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Siamo a giugno, il mese dell'anno che rimanda immediatamente alla chiusura delle scuole.

La scuola dell'infanzia (ho già detto che per me sarà sempre l'asilo?) chiuderà i battenti il trenta giugno, ma, oltre alla festa di fine anno con cui vi sbomballerò di cui vi parlerò più avanti, con la chiusura delle scuole finisce ufficialmente anche la stagione dei compleanni.

Niente da dire contro le feste di compleanno. Io sono una di quelle mamme che adora andare alle feste, perfino a quelle bambinesche.

Semplicemente io non ci vado, perché la maggior parte delle volte vengono fatte quando sono ancora in ufficio.

Il che non significa che i miei bambini non ci vadano. Se i nonni sono disponibili o il papà è a casa, anche loro si trasformano volentieri in party-children.

La cosa di cui mi devo sempre occupare invece restano i regali di compleanno.

Che se già è difficile regalare qualcosa a qualcuno che si conosce, figuriamoci poi farlo a bambini che sono solo un nome e niente più, il cui volto riesco a vedere solo nella foto di gruppo di Natale.

Ecco, prossimamente Ringhio presenzierà al compleanno di un suo compagno di classe.

Il mio vispo pargolo è tornato a casa raggiante per la quinta volta con un invito in mano.

Cf ed io non lo eravamo altrettanto: lui perché deve accompagnare il pupo e presenziare (e CF non è un party-boy), ché mollare Ringhio ad una festa equivale a sabotarla e finire in causa con i genitori del festeggiato, ed io perché devo provvedere al temutissimo regalo.

Ecco quindi il dilemma:  cosa regalare ad un bambino di quattro anni?

Beh, mi son detta, facciamocelo dire da lui, da Ringhio!

Ho la (s)fortuna di avere un esemplare maschio di quattro anni in perfette condizioni sotto mano, perché non sfruttarlo?

Tralasciando la sua passione smodata e intramontabile per i dinosauri, che spero non affligga altre madri, cosa desiderano i bambini di quattro anni?

Siccome mio figlio ha problemi di linguaggio, più che farmelo dire a parole mi sono servita delle esperienze precedenti.

Secondo la mia esperienza di mamma di un maschio di quattro anni, questi sono i regali papabili.

Cosa vorrebbe come regalo un bambino di quattro anni

Monopattino

A quatto anni i bambini sanno già muoversi bene, alcuni (non faccio nomi) si divertono a scalare la qualunque, sono diventati abili e coordinati e hanno già un senso dell'equilibrio abbastanza sviluppato.

Ora che sta arrivando l'estate è bello stare all'aria aperta, per cui il regalo numero uno è un bel monopattino: se ne trovano oramai di tutti i tipi ad un prezzo abbordabile.

Costruzioni di ogni tipo

I bambini impazziscono all'idea di costruire qualcosa, di montare e di smontare, di creare.

Ho avuto modo di affrontare l'argomento costruzioni con diverse mamme e papà nel periodo di dicembre, per la notte magica di Santa Lucia e per Natale.

Meglio le Lego Duplo o quelle della Playmobil? Secondo me i pupi si divertono sia con uno che con l'altro e poi ci sono talmente tante proposte che è impossibile non trovare qualcosa di carino: animali, città, mezzi di trasporto...

E' già uscita la serie dedicata ai dinosauri sull'onda dell'ultimo film di Jurassic World:il regno distrutto, sapevatelo.

Ma costruzioni non vuol dire solo mattoncini: esistono anche le costruzioni magnetiche, molto originali e molto versatili, forse un tantino meno scontate.

Per cui costruzioni è la mia idea regalo numero due.

Banco da lavoro

Come tutti i bambini di quattro anni, Ringhio è affascinato dalle riproduzioni in formato bambino che gli permettono di imitare i grandi.

A quattro anni siamo ancora nella fase del gioco di ruolo, per cui un banco da lavoro, quello con seghe, martello e trapano, potrebbe essere una buona idea, soprattutto se magari ci si associa con altre mamme (e qui whatsapp torna utile, no?)

Ci sono comunque anche dei banchi da lavoro interessanti in versione compatta che non sono affatto male.

Ho detto banco di lavoro, ma potrebbe essere anche una cucina o una valigetta del dottore.

Quindi banco di lavoro o affini è la mia terza opzione per un regalo.

Giochi da tavolo

Questo è un campo che non conosco molto bene. Non ho ancora comperato giochi da tavolo per i miei bimbi perché mi sono sempre sembrati piccoli.

Invece iniziano proprio ora a sviluppare le doti sociali, a capire come giocare con gli altri e anche come rispettare le regole.

Devo dire infatti che recentemente Ringhio e la Ninfa hanno avuto modo di provare alcuni giochi da tavolo molto divertenti che, secondo me, mi chiederanno come regalo tra qualche mese.

I giochi in questione sono "Acchiappa il coniglio", "Lampo di genio" e "Occhio al fantasma".

Si sono divertiti un sacco e non solo loro!

Per cui questo è il mio suggerimento numero quattro per un fantastico regalo di compleanno.

Sabbia cinetica

Ed infine ecco la proposta numero cinque: la sabbia cinetica.

La sabbia cinetica è stata una scoperta del Seridò: è un composto particolare formato da sabbia e altri ingredienti che permette ai bambini di darle qualsiasi forma, dalle classiche formine ad altro.

La particolarità di questa sabbia -udite, udite!- è che non sporca. Ripeto, care mamme: la sabbia cinetica non sporca.Non macchia né i vestiti né le superfici dei mobili.

Se sbadatamente (perché sono sicura che non lo farà mai apposta) vostro figlio la sparge per la casa tranquille: basta usare una pallina fatta fatta con la sabbia stessa e raccattare quella che trovate in giro che come per magia si incollerà alla palla!

La bellezza della sabbia cinetica è che si modella come sabbia normale, per cui via con la fantasia: castelli, roccaforti, poste per biglie o paesaggi di dune per macchinine o animali.

Insomma, una figata pazzesca!

Ho scritto che sono proposte per un bambino, ma è sotto inteso che vanno bene anche per una bambina, no?

Non so su cosa mi orienterò, ma sono sicura che comunque al pupo piacerà il mio regalo (almeno spero...)

Se volete aiutarmi ad allungare la lista, i vostri suggerimenti sono ben graditi.

Avete tempo fino a sabato...

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Le cose organizzate all'ultimo minuto o non organizzate affatto sono, paradossalmente, quelle che riescono meglio.

Detto da una maniaca del controllo come me suona strano eppure è così.

La scampagnata di ieri al Parco Airone ne è la prova.

Nata da un'idea improvvisa di CF avuta la sera prima, il Parco Airone si è rivelata una meta adatta a tutta la famiglia, a prova di bambino.

Parco Airone: dove si trova e cosa fare

Il Parco Airone è un'oasi naturalistica che si trova a Bedizzole, in provincia di Brescia.

Bedizzole è un paese che dista venti km da Brescia, in direzione lago di Garda.

La passeggiata inizia presso il vecchio mulino di Bettoletto, ancora in uso, dove si macina la farina gialla usata per fare la polenta e non solo.

L'ingresso alla riserva naturale è gratuito ed è riconoscibile perché lì vicino c'è un bar, per cui se non vi siete attrezzati potete trovare cibo e bibite.

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Il percorso è lungo circa un kilometro e mezzo ma si può proseguire oltre i confini del parco e arrivare fino a Salò, percorrendo la pista ciclabile chiamata Gavardina.

Visto l'instabilità del tempo, siamo partiti con felpe e k-way.

Ma la nostra precauzione si è rivelata del tutto inutile perché per una gran botta di culo sfortuna sfacciata ieri è stata una giornata quasi estiva con temperature sopra i 25°C.

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Assieme a noi è venuta una coppia di amici con una bambina dell'età della Ninfa e un bel cagnolino di taglia medio-piccola.

Così il nostro gruppo era formato da quattro adulti, tre bambini e un cane.

Il Parco Airone offre un percorso veramente facile: una strada larga e in terra battuta alternata a ghiaietta totalmente pianeggiante, ideale per famiglie sia a piedi che in bicicletta, anche con i passeggini.

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Il sentiero si snoda attraverso un boschetto che garantisce una discreta ombra (e per fortuna, perché eravamo equipaggiati per la pioggia ma non per il sole, per cui non avevamo nemmeno un cappellino).

I cani vanno tenuti al guinzaglio ma, a parte questo, non ci sono altre particolari restrizioni, se non quelle di rispettare la natura e di tenere pulito il parco.

La strada fiancheggia il fiume Chiese a cui è possibile accedere attraverso comodi sentieri.

Le rive del fiume Chiese sono sassose e con piccole "spiagge" naturali per cui in estate è il luogo ideale per rinfrescarsi un po'.

CF  ha scoperto che nel Parco Airone è possibile pescare liberando poi il pescato e quindi secondo me sarà una meta papabile per i mesi futuri.

A questo aggiungiamo che il parco è disseminato di aree pic-nic attrezzate con tavoli, panche e barbecue in pietra.

Abbiamo scoperto infatti che è possibile arrivare vicino alla zona pic-nic direttamente in auto, seguendo la strada che parte dal campo sportivo di Bedizzole.

Vicino all'area pic-nic c'è anche un piccolo parco giochi, per cui i bambini hanno ovviamente deciso di infischiarsene della camminata e di depositare armi e bagagli per "accamparsi lì", per dirla a modo loro.

Abbiamo colonizzato un tavolo, steso il nostro telo impermeabile sotto un albero e tirato fuori cibo e bibite come se non ci fosse un domani.

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Anche quando le cose vengono organizzate all'ultimo minuto, noi donne riusciamo comunque a compiere miracoli, per cui via a frittate, macedonie, insalate varie e tanto altro come un pic-nic che si rispetti.

Certo, la prossima volta ci porteremo anche gli ingredienti tipici per una grigliata che si rispetti, ma per questa volta è andata bene anche così.

Dopo aver mangiato, i bambini hanno deciso di comune accordo che erano pronti per "esplorare il bosco", per cui zaino (vuoto) in spalla e abbiamo terminato il percorso, seguendo i ritmi dei nostri piccoli protagonisti.

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Siccome il Parco Airone è una zona naturalistica, si possono trovare cartelli informativi sulla flora e la fauna locale: oltre all'airone cinerino è possibile avvistare anche donnole e topi ragno.

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Noi, a parte i pesci nell'acqua trasparente del Chiese, abbiamo visto solo qualche uccello (non me ne vogliate, ma non sono in grado di dirvi di che specie), ma ci siamo divertiti lo stesso.

La Ninfa, Ringhio e la loro amichetta hanno buttato i sassi nel fiume, raccolto i fiori, seguito le formiche, raccattato bastoni di legno per accendere il fuoco per la notte - erano davvero convinti che avremmo dormito lì-  e svolto altre tipiche attività bambinesche.

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Infine siamo tornati al parco per una merenda veloce -non so, quando si fanno questi pic-nic si finisce sempre per mangiare in maniera esagerata- e i bambini hanno socializzato con altri loro simili provando le varie attrazioni mentre noi adulti ce ne siamo stati satolli e soddisfatti a poltrire sotto gli alberi.

Il Parco Airone ci ha stupito e soddisfatto, perché offre davvero la possibilità a tutti di rilassarsi a contatto con la natura.

Chi è sportivo può seguire i percorsi guidati fermandosi alle stazioni per svolgere vari esercizi, chi invece vuole riposarsi può sedersi sulle panchine di legno.

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Insomma, al Parco Airone ce n'è per tutti i gusti, nulla da dire.

Come sempre sono le cose più semplici a rivelarsi più piacevoli e più affascinanti, sia per gli adulti che per i bambini.

Credo proprio che ci ritorneremo, speriamo presto, tempo permettendo, magari con un bel gruppo di amici.

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Se volete saperne di più sui percorsi adatti non solo alle famiglie nel territorio di Brescia, perché non date un'occhiata al gruppo di Facebook "Esploratori di sentieri bresciani"? Potete trovare tanti suggerimenti su come visitare monti e valli di questo territorio e tutto a misura di bambino.

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Mamma che blog: cos'è e come partecipare

Sabato scorso ho avuto l'opportunità di partecipare al "Mamma che blog".

Il "Mamma che blog" è un evento creato da Fattore Mamma con il duplice scopo di offrire opportunità di formazione per le mamme blogger attraverso dei corsi gratuiti su varie tematiche e di avvicinare le aziende al mondo dei blog, offrendo l'occasione di conoscere eventuali sponsor.

In più permette alle partecipanti di incontrare altre mamme blogger nel mondo reale e, siccome da cosa nasce cosa, di instaurare e creare una rete di collaborazione.

Anche se lo conoscevo già, non ho mai avuto modo di parteciparvi.

Di solito il "Mamma che blog" si tiene due volte l'anno, una in primavera e l'altra in autunno al Palazzo delle Stelline in quel di Milano.

Da quest'anno invece resta solo l'appuntamento di maggio, ridotto da due giornate ad una sola.

Perdermelo anche questa volta, quindi,  sarebbe stato davvero un errore imperdonabile.

Così ho fatto carte false pur di andarci, che in altri termini significa ingaggiare i nonni per guardare gli irrequieti pargoli, visto che CF per la giornata di sabato era fuori uso e trovare un buco per svolgere le attività che di solito faccio il sabato.

Ma siccome sono una mamma che lavora e quindi l'organizzazione è il mio pane quotidiano, ce l'ho fatta anche stavolta ( un applauso, please!)

La mia prima volta al Mamma che blog

Per me è stata quindi la prima volta al "Mamma che blog" e dire che ero emozionatissima non rende bene l'idea.

La sera prima ho faticato a prendere sonno, pensando a chi avrei incontrato e a tutti quei corsi da seguire.

La mattina, come per tutte le donne, mi sono fatta prendere dal panico e dall'ansia da prestazione.

"Andrò bene vestita così? Non farò brutta figura? Trucco sì, trucco no? Oddio, saranno tutte tiratissime e farò la figura della montanara"

E poi: "Ho preso tutto: biglietto, blocco, penna..."

Insomma, ero davvero in preda ad una giostra emozionale pari a quella pre-esame, tanto che mi sono lasciata convincere da CF a cambiare le scarpe e a indossarne un paio un tantino più carino ma decisamente scomodo (ma questa è un'altra storia, non divaghiamo!).

Sfidando la mia proverbiale diffidenza  immotivata verso Milano, ho preso il "Freccia rossa" e ho iniziato la mia avventura.

Raggiungere il Palazzo delle Stelline non è stato per niente difficile e in più appena scesa dalla metropolitana ho incontrato altre due ragazze che si stavano dirigendo al "Mamma che blog" con cui ho fatto la strada.

Arrivate a destinazione, ci siamo dirette al banco dell'accoglienza dove ci hanno dato il badge e una sacca con il logo del "Mamma che blog" piena di prodotti della Valfrutta, uno degli sponsor dell'evento.

Gli organizzatori hanno allestito un buffet per la colazione.

Tra un caffè e una brioche sono iniziati i primi incontri con le altre mamme blogger: ognuna delle partecipanti buttava l'occhio sul badge delle sue vicine per vedere il nome del blog.

E' stata un'emozione unica abbracciare dal vivo Paola di Homemademamma, soprattutto perché non avevamo programmato di vederci lì.

mammacheblog-2018qui con Paola
mammacheblog-2018-qui con Paola

Allo stesso modo è stato fantastico conoscere Chiara (Piano terra, lato parco) Eleonora (Letto a quattro piazze), Maddalena (Pensieri Rotondi), Silvia (Scintille di gioia), Diana (Piccole mamme crescono) e Angela (Supermamma) solo per citare quelle a cui mi sento "mediaticamente" più legata.

mammacheblog-2018-Foto di gruppo (Maddalena, Diana, Eleonora, Angela ed io)
mammacheblog-2018-Foto di gruppo (Maddalena, Diana, Eleonora, Angela ed io)
mammacheblog-2018-eccomi con Chiara ed Eleonora
mammacheblog-2018-eccomi con Chiara ed Eleonora

Accanto a noi povere e comuni blogger normali c'erano le mamme blogger dei grandi numeri, quelle che scatenano sempre (immagino) un gran numero di chiacchiere sul loro più o meno meritato trovarsi in cima alla vetta.

Vetta sulla quale, peraltro, non stanno arroccate come le dee dell'Olimpo: sono mamme disponibili a fare due chiacchiere con chiunque le approcci.

Dopo la colazione, la simpatica Jolanda (uno dei miei idoli indiscussi, la fondatrice di Filastrocche.it e se siete mamme basta questo a farvi capire chi è) ha introdotto la presentazione del libro "Come se tu non fossi femmina" di Annalisa Monfreda, direttrice di "Donna Moderna" e "Starbene" di cui parlerò prossimamente.

mammacheblog-datemiunam-2018-Jolanda e Annalisa Monfreda
mammacheblog-2018-Jolanda e Annalisa Monfreda

E' stata una presentazione illuminante, in cui sono emerse tematiche quali la felicità dei genitori, l'indipendenza e l'inclinazione dei figli, la parità di genere e tanto altro.

A questo punto, devo dire che la cosa che mi ha colpito di più è stata questa: le discussioni e gli scambi di opinione che ne sono seguiti tra i vari gruppi di mamme che, in modo del tutto spontaneo, si sono ritrovate a discutere dell'argomento.

Mi ha stupito in positivo che le donne presenti si siano subito lanciate in conversazioni di un certo peso, tralasciando le banalità che magari avrei sentito se la presentazione fosse stata fatta con un altro tipo di pubblico.

La presentazione del libro è stata solo l'incipit ai corsi più seri.

Visto che sono una novellina della blog sfera, com'era prevedibile, ho seguito il corso tenuto da Barbara Damiano e dal suo simpaticissimo marito.

Per chi non sapesse  di chi sto parlando, sappiate che si tratta dei fondatori del portale "Mammafelice", dove è possibile trovare un sacco di informazioni anche pratiche sul mondo dei bambini.

Seguo Barbara da prima di diventare mamma, perché trovo che sia una persona positiva e piena di voglia di vivere e inoltre abbiamo idee molto simili su come approcciare la vita e il mondo che ci circonda.

Nelle vesti di relatori sia Barbara che Nestore sono stati bravissimi, tanto che ho imparato di più da un loro singolo corso che dai manuali letti finora

mammacheblog-2018-Barbara ed io
mammacheblog-2018-Barbara ed io

Non mi è andata altrettanto bene il pomeriggio, perché ho trovato la lezione molto disordinata da seguire e un tantino noiosa, ma forse ero in preda alla stanchezza postprandiale dovuta al buonissimo pranzo offerto dagli organizzatori del "Mamma che blog".

Tra un corso e l'altro le chiacchiere tra mamme blogger hanno preso il sopravvento.

Conoscersi fuori dalla rete è strano: quando leggiamo i vari blog ci immaginiamo le autrici esattamente allo stesso modo con cui ci creiamo i personaggi di un racconto.

Incontrarli quindi nel mondo reale mi ha fatto lo stesso effetto che  vedere la trasposizione cinematografica dei miei personaggi preferiti.

Quando uno si trova di fronte all'attore che impersona, che ne so, Harry Potter, c'è sempre quell'attimo di perplessità che ci fa pensare "Ma dai, me l'immaginavo diverso".

Non bastano le immagini di Facebook o di Instagram per prepararti all'incontro con la persona reale.

Le amiche virtuali che sono diventate reali mi sono piaciute molto di più in questa dimensione che nell'altra.

Parlando di persona si ha modo di vedere le espressioni, la mimica, le intonazioni della voce e tutto il resto e si ha quindi una prospettiva più vera del nostro interlocutore e già solo per questo vale la pena di andare al "Mamma che blog".

Mamma che blog: formazione, socializzazione e tanto altro

"Mamma che blog" è organizzato talmente bene da offrire modo alle partecipanti di potersi portare appresso l'intera famiglia.

Ci sono educatori ed animatori per i bambini dai tre anni in su che li intrattengono con giochi e altre attività.

Quest'anno per esempio hanno dato ai bambini la possibilità di provare gli strumenti musicali della Yamaha e di giocare con il nuovo Nintendo Labo.

Inoltre, per chi viene da lontano, ci sono anche convenzioni per quanto riguarda le sistemazioni in hotel o il parcheggio.

Per cui non c'è nessuna scusa per non partecipare al "Mamma che blog": formazione, socializzazione e divertimento a misura di mamma e di bambino.

E i papà? Scommetto che quelli che c'erano hanno trovato modo di divertirsi e di trascorrere una piacevole giornata in compagnia.

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Di cugini e di parenti si parla molto spesso e non sempre in termini lusinghieri.

Il famoso detto "parenti serpenti" mi sembra essere sempre più in voga.

Sicuramente ogni famiglia ha i suoi problemi relazionali, i suoi "panni sporchi" da lavare in casa.

I legami di sangue non si scelgono, ma per fortuna arrivati ad una certa età si può scegliere chi frequentare e chi no anche in famiglia.

Ho una vasta gamma di cugini e cugine, con alcuni non ho nessun rapporto, mentre con altri invece ci si sente più spesso.

I cugini sono quegli elementi ibridi, né carne né pesce, a metà strada tra un fratello e un amico, ma, a volte, più dell'uno e dell'altro.

 

Avendo un unico fratello di ben otto anni più giovane, la cuginanza per me è sempre stata molto importante.

Alcuni dei miei cugini sono stati un punto di riferimento in molte vicende della mia vita, anche se, a dir la verità, spesso lo sono stati in maniera inconsapevole.

Lo scorso fine settimana per la prima volta dopo quattro anni ci siamo incontrati con due dei miei cugini e con le rispettive famiglie.

Cf ed io ce ne siamo andati, con pupi al seguito, nel Canton Ticino, in Svizzera.

Siamo anche stati miracolati dal tempo, perché, contrariamente a qualsiasi previsione, anziché la pioggia preannunciata ci siamo trovati un bellissimo solleone.

I miei bimbi hanno conosciuto le figlie di mio cugino che ci ha ospitato per la notte.

E' stato buffo vedere questi bimbi all'opera nei primi passi verso la conoscenza reciproca.

Ringhio e la Ninfa giocavano in territorio sconosciuto, circondati da zii e cugini che non avevano mai visto.

Eppure dopo la timidezza iniziale hanno cominciato a prendere confidenza.

Ringhio è rimasto affascinato dai modi di mia zia, una signora sulla settantina, molto materna che si è divertita a coccolarlo e raccontargli fiabe e filastrocche.

La Ninfa invece ha fatto subito amicizia con le due bimbe di mio cugino. Essendo poi in un'età intermedia tra le due, si è divertita a giocare sia con la grande che con la piccola.

Sabato abbiamo passato un tempo interminabilee a tavola, com'è giusto che sia in queste occasioni, a gustare un bel pranzo arricchito con prodotti locali.

Abbiamo bevuto un "vino" (lo metto così perché c'è tutta una diatriba infinita sulla definizione di questo prodotto) fatto con l'uva fragola e assaggiato crostate con un mix di farine integrali provenienti da un mulino vicino.

Voglio spendere solo due parole sulla squisita cioccolata -non le tavolette già confezionate in vendita nei negozi- al peperoncino, ai lamponi e alle mandorle che vengono prodotte nelle cioccolaterie del posto!

La Ninfa e Ringhio si sono comportati in modo molto educato, contro qualsiasi mia catastrofica previsione.

Quando siamo stati in grado di alzarci, abbiamo fatto una passeggiatina a Lugano destinazione parco giochi, dove i quattro hanno potuto scatenare le loro energie, mentre gli adulti chiacchieravano all'ombra degli alberi.

La sera abbiamo salutato mio cugino, sua moglie e le due gatte e ci siamo avviati a Caslano, il piccolo paese dove abita l'altro mio cugino.

Quando siamo arrivati la Ninfa e Ringhio hanno sgranato gli occhi per lo stupore: c'erano tanti di quei giochi tra cui scegliere che sembrava di essere nel paese dei balocchi!

E mentre loro riprendevano a giocare, noi abbiamo avuto modo di continuare a chiacchierare davanti a un calice di vino.

Anche se non vedevo i miei cugini e i miei zii da un po', stare lì con loro ha azzerato tutto il tempo trascorso senza vederli.

La cuginanza fa questo effetto: ricordi passati, esperienze comuni, altri parenti di cui parlare, aggiornamenti sulle rispettive vite...

Siamo andati a letto quando le pupe hanno cominciato a dare segni di stanchezza, il che si traduce con litigi e battibecchil.

Il giorno dopo i fantastici quattro ci hanno svegliato all'alba, troppa l'eccitazione di passare ancora del tempo a giocare assieme.

Lungolago di Caslano

Un bel giro sul lungolago del paese (stavolta mi sono ricordata di fare qualche foto), un paio d'ore al parco giochi e poi di nuovo pranzo in famiglia.

A malincuore siamo ripartiti il pomeriggio, le bimbe si sono sprecate in abbracci e baci degni di un'opera teatrale, con qualche lacrimuccia qua e là e la promessa di rivederci al più presto.

Tirando le somme, è stato un fine settimana davvero rilassante: i bimbi si sono comportati bene e questo mi ha permesso di godermi la compagnia della mia famiglia fino all'ultimo istante.

Ed era proprio quello di cui avevo bisogno in questo periodo dove mi sembra di correre e girare in tondo come una trottola solo per ritrovarmi al punto di partenza.

Spero davvero che anche il nostro incontro si svolgerà in un clima rilassato, nonostante i vari problemi che ci sono in questo momento sul fronte svizzero, dovuti all'età avanzata dei miei zii e alle loro condizioni di salute.

Quest'esperienza è stata utile anche per la Ninfa e Ringhio, che stanno realizzando che la famiglia non è solo mamma, papà e nonni ma anche qualcosa in più.

Spero solo di essere in grado di insegnare loro che la famiglia non è solo un peso come tanti vogliono farci credere, ma a volte è anche una grande risorsa, sia dal punto di vista emotivo che pratico.

Voi che rapporto avete con i vostri cugini?

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Ho approfittato del bel sole primaverile del lunedì dell'Angelo per regalarmi due ore di sana lettura, solo per me.

Mentre i bambini scorrazzavano sui prati fioriti come due selvaggi, mi sono seduta comodamente ai piedi di un olivo e ho iniziato a leggere "Viola e verde".

"Viola e verde" di Pamela della Mina è il primo (e mi auguro non ultimo) romanzo letto grazie al book-crossing ideato dalla creatrice del blog Fiore di Collina.

Pamela della Mina in sole 160 pagine ci presenta una serie di variopinti personaggi.

Dalle tinte più brillanti alle tonalità più opache e torbide, attraverso i colori l'autrice ci guida fin nei recessi più reconditi e segreti dell'animo umano.

La storia narrata in "Viola e verde" è un racconto che parla di amicizia, di amore, di relazioni umane e di personalità border-line con un finale a sorpresa.

E' un romanzo forte, che ti colpisce nel profondo, dove a farla da padrone sono le emozioni e i sentimenti, quelli che la giovane Futura tiene schedati e imprigionati in un armadio viola.

Viola e verde sono colori estremi proprio come i protagonisti del romanzo stesso.

Allo stesso modo rappresentano però due facce della stessa medaglia: un paio di lenti bicromatiche con cui osservare una Milano opaca e tediosa, in una perfetta bicromia sinfonica.

Attraverso un surreale caleidoscopio, veniamo scaraventati in un mondo in cui "le cose vanno come devono andare", dove il libero arbitrio serve "per scegliere il percorso, ma non la destinazione".

Mi chiamo Melarancia Ripamonti de-Lie [...] Proteggo ragazze fiere, confuse, depresse, euforiche, fragili, violente, ingenue, sfiduciate, arrabbiate; sommate e sottratte insieme"

"Lei era Futura, ma era anche Giada, era Sara, era Diana. E ora che le loro scatole erano aperte, le ragazze le volteggiavano intorno."

In conclusione, "Viola e verde" è un libro da leggere tutto d'un fiato da cui è impossibile staccarsi e al termine del quale è impensabile essere come prima.

Credo che dovrebbe essere consigliato come proposta di lettura anche nelle scuole, magari in terza media o prima superiore.

Oltre a Fiore, come sempre, ringrazio Paola di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro

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Cinque anni fa nasceva mia figlia.

No, non preoccupatevi, non ho intenzione di scrivere un post mieloso e zuccherino su quanto sia cresciuta, su cosa le auguro per il futuro e, sì, anche su quanto a volte vorrei che il tempo tornasse indietro per riassaporare alcuni momenti particolari.

Oggi voglio affrontare un argomento spinoso che sta un po' sullo stomaco a tutti i genitori: la famigerata festa di compleanno.

La festa di compleanno dei nostri figli scatena accesi diverbi in famiglia.

Il dibattito parte con la decisione festa sì-festa no.

E se prima l'abbiamo sempre sfangata con la scusa che la Ninfa era ancora piccola, per cui abbiamo sempre festeggiato in casa con i parenti più stretti, quest'anno ci è risultato impossibile esimerci.

La Ninfa ha cominciato a fare confronti con le sue amiche.

"Mamma, lo sai che Tizia e Caia si sono trovate dopo l'asilo da Sempronia per fare merenda? Possiamo invitarle qui anche noi?"

"Tesoro, lo sai che sono al lavoro e non possiamo pretendere che la nonna inviti a casa sua delle bambine che non conosce neppure. Troppe responsabilità"

Inutile dire che alla lunga ci si rimane male.

Quindi quando ci ha chiesto la festa per il suo compleanno non me la sono sentita di dirle di no.

Ho sempre considerato sbagliato fare feste di compleanno fastose e megagalattiche per i bambini, che poi arrivano ai diciotto anni e chissà cosa pretendono.

CF poi è contrario a qualsiasi evento sociale che implichi invitare gente estranea alla sua cerchia.

Ma è possibile organizzare una festa di compleanno memorabile senza spendere un patrimonio.

COME ORGANIZZARE UNA FESTA DI COMPLEANNO: CONSIGLI PER MAMME NEGATE

La primissima cosa da fare è stabilire un budget che sia realistico e veritiero, vale a dire che bisogna avere in linea di massima delle informazioni riguardo ai prezzi, dalla location alla torta.

Presa la mia, ehm,  nostra decisione, ora serviva capire dove farla, sta benedetta festa di compleanno.

Escluso a priori il soggiorno di casa, visto che la nostra abitazione è abbastanza minimal.

Quindi ci siamo orientati, come fa la maggior parte delle famiglia, sugli oratori che affittano stanze a prezzi simbolici.

Sono riuscita a trovarne una libera solo per una botta di fortuna, perché chi l'aveva prenotata aveva disdetto.

"Signora, per fare la festa di compleanno a fine gennaio di solito si prenota a novembre!"

A novembre?! Ma è una festina per una bambina, mica un party per il diciottesimo della figlia di un VIP!

Risolto il problema della location, siamo passati agli invitati.

La Ninfa è stata categorica sulle persone da invitare: amiche e compagni d'asilo, per un totale di circa una ventina di bambini scatenati.

Anche qui il numero poi varia logicamente a seconda dello spazio a disposizione.

Tenete in considerazione che, a meno che non siate in strettissimi rapporti, anche i genitori dei piccoli invitati si fermeranno a festeggiare.

Per velocizzare la cosa, siccome non dispongo di tutto il tempo che vorrei, ho mandato un messaggio tramite cellulare a tutte le mamme pregandole ovviamente di confermare entro una certa data, bypassando lo step della distribuzione degli inviti cartacei.

"Non lo so, ti faccio sapere"

"Dovremmo esserci, ma sai gli imprevisti"

"Se non succede niente veniamo"

"Ho un impegno, se riesco a spostarlo volentieri"

Nella vita le certezze sono davvero poche, eh!

Quando finalmente ho avuto un numero se non definitivo quanto meno indicativo dei partecipanti, siamo passati al cibo.

CF aveva già escluso categoricamente che io mi occupassi della preparazione.

"Dai, lavori tutto il giorno quando prepari le cose?"

No, ma io lo so che in realtà è perché non si fida di me.

E fa bene: i dolci sono il mio tallone d'Achille.

Per cui ho prenotato salatini, pizzette, pasticcini, frittelle e torta in una buona pasticceria dei dintorni.

A questo ho aggiunto dei panini con prosciutto e salame, delle patatine e le immancabili caramelle.

Ho preso le bibite in un normale supermercato, pensando non solo ai bambini ma anche agli adulti, per cui sì a succhi di frutta, acqua, thè deteinato ma anche birre, spumante e bibite gasate.

A questo punto siamo passati all'allestimento vero e proprio.

Non sono una fan delle feste a tema e siccome la Ninfa non ha espresso alcun desiderio se non sulla torta ho scelto altro.

Ma sono comunque convinta che anche l'occhio vuole la sua parte.

L'allestimento per la festa di compleanno si è basata su due colori: il fucsia e il verde acido.

E' bastato prendere delle tovaglie a rotoli di una tonalità rosa pastello e giocare sull'alternanza dei due colori con bicchieri, piatti, tovaglioli, forchettine e suppellettili varie.

Per dare un tocco più chic e femminile, ho utilizzato un'alzatina e una tortiera con la cupola di vetro e delle graziose ciotoline di cristallo, oltre a piatti da portata trasparenti.

Ho disposto tutto il cibo su vassoi e piatti eliminando i cabaret di cartone, ho cosparso il tavolo di caramelle colorate e...Voilà!

Per fare una sorpresa alla Ninfa, ho  comperato un palloncino di quelli gonfiati con l'elio a forma di  numero 5 che ho appoggiato con il suo pesetto sulla tavola.

Ho messo le bibite per grandi e piccini tutte su un lato, ben lontane dal cibo, così in caso di malaugurata caduta non si sarebbe rovinato nulla.

Devo dire che la tavola così allestita ha fatto la sua bella figura, con una spesa minima e uno sforzo minimo.

Per far giocare i bambini non servono animatori: i bimbi sanno giocare benissimo senza un grande che li coordini.

Tutt'al più, in caso di emergenza, anche la mamma o il papà più negati possono proporre di giocare a ruba bandiera o giochi simili.

E' bastato uno stereo con la musica, un tavolo con colori e fogli e una marea (letteralmente) di palloncini colorati gonfiati dallo zio e dal papà per farli divertire.

Dopo il taglio della torta e la canzoncina di rito un'ipereccitata Ninfa ha aperto i regali, uno più bello dell'altro.

Siamo riusciti a convincerla ad aspettare la fine della festa per provarli a casa ed evitare che pezzi vari andassero persi nella confusione dei festeggiamenti.

Per distogliere l'attenzione dai giocattoli nuovi, ho proposto di uscire all'aperto per far volare il palloncino con il numero 5.

La festeggiata, tra cori e battimani, ha lasciato andare un po' a malincuore il suo palloncino fucsia.

Tutti i bimbi hanno seguito il volo del palloncino, naso all'aria, finché è diventato un piccolo puntino indistinguibile.

Ed è stato allora che ho tirato fuori la mia arma segreta: le bolle.

Ho comperato ventiquattro bolle da distribuire ad ogni bambino che aveva partecipato alla festa di compleanno, per ringraziarlo della compagnia e del regalo.

Nonostante il freddo, i bambini sono stati entusiasti di fare le bolle, gareggiando tra di loro a chi faceva la bolla più grande.

Per finire, quando oramai l'orario di tornare a casa si avvicinava, abbiamo dato ad ogni piccolo invitato una forchettina con cui scoppiare i palloncini rimasti.

Mai visto bimbi così felici!

Dopo aver ringraziato bimbi e genitori per la compagnia e aver sistemato e pulito, siamo tornati a casa stanchi ma grati per essere sopravvissuti alla nostra prima festa di compleanno.