera, ma questo è per una stanza di servizio per cui pensavo di filasse liscia…

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