SPADA DI VETRO, IL SECONDO VOLUME DELLA SERIE RED QUEEN DI VICTORIA AVEYARD

Eccoci di nuovo al quinto giorno della settimana, uno dei miei preferiti, e non solo perché poi ci attende un magnifico fine settimana di sole.

Venerdì per me significa venerdì del libro, l'evento creato da Paola di Homemademamma, che non finirò mai di ringraziare.

Anche il post di oggi è dedicato ai romanzi distopici, per la precisione proseguiamo con la presentazione del secondo volume della serie "Red Queen" di cui abbiamo iniziato a parlare la scorsa settimana.

Spada di vetro di Victoria Aveyard: brevi cenni alla trama

"Spada di vetro" inizia proprio da dove è terminato il primo volume, "Regina Rossa"

Questo metodo di iniziare subito, senza fare prologhi o premesse, è una cosa che apprezzo molto, soprattutto visto che avevo già pronti tutti e tre i romanzi della serie "Red Queen".

In "Spada di vetro" Cal e Mare, dopo il tradimento di Maven, riescono a sfuggire quasi per miracolo dalle grinfie del nuovo re.

Mare, grazie a Julian, suo precettore e amico, apprende di non essere la sola anomalia.

Sulla terra esistono altre persone di sangue rosso con gli stessi poteri degli Argentei: i Novisangue.

La ragazza decide di intraprendere la temerari missione di cercare di salvarne il più possibile dal nuovo e sanguinario re Maven.

Nella speranza di trovare degli alleati, Mare si rifugia in seno alla Guardia Rossa.

Niente di più sbagliato: la Guardia Rossa infatti riserva un'accoglienza molto fredda ai due fuggitivi.

Cal viene subito sbattuto in carcere, come ci si potrebbe aspettare, visto che rappresenta per tutti l'incarnazione del male, essendo un Argenteo e il successore di diritto al trono reale.

Mare, invece che essere acclamata come un'eroina, viene guardata con sospetto: la gente cerca di starle alla larga, impaurita dai suoi poteri che troppo la accomunano agli Argentei.

La Sparafulmini, soprannome che le calza a pennello, decide di continuare la propria missione, con o senza l'aiuto della Guardia Scarlatta.

Decide di non mostrare i propri sentimenti, alza uno scudo che allontana gli altri, perfino la sua famiglia ritrovata, soprattutto il fratello Shade, anch'egli dotato di poteri particolari.

L'intera vicenda della "Spada di vetro" è incentrata sul ritrovamento dei Novisangue, sul tentativo di Mare di farli diventare alleati dei ribelli per sfidare l'esercito di Argentei.

Centinaia di nomi, centinaia di rossi dotati di varie abilità. Più potenti, più veloci, migliori di loro e con il sangue rosso come l’alba.» Trattengo il respiro, quasi sapessi di essere sull’orlo di un nuovo futuro. «Maven cercherà di ucciderli, ma se noi li trovassimo prima di lui, potrebbero diventare…» «Il più grande esercito mai visto.» Farley si incanta al solo pensiero. «Un esercito di novisangue.»

Nel frattempo, Maven non si ferma davanti a niente e a nessuno pur di ritrovare e riavere la sua Mare, donna amata a arma terribile allo stesso tempo.

In "Spada di vetro" ci si concentra molto sulla guerra: battaglie all'ultimo sangue, carceri inespugnabili in cui penetrare, rivolte, sommosse e chi più ne ha più ne metta.

Non vi scrivo come finisce, ma credetemi: mi ha lasciato a bocca aperta con la voglia di correre subito a leggere il terzo volume che, per fortuna, avevo già a portata di mano.

Spada di vetro di Victoria Aveyard: recensione

"Spada di vetro", non ho nessun problema a dirlo, è il romanzo della serie che per ora mi è piaciuto di più.

L'ho trovato più movimentato rispetto al primo, con più scene di azione: duelli, lotte, battaglie ma anche fughe e ritirate.

Se "Regina rossa" si concentrava sulla vita nei palazzi degli Argentei e su quella nei villaggi e nelle città dei Rossi, qui invece la contrapposizione si sente meno.

Il fulcro principale dell'ambientazione ruota attorno alla base della Guardia Scarlatta  e ai mille personaggi che la compongono.

La Aveyard ha dato prova di una grande abilità: ha schierato molti personaggi, anche se non sempre è riuscita a dare il giusto spazio ad ognuno di essi.

Ce ne sono alcuni che saltano agli occhi più di altri, come Shade, Cameron o il vecchio compagno di giochi di Mare.

Allo stesso tempo l'autrice compie un duro lavoro di caratterizzazione dei personaggi principali.

Cal, l'erede spodestato, non ha più un posto dove stare: gli Argentei, il suo popolo, lo vogliono morto e i Rossi da parte loro pure. Non ha alcun punto di riferimento, è solo. Ha perso tutto: la famiglia, la posizione, le sue certezze. Dovrà ricostruirsi e guadagnarsi la fiducia degli altri, ma soprattutto dovrà capire da che parte stare.

In questo, Mare e Cal si assomigliano. Mare ha ritrovato la sua famiglia, la sua gente. Ma, a causa dei profondi cambiamenti che ha subito da quando ha scoperto i suoi poteri, loro non la riconoscono più.

Le tragiche esperienze hanno cambiato la ragazzina che era, trasformando Mare nella Sparafulmini, temuta come gli Argentei e forse divenuta, senza volerlo, troppo simile a loro.

Il nocciolo centrale de "La spada di vetro" potrebbe essere proprio la battaglia interiore tra bene e male:

Nessuno nasce malvagio, così come nessuno nasce solo. Lo si diventa per via di scelte e circostanze. Non puoi controllare le circostanze, ma le scelte…»

Quindi, per quanto tempo Mare riuscirà a controllare le proprie pulsioni, i propri desideri e a rimanere sull'orlo del precipizio senza cadere nel baratro?

La scelta finale scombussolerà la scacchiera e porrà le basi per le vicende future.

Dal punto di vista narrativo, ho notato però che le sequenze sono discontinue: non c'è fluidità tra un capitolo e l'altro, a volte ci sono delle brusche interruzioni.

Un capitolo si chiude in un modo e il capitolo successivo riprende la narrazione da un altro punto della storia. Manca quasi la connessione tra i due, come se ci fosse un buco temporale.

Probabilmente questa pecca è dovuta alla giovane età della scrittrice che tenta di fare qualcosa di più rispetto al primo ma manca ancora di competenza per poterlo fare.

Questo si nota in  modo chiaro nella descrizione della lotta tra la regina Elara e la Sparafulmini. Non vi dico di più per non spoilerare una delle scene centrali del romanzo, ma, essendo appunto così importante, non doveva essere gestita in questo modo.

Ciononostante, "Spada di vetro" è il degno successore di "Regina rossa", anzi, mi è piaciuto di più, perché mi sono affezionata ai vari personaggi che risultano più vivi e reali.

Ci vediamo venerdì prossimo per il capitolo successivo della saga.

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