vita con i bambini

Prodotti solari a prova di bambino

Domenica pomeriggio m’è toccato andare a fare la spesa.

Vi prego, signore commesse, non odiatemi! Di solito non giro per i centri commerciali il settimo giorno, cerco di andare il venerdì sera dopo il lavoro o il sabato mattina. Il settimo mi riposo anche io.

Ma stavolta è capitato, sabato la calura era insopportabile e non me la sentivo da sola di caricare due pupi in macchina e andare a fare shopping (che poi in realtà è rifornimento di generi alimentari).

Vabbè, fatto sta che questa domenica girellavo tranquillamente facevo lo slalom tra le corsie in una gara improvvisata che vedeva me e la Ninfa schierate contro CF e Ringhio a chi riempiva il carrello prima (lista della spesa random divisa a metà), quando ci siamo ritrovare nel reparto para-farmacia e cosmetica.

Stavo cercando la pappa reale e la mannite quando ho notato un capannello di donne che chiosavano sommando altro rumore alla confusione abituale del supermercato.

Incuriosita, mi sono avvicinata ad osservare. C’era una simpatica donnetta che nell’aspetto ricordava una chioccia tutta infervorata a mostrare i prodotti solari, con tanto di dimostrazione.

Bene, mi sono detta, i solari devo comperarli, per cui tanto vale vedere cosa propone la gallina padovana rappresentante.

Con la sua voce squillante, ha informato la platea riguardo ai danni del sole tessendo un quadretto inquietante: in età pediatrica i bambini che si scottano hanno maggiori probabilità di sviluppare crescendo problemi alla pelle che possono sfociare perfino in tumori.

Per questo l’uso di prodotti solari (creme, gel, spray…) è importante.

I solari sul mercato oggi sono tantissimi, adatti a tutte le tasche, a tutte le esigenze e a tutti i tipi di pelle, con fattori di protezione bassi ed elevati.

Quelli che funzionano meglio sono quelli che utilizzano in combinazione filtri fisici che fanno da specchio, cioè che grazie ad alcune sostanze opache (biossido di titanio, ossido di zinco…) riflettono e disperdono tutte le radiazioni, e filtri chimici, ossia che utilizzano delle molecole organiche per assorbire le radiazioni Uva e Uvb e rilasciarle in parte sotto forma di calore.

Per vedere se un solare è valido però si deve considerare la sua intera composizione: la percentuale di parabeni, di siliconi, di acqua, il PH, i metalli pesanti, il profumo, la presenza di vitamina E

Quest’ultima è molto importante perché combatte allo stesso tempo l’ossidazione del prodotto, evitando che diventi rancido e i radicali liberi sulla pelle.

Le creme solari eco e bio contengono solo in minima parte profumi  e conservanti naturali e di solito utilizzano solo filtri fisici e non chimici. In questo modo sono ben tollerate da chi ha una pelle delicata e ipersensibile o soffre di malattie particolari legate al derma.

Chi ha figli piccoli poi oltre alla sicurezza di acquistare un solare valido,con un fattore di protezione elevato, vuole anche qualcosa di pratico.

L’estate scorsa in spiaggia c’erano le olimpiadi dei genitori: ogni poco si vedeva un povero padre scattare e correre i cento metri sul bagnasciuga per placcare il figlio, mentre la madre lo incitava sotto l’ombrellone brandendo l’immancabile crema: “Daje, daje, acchiappalo che se deve mette a’crema”.

Il papà di turno trascinava nella sabbia il malcapitato, grondando sudore e beccandosi calci e pugni: “Noooo, la crema nooooo, mi fa schifo e poi mi si appiccica la sabbia addosso!”

Non mi sento di dar torto neppure ai figli, ho sempre trovato fastidiosa la sensazione della sabbia che gratta sulla pelle: quando mia mamma mi metteva l’orrenda crema solare (che poi all’epoca era molto più bianca di adesso, probabilmente la presenza di ossido di zinco era maggiore), mi sembrava di essere una fettina panata. Al primo alito di vento ti trovavi ricoperta di granelli pronta per essere gettata nell’olio bollente.

E allora cosa facevamo? Ma ci buttavamo nell’acqua, ovviamente.

Così la patina viscida e biancastra veniva via e noi stavamo lì, per ore in ammollo, finché le dita si raggrinzivano e le labbra diventavano blu. Ma mica perché avevamo caldo: semplicemente perché sapevamo che non appena usciti, dopo esserci asciugati, la mamma sarebbe tornata all’attacco.

Ecco, vista la mia avversione per le attività fisiche, visto che l’effetto visivo di me che corro in riva al mare è ben lontano da quello provocato da Pamela Anderssons in “Baywatch”, preferirei trovare una crema che non calamiti la sabbia.

Pretendere che i bambini si facciano spalmare unguenti e oli  di propria volontà è fantascienza (a meno che non si parli di mia figlia che adora impiastricciarsi con creme e affini), per cui nel mio caso è essenziale che resista all’acqua e al sudore.

Escludo l’olio, che poi afferro Ringhio che mi sguscia via tipo anguilla dalle braccia.

E bisogna che sia una cosa velocissima da mettere, un-due-tre e via, tipo uno spray.

Volete sapere cosa ho scelto io?

Guardate qua!

E voi che rapporto avete con i prodotti solari? Ma soprattutto, che rapporti hanno i vostri figli?

Aspetto i vostri racconti.

 

 

 

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4 Comments

  • Martina

    Purtroppo non siamo ancora in vacanza!
    Però abitiamo sul lago Maggiore, vicino a Verbania, quindi alle 16.00 appena esco dal lavoro volo a prendere Marco al nido e viaaaa! Si va in spiaggia!!
    Comunque la pacchia è già finita, da una settimana piove ininterrottamente e fa fresco… Ho lasciato la borsa del lago in macchina nella speranza di poterla riutilizzare presto ma al momento da solo fastidio e nessuna utilità! 🙁

  • Martina

    Adoro la tua ironia! Hahahah!

    Sei bravissima a descrivere situazioni di vita quotidiana… Sdrammatizzandole e rendendole leggere e divertenti.

    Per il momento il mio piccolo ha 2 anni e ama farsi spalmare di crema solare… E alla sera abbiamo preso l’abitudine di spalmare anche il dopo sole rinfrescante, lo vuole mettere anche sui palmi dei piedi! Hahaha. Speriamo continui così.

    Un abbraccio!

    • Priscilla

      Ah, vi state godendo la vacanza? Bravi, bravi! Anche la Ninfa è così: fin da quando era piccola le è sempre piaciuto farsi spalmare e massaggiare, salvo poi fare scenate agghiaccianti quando doveva mettere anche un solo dito nella sabbia! Il primo anno in spiaggia stava solo sul suo telo oppure si faceva trasportare in braccio fino in acqua.
      Buone vacanze allora!

      • Martina

        Purtroppo non siamo ancora in vacanza!
        Però abitiamo sul lago Maggiore, vicino a Verbania quindi… alle 16.00 appena esco dal lavoro volo a prendere Marco al nido e viaaaa! Si va in spiaggia!
        Comunque la pacchia è già finita… è da una settimana che piove e fa fresco quindi basta creme e bagni al lago. 🙁

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