Io e CF adoriamo partecipare ai pic-nic.

Ci piace molto la sensazione di libertà, il clima informale e goliardico che si crea quando si mangia all'aperto con altre persone.

L'ideale è quando riusciamo a trovare un'area attrezzata che abbia anche il barbecue.

Il problema, almeno nella nostra zona, è che i BBQ sono sempre sotto numerati, del tipo che se va bene ce n'è uno per quattro tavoli, il che significa uno da dividere con altri tre gruppi di persone affamate e scatenate.

Allora, quando si decide di fare una grigliata all'aperto qualcuno si deve immolare, alzarsi presto e correre ad occupare il barbecue.

Un paio di anni fa, sull'onda dell'entusiasmo, CF ha deciso di comperare un barbecue da tenere in giardino per organizzare delle favolose grigliate senza doversi spostare.

E' uno di quegli strumenti ingombranti, massicci che certo non si può portare in giro, completo di coperchio.

Potenzialmente ci si può cuocere perfino la pizza, pensate un po'.

Comunque CF ha deciso di imparare l'arte del BBQ, ché saper usare bene tale strumento non significa schiaffare su una bisteccazza e aspettare che cuocia lentamente.

Cucinare con il barbecue è un'arte davvero. E qui entro in gioco io, anzi, entra in gioco lei, Eleonora.

Ma andiamo con ordine. Mi sono imbattuta nel blog di Eleonora Magon, "Letto a quattro piazze", davvero per caso.

Questa donna mi ha colpito sotto molti aspetti e, credetemi, non basterebbe un'intera serie di post per descriverla.

Tra le varie cose che fa, l'autrice di "Letto a quattro piazze" si diletta pure con il barbecue.

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All'inizio CF era diffidente, ché nell'immaginario comune il BBQ è una cosa da uomo.

Beh, si è rassicurato quando gli ho gentilmente spiegato che Eleonora è un Giudice Certificato Internazionale di BBQ!

Abbiamo provato molte sue ricette che hanno riscosso un grande successo.

E da quel momento Eleonora per noi è semplicemente "la regina del BBQ".

Ho avuto poi la fortuna di incontrarla di persona in occasione del Mammacheblog 2018, da cosa nasce cosa ed è quindi con grande gioia che oggi condivido con voi una delle sue ricette più buone: le polpette al barbecue.

Ecco il post che Eleonora ha scritto apposta per l'occasione:

Polpette al barbeque

Estate per me fa rima con grigliate.

E’ il momento ideale per trascorrere le domeniche fuori in giardino con gli amici e preparare carne e verdure al BBQ.

Sono una grande appassionata e sfrenata mangiatrice di carne cucinata al BBQ.

Priscilla, l’amica che mi ha chiesto di consigliarle una ricetta per la famosa grigliata di ferragosto, mi ha da sempre ( con mio immenso piacere) chiamata “la regina del BBQ”.

Ad essere sincera sono più brava ad assaggiare che a cucinare la carne alla griglia, non per niente sono diventata Giudice Certificato Internazionale di BBQ.

Ma non perdiamo tempo in chiacchiere, ti spiego come fare delle facilissime polpette al barbecue.

Ovviamente devi essere dotato di un BBQ americano, per capirci di quelli con il coperchio.

Polpette al barbeque: ingrdienti per 15 polpette

  • 650 Gr di macinato di manzo, (perfetto quello per hamburger). La carne deve avere circa il 15% - 20% di grasso, per risultare morbida e saporita, con la carne magra rischi di ottenere delle pietre, gustose ma un po’ dure.
  • Pangrattato qb
  • 2 uova grandi
  • Aglio finemente tritato
  • 8 fette sottili di bacon
  • Rub (un misto spezie secche)
  • Salsa barbecue qb

PREPARAZIONE RUB

Mischiare tutti gli ingredienti successivamente elencati in una ciotola rendendo omogeneo il composto. Conservarlo fino all’utilizzo in un contenitore ermetico.

Di  RUB ce ne sono una varietà infinita, per questa ricetta utilizzeremo quello classico che spesso viene utilizzato sulle costine. L’unica attenzione è quella di rispettare le proporzioni degli ingredienti.

  • 3 cucchiai di sale
  • 2 cucchiaini di paprika
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 60gr di zucchero di canna grezzo.

Polpette al barbeque: procedimento

In una ciotola mischia la tritata, il pangrattato, le uova e l’aglio con le mani.

Quando avrai amalgamato il tutto bene, prepara le 15 polpette (circa 3 cm) poi avvolgi intorno ad ogni polpetta mezza fetta di bacon fermandola con uno stuzzicadenti.

Poi ricopri le polpette con il rub già pronto.

Non ti resta che accendere il BBQ, posizionare le polpette sulla griglia ben oliata e chiudere il coperchio.

Lasciale in cottura per circa 20 minuti e quando saranno ben rosolate spennella sopra ad ogni polpetta la salsa barbecue.

Richiudi il coperchio per altri 5 minuti.

Ecco, le tue polpette sono pronte, dopo averle fatte riposare per 5 minuti le puoi servire lasciando i tuoi ospiti a bocca aperta.

Buona grigliata a tutti!

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Foto presa dal sito https://www.seriouseats.com/

Ecco, allora cosa ne pensate? Scommetto che anche voi  non sapevate che il bbq si può utilizzare anche per le polpette!

E non è tutto lì. Per saperne di più date un'occhiata al blog di Eleonora e poi fatemi sapere qual è la vostra ricetta preferita.

 

"Il giardino dei musi eterni lo hai mai letto?", mi chiede un giorno il mio collega.

"Dovresti provare, è incredibile."

Ed io l'ho fatto. Ed è stato fantastico.

Quindi il mio suggerimento per questo venerdì del libro non può essere che questo romanzo di Bruno Tognolini.

Il giardino dei musi eterni di Bruno Tognolini: brevi cenni alla trama

Il romanzo si apre con la gatta Ginger, razza Maine Coon, che si risveglia la mattina, bene come non si sentiva da tempo immemorabile.

Si guarda attorno spaesata perché non riconosce il luogo in cui si trova. Pare un giardino, ci sono anche degli strani poggia schiena di pietra.

Il suo sconcerto aumenta quando viene apostrofata da una vetusta testuggine, un piccolo uccellino e un grosso cagnolone.

Lo sconcerto si tramuta in terrore puro quando Ginger realizza di essere passata a miglior vita e che il posto in cui si trova è un cimitero per animali.

Grazie al fantastico trio, soprattutto grazie alla guida della vecchia tartaruga, Ginger comincerà a confrontarsi con i grandi quesiti legati alla vita e alla morte.

A poco a poco la gatta si abituerà al suo nuovo status di Animan, si abituerà ad essere individuo e totalità, ad essere gatto, cane e tutti gli altri animali assieme.

E mentre noi con lei prendiamo pian piano confidenza con il mondo dei morti, con le sue regole e le sue abitudini, e facciamo conoscenza con tutta la moltitudine di Animan che popolano il cimitero, le cose pian piano cominciano a cambiare.

I toni del romanzo si fanno da poetici e filosofeggianti a cupi e misteriosi ed improvvisamente la trama prende la svolta di un thriller: alcuni abitanti del cimitero cominciano misteriosamente a scomparire.

La saggia tartaruga, antica quanto il mondo, raduna una squadra di emergenza per far fronte all'accaduto.

Ginger, come tutti i gatti, spicca per le sue doti investigative e comincia a tenere d'occhio il custode che, con il suo cane, vaga tra una tomba e l'altra impegnato in qualche misteriosa ricerca.

Le sue investigazioni non risparmiano nessuno, nemmeno la Vecchina, una medium - Saltafossi nel linguaggio degli Animan- che ogni giorno si reca a fare quattro chiacchiere con gli spiriti degli animali.

Il mistero si infittisce quando, durante le visite degli umani, Ginger si scontra con degli inquietanti peluches, dallo sguardo assai vivido e tormentato.

Chi sarà il responsabile delle sparizioni? Riusciranno gli Animan a conservare il loro giardino dei musi eterni che il comune è intenzionato a utilizzare in altro modo?

Le risposte nel finale che getta una nuova luce sul rapporto tra esseri umani e animali.

Il giardino dei musi eterni di Bruno Tognolini: recensione

Non ho mai letto nulla di Bruno Tognolini, per cui "Il giardino dei musi eterni" è stato il primo romanzo con cui mi sono approcciata a questo autore.

La scrittura di Tognolini mi ha ricordato, per certi versi, quella di Stefano Benni: poetica, visionaria, ricca di nuovi termini.

Tognolini ha la particolarità di affrontare i grandi temi come la morte e la vita dopo la morte con un approccio semplice ma allo stesso tempo intenso e per nulla scontato.

Attraverso le parole della saggia Mama Kurma lo scrittore ci comunica la sua idea di spiritismo: nella morte ognuno di noi, pur mantenendo una sua identità ed individualità, diventa un tutt'uno con gli altri esseri viventi, con gli altri elementi della terra, quasi come se avvenisse un ritorno al brodo primordiale che ha dato origine alla vita stessa.

Anche la "virata" verso il romanzo giallo non si discosta da questo contesto: trovare il colpevole delle sparizioni misteriose significa mettere in discussione il rapporto che noi come esseri umani abbiamo con gli altri animali.

Tognolini attraverso le azioni del responsabile mette in evidenza l'egoismo della specie umana, il disprezzo con cui la nostra razza tratta gli altri esseri viventi, attribuendosi addirittura la facoltà di decidere per loro dopo la morte stessa.

Per fortuna lo scrittore evidenzia anche il retro della medaglia: ci sono esseri umani, soprattutto i bambini, ancora in grado di creare un legame empatico con i loro amici a quattro zampe, di entrare in simbiosi con loro in modo tanto forte da prevaricare la morte stessa.

"Il giardino dei musi eterni" è un romanzo caleidoscopico che cambia a seconda del lettore che si trova di fronte.

Adatto anche ad un pubblico di adolescenti e perfino ai bambini per il messaggio universale che trasmette; ognuno poi capisce e approfondisce la lettura in base alla propria età.

E' impossibile rimanere impassibili durante la lettura, soprattutto se amate gli animali: commovente, ironico e a tratti divertente.

"Il giardino dei musi eterni" è un libro che scava nell'anima e nel cuore: dopo averlo letto è impossibile non sentirsi diversi.

Tu sei tutti e tu sei tu"

Come ogni venerdì, un grande e doveroso ringraziamento va a Paola di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

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Doveva arrivare fine giugno per riuscire ad organizzare una merenda per bambini a casa nostra.

La Ninfa è oramai da mesi che mi tartassa con questa richiesta, poverina.

Tutte le sue amiche della scuola materna si incontrano periodicamente a casa dell'una o a casa dell'altra per fare merenda.

La mia pupa a volte viene invitata ma devo sempre chiedere alla nonna se per cortesia riesce a portarla.

Anche se la nonna lo fa, so bene che per lei è più un obbligo che un piacere e quindi la maggior parte delle volte ringrazio dell'invito ma rifiuto educatamente.

La Ninfa oramai ha cinque anni ed è in quell'età in cui comincia a fare paragoni con le sue amiche.

Perché le mamme degli altri bambini vanno a prenderli alla materna  e tu non vieni mai a prendermi?

Perché io sono al lavoro a quell'ora.

Perché le mamme delle altre le accompagnano alle feste di compleanno e tu non mi accompagni mai?

Perché sono al lavoro, ma se le fanno il sabato o la domenica ti accompagno volentieri

Perché le mamme delle mie amiche organizzano la merenda e tu no?

Perché io lavoro e non sono a casa.

Non trovo affatto giusto che i miei figli non riescano ad avere un minimo di vita sociale o a fare altro perché io lavoro.

Ma allo stesso tempo non è corretto che i nonni si sobbarchino sempre gli impegni dei nipotini.

Come sempre, il giusto sta nel mezzo.

Ho già detto che  a volte sia la Ninfa che Ringhio vengono gentilmente accompagnati a merende e feste di compleanno.

Secondo me è giusto anche ricambiare, quindi stavolta ho chiesto senza mezzi termini ai nonni di turno di organizzare una merenda a casa nostra.

Anzi, per meglio dire, di supervisionare la merenda, perché ad organizzare ci ho pensato io.

Per organizzare una merenda coi bambini, per prima cosa decidete dove volete farla.

Noi abbiamo optato per casa nostra, quindi all'interno.

In base allo spazio che avete a disposizione, procedete con gli inviti.

Ecco, non prendete esempio da me: avevo chiesto alla Ninfa i nomi di due sue amiche, che poi sono diventate quattro  e per par condicio abbiamo invitato anche un paio di amichetti di Ringhio.

Totale: oltre ai miei due oggi in casa ci saranno sette esserini agitati e strillanti tra i tre e i sei anni.

Quando l'ho detto a mio papà, a momenti chiama subito l'agenzia viaggi e si fa anticipare il volo per Gran Canaria!

I miei pupi sono al settimo cielo, chiaro, neanche stessimo organizzando il party di compleanno.

Ho avvisato le mamme che noi abbiamo i gatti in casa giusto per essere sicura che nessuno abbia delle allergie. Vorrei evitare di ritrovare bambini rantolanti e ansimanti sul tappeto del soggiorno per via del pelo del gatto.

Allo stesso tempo ho anche chiesto se qualcuno aveva qualche intolleranza o allergia alimentare, giusto per stare tranquilla.

Visto che tutto sembrava essere a posto, ho stabilito cosa preparare.

La merenda dovrebbe apportare circa il 10% delle calorietotali della giornata, il che vuol dire che dovrebbe spezzare la fame tra il pranzo e la cena.

Ma se invito dei bambini per la merenda, devo comunque preparare qualcosa di goloso e allettante.

Ingrediente escluso a priori: il cioccolato. Goloso sì, ma nelle mani di un bambino si trasforma in un'arma micidiale.

Ho visto bimbi con un biscotto di cioccolato in mano fare cose che voi umani...

Mi sono orientata verso una più sicura crostata di marmellata a cui ho deciso di abbinare dei semplici biscotti di pasta frolla al limone spolverizzati di zucchero a velo.

Per il salato, su richiesta dei miei figli, ci saranno le classiche pizzette e le girelle salate.

Infine, una bella macedonia con fragole e banane.

Da bere succhi di frutta a volontà e acqua naturale.

Preparerò una tavola semplice, con bicchieri e piatti di plastica colorata e tanti tovaglioli (che con i bambini non bastano mai).

Ed infine, non si può lasciare una decina di bambini senza qualche regola: la merenda si fa esclusivamente in soggiorno, non si mangia e beve nelle altre stanze della casa.

La camera di mamma e papà è off-limits: gli unici che ci possono stare sono i gatti, che si rifugeranno sotto il letto.

Si può giocare a qualsiasi cosa ma poi si deve riordinare. Va bene truccarsi e travestirsi, giocare con i giochi in scatola, disegnare ma eviterei le tempere.

Si può uscire in cortile a giocare a palla e a fare le bolle, ma non si deve andare dove c'è il cane, che non apprezza per niente la compagnia dei bambini.

Tutto qui. A me sembra abbastanza, ma essendo una principiante ditemi voi se ho tralasciato qualcosa.

Se devo essere sincera un filino d'ansia ce l'ho: troverò ancora la casa?

Ma soprattutto, in che condizioni saranno i nonni?

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Siamo a giugno, il mese dell'anno che rimanda immediatamente alla chiusura delle scuole.

La scuola dell'infanzia (ho già detto che per me sarà sempre l'asilo?) chiuderà i battenti il trenta giugno, ma, oltre alla festa di fine anno con cui vi sbomballerò di cui vi parlerò più avanti, con la chiusura delle scuole finisce ufficialmente anche la stagione dei compleanni.

Niente da dire contro le feste di compleanno. Io sono una di quelle mamme che adora andare alle feste, perfino a quelle bambinesche.

Semplicemente io non ci vado, perché la maggior parte delle volte vengono fatte quando sono ancora in ufficio.

Il che non significa che i miei bambini non ci vadano. Se i nonni sono disponibili o il papà è a casa, anche loro si trasformano volentieri in party-children.

La cosa di cui mi devo sempre occupare invece restano i regali di compleanno.

Che se già è difficile regalare qualcosa a qualcuno che si conosce, figuriamoci poi farlo a bambini che sono solo un nome e niente più, il cui volto riesco a vedere solo nella foto di gruppo di Natale.

Ecco, prossimamente Ringhio presenzierà al compleanno di un suo compagno di classe.

Il mio vispo pargolo è tornato a casa raggiante per la quinta volta con un invito in mano.

Cf ed io non lo eravamo altrettanto: lui perché deve accompagnare il pupo e presenziare (e CF non è un party-boy), ché mollare Ringhio ad una festa equivale a sabotarla e finire in causa con i genitori del festeggiato, ed io perché devo provvedere al temutissimo regalo.

Ecco quindi il dilemma:  cosa regalare ad un bambino di quattro anni?

Beh, mi son detta, facciamocelo dire da lui, da Ringhio!

Ho la (s)fortuna di avere un esemplare maschio di quattro anni in perfette condizioni sotto mano, perché non sfruttarlo?

Tralasciando la sua passione smodata e intramontabile per i dinosauri, che spero non affligga altre madri, cosa desiderano i bambini di quattro anni?

Siccome mio figlio ha problemi di linguaggio, più che farmelo dire a parole mi sono servita delle esperienze precedenti.

Secondo la mia esperienza di mamma di un maschio di quattro anni, questi sono i regali papabili.

Cosa vorrebbe come regalo un bambino di quattro anni

Monopattino

A quatto anni i bambini sanno già muoversi bene, alcuni (non faccio nomi) si divertono a scalare la qualunque, sono diventati abili e coordinati e hanno già un senso dell'equilibrio abbastanza sviluppato.

Ora che sta arrivando l'estate è bello stare all'aria aperta, per cui il regalo numero uno è un bel monopattino: se ne trovano oramai di tutti i tipi ad un prezzo abbordabile.

Costruzioni di ogni tipo

I bambini impazziscono all'idea di costruire qualcosa, di montare e di smontare, di creare.

Ho avuto modo di affrontare l'argomento costruzioni con diverse mamme e papà nel periodo di dicembre, per la notte magica di Santa Lucia e per Natale.

Meglio le Lego Duplo o quelle della Playmobil? Secondo me i pupi si divertono sia con uno che con l'altro e poi ci sono talmente tante proposte che è impossibile non trovare qualcosa di carino: animali, città, mezzi di trasporto...

E' già uscita la serie dedicata ai dinosauri sull'onda dell'ultimo film di Jurassic World:il regno distrutto, sapevatelo.

Ma costruzioni non vuol dire solo mattoncini: esistono anche le costruzioni magnetiche, molto originali e molto versatili, forse un tantino meno scontate.

Per cui costruzioni è la mia idea regalo numero due.

Banco da lavoro

Come tutti i bambini di quattro anni, Ringhio è affascinato dalle riproduzioni in formato bambino che gli permettono di imitare i grandi.

A quattro anni siamo ancora nella fase del gioco di ruolo, per cui un banco da lavoro, quello con seghe, martello e trapano, potrebbe essere una buona idea, soprattutto se magari ci si associa con altre mamme (e qui whatsapp torna utile, no?)

Ci sono comunque anche dei banchi da lavoro interessanti in versione compatta che non sono affatto male.

Ho detto banco di lavoro, ma potrebbe essere anche una cucina o una valigetta del dottore.

Quindi banco di lavoro o affini è la mia terza opzione per un regalo.

Giochi da tavolo

Questo è un campo che non conosco molto bene. Non ho ancora comperato giochi da tavolo per i miei bimbi perché mi sono sempre sembrati piccoli.

Invece iniziano proprio ora a sviluppare le doti sociali, a capire come giocare con gli altri e anche come rispettare le regole.

Devo dire infatti che recentemente Ringhio e la Ninfa hanno avuto modo di provare alcuni giochi da tavolo molto divertenti che, secondo me, mi chiederanno come regalo tra qualche mese.

I giochi in questione sono "Acchiappa il coniglio", "Lampo di genio" e "Occhio al fantasma".

Si sono divertiti un sacco e non solo loro!

Per cui questo è il mio suggerimento numero quattro per un fantastico regalo di compleanno.

Sabbia cinetica

Ed infine ecco la proposta numero cinque: la sabbia cinetica.

La sabbia cinetica è stata una scoperta del Seridò: è un composto particolare formato da sabbia e altri ingredienti che permette ai bambini di darle qualsiasi forma, dalle classiche formine ad altro.

La particolarità di questa sabbia -udite, udite!- è che non sporca. Ripeto, care mamme: la sabbia cinetica non sporca.Non macchia né i vestiti né le superfici dei mobili.

Se sbadatamente (perché sono sicura che non lo farà mai apposta) vostro figlio la sparge per la casa tranquille: basta usare una pallina fatta fatta con la sabbia stessa e raccattare quella che trovate in giro che come per magia si incollerà alla palla!

La bellezza della sabbia cinetica è che si modella come sabbia normale, per cui via con la fantasia: castelli, roccaforti, poste per biglie o paesaggi di dune per macchinine o animali.

Insomma, una figata pazzesca!

Ho scritto che sono proposte per un bambino, ma è sotto inteso che vanno bene anche per una bambina, no?

Non so su cosa mi orienterò, ma sono sicura che comunque al pupo piacerà il mio regalo (almeno spero...)

Se volete aiutarmi ad allungare la lista, i vostri suggerimenti sono ben graditi.

Avete tempo fino a sabato...

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Le cose organizzate all'ultimo minuto o non organizzate affatto sono, paradossalmente, quelle che riescono meglio.

Detto da una maniaca del controllo come me suona strano eppure è così.

La scampagnata di ieri al Parco Airone ne è la prova.

Nata da un'idea improvvisa di CF avuta la sera prima, il Parco Airone si è rivelata una meta adatta a tutta la famiglia, a prova di bambino.

Parco Airone: dove si trova e cosa fare

Il Parco Airone è un'oasi naturalistica che si trova a Bedizzole, in provincia di Brescia.

Bedizzole è un paese che dista venti km da Brescia, in direzione lago di Garda.

La passeggiata inizia presso il vecchio mulino di Bettoletto, ancora in uso, dove si macina la farina gialla usata per fare la polenta e non solo.

L'ingresso alla riserva naturale è gratuito ed è riconoscibile perché lì vicino c'è un bar, per cui se non vi siete attrezzati potete trovare cibo e bibite.

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Il percorso è lungo circa un kilometro e mezzo ma si può proseguire oltre i confini del parco e arrivare fino a Salò, percorrendo la pista ciclabile chiamata Gavardina.

Visto l'instabilità del tempo, siamo partiti con felpe e k-way.

Ma la nostra precauzione si è rivelata del tutto inutile perché per una gran botta di culo sfortuna sfacciata ieri è stata una giornata quasi estiva con temperature sopra i 25°C.

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Assieme a noi è venuta una coppia di amici con una bambina dell'età della Ninfa e un bel cagnolino di taglia medio-piccola.

Così il nostro gruppo era formato da quattro adulti, tre bambini e un cane.

Il Parco Airone offre un percorso veramente facile: una strada larga e in terra battuta alternata a ghiaietta totalmente pianeggiante, ideale per famiglie sia a piedi che in bicicletta, anche con i passeggini.

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Il sentiero si snoda attraverso un boschetto che garantisce una discreta ombra (e per fortuna, perché eravamo equipaggiati per la pioggia ma non per il sole, per cui non avevamo nemmeno un cappellino).

I cani vanno tenuti al guinzaglio ma, a parte questo, non ci sono altre particolari restrizioni, se non quelle di rispettare la natura e di tenere pulito il parco.

La strada fiancheggia il fiume Chiese a cui è possibile accedere attraverso comodi sentieri.

Le rive del fiume Chiese sono sassose e con piccole "spiagge" naturali per cui in estate è il luogo ideale per rinfrescarsi un po'.

CF  ha scoperto che nel Parco Airone è possibile pescare liberando poi il pescato e quindi secondo me sarà una meta papabile per i mesi futuri.

A questo aggiungiamo che il parco è disseminato di aree pic-nic attrezzate con tavoli, panche e barbecue in pietra.

Abbiamo scoperto infatti che è possibile arrivare vicino alla zona pic-nic direttamente in auto, seguendo la strada che parte dal campo sportivo di Bedizzole.

Vicino all'area pic-nic c'è anche un piccolo parco giochi, per cui i bambini hanno ovviamente deciso di infischiarsene della camminata e di depositare armi e bagagli per "accamparsi lì", per dirla a modo loro.

Abbiamo colonizzato un tavolo, steso il nostro telo impermeabile sotto un albero e tirato fuori cibo e bibite come se non ci fosse un domani.

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Anche quando le cose vengono organizzate all'ultimo minuto, noi donne riusciamo comunque a compiere miracoli, per cui via a frittate, macedonie, insalate varie e tanto altro come un pic-nic che si rispetti.

Certo, la prossima volta ci porteremo anche gli ingredienti tipici per una grigliata che si rispetti, ma per questa volta è andata bene anche così.

Dopo aver mangiato, i bambini hanno deciso di comune accordo che erano pronti per "esplorare il bosco", per cui zaino (vuoto) in spalla e abbiamo terminato il percorso, seguendo i ritmi dei nostri piccoli protagonisti.

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Siccome il Parco Airone è una zona naturalistica, si possono trovare cartelli informativi sulla flora e la fauna locale: oltre all'airone cinerino è possibile avvistare anche donnole e topi ragno.

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Noi, a parte i pesci nell'acqua trasparente del Chiese, abbiamo visto solo qualche uccello (non me ne vogliate, ma non sono in grado di dirvi di che specie), ma ci siamo divertiti lo stesso.

La Ninfa, Ringhio e la loro amichetta hanno buttato i sassi nel fiume, raccolto i fiori, seguito le formiche, raccattato bastoni di legno per accendere il fuoco per la notte - erano davvero convinti che avremmo dormito lì-  e svolto altre tipiche attività bambinesche.

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Infine siamo tornati al parco per una merenda veloce -non so, quando si fanno questi pic-nic si finisce sempre per mangiare in maniera esagerata- e i bambini hanno socializzato con altri loro simili provando le varie attrazioni mentre noi adulti ce ne siamo stati satolli e soddisfatti a poltrire sotto gli alberi.

Il Parco Airone ci ha stupito e soddisfatto, perché offre davvero la possibilità a tutti di rilassarsi a contatto con la natura.

Chi è sportivo può seguire i percorsi guidati fermandosi alle stazioni per svolgere vari esercizi, chi invece vuole riposarsi può sedersi sulle panchine di legno.

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Insomma, al Parco Airone ce n'è per tutti i gusti, nulla da dire.

Come sempre sono le cose più semplici a rivelarsi più piacevoli e più affascinanti, sia per gli adulti che per i bambini.

Credo proprio che ci ritorneremo, speriamo presto, tempo permettendo, magari con un bel gruppo di amici.

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Se volete saperne di più sui percorsi adatti non solo alle famiglie nel territorio di Brescia, perché non date un'occhiata al gruppo di Facebook "Esploratori di sentieri bresciani"? Potete trovare tanti suggerimenti su come visitare monti e valli di questo territorio e tutto a misura di bambino.

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Mamma che blog: cos'è e come partecipare

Sabato scorso ho avuto l'opportunità di partecipare al "Mamma che blog".

Il "Mamma che blog" è un evento creato da Fattore Mamma con il duplice scopo di offrire opportunità di formazione per le mamme blogger attraverso dei corsi gratuiti su varie tematiche e di avvicinare le aziende al mondo dei blog, offrendo l'occasione di conoscere eventuali sponsor.

In più permette alle partecipanti di incontrare altre mamme blogger nel mondo reale e, siccome da cosa nasce cosa, di instaurare e creare una rete di collaborazione.

Anche se lo conoscevo già, non ho mai avuto modo di parteciparvi.

Di solito il "Mamma che blog" si tiene due volte l'anno, una in primavera e l'altra in autunno al Palazzo delle Stelline in quel di Milano.

Da quest'anno invece resta solo l'appuntamento di maggio, ridotto da due giornate ad una sola.

Perdermelo anche questa volta, quindi,  sarebbe stato davvero un errore imperdonabile.

Così ho fatto carte false pur di andarci, che in altri termini significa ingaggiare i nonni per guardare gli irrequieti pargoli, visto che CF per la giornata di sabato era fuori uso e trovare un buco per svolgere le attività che di solito faccio il sabato.

Ma siccome sono una mamma che lavora e quindi l'organizzazione è il mio pane quotidiano, ce l'ho fatta anche stavolta ( un applauso, please!)

La mia prima volta al Mamma che blog

Per me è stata quindi la prima volta al "Mamma che blog" e dire che ero emozionatissima non rende bene l'idea.

La sera prima ho faticato a prendere sonno, pensando a chi avrei incontrato e a tutti quei corsi da seguire.

La mattina, come per tutte le donne, mi sono fatta prendere dal panico e dall'ansia da prestazione.

"Andrò bene vestita così? Non farò brutta figura? Trucco sì, trucco no? Oddio, saranno tutte tiratissime e farò la figura della montanara"

E poi: "Ho preso tutto: biglietto, blocco, penna..."

Insomma, ero davvero in preda ad una giostra emozionale pari a quella pre-esame, tanto che mi sono lasciata convincere da CF a cambiare le scarpe e a indossarne un paio un tantino più carino ma decisamente scomodo (ma questa è un'altra storia, non divaghiamo!).

Sfidando la mia proverbiale diffidenza  immotivata verso Milano, ho preso il "Freccia rossa" e ho iniziato la mia avventura.

Raggiungere il Palazzo delle Stelline non è stato per niente difficile e in più appena scesa dalla metropolitana ho incontrato altre due ragazze che si stavano dirigendo al "Mamma che blog" con cui ho fatto la strada.

Arrivate a destinazione, ci siamo dirette al banco dell'accoglienza dove ci hanno dato il badge e una sacca con il logo del "Mamma che blog" piena di prodotti della Valfrutta, uno degli sponsor dell'evento.

Gli organizzatori hanno allestito un buffet per la colazione.

Tra un caffè e una brioche sono iniziati i primi incontri con le altre mamme blogger: ognuna delle partecipanti buttava l'occhio sul badge delle sue vicine per vedere il nome del blog.

E' stata un'emozione unica abbracciare dal vivo Paola di Homemademamma, soprattutto perché non avevamo programmato di vederci lì.

mammacheblog-2018qui con Paola
mammacheblog-2018-qui con Paola

Allo stesso modo è stato fantastico conoscere Chiara (Piano terra, lato parco) Eleonora (Letto a quattro piazze), Maddalena (Pensieri Rotondi), Silvia (Scintille di gioia), Diana (Piccole mamme crescono) e Angela (Supermamma) solo per citare quelle a cui mi sento "mediaticamente" più legata.

mammacheblog-2018-Foto di gruppo (Maddalena, Diana, Eleonora, Angela ed io)
mammacheblog-2018-Foto di gruppo (Maddalena, Diana, Eleonora, Angela ed io)
mammacheblog-2018-eccomi con Chiara ed Eleonora
mammacheblog-2018-eccomi con Chiara ed Eleonora

Accanto a noi povere e comuni blogger normali c'erano le mamme blogger dei grandi numeri, quelle che scatenano sempre (immagino) un gran numero di chiacchiere sul loro più o meno meritato trovarsi in cima alla vetta.

Vetta sulla quale, peraltro, non stanno arroccate come le dee dell'Olimpo: sono mamme disponibili a fare due chiacchiere con chiunque le approcci.

Dopo la colazione, la simpatica Jolanda (uno dei miei idoli indiscussi, la fondatrice di Filastrocche.it e se siete mamme basta questo a farvi capire chi è) ha introdotto la presentazione del libro "Come se tu non fossi femmina" di Annalisa Monfreda, direttrice di "Donna Moderna" e "Starbene" di cui parlerò prossimamente.

mammacheblog-datemiunam-2018-Jolanda e Annalisa Monfreda
mammacheblog-2018-Jolanda e Annalisa Monfreda

E' stata una presentazione illuminante, in cui sono emerse tematiche quali la felicità dei genitori, l'indipendenza e l'inclinazione dei figli, la parità di genere e tanto altro.

A questo punto, devo dire che la cosa che mi ha colpito di più è stata questa: le discussioni e gli scambi di opinione che ne sono seguiti tra i vari gruppi di mamme che, in modo del tutto spontaneo, si sono ritrovate a discutere dell'argomento.

Mi ha stupito in positivo che le donne presenti si siano subito lanciate in conversazioni di un certo peso, tralasciando le banalità che magari avrei sentito se la presentazione fosse stata fatta con un altro tipo di pubblico.

La presentazione del libro è stata solo l'incipit ai corsi più seri.

Visto che sono una novellina della blog sfera, com'era prevedibile, ho seguito il corso tenuto da Barbara Damiano e dal suo simpaticissimo marito.

Per chi non sapesse  di chi sto parlando, sappiate che si tratta dei fondatori del portale "Mammafelice", dove è possibile trovare un sacco di informazioni anche pratiche sul mondo dei bambini.

Seguo Barbara da prima di diventare mamma, perché trovo che sia una persona positiva e piena di voglia di vivere e inoltre abbiamo idee molto simili su come approcciare la vita e il mondo che ci circonda.

Nelle vesti di relatori sia Barbara che Nestore sono stati bravissimi, tanto che ho imparato di più da un loro singolo corso che dai manuali letti finora

mammacheblog-2018-Barbara ed io
mammacheblog-2018-Barbara ed io

Non mi è andata altrettanto bene il pomeriggio, perché ho trovato la lezione molto disordinata da seguire e un tantino noiosa, ma forse ero in preda alla stanchezza postprandiale dovuta al buonissimo pranzo offerto dagli organizzatori del "Mamma che blog".

Tra un corso e l'altro le chiacchiere tra mamme blogger hanno preso il sopravvento.

Conoscersi fuori dalla rete è strano: quando leggiamo i vari blog ci immaginiamo le autrici esattamente allo stesso modo con cui ci creiamo i personaggi di un racconto.

Incontrarli quindi nel mondo reale mi ha fatto lo stesso effetto che  vedere la trasposizione cinematografica dei miei personaggi preferiti.

Quando uno si trova di fronte all'attore che impersona, che ne so, Harry Potter, c'è sempre quell'attimo di perplessità che ci fa pensare "Ma dai, me l'immaginavo diverso".

Non bastano le immagini di Facebook o di Instagram per prepararti all'incontro con la persona reale.

Le amiche virtuali che sono diventate reali mi sono piaciute molto di più in questa dimensione che nell'altra.

Parlando di persona si ha modo di vedere le espressioni, la mimica, le intonazioni della voce e tutto il resto e si ha quindi una prospettiva più vera del nostro interlocutore e già solo per questo vale la pena di andare al "Mamma che blog".

Mamma che blog: formazione, socializzazione e tanto altro

"Mamma che blog" è organizzato talmente bene da offrire modo alle partecipanti di potersi portare appresso l'intera famiglia.

Ci sono educatori ed animatori per i bambini dai tre anni in su che li intrattengono con giochi e altre attività.

Quest'anno per esempio hanno dato ai bambini la possibilità di provare gli strumenti musicali della Yamaha e di giocare con il nuovo Nintendo Labo.

Inoltre, per chi viene da lontano, ci sono anche convenzioni per quanto riguarda le sistemazioni in hotel o il parcheggio.

Per cui non c'è nessuna scusa per non partecipare al "Mamma che blog": formazione, socializzazione e divertimento a misura di mamma e di bambino.

E i papà? Scommetto che quelli che c'erano hanno trovato modo di divertirsi e di trascorrere una piacevole giornata in compagnia.