SERIDO’ 2017: OVVERO LASCIATE OGNI SPERANZA, O VOI CHE ENTRATE!

Martedì 25 Aprile visto l'inclemenza del tempo abbiamo deciso, in un raptus di follia, di portare i pupi a Seridò.

Per chi non ha a che fare con i bambini, Seridò è la fiera annuale del divertimento che si tiene a Montichiari (Brescia).

Prima di diventare mamma non ne avevo mai sentito parlare.

Quando diventi genitore, vieni automaticamente dotato di due antenne radar che captano notizie relative al mondo dei bambini.

In questo caso, a partire da metà Aprile, Seridò diventerà il tormentone del momento: radio, riviste, pubblicità...

Ti si insinua nella mente come un tarlo e non ti lascia più.

Gli anni precedenti non lo abbiamo considerato più di tanto, la Ninfa era ancora piccola, se il tempo è bello meglio stare fuori...Insomma, non era mai il momento giusto.

L'altra mattina invece, complice la noia ma anche sull'onda del successo della gita al Parco "Le Cornelle" abbiamo deciso che era ora di provare.

Siamo partiti  a 9,45 e alle 10,30 avevamo già i biglietti in mano.

Solo i "grandi" devono pagare, i bambini fino ai 12 anni entrano gratuitamente.

Seridò è una grande fiera dedicata ai bambini di tutte le età suddivisa per aree tematiche.

Quest'anno i padiglioni erano suddivisi in questo modo: sport, laboratori e truccabimbi, giochi e spazio nido, gonfiabili, gonfiabili e rotelle,teatri, tutti giù per terra e giochi all'aperto.

Inutile dire che è stato un delirio. Non tanto per la gente (fortunatamente non era pienissimo), non tanto per l'organizzazione (per me organizzato bene, per CF il margine di miglioramento è alto), quanto per i bambini.

Erano letteralmente impazziti, caricati a molla, inarrestabili. Stare dietro a dei piccoli tornado che corrono da un gioco all'altro è sicuramente estenuante per un adulto.

Siamo partiti dallo stand dedicato allo sport. Essendo mattina, pensavamo fosse meno pieno ed effettivamente è stato così.

La Ninfa ha voluto provare tutto: mini-golf, percorso di equilibrio, salto in alto, ponte tibetano, bowling, tiro con l'arco e la parete di arrampicata.

La cosa che ha trovato più entusiasmante è stata senza dubbio questa: con la sua imbragatura si è arrampicata da sola fino in cima, con lo scalatore dietro che non ha dovuto aiutarla nemmeno una volta e che alla fine si è pure complimentato con lei.

Dopo lo sport, con il chiaro intento di sfiancare i pupi, ci siamo catapultati nei padiglioni dei gonfiabili. Ci sono ben due stand e su ogni gonfiabile è chiaramente esposta l'età consigliata. Che, badate bene, è appunto indicativa.

La Ninfa, che è anche un pò spericolata, con il mio consenso ha provato anche quelli per bambini più grandi.

Va detto che ogni gioco è sorvegliato da almeno due volontari, per cui tutto si svolge in piena sicurezza.

Intanto che faceva la coda (perché -cosa per me stupenda ed educativa- i bambini da soli fanno le code per le attrazioni, mentre i genitori li aspettano pazientemente dietro le transenne), CF e Ringhio si dedicavano alla parte dei giochi con le rotelle: tricicli, biciclette di legno, trattori a pedali...

E non ci siamo lasciati sfuggire neppure la foto di rito sulla moto della polizia!

Verso l'una abbiamo deciso di pranzare. Seridò mette a disposizione aree pic-nic per cui se volete potete portarvi il pranzo da casa o prendere qualcosa direttamente in loco: tranci di pizza, patatine fritte, panini...Ce n'è per tutti i gusti!

Dopodiché i bimbi hanno voluto provare attività più soft e ci siamo diretti al padiglione dove c'erano trampolini elastici, l'oca gigante, la dama gigante e il paese delle bambole.

Qui abbiamo sostato per circa un'oretta: la Ninfa e Ringhio hanno giocato con le case da giardino, le cucine, i carrelli della spesa, bambole e accessori vari.

Nel frattempo CF ha approfittato dei volontari del pronto soccorso che spiegavano e mostravano come effettuare la disostruzione e il BLS pediatrico.

Inoltre, sotto forma di gioco, insegnavano ai pupi come effettuare una chiamata d'emergenza: a turno i bambini dovevano soccorrere un animaletto ferito, chiedergli dove sentiva dolore, tranquillizzarlo, comporre su un gigantesco telefono il numero del 112 e descrivere all'operatore cosa si era fatto l'animale di turno.

Da lì siamo passati di nuovo ai trampolini elastici e, visto che il tempo lo permetteva, i bambini hanno giustamente insistito per provare il trenino. Attrazione deludente per noi adulti, nel senso che passa attraverso gli stand e non c'è da vedere chissà che gran panorama, ma si sa che i trenini sono sempre affascinanti per i bambini.

Scesi da trenino, con il nostro pop-corn in mano ci siamo diretti al padiglione dei teatri. Purtroppo siamo arrivati a spettacolo già iniziato, ma quel poco che abbiamo visto ai pupi è piaciuto molto.

Vista l'ora, CF ed io pensavamo di cavarcela con una capatina veloce ai laboratori. Ovviamente avevamo fatto i calcoli senza l'oste! Una volta arrivati, la Ninfa e Ringhio hanno voluto pitturare con le tempere, creare con l'argilla, provare a fare le cornici, i sabbiarelli, i chiodini...

Peggio di una via crucis, veramente! Non hanno saltato niente. Non erano per niente stanchi, loro.

Tanto più che, dopo la tappa alla biblioteca in cui si possono anche scambiare i libri (lo terremo presente per gli anni futuri) e il truccabimbi, i pargoli hanno voluto rifare il giro al padiglione dello sport, visto che oramai si era verso l'ora di chiusura.

Ci è dispiaciuto non poter fare i giochi all'aperto. Visto il tempo non molto promettente barchette a pedali, cavalli e scivoli sono stati aperti solo nel pomeriggio e noi non lo sapevamo.

A parte questo, Seridò per noi è stata senza ombra di dubbio un'esperienza positiva: durante questa fiera i bambini hanno la possibilità di cimentarsi con le più svariate attività, di stare con gli altri bambini, di imparare qualche regola.

Consigli pratici per i genitori: vestitevi a strati, mettetevi un paio di scarpe comode e... abbandonate ogni speranza di uscire dopo un paio d'ore soltanto!

Ci risentiamo il prossimo anno...

 

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