vita con i bambini

I giochi di una volta

Ieri sera, dopo cena, mentre giocavamo tutti quanti sul tappetone.

“Mamma, facciamo che io ero la dottoressa e ti visitavo?

“Sì, amore va bene. Ma hai giocato anche stamattina alla dottoressa con gli altri bimbi?”

“Un pò. Poi la maestra nuova ci ha insegnato una conta.”

“Dai, fammela sentire”

“Amblimblone buccia di limone, amblimblè, buccia di caffè”

“Ehi, ma la so anche io! La sa anche papà, vero?”

CF annuisce con aria smarrita. Non sono così sicura che la conosca…

Ma mamma, quando tu eri piccola giocavi alla dottoressa?”

“Certo e giocavo anche a tanti altri giochi con gli altri bambini”

“Quali giochi?”

” Tu non li conosci, perché per farli bisogna essere in tanti e stare fuori. Ma adesso i bambini non escono più a giocare

“Perché mamma?”

Già, perché? Domanda da un milione di dollari.

I nostri bambini sono ipertecnologici, sanno usare tablet, smartphone e computer ma giocano pochissimo con gli altri bambini. I momenti di socializzazione sono ridotti: durante la scuola dell’infanzia, al parchetto, nelle ludoteche, a volte a casa di qualche amico.

Sappiamo tutti che lo stile di vita degli ultimi anni è causa di un aumento dell‘obesità infantile e tentiamo di correre ai ripari iscrivendo i bambini ad attività extrascolastiche.

Quando penso a queste cose mi sento davvero vecchia. Della serie noi che…

Noi che eravamo sempre fuori casa con qualsiasi tempo, sotto il solleone di luglio e con il gelo di gennaio, infischiandocene di raffreddori e influenze ( e se ne fregavano pure i nostri genitori evidentemente, eh!)

Noi che la mamma ci doveva chiamare dalla finestra e a volte minacciarci per farci rientrare in casa all’ora dei pasti.

Noi che eravamo instancabili (quello anche i bimbi di oggi, però), sempre in movimento, zozzi, lerci ma soddisfatti.

Noi che eravamo sempre in tanti, senza metterci d’accordo con telefonate o whatsuppate.

Non sto dicendo che una volta i bambini giocavano meglio di adesso, ma che ora si gioca in modo diverso. Del resto anche io non me la sentirei di lasciare la Ninfa e Ringhio fuori casa a giocare: anche se è una strada secondaria è molto trafficata.

Al parco potrebbe andare ma se i bambini non si conoscono fanno fatica a giocare assieme. Senza contare le mamme o chi per loro con le  mille raccomandazioni (anche qui scatta la competizione, per cui non sei una brava mamma se non riprendi la tua prole nell’ordine: perché si muove troppo, perché si muove troppo poco, perché si sporca, perché suda, perché grida, perché povera anima vuole salire sui giochi).

Ma voi, mamme e papà più o meno vecchi come me, vi ricordate cosa facevate da piccoli? A volte ho l’impressione che alcuni genitori crescendo soffrano di amnesie selettive.

Questi sono i miei giochi preferiti di quando anche io ero bambina:

  • libera-ferma: si fa la conta e uno o più bambini a seconda del numero dei giocatori deve prendere gli altri che scappano. Ogni volta che un bambino viene preso si ferma e può essere rimesso in gioco se un altro bambino lo tocca. Si vince quando tutti i bambini sono stati presi. (A volte si è così in tanti che si va avanti a oltranza);
  • nascondino (no mi rifiuto di spiegarvelo. Se non lo conoscete avete avuto davvero un’infanzia infelice!);
  • rialzo: un bambino deve prendere gli  altri che sono salvi solo quando si rifugiano su una cosa alta, tipo scalini, muretti…(sullo stinco ha una bella cicatrice, perché ho calcolato male l’altezza di un muretto. Se dovesse succedere adesso probabilmente porteremmo il nostro pupo al pronto soccorso. A me è toccata una sgridata, una disinfettata e il mitico mercurio cromo);
  • campana (anche qui non mi dilungo);
  • cimberlina: i bambini si siedono in cerchio (sì, mamme, rabbrividite: ci si sedeva sull’asfalto, sullo sterrato o sull’erba con gran pace dei vestiti e senza preoccuparsi dell’attacco congiunto di germi e batteri), un bambino fuori dal cerchio passa con un fazzoletto ( anche qui vi lascio immaginare in che condizioni era quel povero moccichino) e lo lascia cadere alle spalle di uno dei giocatori. Il bambino se se ne accorge tastando con le mani dietro la schiena deve alzarsi e correre in senso opposto a quello dell’altro giocatore. Vince quello che arriva per primo al posto del bambino che i è alzato. Il perdente prende il suo posto. Anche qui più si è meglio è.

E che soddisfazione quando si riusciva a far partecipare anche qualche genitore, solitamente i papà che le mamme si sa devono mantenere un certo decoro!

E voi, pensateci e ditemi quali erano i vostri giochi preferiti. Perché tutti siamo stati bambini.

 

 

 

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