vita con i bambini

Sei cose che mia figlia sa fare meglio di me

Ieri ho portato la mia auto dall’elettrauto per far sostituire una lampadina bruciata, ché, si sa, tali cose capitano sempre nei momenti meno opportuni, quando hai  mille commissioni da fare e devi trovare uno scampolo di tempo per infilarci pure questo.

Mentre aspettavo che il buon uomo smontasse il faro, sono andata in un piccolo bar lì vicino giusto per ingannare l’attesa.

Mi sono seduta in precario equilibrio su uno di quegli sgabelli alti su cui mi devo praticamente arrampicare che, se guardo giù, rischio anche che mi vengano le vertigini.

Dalla vetta del monte, sorseggiando un bel caffè bollente, ho osservato la fauna stipata nella piccola stanzetta.

Il solito gruppo di adolescenti passivo-aggressivi, una coppia di vecchietti con un calice di bianchino in mano, il barista rilassato che chiacchiera con una donna che se ne vorrebbe solo andar via ed infine loro, le mamme.

Le mamme al bar le riconosci subito: sono quelle che chiacchierano a ruota libera, a volte sovrapponendosi nell’ansia di raccontare, che si osservano di sottecchi chiedendosi se sono abbastanza in ordine, con un occhio all’orologio e l’immancabile telefonino sul tavolo nella malaugurata eventualità di ricevere qualche chiamata urgente che le strappi a quella meritata pausa.

Discutevano dei loro figli, del rientro imminente o già avvenuto a scuola. Inevitabilmente poi scatta il confronto. Mio figlio sa già fare quello, la mia quell’altro…

Discorsi che noi mamme conosciamo bene e che non si dovrebbero fare ma poi inevitabilmente si fanno.

Allora, tra un sorso di caffè caldo e l’altro, mi sono messa a pensare alla Ninfa e a come ero io alla sua età.

La mia profonda analisi (chissà cosa sarebbe emerso se invece del caffè avessi preso un bourbon o un whisky), ha messo in evidenza che mia figlia mi batte su tutta la linea:

  1. a quattro anni sa maneggiare forbici e colla con una manualità che io non ho neanche adesso ( è cosa risaputa che le mie doti innumerevoli non comprendono tale capacità);
  2. sa abbinare i colori degli abiti e riconoscere le diverse sfumature per cui non dirà mai che una maglietta è rossa, ma sarà rosso ciliegia, rosso carminio, rosso mattone…;
  3. conseguentemente al punto di cui sopra, è chiaro che non esita a criticare la sua genitrice ogni santa mattina, quando la suddetta madre snaturata sempre di corsa si presenta con colori per lei inabbinabili;
  4. ma soprattutto, con quell’ingenuità tipica dei bambini che non hanno filtro tra bocca e cervello, lascia cadere come macigni le sue sentenze sugli altri mentre siamo  in coda alla cassa del supermercato (“Mamma, ma la signora davanti a noi ha proprio una camicetta orribile, vero?”) o nella sala d’attesa del pediatra, provocando danni inenarrabili all’autostima di donne e uomini (qui è paritaria, almeno);
  5. sa mangiare composta senza sporcarsi, coltello e forchetta, con un aplomb e una compostezza da piccola lady che le viene proprio naturale;
  6. sa tenere testa negli scontri verbali, ovvero risponde per le rime a chi la sgrida, provocando nelle persone preposte alla sua educazione un senso di frustrazione che pian piano scivola in un irrefrenabile istinto omicida.

La piccola Ninfa è proprio l’opposto di me alla sua età.

E forse per questo mi piace ancor di più.

Trovare sempre strade nuove e nuovi stratagemmi per indurla a fare le cose, imparare con lei e migliorare dove sono carente, scoprire insieme cose che possono piacere ad entrambe…

Bevo l’ultimo goccio di caffè freddo dalla tazzina, lancio un ultimo sguardo al gruppo di mamme che cominciano ad alzarsi e a radunare le loro cose ed esco.

Il faro funziona di nuovo. Faccio un ultimo respiro e mi avvio verso casa. La Ninfa e Ringhio mi aspettano, stasera si fanno le bambole di carta…aiuto!

Marina di Campo, Isola d’Elba, agosto 2017
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