1

Il Natale da noi è una cosa seria.

Oddio, non sono una di quelle fan sfegatate che comincia a contare i giorni che mancano al Natale ai primi di gennaio o che a luglio ha già pronti e impacchettati tutti i regali, compreso quello per la cugina ottantenne della suocera che vediamo se ci va bene una volta ogni tre anni.

Ma quando arriva dicembre, allora lì mi trasformo.

Il Santo Spirito Natalizio si impossessa di me e parto per la tangente.

Decorazioni, lucine, canti natalizi, film che conosco ormai a memoria.

Del resto, ho l'attenuante: due bimbi in età pre-scolare a cui voglio far vivere appieno la magia del Natale.

La preparazione al Natale, frase che riecheggia inquietanti lezioni religiose, passa anche per altre vie.

Oggi affrontiamo il tema delle letture (non sacre, ma profane).

Per far comprendere ai bambini cosa accadrà e trasportarli in un mondo magico, a me piace scegliere con loro dei libri che parlino dell'eroe numero due (il numero uno per noi è sempre lei, Santa Lucia).

5 libri per bambini per prepararsi al Natale

Dunque, dicevamo, i libri.

Quest'anno dalla nostra escursione alla biblioteca comunale abbiamo recuperato questi 5 volumi che ci sono piaciuti assai.

  • "Il piccolo Babbo Natale diventa grande" di A. Stohner e H. Wilson

Un libricino che tocca i temi dell'emarginazione e della poca attenzione che spesso noi adulti concediamo ai bambini.

C'è questo piccolo Babbo Natale, molto diligente e introverso, che sta preparando i biscotti.

Ad un certo punto si accorge di non avere abbastanza zucchero e allora che fa? Esce a cercarlo.

Nessuno degli altri Babbi Natale si accorge di lui: sono troppo intenti a ridere e a scherzare tra di loro.

Avvilito, il piccolo Babbo Natale rientra in casa. Ma quello che non sa è che il capo dei Babbi Natale ha in serbo per lui una grande sorpresa...

  • "Una visita speciale" di K.Snapp

E' un piccolo libricino pop-up, pieno di finestrelle da aprire. Grandi illustrazioni tutte colorate, poche frasi e tanta magia.

  • "Babbo Natale" di M.L.Giraldo

E' il giorno della vigilia di Natale. Babbo Natale ed i suoi folletti stanno finendo di caricare i regali sulla slitta, ma ecco che qualcuno bussa alla porta.

Chi sarà mai? E' il postino che, tutto trafelato, consegna delle letterine ritardatarie al povero Babba Natale.

E ora come si fa? Niente paura, i folletti e il Babbo risolveranno tutto ed ogni bambino avrà i suoi regali.

  • "Babbo Natale" di R.Pagnoni

Questo in realtà è un libro per bimbi più piccoli, ma i miei bimbi lo hanno scelto per via delle finestrelle.

In dodici pagine l'autrice ci racconta cosa fa Babbo Natale quando torna a casa dopo aver consegnato tutti i regali.

Ai bimbi piace perché non è così scontato chiedersi cosa farà dopo, di solito ci si concentra sul prima o sul durante.

  • "Babbo Natale: l'esperto di giocattoli numero uno al mondo" di M.Frazee

Un libro particolare, che insegna ai bambini quanto sia importante ascoltare gli altri e concedere loro tutta l'attenzione che meritano.

Anche Babbo Natale fa così: passa tanto tempo ad ascoltare i desideri di ogni bambino, che si scrive attentamente sul suo quaderno.

Quando poi il Natale di avvicina, pensa intensamente ad ogni bambino e cerca di capire quale sarebbe per lui il regalo più adatto.

Poi, con pazienza, trova e impacchetta ogni singolo giocattolo, testato e provato da lui personalmente.

Ed infine, il momento che Babbo Natale ama di più: consegnare i suoi regali, fatti con tanto amore, ai bambini bravi di tutto il mondo.

Questa in breve la nostra selezione di quest'anno.

Se avete altre proposte da suggerire siamo tutt'orecchi.

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Buona continuazione!

10

Il Natale è alle porte e la corsa ai regali si fa sempre più pressante.

Mi capita spesso di sentire qua e là stralci di conversazioni su cosa regalare ai bambini.

"Prendiamo questo o quest'altro?"

"Mah, non saprei proprio. Alla fine poi tanto hanno già tutto"

Ecco, questa frase mi destabilizza parecchio.

E' vero, i nostri figli hanno tutto il necessario per vivere bene: cibo, vestiti, un tetto sopra la testa...

E' altrettanto vero che sempre più spesso li subissiamo di beni materiali come se non ci fosse un domani.

Non mi voglio addentrare sui millemila motivi che portano a questo risultato o ai milioni di conseguenze che tale accumulo di beni materiali può provocare sui bambini.

Volevo solo rispondere a chi dice che oramai i bambini hanno tutto.

In realtà quello che a loro manca è vivere le cose, fare esperienze, passare del tempo accanto ai genitori o alle persone a cui vogliono bene.

E allora perché invece che comperare il solito trenino o la solita bambola non puntiamo su qualcosa di diverso?

Non sono contraria al giocattolo in sé, li ho presi anche io per i miei figli, dico solo che si può fare sia l'uno che l'altro.

Magari questa volta regaliamo un gioco in meno e un'esperienza in più.

Regalare esperienze ai bambini: perché farlo

Quando decidiamo di regalare un'esperienza ai bambini in realtà nella maggior parte dei casi stiamo facendo un regalo esperienziale a tutta la famiglia.

Quindi oltre all'esperienza in sé ci stiamo assumendo anche l'impegno di trascorrere del tempo con loro.

Fare un regalo esperienziale vuol dire proporre ai bambini di vivere un'esperienza diversa da solito, offrire un input che potrebbe portare a qualcos'altro.

E' come gettare un sasso in uno stagno: non sappiamo quanto grandi e intense saranno le onde di propagazione.

Regali esperienziali da fare ai bambini: cosa scegliere

Cosa si può scegliere da regalare ai nostri figli?

Beh, di regali esperienziali da fare ce n'è per tutti i gusti e per tutte le età.

Qui ve ne elenco alcuni:

  • esperienze culturali: si può programmare una bella visita in qualche museo, a seconda dell'età. Perché non fare un salto nella Villa del Balì oppure a visitare il Museo dell'automobile di Torino?
  • esperienze con animali: per chi ama gli animali si può scovare un maneggio dove provare ad andare a cavallo o magari programmare un'escursione a dorso d'asino. La cosa più semplice è visitare una fattoria didattica. Per chi vuole vedere animali meno "nostrani" si può organizzare invece una gita in qualche parco faunistico o addirittura al mitico Acquario di Genova;
  • esperienze da favola: chi è appassionato di fiabe rimarrà a bocca aperta nel paese di Pinocchio o si perderà inseguendo gli gnomi nel Giocabosco. Indimenticabili le gite ai parchi divertimento che in occasione del Natale danno davvero il meglio di sé;
  • esperienze avventurose: chi ama le avventure e gli sport può scegliere tra discese in canoa, gite in miniera o percorsi appesi alle funi sugli alberi;
  • esperienze creative: per i più estrosi si può scegliere un corso di cucina o iscriversi a un mini-corso di pittura.

Queste sono solo alcune delle proposte che si possono fare, poi la fantasia non ha limiti: i miei figli per esempio ci hanno chiesto qualcosa inerente agli aerei e noi ci stiamo organizzando.

Regali esperienziali per bambini e famiglie: dove acquistarli

Francamente non ho idea di dove si possano acquistare.

Immagino che ci saranno anche dei cofanetti studiati per le esigenze ed i desideri dei più piccoli, così come ci sono quelli per gli adulti.

In tutta sincerità a me piace organizzarmi da sola: a mio fratello e al mio nipotino farò trovare una busta con un coupon da me confezionato per andare a provare i go-kart.

Quando vorranno farlo, basterà che mi avvisino, prenoterò e pagherò per loro.

Altrimenti potete contattare anche la struttura di riferimento (se già ne avete in mente una) e chiedere se è possibile pre-acquistare i biglietti.

Le possibilità sono davvero infinite.

Volete mettere poi la soddisfazione di regalare un'esperienza unica e indimenticabile?

Cosa ne pensate: la trovate una buona idea oppure no? Lo fareste?

2

Ieri sera ho fatto un po' di pulizia nel mio portafoglio.

Di soldi ce n'erano pochi, mischiati a scontrini di ogni tipo e di ogni data, perché il portafoglio è il luogo dove tutto si accumula.

Dato che c'ero, ne ho approfittato anche per riordinare le varie tessere: ora ogni attività commerciale ti rilascia la sua card e a sentir loro il fatto stesso di possederla ti aprirebbe le porte del Paradiso!

Ad ogni modo c'è una carta a cui sono particolarmente affezionata - no, non sto parlando del bancomat o della carta di credito, quello è scontato!- .

Si tratta della Viviparchi Card, una delle più grandi scoperte degli ultimi anni.

Viviparchi Card: che cos'è

La Viviparchi Card è una tessera con validità annuale che offre molti vantaggi alle famiglie con figli fino ai tredici anni di età.

Grazie alle sue numerose convenzioni con strutture di varie tipologie permette al nucleo famigliare di risparmiare cifre considerevoli durante tutto l'anno.

Basta infatti acquistare la carta ad una cifra irrisoria pari a € 25 per assicurare sconti e promozioni in ogni regione d'Italia.

Vi faccio un esempio: io ho due bambini e se vado a Movieland presentando la carta un bambino entra gratis perché io pago un biglietto intero e l'altro bambino entra gratis perché il mio compagno paga anche lui il biglietto intero.

Morale della favola: paghiamo solo noi adulti.

Il che per noi è davvero conveniente: abitando vicino alla zona dei parchi del Garda, avete idea di cosa significa godere di un simile vantaggio?

La Viviparchi Card si può utilizzare tutte le volte che si vuole, in qualsiasi regione italiana in qualsiasi periodo dell'anno: sul sito ufficiale trovate tutte le strutture convenzionate.

Per farvi una panoramica veloce, le strutture vengono suddivise in varie categorie:

  • acqua
  • divertimento
  • natura
  • sport invernali
  • strutture ricettive
  • turismo e cultura
  • servizi e benessere

Già così si capisce che l'offerta è molto varia: spazia da parchi del divertimento come Gardaland a musei come il Vigamus il museo dei videogiochi di Roma, dal Villaggio della Salute Più in Emilia Romagna al Planetario di Bari, ma offre anche convenzioni con comprensori sciistici come quello dell'Aprica e Corteno e addirittura con hotel o ristoranti.

Ce n'è davvero per tutti i gusti!

Io la tengo sempre nel portafoglio e me la porto anche in vacanza: è capitato più volte infatti di decidere all'ultimo momento di visitare qualcosa o di provare un parco e di scoprire con somma gioia che i bambini entravano gratis.

Viviparchi Card: come si usa

Usare la Viviparchi Card è semplicissimo: basta esibirla nelle biglietterie delle varie strutture per godere di sconti, ingressi gratuiti o altre agevolazioni.

Nella maggior parte dei casi viene offerto l' ingresso gratuito ai figli (fino ad un massimo di due) entro i 13 anni di età a condizione che ognuno sia accompagnato da un adulto pagante tariffa intera.

Viviparchi Card: dove si acquista

Potete acquistare la Viviparchi Card direttamente dal sito ufficiale e farvela recapitare comodamente a casa.

So che offrono anche sconti di gruppo vantaggiosi se ci si organizza con altre famiglie.

Ricordatevi che è valida un anno dal 1 dicembre  al 30 novembre dell'anno successivo. Questo vuol dire che se decidete di prenderla ad aprile non scadrà nell'aprile dell'anno dopo, ma scadrà sempre il 30 novembre.

Viviparchi Card: a chi conviene davvero

Viviparchi Card è la soluzione ideale per tutte le famiglie con bambini al di sotto dei tredici anni che amano provare nuove esperienze, dal semplice parco a tema al museo o alla miniera.

Facciamo parlare i numeri.

Poniamo il caso che si voglia andare a fare una gita al parco faunistico Le Cornelle:

ogni adulto paga 16 €

ogni bambino dai due anni in su paga 12 €

Quindi il mio nucleo familiare spenderà € 56.

Ma siccome ho la Viviparchi Card i bambini entrano gratis e pago solo € 32.

Praticamente ho già risparmiato € 24 utilizzando la Viviparchi Card un'unica volta.

Il che significa che recupero la spesa della carta dal secondo utilizzo.

E le famiglie lo sanno bene: entrare nei parchi divertimento, nei parchi acquatici o solo nei musei incide parecchio sul budget familiare.

Cosa state aspettando allora? Comperate ora la Viviparchi Card 2019: mille esperienze vi stanno aspettando!

Da parte mia ringrazio la direzione di Viviparchi che mi ha dato per la prima volta in omaggio la magica carta!

4

Mancano pochi giorni al tredici dicembre, il giorno preferito di ogni bambino della mia zona: la festa di Santa Lucia.

Santa Lucia surclassa di gran lunga perfino Babbo Natale, perché qui da noi è lei che porta doni e dolci ai bambini buoni.

Esistono mille modi per celebrare questa ricorrenza ed io sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre ai miei bambini e da fare eventualmente diventare una delle nostre tradizioni familiari.

Parlando con una coppia di amici che hanno vissuto a lungo in Svezia ho scoperto che esistono dei bellissimi dolcetti che si fanno per celebrare la notte più lunga dell'anno.

Sono i Lussekatter o Gatti di Santa Lucia. Come potevo non farmi incuriosire da un dolcetto con questo nome?

Ovviamente mi sono fatta dare la ricetta e l'ho sperimentata subito.

Il risultato è stato...imprevedibile.

Lussekatter: Gatti o dolcetti di Santa Lucia

In Svezia il culto di Santa Lucia è molto diffuso e per celebrare la Santa che simbolicamente è  legata alla luce i popoli nordici si sono inventati questi dolcetti, il cui colore giallo brillante è legato all'uso massiccio dello zafferano (che da quelle parti costa meno che qui).

Si tratta di una sorta di panini morbidi aromatizzati con lo zafferano e spennellati con l'uovo che conferiscono ai lussekatter un colore giallo brillante che richiama appunto la luce del sole.

Come ogni tradizione che si rispetti, i Gatti di Santa Lucia affondano le loro radici nel folklore locale.

Pare infatti che il nome riporti al filone delle lingue germaniche: lussekatter ha in sé l'etimologia della parola Lucifero (portatore di luce).

Infatti secondo le leggende nordiche i gatti, simbolo del diavolo, durante la notte facevano i dispetti ai bambini mentre Gesù, sotto l'aspetto di un bambino, portava ai bimbi buoni dolci e doni.

Quindi, per esorcizzare le paure ancestrali, si sfornavano questi dolci di colore giallo brillante che tenevano lontane le tenebre.

Lussekatter: come preparare i Gatti o dolcetti di Santa Lucia

La ricetta che mi hanno fornito i miei amici è di una semplicità disarmante e si presta benissimo per essere preparata con l'aiuto dei nostri piccoli chef.

Ecco gli ingredienti:

  • 600 grammi di farina 0
  • 200 grammi di farina di Manitoba
  • 200 grammi di zucchero
  • 150 grammi di burro
  • 250 grammi di latte
  • un cubetto di lievito di birra
  • quattro bustine di zafferano
  • uvetta sultanina
  • un uovo per spennellare

Con queste dosi a me sono venuti una ventina di Gatti di Santa Lucia, ma dipende sempre da quanto li fate grandi.

La ricetta prevedeva un grammo di zafferano che sono circa sei bustine, ma io ne avevo solo quattro.

Vi garantisco che già con queste dosi il sapore dello zafferano si sente davvero molto.

Come preparare i Lussekatter: procedimento senza Bimby

Preparare i Gatti di Santa Lucia è semplice.

Cominciamo intiepidendo in un pentolino il latte e il burro.

Mentre si scaldano, setacciate la farina.

Riprendete il pentolino e controllate il latte.

Quando la temperatura sarà di circa 37 gradi (se non avete un termometro provatela con il dito: se sentite caldo ma non vi scottate allora la temperatura è giusta), sbriciolate il cubetto di lievito di birra e lasciatelo sciogliere.

Unite lo zucchero e lo zafferano e mischiate bene.

A questo punto versate i liquidi sopra la farina e iniziate ad impastare.

Dovrete ottenere un composto elastico e che non si appiccica alle dita, come quello della pizza per intenderci.

Riponete la vostra palla in un luogo tiepido (il forno scaldato senza ventola o vicino al termosifone), coprite con un panno umido e lasciate lievitare per due ore.

Passato questo tempo, preriscaldate il forno a 200°.

Intanto  riprendete l'impasto e lavoratelo velocemente su una spianatoia (non dovreste avere bisogno di infarinarla, perché se l'impasto è della giusta consistenza non si appiccica).

Formate delle palline tutte più o meno della stessa dimensione.

Quando avrete finito, con ogni pallina formate un cordoncino -altrimenti detto biscio- lungo circa una spanna e mezza (i bambini qui si divertono un sacco).

Con ogni biscio formate una lettera "S" che termini con due spirali chiuse (capite bene se guardate la foto).

Disponete ogni Gatto di Santa Lucia su una teglia, spennellateli con l'uovo e con l'uvetta formate gli occhietti dei Gatti.

Lasciate lievitare ancora per una ventina di minuti.

Infornateli sul piano medio del forno, abbassate la temperatura a 180° e fateli cuocere per 12-15 minuti ( non smetterò mai di dire che ogni forno è diverso, per cui controllate la cottura: la mia prima infornata per esempio era molto colorita).

Ora i Lussekatter sono pronti: non vi resta che farli raffreddare e gustarli magari accompagnati da una bella bevanda calda, magari addirittura da una cioccolata.

Come preparare i Lussekatter: procedimento con il Bimby

Se disponete del Bimby, la procedura per preparare i dolcetti di Santa Lucia è questa:

  • mettete nel boccale il latte e il burro: 37°, due minuti, vel. 1;
  • sbriciolate il cubetto di lievito e fatelo sciogliere: 37°, un minuto, vel.1;
  • aggiungete zucchero e zafferano: 30 secondi, vel.1;
  • aggiungete la farina e lavorate a velocità spiga finché l'impasto non si staccherà dalle pareti (scusate, non so essere più precisa perché non ho impostato il tempo).

Versate l'impasto su una spianatoia, formate la palla, copritelo con un tovagliolo umido e fatelo lievitare.

Per il resto procedete come spiegato sopra.

Lussekatter: conservazione

Una volta cotti, i Gatti di Santa Lucia si possono conservare in un contenitore ermetico per un paio di giorni.

Potete decidere anche di congelarli oppure potete tenere l'impasto in frigorifero per un giorno prima di farli.

Lussekatter: varianti

Se non vi piace l'uvetta, che ha una funzione puramente decorativa, potete sostituirla con delle gocce di cioccolato.

Potete aggiungere all'impasto delle noci spezzettate ma ricordatevi che il gusto forte dello zafferano risulta molto coprente.

Per questo ho detto prima che il risultato è stato imprevedibile: mi aspettavo un gusto molto più dolce, mentre invece i Gatti di Santa Lucia sembrano più a dei panini dal deciso gusto di zafferano.

Io comunque li ho sperimentati con un bel pezzetto di gorgonzola e mi è sembrato un buon abbinamento.

Provateli anche voi e fatemi sapere che cosa ne pensate.

Bon appétit e buona Santa Lucia!

datemiunam-lussekatter-gatti-santa-lucia-docli-panini-zafferano-ricetta-con-senza-bimby

2

Parlare del giorno del ringraziamento in Italia è un po' come parlare di Halloween, vale a dire che genera spesso reazioni negative.

So bene che il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day) è una festa tipica degli Stati Uniti.

Perché allora dovremmo festeggiarla anche qui da noi? Non ne abbiamo già abbastanza delle nostre?

Ecco, non fraintendetemi, non sto proponendo di farla diventare una festa nazionale.

Quello che voglio dire è che di motivi per dire grazie ne abbiamo tanti anche noi, per cui trovo bello scegliere un giorno dell'anno in cui farlo tutti assieme.

Inoltre, sopratutto in questi ultimi anni, anche a livello educativo ci si sta focalizzando molto sul tema della gratitudine.

Quale occasione migliore allora per dimostrare ai bambini l'importanza di dire grazie e quella di non dare mai per scontato quello che si ha?

Prima che i soliti ignoti mi saltino addosso e mi azzannino alla gola, cercherò brevemente di spiegare che cos'è il Giorno del Ringraziamento.

Il Giorno del Ringraziamento: che cos'è e quando si festeggia

Il giorno del Ringraziamento  è una festa nazionale americana che si celebra il quarto giovedì di novembre.

Il Giorno del Ringraziamento: come nasce

Le nostre conoscenze riguardo a questa festa sono legate principalmente a quello che leggiamo nei libri o a quello che vediamo nei film.

Il che si traduce nelle immagini di famiglie che si riuniscono attorno ad un tavolo per mangiare un enorme tacchino con una salsa strana.

La nascita del Giorno del Ringraziamento si fa risalire al 1623 ed è legata alla storia dei Padri Pellegrini.

All'inizio del 1600 un gruppetto di cristiani perseguitati in Inghilterra si imbarca sul vascello "Mayflower" per dirigersi verso il nuovo continente.

Molti di loro però non ce la fanno e muoiono durante la traversata.

Per quelli che riescono a sbarcare sul suola americano, la speranza di ricominciare una nuova vita si infrange contro la dura realtà.

La terra non è adeguata per i semi che gli esuli hanno portato con loro.

Il raccolto non spunta e molti  non riescono a superare l'inverno.

L'anno seguente le condizioni dei pellegrini non sembrano affatto migliorate: nonostante la loro cura la terra non dà frutti.

Questa volta però la provvidenza viene loro in aiuto: un gruppo di nativi americani, impietositi, dona loro dei semi di mais, dei semi di zucca e dei tacchini.

In questo modo, quando giunge l'inverno, i coloni sono pronti: la terra questa volta è stata generosa e non moriranno di fame.

I coloni, da buoni cristiani, decidono di rendere grazie a Dio per la sua generosità: organizzano una cerimonia a cui sono invitati anche i nativi americani.

E' solo nel 1789  però che la festa del ringraziamento viene proclamata a livello ufficiale dal primo presidente degli Stati Uniti, George Washington.

Con il passare degli anni il carattere religioso si perde, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui la celebrazione diventa di fatto una festività laica.

Il Giorno del Ringraziamento: cosa rappresenta

Visto in quest'ottica, dunque, il Giorno del Ringraziamento rappresenta per gli americani la partenza della creazione del loro stato.

Non voglio qui aprire una diatriba sulle stragi di nativi americani avvenute in seguito alla colonizzazione dell'America.

Mi premeva solo sottolineare quanto abbia rappresentato e ancora rappresenti questa festa per i cittadini degli Stati Uniti.

Giorno del Ringraziamento: come si festeggia

Secondo la tradizione,  il giorno del ringraziamento ogni famiglia organizza un pranzo o una cena luculliane preferibilmente in casa.

Questa giornata è l'occasione per riunire i membri della famiglia che spesso abitano molto distanti e non hanno la possibilità di vedersi frequentemente.

Protagonista del pasto è il tacchino, che viene farcito, cotto al forno e servito con una particolare salsa a base di ribes.

Non devono mancare poi le preparazioni a base di mais e le torte fatte con la zucca.

Anche la casa viene decorata, con addobbi luccicanti e colorati che richiamano l'autunno.

Ma vi lascio spiegare tutto questo da Isabella di "Mama made in Italy", una mamma expat che vive negli USA da alcuni anni.

Giorno del Ringraziamento: curiosità

Sapete che il giorno del ringraziamento è chiamato anche T-day?

T sta per Turkey, ossia "tacchino" in inglese. E' oramai una tradizione consolidata quella della cerimonia della grazia presidenziale a due tacchini ( National Thanksgiving Turkey Presentation).

Gli allevatori mandano alla Casa Bianca uno dei loro tacchini ed il presidente, alcuni giorni prima del giorno del ringraziamento, decide quali tacchini graziare.

I due fortunati volatili vengono poi utilizzati per aprire la parata sulla Main Street di Disneyland.

A questo proposito, avete mai guardato con i vostri bambini il film d'animazione "Tacchini in fuga"?

datemiunam-tacchini-in-fuga-giorno-del-ringraziamento

Come festeggiare il Giorno del Ringraziamento in Italia

Festeggiare il Giorno del Ringraziamento in Italia non è solo e sempre un voler seguire la moda del momento.

Se a monte ci sono dei bisogni particolari, delle idee e dei ragionamenti la festa del Ringraziamento può essere adattata anche alla nostra cultura.

Dire grazie ed essere consapevoli delle fortune che abbiamo è un valore che cerco di trasmettere ai miei figli.

Tempo fa avevo parlato di quanto sia importante per ogni famiglia crearsi dei propri riti, delle proprie tradizioni.

Proprio per questo, lo scorso anno abbiamo deciso di fare un esperimento.

Negli ultimi dodici mesi, sulla mensola della sala, ognuno di noi a turno ha messo in un vasetto un piccolo bigliettino con un ringraziamento speciale per una persona.

Per esempio, la Ninfa mi ha fatto scrivere cose del tipo:

"Grazie alla mia amica A. che mi ha regalato la sua mollettina".

Con CF e i bambini abbiamo concordato un giorno specifico dell'anno in cui celebrare il "nostro" ringraziamento.

In questo giorno speciale (un sabato o una domenica per ragioni lavorative) cuciniamo tutti quanti assieme i piatti che ci piacciono di più (mi dispiace, il tacchino non rientra tra questi).

Ci vestiamo bene, apparecchiamo la tavola con una cura maggiore del solito e ci sediamo a festeggiare.

Al termine del pasto prendiamo il nostro vasetto e leggiamo i bigliettini.

Come potete vedere, non c'è bisogno di una festa nazionale, di parate e di banchetti per celebrare la gratitudine.

Basta fermarsi un attimo, in un giorno qualsiasi, e prendersi del tempo per elencare anche a mente cinque motivi per essere grati.

Vedrete che poi la parola "grazie" vi affiorerà facilmente sulla labbra.

10

L'Acquario di Genova ha sempre rappresentato per me un luogo d'incanto e di magia.

La prima volta che ci sono stata avevo tredici anni. Genova era la meta della gita di due giorni che doveva concludere gli anni della scuola dell'obbligo.

Tra i vari luoghi da visitare mezza giornata era stata dedicata all'Acquario.

Le creature marine mi hanno talmente affascinata da utilizzare il tema dell'Acquario come tema libero per l'esame di terza media.

Alcuni anni dopo sono riuscita a convincere i miei genitori a tornarci. Inutile dire che l'atmosfera di Genova ma soprattutto dell'Acquario ha fatto presa anche su di loro.

datemiunam-acquario-genova-bambini (3)

In seguito, durante gli anni dell'università, sono riuscita ad andarci con alcuni amici e ho scoperto che, nonostante il tempo passasse, la magia di questo luogo su di me era sempre molto forte.

E' stata quindi una lieta sorpresa riuscire a tornarci di nuovo ma questa volta in veste di mamma.

Non trascuriamo il fatto che anche CF è sempre stato un appassionato di acquari e che ne abbiamo avuti un paio in questi ultimi anni.

Acquario di Genova: cosa vedere

L'Acquario di Genova, con i suoi 27.000 metri quadrati di esposizione, è il più grande acquario d'Europa.

Al suo interno è possibile vedere circa 12.000 specie animali e 200 specie vegetali.

Teoricamente è possibile visitarlo nella sua interezza in circa due ore e mezzo. Dico teoricamente perché ognuno ha tempi diversi per osservare le cose.

Io sono da sempre una grande sostenitrice del rispetto dei tempi dei bambini, il che significa concedere loro tutti i minuti necessari per rapportarsi con quello che stanno osservando e vivendo in quel preciso momento.

Questo, tradotto in parole più semplici, vuol dire che la nostra visita è durata circa il doppio del tempo.

datemiunam-acquario-genova-grotta-mu
La "Grotta delle murene"

Pesci, mammiferi marini, uccelli, rettili, anfibi attendono i visitatori all'interno di 70 vasche che riproducono gli ambienti originari delle singole specie.

Come se questo non bastasse, ci sono quattro enormi vasche a disposizione di lamantini, squali, pinguini e foche che permettono di osservare questi animali da due diverse prospettive.

Ma l'esperienza più spettacolare è data dalla vasca dei delfini, nel "Padiglione dei Cetacei".

datemiunam-acquario-genova-delfini

Il "Padiglione dei Cetacei", progettato dall'architetto Renzo Piano, è l'ultima parte aggiunta all'acquario, nel 2013.

Collocata tra la Nave Italia e il corpo originale dell'Acquario è alta in totale 23 metri ( per capirci, come un palazzo di sette piani!) quasi totalmente immersi in acqua e ospita quattro vasche.

Qui i visitatori possono osservare i delfini dall'alto, dal centro e perfino dal basso, grazie ad un tunnel di 15 metri posto al di sotto della vasca.

datemiunam-acquario-genova-con-bambini
Uno dei simpatici delfini

Avete presente cosa vuol dire questo per un bambino (e non solo)?

In più, ad alcuni orari prestabiliti è possibile assistere al pasto dei delfini in compagnia di un addestratore che soddisferà ogni nostra più piccola curiosità.

Anche la sezione dedicata ai pinguini, "Il Mondo dei Ghiacci", rappresenta una grande attrattiva per i più piccoli: osservare i simpatici pinguini dall'alto e dal basso mentre sfrecciano nell'acqua a pochi centimetri dal loro naso non ha prezzo!

Non possiamo poi tralasciare le foche, così tozze a terra e così aggraziate in acqua.

La "Baia degli Squali" riesce ad esercitare un morboso fascino anche sugli adulti: quando si sta a tu per tu con uno squalo, anche se non è il terribile squalo bianco, è impossibile rimanere indifferenti.

datemiunam-acquario-genova-con-bambini-squali
Vasca degli squali

Attraverso altre sezioni, come quella con le vasche dedicate alla vita marina del Molo Antico o quelle dedicate all'Amazzonia, con i famelici Piranha, si giunge ad una zona particolare, "Il padiglione delle Biodiversità".

Questa parte rappresenta la prima aggiunta fatta alla struttura originaria, nel 1998.

La particolarità è data dal fatto che per farlo è stato utilizzato lo scafo di una vecchia nave, la "Nave Italia".

datemiunam-acquario-genova-bambini-tartaruga
La bella tartaruga...

Qui non ci sono solo specie marine, ma anche animali di foreste pluviali o di acqua dolce, come tartarughe, serpenti, iguane, anfibi.

 

Il "Padiglione delle Biodiversità" offre un'esperienza unica: le vasche dedicate alle esperienze tattili, dove è possibile affondare le mani per toccare diverse specie di razze e le gallinelle.

nam-acquario-genova-vasca tattile

Un' altra sezione magica è quella che ospita le meduse, che fluttuano ipnotiche e luminose nell'acqua del mare.

datemiunam-acquario-genova-meduse (1)
Io le trovo ipnotiche

Riguardo all'acqua del mare, sapete una curiosità? L'acqua dell'Acquario è prelevata al largo della costa con una pompa particolare.

Viene stipata in quattro cisterne situate a lato dei due piani. In seguito, è analizzata e depurata ed infine viene immessa nelle vasche, tutte fornite di impianti di filtrazione meccanici e biologici che  garantiscono ad ogni ambiente una temperatura, un pH e una salinità adeguate.

Come l'ho scoperto? Attraverso la visita guidata chiamata "Dietro le quinte": in un'ora e mezza un esperto vi svelerà i retroscena dell'Acquario di Genova, portandovi anche a visitare zone particolari non accessibili al resto dei visitatori.

Questa è solo una delle esperienze che l'Acquario organizza per i visitatori.

Ma il percorso, che si snoda attraverso corridoi illuminati solo dalla luce delle vasche, non finisce qui.

All'interno dell'Acquario si trova una piccola sezione dedicata a farfalle e uccelli.

Per un caso fortuito, abbiamo assistito in diretta all'uscita di una farfalla dal bozzolo: davvero incredibile a dir poco!

Le esperienze ludico-educative dell'Acquario di Genova

L'Acquario di Genova torna a stupire con "La sala degli Abissi": una sala che offre un'incredibile esperienza di realtà virtuale e allo stesso tempo permette di "incontrare" gli animali degli abissi.

La sala, tutta al buio, è arredata con otto comodo poltrone collegate ad altrettanti visori di ultima generazione. Indossandoli, come in un film di fantascienza, ci si cala metro dopo metro nelle profondità degli abissi marini.

L'esperienza è a pagamento e non è adatta a bambini di età inferiore ai 5 anni.

Gratuita invece è l'esperienza ludico-educativa offerta dal "Fish making", che permette di creare un pesce di fantasia.

Ci sono ben nove postazioni di gioco dotate di console e schermo touch dove è possibile assemblare le varie parti del corpo di un pesce scegliendo tra più opzioni  (livrea, bocca e pinne).

datemiunam-acquario-genova-bambini (4)
Fishmaking...

Infine, una volta creato il pesce, si rilascia la nostra creatura  “introducendola” in una vasca virtuale.

Si scopre così se l’ambiente scelto per il rilascio tra i vari proposti  è coerente con le caratteristiche morfologiche del nostro pesce.

Acquario di Genova: perché vale la pena visitarlo

Concludendo, quindi, l'Acquario di Genova è una meta che merita davvero di essere visitata con i bambini, specialmente nel periodo invernale.

Durante la brutta stagione infatti capita spesso di non sapere dove andare con i bambini, specialmente quelli che hanno come i miei dai tre a sei anni.

I musei, tranne qualche caso particolare, sono inadeguati per questa fascia d'età.

Se fuori piove, visitare giardini botanici o parchi di divertimenti è escluso.

Perché allora non fare un salto a Genova e perdersi nel meraviglioso mondo del mare?

Inoltre, l'acquario ospita anche diverse specie a rischio o in via di estinzione: quale esperienza migliore per cominciare ad educare i bambini spiegando loro il rispetto per l'ambiente che ci circonda, a partire proprio dal mare?

Ringrazio la Costa Edutainment Experience che mi ha permesso di rivivere l'esperienza dell'Acquario con gli occhi di mamma: vedere lo stupore e la meraviglia dei miei figli mentre guardano squali, delfini e gli altri animali è stato un regalo stupendo.

Per tutte le informazioni inerenti agli orari di visita, ai prezzi del biglietto e a come raggiungere l'acquario vi rimando al sito ufficiale.

PS: se volete vedere tutte le foto dell'acquario di Genova, seguitemi su Instagram!