vita con i bambini

Posso annoiarmi un po’? Perché i bambini hanno bisogno e diritto di annoiarsi

L’altro sera stavo finendo di sistemare la casa.

“E guardo il mondo da un’oblò mi annoio un po'” canticchio a mezza voce.

La Ninfa è stesa sul divano. A gambe in su, si contempla le punte dei piedi. Assorta, molto assorta.

“Mamma, cosa vuol dire annoio?”

Mi fermo con il panno in mano.

“Bhè…” Scusate, ma come si spiega la noia ai bambini?

Attimo di riflessione.

Noia nella nostra cultura è una parola negativa. Essere annoiati è brutto. Ma la noia spesso e volentieri è la scintilla che ci fa fare qualcosa, ci fa creare e inventare. Quindi tanto brutta non è.

Appoggio il peso da una gamba all’altra. La Ninfa mi guarda con gli occhioni sgranati. Per me ci gode, la monella, ad avermi messo in difficoltà. Mi sento sotto pressione.

“Dunque, amore, annoiarsi vuol dire che in quel momento tu non sai bene cosa vuoi fare, non sai se vuoi giocare, disegnare, mangiare, giocare col didò…E te ne stai lì a pensare”

“Ahhhh”- esclama “Allora posso stare qui e annoiarmi ancora un po’, mamma? Intanto tu finisci i mestieri e io decido cosa fare dopo”. Mica scema, la bambina. Mi complimento con me stessa.

Torno a spolverare e intanto rifletto. Mi ricordo che da piccola non mi sono mai annoiata. O meglio, probabilmente mi sarò anche sentita così, ma il sentimento di sconforto, di abbattimento in realtà mi viene in mente solo legato ad una me stessa più grande.

Da piccoli, escluse le ore passate alla scuola dell’infanzia, non si ha molto da fare. Anzi, non è vero, noi non avevamo molto da fare. La maggior parte dei bambini di oggi ha una settimana ricca di impegni.

Oltre alle ore passate a scuola, in media un bambino di sei anni segue almeno un’attività extra scolastica che lo tiene impegnato per un’ora minimo due pomeriggi a settimana. Se è un’attività sportiva, probabilmente sarà impegnato anche il sabato o la domenica. Nulla di male, ci mancherebbe, lo sport fa bene al corpo e alla mente.

Spesso però i genitori si dimenticano che i bambini, sono, appunto, bambini. Li sovraccaricano di attività: musica, sport, disegno…

Quando sono a casa i piccoli sono sempre iper -stimolati, anche quando sembra che non stiano facendo niente: televisione, radio, consolle, videogiochi…

Il risultato è che vivono seguendo gli stessi ritmi incalzanti di un adulto. E se vivere così causa stress a noi, che siamo grandi, figuriamoci a loro!

Mamme e papà lo fanno in buona fede: stimolano i figli per fare in modo che facciano molte esperienze.

In questo modo saranno più preparati ad affrontare quello che la vita gli offrirà. Non perderanno le occasioni e diventeranno…..(mettete voi a vostra scelta: medico, astronauta, scrittore, calciatore, velina…).

Torniamo sempre al discorso che noi genitori siamo competitivi  e abbiamo infinite aspettative nei confronti della nostra prole. E pecchiamo per eccesso di zelo. D’altro canto, si sa, le vie che conducono all’inferno sono lastricate di buone intenzioni!

Proviamo a sostituire la parola “noia” con la parola “ozio”. Alzi la mano a chi di noi, soprattutto mamme, non fa piacere oziare di tanto in tanto. Quindi perché non dovrebbe essere così anche per i bambini?

Quando (ma quando?!) siamo lì polleggiate in pieno relax, pensiamo. Ci guardiamo dentro, osserviamo il mondo, ci ricarichiamo e magari ci vengono anche delle belle idee (non solo cosa fare per pranzo, spero!).

I bambini, negli ormai rari momenti in cui sono liberi di sperimentare la noia, diventano creativi. Non sto dicendo che di colpo ci troviamo di fronte a novelli Picasso o Marconi in erba, ma un bambino strutturerà il suo tempo facendo ciò che in quel momento gli piace. Potrà giocare, sfogliare un libro, ballare, ma anche guardare le gocce di pioggia sul vetro di una finestra o contare i fili d’erba.

In questo modo le sue celluline grige verranno stimolate e le sinapsi si creeranno da sole. Un bambino interiorizza e impara dalle esperienze che fa e quelle che gli rimangono di più sono quelle che fa da solo, senza imposizioni.

Adesso non fate le furbette, però. Non ho detto che dovete abbandonare i vostri figli a loro stessi.

Per prima cosa i bimbi hanno bisogno di sentirsi rassicurati sul fatto che se hanno bisogno noi siamo lì pronti a intervenire e a proporre loro attività magari da fare assieme.

Inoltre dobbiamo fornire  un contesto e un ambiente ideale a far nascere in loro lo stimolo creativo: materiali e spazi a misura di bambino, senza eccedere con giochi, giocattoli e affini.

Per cui, care mamme e cari papà, basta ottimizzare la giornata dei vostri figli, basta sovraccaricarli con impegni che manco un manager, basta renderli competitivi fin da piccoli. Hanno tutta la vita davanti!

E anche voi, presi dal lavoro, smettetela di correre come trottole per portare i figli da un corso all’altro. Rilassatevi, sedetevi e guardatevi le punte dei piedi!

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6 Comments

  • Gianluca

    Dovremmo tutti trasformare la noia in una sensazione di rigenero per noi stessi.
    Io ho un figlio che si lamenta spesso di annoiarsi.
    È lui stesso che quando finisce le sue attività abitudinarie entra nella fascia NOIA.
    Sia io che sua madre, cerchiamo di orientare la sua Noia in un stato d’animo più positivo. Ma tant’è, non è sempre facile, anzi.
    A presto,
    Ciao

    • Priscilla

      Ciao Gianluca, immagino proprio che non sia facile, specialmente se i bambini sono particolarmente inclini a non cambiare idea. Mia figlia, per esempio, se decide di annoiarsi lo farà a prescindere da tutto e arriverà a sostenere quest’idea anche se si sta divertendo.

  • Stefania

    In tanti dicono che dalla noia escono le migliori opere.
    Ed è vero che spesso la noia è vista cone un qualcosa di negativo, da evitare, da riempire con qualsiasi cosa, non sia mai che sta lì a fissare il soffitto.
    Ma perché no?
    Ecco….spesso secondo me l’errore di alcuni genitori è proprio quello di voler riempire le giornate e il tempo dei figli come non ci fosse un domani.
    Complice in questo una società che non lascia spazio ai genitori lavoratori e che chiede ai piccoli di essere bravi in tutto e subito.
    E allora….w la noia!!

    • Priscilla

      Ho visto bambini che, senza la guida dei genitori o degli adulti, non sanno proprio cosa fare, perché oramai sono abituati ad avere tutto organizzato dai grandi. Poi non ci dobbiamo stupire che, quando arriva il momento di essere indipendenti, non lo siano affatto.

  • Silvia OG admin

    Ne stavamo parlando proprio ieri sera con mio marito…i bambini e bambine alla fine si ritrovano a fare la vita da adulti, trottolare da un’attività all’altra. Bisogna assolutamente recuperare un po’di sana noia o ozio quello che degli antichi romani. Ma perché cose già capite e sperimentare secoli fa ce le perdiamo per strada???

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