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Buon inizio settimana e benvenute al primo appuntamento della mia nuova rubrica "Brescia donna 3.0".

Per iniziare le danze e presentarvi le donne legate alla mia città che hanno saputo cogliere nei social una nuova opportunità per condividere le loro passioni, oggi vi parlo di Monica Frizzarin.

Monica cura e gestisce da anni il blog con relativa pagina chiamato "Modello Unico" (se non o conoscete, eccolo qui)

Appassionata di Giappone e dintorni, Monica crea dei magnifici manufatti con stoffa, ago e filo.

Perché l'ho scelta

Ho conosciuto di persona Monica un anno fa ad un incontro di formazione sul poter dei social a Brescia.

Mi ha subito colpito la sua disponibilità ad aiutare gli altri, anche se sconosciuti, la sua fiducia nelle persone, la sua timidezza mista ad orgoglio quando mi ha lasciato il suo biglietto da visita.

Monica non è solo una donna che lavora, ma è anche una mamma.

E' vero che ora suo figlio è grande, ma non è sempre stato così.

Intervista a Monica Frizzarin di Modello Unico

  1. Monica in pillole: qualche dato essenziale su di te.

Ciao a tutti, ho 53 anni, sposata da 31 un figlio di 28. Vivo a Brescia dall'età di 7 anni e sono fieramente friulana. Da 20 anni faccio l'insegnante di tennis e ho una smisurata passione per tessuti e colori.

  1. Tre lati di te che ami e tre che detesti

Di me amo la mia capacità di ascolto, di accoglienza e la capacità di cercare il buono ed il bello in ognuno. Detesto, o comunque non mi piace troppo la mia fisicità, una certa dose di pigrizia, e.... non mi viene alto al momento

  1. Come è nata l'idea di Modello Unico?

Della mia storia fanno parte i  cartamodelli sul tavolo della cucina, il suono delle forbici che tagliano il tessuto nelle orecchie e l'immagine della mia mamma china sulla macchina da cucire.

Pensate che abbia imparato a cucire da piccola?

Sbagliato! Come molti ragazzini ho avuto il rifiuto per le cose che facevano i miei genitori.

Ma 5/6 anni fa ho deciso di punto in bianco di comprarmi una macchina da cucire e da lì provando, riprovando, sbagliando e riuscendo ho cominciato a confezionare piccoli oggetti per amici e parenti fino al tentativo di proporre qualcosa a un pubblico più ampio.

  1. Come mai il Giappone è così importante nelle tue creazioni?

La storia e le tradizioni di quel paese mi hanno sempre affascinato, i tessuti sono fantastici ma devo dire che il connubio è stato abbastanza casuale.

Avevo provato a mandare la domanda per la selezione ad un evento legato al Giappone che si svolge in città, "Il Giappone nel chiostro".

Dovendo necessariamente preparare qualcosa di inerente al tema dell'evento ho cominciato a fare delle ricerche per trovare qualcosa che mi rendesse riconoscibile e che fosse originale o per lo meno non comune.

Da lì è nata l'idea delle scarpine, ho trovato un modello di ispirazione orientale e l'abbinamento dei tessuti giusti ha fatto il resto.

Devo dire grazie una serie infinita di volte a questo evento, le scarpine sono diventate il mio prodotto must che mi ha fatto diventare “quella delle scarpine”.

La soddisfazione di guardare i sorrisi che si aprono quando la gente posa lo sguardo su di esse mi fa essere fiera di quello che creo. Penso che la tenerezza che scaturisce nel momento in cui le si guarda venga anche dal tipo di modello, fanno ricordare un abbraccio, qualcosa di caldo e morbido, una coccola per l'anima.

  1. Quante ore al giorno dedichi a questo progetto?

Guarda, se ci mettiamo dentro tutto, oltre il confezionamento vero e proprio, cioè la ricerca, i progetti, i prototipi, le fotografie, i social, il blog, il negozio su Etsy credo che una media di 3/4 ore al giorno penso siano una media ragionevole (per fortuna la mia giornata comincia molto presto!).

  1. Quanto tempo richiede creare un paio delle tue emblematiche scarpine?

Se teniamo conto del solo confezionamento  circa 2 ore e mezza al paio ma, come dicevo prima bisognerebbe quantificare anche il resto...

  1. Qual è il tuo lavoro più vecchio e a cui sei più affezionata?

Un ricamo a punto croce, un quadro ricamato per il battesimo di mia nipote...

Ebbene sì, ho un passato da ricamatrice, ed una cosa strana ma bellissima è che quando mio figlio era piccolo, per un certo periodo, ho ricamato per il negozio di Gabriella Trionfi, bravissima coach e scrittrice bresciana di un libro utilissimo per le creative, che poi quando ho cominciato la mia avventura con Modello Unico, ho ritrovato casualmente ma con infinito piacere.

  1. Oltre alle scarpine, cosa ti piace creare?

Mi piace creare accessori per grandi e piccini che in qualche modo possano anche fare da contorno alle scarpine.

Per i piccoli bavaglie, porta ciuccio, copertine, copri pannolino, cerchietti.

Per gli adulti pochette, buste porta tutto, borse, porta chiavi, porta occhiali , custodie, papillons e fazzoletti da taschino magari  dello stesso tessuto con cui confeziono le scarpine.

Non uso solitamente tessuti per bambini, per cui posso creare qualsiasi cosa con lo stesso tessuto.

Mi piace pensare di creare un legame tra mamma, papà e fratelli del bimbo che nasce. Un modo per legarli tutti assieme ad un evento importante.

  1. Quale messaggio vuoi comunicare attraverso le tue creazioni?

Come amo dire voglio celebrare l'unicità delle persone.

In un mondo che ci vorrebbe tutti omologati, con  la pubblicità che ci forza inconsciamente o meno, ad acquistare le stesse cose, vorrei dare un'alternativa.

Un articolo unico, che ti rende speciale perché creato solo per te.

Fa parte della filosofia del mio brand: creo solo 1 articolo per tipo, con lo stesso tessuto ne posso creare di simili ma mai uguali, solo su ordinazione ne creo un altro uguale.

Siamo unici e quindi bellissimi, non dimentichiamolo mai!

Per il mio lavoro ho a che fare giornalmente con i ragazzi e sento e vedo tante cose che non mi piacciono.

Non ci si può sentire belli e parte di un gruppo solo se si possiede una cosa che hanno tutti... Non siamo mica pecore!

Forse ho una preferenza innata per le pecore nere!

  1. E come concili la tua passione con la vita familiare?

Sfrutto le ore della mattina, come ora 😛

Mi sveglio molto presto, alle 5,30, anche perché solitamente il pomeriggio sono sul campo da tennis.

Mio figlio è grande, ho un marito che cerca di comprendere la mia passione e qualche volta chiude un occhio sulle cose tralasciate per cucire.

Diciamo che mi destreggio tra i vari impegni giornalieri, sono una campionessa di slalom!

  1. Come sarebbe il tuo giorno perfetto?

Ne ho tanti tipi ma quello che mi viene in mente ora è questo.

Mi sveglio con i raggi del sole che entrano dalla finestra e il rumore del mare. Mio marito mi abbraccia e mi dice: ti voglio bene.

Mi alzo, faccio una carezza al gatto che si strofina contro le mie gambe. In cucina con una tazza di caffè in mano guardo il mare e respiro l'aria salmastra.

Mio marito mi saluta e va al lavoro; io mi preparo e scendo al piano di sotto, apro il mio negozio/laboratorio e aspettando la gente mi metto a cucire.

Nel frattempo arriva una video chiamata di mio figlio dalla Danimarca che mi dice che gli hanno acquistato dieci repliche dello spettacolo teatrale  che ha scritto e di cui è protagonista.

 Bello sognare no!?!?!?

  1. C'è qualcosa che sogni di fare da tanto tempo e se sì perché non lo hai ancora fatto?

Sì. Trasformare la mia passione in un lavoro, ma le tasse e la paura di un salto nel buio mi frena.

Un altro grandissimo sogno è quello di sviluppare e fare diventare grande, con l'associazione di cui sono co-fondatrice, l'Infinitamente Crea, un luogo dove le creative possano incontrarsi, creare, condividere e vendere quello che producono.

Un luogo degno del fatto a mano, dove si possa valorizzare l'artigianato che è un grandissimo valore della nostra bellissima Italia.

  1. Quali sono i tre valori più importanti che vorresti/hai trasmesso a tuo figlio?

Vorrei avergli trasmesso il rispetto per le persone, la dignità di guadagnarsi il pane onestamente e il coraggio di inseguire i suoi sogni, lavorando duro, senza accettare compromessi o scorciatoie.

Conclusione

So che queste domande non bastano a mettere in risalto la particolarità di Monica, unica proprio come i modelli che cuce a mano.

Se volete, potete lasciarmi nei commenti altre domande da fare alla nostra protagonista del mese.

SAVE THE DATE: Il nostro appuntamento per la seconda puntata di "Brescia Donna 3.0" è per il giorno 22 ottobre.

Se vuoi fare felici Monica e me puoi aiutarci a far conoscere la rubrica, attraverso i social oppure con un semplice passa parola.

Buona continuazione!

Settembre è un po' il nuovo gennaio: si stila una lista di buoni propositi, si comincia una nuova dieta, ci si iscrive in palestra e si fanno nuovi progetti.

I progetti talvolta si concretizzano grazie anche all'aiuto delle persone che incontriamo lungo il nostro cammino.

Mesi fa - non so più nemmeno quanti- avevo partecipato ad un incontro di formazione promosso da Facebook per dare l'opportunità alla donne di avvicinarsi a questo social, per far comprendere le sue infinite potenzialità anche in ambito lavorativo.

Durante questa giornata ho incontrato e conosciuto alcune donne meravigliose.

Abbiamo parlato della loro vita, dei loro sogni e del duro lavoro che c'è dietro alla loro realizzazione, ci siamo confrontate su diverse tematiche, quali l'organizzazione, l'importanza di avere "una stanza tutta per noi".

Così, quasi per caso, mi è venuta l'idea di aprire qui sul blog una nuova rubrica.

L'idea mi è rimasta in testa, si è accampata in un angolino, come un piccolo tarlo.

Ogni tanto, nei momenti più improbabili, la ripescavo, la smontavo, la assemblavo di nuovo.

Ci ho riflettuto a lungo perché non sono una persona impulsiva e prima di partire volevo avere chiara la direzione da prendere.

Oggi vi presento ufficialmente "Brescia Donna 3.0", una  rubrica dedicata a donne che non si accontentano di fare le mamme o di lavorare, ma che hanno colto l'opportunità delle nuove tecnologie per cercare un'affermazione anche a livello personale.

Ho deciso di circoscrivere la zona alla mia città, perché mi piacerebbe in un futuro spero non troppo lontano creare una rete tra donne per le donne e questo non si può fare se non ci si conosce nemmeno tra di noi.

"Brescia Donna 3.0" è una rubrica a cadenza mensile.

Ogni post ci permetterà di conoscere la protagonista attraverso una serie di domande.

Ovviamente ogni vostro contributo sarà più che gradito.

Con questa serie di interviste vorrei riuscire a comunicare a tutte le donne, soprattutto alle mamme, che fare ciò che ci piace davvero non è così impossibile come sembra.

Troppe volte sento attorno a me persone, quasi sempre donne e soprattutto mamme, che si lamentano perché non hanno il tempo per fare ciò che vogliono.

E' innegabile che l'accudimento dei figli, non solo quando sono piccoli, porti via una gran fetta della giornata e sono la prima a dirlo.

Ma è anche innegabile che spesso i figli vengono usati come un pretesto per non fare più nulla e crogiolarsi nell'autocommiserazione, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Le donne intervistate sono persone comuni, proprio come noi.

Comuni e straordinarie allo stesso tempo. 

La loro peculiarità?

Capire che le passioni sono ciò che ci tiene vivi e che la condivisione, anche e soprattutto attraverso le nuove tecnologie, può portare lontano.

Il primo appuntamento è per lunedì 24 ottobre e di volta in volta vi comunicherò la data successiva.

Intanto ringrazio le partecipanti senza le quali ovviamente la rubrica non sarebbe nata, ringrazio le ragazze del gruppo "Progetto blog" creato da Agnieszka di "Combinando" per esserci davvero sempre.

E, se avete letto fin qui, ringrazio anche voi che mi seguite e mi date l'energia e l'entusiasmo per andare avanti.

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Durante il mese di agosto siamo riusciti finalmente a portare i bambini in gita nel tanto gettonato parco divertimenti di Leolandia.

Leolandia si trova a Capriate San Gervasio (BG), per cui a circa un'oretta di strada da casa nostra.

Ho sempre aspettato ad andarci perché so che in genere, in questi parchi, se i bambini non raggiungono un'altezza minima si perdono gran parte del divertimento.

Ora che la Ninfa e Ringhio sono più grandicelli mi sembrava giusto provare.

Siamo stati a Leolandia venerdì 17 agosto.

Non abbiamo trovato code né alla biglietteria né all'ingresso.

Anche le code per le attrazioni, rispetto al giorno in cui siamo stati a Gardaland, erano praticamente inesistenti.

Abbiamo beccato il periodo giusto e mi sono decisa a scrivere questo post perché secondo me queste ultime settimane di settembre sono l'ideale per vivere i parchi divertimento.

C'è ancora caldo ma la gente è meno rispetto a luglio o ad agosto.

Tra le altre cose le temperature sono ancora abbastanza alte da permettervi di sfruttare anche le attrazioni acquatiche senza il rischio di beccarvi un raffreddore.

Piccolo consiglio: fate indossare ai bambini un costume da bagno e prendetevi una salvietta e un cambio, così potranno bagnarsi tranquillamente.

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Foto di rito a Leolandia

Leolandia offre ben 40 attrazioni suddivise sempre per fasce d'età.

Il fattore che determina se i vostri pargoli possono o non possono salire su un gioco è l'altezza.

Sui giochi che ne richiedono una minima c'è un metro all'inizio per misurare il bambino così come alla fine, poco prima di salire, per permettere al personale di controllare in caso di dubbio.

A differenza di altri parchi, qui sono molte di più le attrazioni per bambini dai 2 ai 5 anni d'età.

Inutile dire che Ringhio si è divertito moltissimo perché stavolta poteva salire su quasi tutti i giochi dove andava la sorella grande.

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La cucina di Orso, veramente curata in ogni dettaglio

Tanti anche gli spettacoli con i personaggi dei cartoni animati: Masha e Orso, sempre imbattibili, i Superpigiamini e i nuovi arrivati Lady Bug e Chat Noir.

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Spettacolo dei Superpigiamini

C'è la possibilità di prenotarsi per fare una foto con loro, oppure potete andare a vedere gli spettacoli che vengono fatti diverse volte al giorno o incontrarli mentre correte da un'attrazione all'altra.

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Sempre la zona dedicata a Masha e Orso

Le giostre che ci sono piaciute di più sono state le "Bici da Vinci" e la "Flotta Mediterranea".

La Ninfa si è entusiasmata a setacciare la sabbia per trovare le pepite d'oro e si è portata a casa la sua bandana.

Ringhio invece è impazzito per le "Botti Boom".

Ed io e CF invece abbiamo adorato la parte dedicata alla Minitalia, che con i suoi 160 monumenti in miniatura ti permette di scoprire le meravigli architettoniche e naturali del nostro Paese.

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Abbiamo però notato che purtroppo rispetto a una ventina di anni fa (sì, sono vecchia oramai!) la Minitalia risulta trascurata rispetto agli antiche splendori.

Nel complesso, però, assegno un voto più che positivo a Leolandia che ho trovato molto più adatto ai bambini dell'età dei miei rispetto agli altri parchi divertimenti.

E comunque non vedo l'ora che raggiungano il metro e venti: da lì poi si apre un mondo!

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Ringhio, il mio secondogenito di tre anni e mezzo, ha una vera e propria passione per i dinosauri.

Questo condanna la sua famiglia a coabitare con mille e passa riproduzioni di questi antichi animali sparse per la casa.

E provate voi a calpestare un triceratopo o uno stegosauro la notte, quando vi aggirate a piedi nudiper casa, nel buio più completo.

Così, domenica, approfittando del suggerimento di alcuni amici che ringrazio qui pubblicamente, abbiamo deciso in un mezzogiorno infuocato di fare una sorpresa al piccolo di casa e di andare in gita al "Parco della Preistoria".

Parco della preistoria: cosa, dove quando (chi e perché già ve li ho detti, no?)

Il "Parco della Preistoria" come dice il nome stesso è un parco tematico dedicato alla preistoria e, per la precisione, al giurassico.

Il parco si trova a Trezzano d'Adda, un comune in provincia di Bergamo, sulla sponda sinistra del fiume Adda, all'interno del Parco Adda Sud, a soli venti km da Milano.

E' aperto tutti i giorni da metà febbraio a metà novembre.

Seguite queste indicazioni e non vi perderete di sicuro, eh.

Per noi quindi si è trattato di un'oretta di auto, in cui i bambini hanno pure dormito.

Arrivati a destinazione, abbiamo scoperto che grazie alla Vivi Parchi Card i bimbi non pagavano l'ingresso che per gli adulti costa dodici euro a testa.

Il "Parco della Preistoria" offre trentun ricostruzioni fedeli di animali preistorici, dagli artropodi ai pesci passando per gli anfibi, i dinosauri e i mammiferi fino a giungere agli uomini primitivi.

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Un dinosauro che non ha bisogno di presentazioni

 

La cosa affascinante è che quelle che sembrano immense statue in realtà sono state fatte a partire dagli scheletri fossili ritrovati in giro per il mondo.

A questi sono poi stati aggiunti carne, pelle e muscoli per farne dei modelli in miniatura da cui partire per creare quei giganti in vetroresina così ben fatti da sembrare quasi veri.

Perciò, i modelli esposti rappresentano gli animali così come apparivano milioni di anni fa.

Nel vedere i suoi amati dinosauri, a grandezza naturale, Ringhio è letteralmente impazzito.

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Uno scolosauro, tipico dinosauro corazzato

 

Continuava a correre da un dinosauro all'altro, facendo delle soste interminabili davanti a ciascun rettile, obbligandoci a soddisfare ogni sua piccola curiosità.

Parco della preistoria: non solo dinosauri

Se pensate però che il "Parco della Preistoria" sia interessante solo per i dinosauri, vi sbagliate di grosso.

Il parco infatti è qualcosa di più.

Immerso in un'area naturale di oltre cento ettari, all'interno del Parco dell'Adda Sud, il "Parco della Preistoria" offre l'opportunità di passeggiare all'interno di un bosco secolare.

Grazie a questa ricca vegetazione, il tragitto lungo il parco rimane abbastanza ombreggiato: olmi, pioppi, carpini e altre varietà di piante riparano gli ospiti con le loro chiome verdeggianti.

Durante il tragitto, se si fa attenzione, si possono scorgere scoiattoli o coniglietti, oltre ad una varietà infinita di uccelli canterini.

Il "Parco della Preistoria" è l'habitat naturale anche di lepri e volpi, tassi e istrici,  che noi però non abbiamo avuto la botta di culo la fortuna di vedere.

Dal punto di vista naturalistico è interessante anche la porzione adibita a palude che, con il suo ecosistema naturale, attira scolaresche dalle grandi città limitrofe.

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Uno dei tanti laghetti, con carpe, rane, cigni, paperelle e una bella tartaruga!

 

Il che significa anche un gran numero di insetti, dalle api alle libellule, rane e anfibi di ogni genere, oltre a tartarughe e carpe.

Portatevi quindi un buon repellente da spruzzarvi in copiose quantità se avete il sangue dolce per non essere il lauto banchetto di zanzare e affini.

Non dimentichiamoci inoltre che diverse associazioni naturalistiche utilizzano il "Parco della Preistoria" come base per piccoli animali convalescenti da lasciare poi in libertà una volta guariti.

Oltre alla fauna locale, libera di scorrazzare in lungo e in largo, nel "Parco della Preistoria" si possono vedere anche animali in semi-libertà, dalle famose capre tibetane nane agli intramontabili asinelli.

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Recinto delle caprette tibetane nane

 

In questo magnifico contesto, circa a metà percorso, vi trovate di fronte un magnifico labirinto, che occupa circa mille metri quadrati di areale, con siepi alte circa due metri.

Il labirinto ricorda molto quello di un altro bellissimo parco di cui avevamo già parlato, il Parco Sigurtà

I bambini (ma non solo) impazziscono per i labirinti, quindi ovviamente non ce lo siamo fatto ripetere due volte e siamo letteralmente corsi a provarlo.

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Il "Parco della Preistoria" si può visitare a piedi (come abbiamo fatto noi), in bicicletta o a bordo di un simpatico trenino (attenzione perché non è gratuito, ma a pagamento).

Se vi stancate di camminare o avete fame, ci sono due bar e una tavola calda, ma nulla vi vieta di portarvi il pranzo al sacco e consumarlo nelle aree pic-nic messe a disposizione dal parco.

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Per la sete o la calura, non preoccupatevi: ci sono tantissime fontanelle disseminate lungo i viali e l'acqua è potabile. Dovete solo munirvi di bottiglietta e il gioco è fatto.

E a proposito di giochi, per la gioia dei bambini ci sono anche due parchi giochi con altalene, scivoli e compagnia bella.

All'interno del parco si trova anche un museo paleontologico, ma mi sono letteralmente rifiutata di entrarci.  Sarà per la prossima volta...

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Vicino al brontosauro: Ringhio lo annaffia per vedere se cresce, mentre la Ninfa, sconsolata, si contempla il dito "morso" dal terribile cigno

"Parco della preistoria": la mia opinione

Il "Parco della preistoria", quindi, non è solo dinosauri o uomini preistorici, ma è molto di più. Fauna, flora, museo, giochi...

Tuttavia, secondo me, vale la pena andarci solo se siete appassionati o interessati ai grandi rettili del passato.

Ringhio infatti è il membro della famiglia che, sicuramente, ha apprezzato di più.

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La Ninfa, per esempio, si è annoiata per gran parte del tempo.

Ha avuto un risveglio quando ha visto gli altri animali, salvo poi passare un paio d'ore imbronciata a causa della beccata di un cigno aggressivo.

Ma l'allegria le è tornata dopo aver mangiato un grosso gelato ed essere salita sull'altalena.

Nel complesso è stata un'esperienza positiva, abbiamo passeggiato immersi nella natura, il parco non era pieno e comunque Ringhio è rimasto davvero impressionato.

Nonostante tutto, quindi, il "Parco della Preistoria" ci ha lasciato addosso una patina di felicità che ci ha fatto dire di aver passato davvero una gran bella giornata.

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Le cose organizzate all'ultimo minuto o non organizzate affatto sono, paradossalmente, quelle che riescono meglio.

Detto da una maniaca del controllo come me suona strano eppure è così.

La scampagnata di ieri al Parco Airone ne è la prova.

Nata da un'idea improvvisa di CF avuta la sera prima, il Parco Airone si è rivelata una meta adatta a tutta la famiglia, a prova di bambino.

Parco Airone: dove si trova e cosa fare

Il Parco Airone è un'oasi naturalistica che si trova a Bedizzole, in provincia di Brescia.

Bedizzole è un paese che dista venti km da Brescia, in direzione lago di Garda.

La passeggiata inizia presso il vecchio mulino di Bettoletto, ancora in uso, dove si macina la farina gialla usata per fare la polenta e non solo.

L'ingresso alla riserva naturale è gratuito ed è riconoscibile perché lì vicino c'è un bar, per cui se non vi siete attrezzati potete trovare cibo e bibite.

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Il percorso è lungo circa un kilometro e mezzo ma si può proseguire oltre i confini del parco e arrivare fino a Salò, percorrendo la pista ciclabile chiamata Gavardina.

Visto l'instabilità del tempo, siamo partiti con felpe e k-way.

Ma la nostra precauzione si è rivelata del tutto inutile perché per una gran botta di culo sfortuna sfacciata ieri è stata una giornata quasi estiva con temperature sopra i 25°C.

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Assieme a noi è venuta una coppia di amici con una bambina dell'età della Ninfa e un bel cagnolino di taglia medio-piccola.

Così il nostro gruppo era formato da quattro adulti, tre bambini e un cane.

Il Parco Airone offre un percorso veramente facile: una strada larga e in terra battuta alternata a ghiaietta totalmente pianeggiante, ideale per famiglie sia a piedi che in bicicletta, anche con i passeggini.

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Il sentiero si snoda attraverso un boschetto che garantisce una discreta ombra (e per fortuna, perché eravamo equipaggiati per la pioggia ma non per il sole, per cui non avevamo nemmeno un cappellino).

I cani vanno tenuti al guinzaglio ma, a parte questo, non ci sono altre particolari restrizioni, se non quelle di rispettare la natura e di tenere pulito il parco.

La strada fiancheggia il fiume Chiese a cui è possibile accedere attraverso comodi sentieri.

Le rive del fiume Chiese sono sassose e con piccole "spiagge" naturali per cui in estate è il luogo ideale per rinfrescarsi un po'.

CF  ha scoperto che nel Parco Airone è possibile pescare liberando poi il pescato e quindi secondo me sarà una meta papabile per i mesi futuri.

A questo aggiungiamo che il parco è disseminato di aree pic-nic attrezzate con tavoli, panche e barbecue in pietra.

Abbiamo scoperto infatti che è possibile arrivare vicino alla zona pic-nic direttamente in auto, seguendo la strada che parte dal campo sportivo di Bedizzole.

Vicino all'area pic-nic c'è anche un piccolo parco giochi, per cui i bambini hanno ovviamente deciso di infischiarsene della camminata e di depositare armi e bagagli per "accamparsi lì", per dirla a modo loro.

Abbiamo colonizzato un tavolo, steso il nostro telo impermeabile sotto un albero e tirato fuori cibo e bibite come se non ci fosse un domani.

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Anche quando le cose vengono organizzate all'ultimo minuto, noi donne riusciamo comunque a compiere miracoli, per cui via a frittate, macedonie, insalate varie e tanto altro come un pic-nic che si rispetti.

Certo, la prossima volta ci porteremo anche gli ingredienti tipici per una grigliata che si rispetti, ma per questa volta è andata bene anche così.

Dopo aver mangiato, i bambini hanno deciso di comune accordo che erano pronti per "esplorare il bosco", per cui zaino (vuoto) in spalla e abbiamo terminato il percorso, seguendo i ritmi dei nostri piccoli protagonisti.

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Siccome il Parco Airone è una zona naturalistica, si possono trovare cartelli informativi sulla flora e la fauna locale: oltre all'airone cinerino è possibile avvistare anche donnole e topi ragno.

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Noi, a parte i pesci nell'acqua trasparente del Chiese, abbiamo visto solo qualche uccello (non me ne vogliate, ma non sono in grado di dirvi di che specie), ma ci siamo divertiti lo stesso.

La Ninfa, Ringhio e la loro amichetta hanno buttato i sassi nel fiume, raccolto i fiori, seguito le formiche, raccattato bastoni di legno per accendere il fuoco per la notte - erano davvero convinti che avremmo dormito lì-  e svolto altre tipiche attività bambinesche.

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Infine siamo tornati al parco per una merenda veloce -non so, quando si fanno questi pic-nic si finisce sempre per mangiare in maniera esagerata- e i bambini hanno socializzato con altri loro simili provando le varie attrazioni mentre noi adulti ce ne siamo stati satolli e soddisfatti a poltrire sotto gli alberi.

Il Parco Airone ci ha stupito e soddisfatto, perché offre davvero la possibilità a tutti di rilassarsi a contatto con la natura.

Chi è sportivo può seguire i percorsi guidati fermandosi alle stazioni per svolgere vari esercizi, chi invece vuole riposarsi può sedersi sulle panchine di legno.

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Insomma, al Parco Airone ce n'è per tutti i gusti, nulla da dire.

Come sempre sono le cose più semplici a rivelarsi più piacevoli e più affascinanti, sia per gli adulti che per i bambini.

Credo proprio che ci ritorneremo, speriamo presto, tempo permettendo, magari con un bel gruppo di amici.

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Se volete saperne di più sui percorsi adatti non solo alle famiglie nel territorio di Brescia, perché non date un'occhiata al gruppo di Facebook "Esploratori di sentieri bresciani"? Potete trovare tanti suggerimenti su come visitare monti e valli di questo territorio e tutto a misura di bambino.

Gardaland, il sogno di un bambino è andare a Gardaland...

La canzoncina non è cambiata dai tempi in cui io ero una bambina e i miei mi portavano a Gardaland, lo storico parco dei divertimenti sul Lago di Garda.

Se il ritornello è rimasto lo stesso, il parco invece negli anni è cambiato molto: sono state aggiunte nuove attrazioni, alcune sono state rimodernate, altre sono scomparse.

Non andavo a Gardaland da almeno cinque anni, quella che scherzando chiamiamo "l'era pre-bimbi".

Ho sempre considerato strano andarci con i bimbi piccoli, che in fondo possono salire solo su un paio di attrazioni.

Quindi ero scettica quando ho accettato l'invito di Gardaland in occasione della presentazione della nuova area dedicata ai più piccolo.

Niente di più sbagliato: ho dovuto davvero ricredermi. Il parco si è rivelato a prova di bambino in tutto e per tutto.

Partiamo dalla novità dell'anno: Peppa Pig Land.

Il trenino di nonno Pig

 

Qualsiasi genitore conosce la mitica Peppa con il fratellino George e la sua allegra famiglia.

I pupi la adorano e l'idea di poter vivere per un giorno nel suo fantastico mondo li manda in visibilio.

A Peppa Pig Land è possibile salire sul trenino di nonno Pig, provare le barchette dei pirati e perfino farsi un giro in mongolfiera.

Le mongolfiere della Peppa
Il trenino di nonno Pig
Le barchette dei Pirati

Peppa e George salutano i bimbi e si fanno scattare una bella foto ricordo con loro.

La Peppa non è l'unica attrazione per i più piccoli. Lo sconfinato Fantasy Kindom offre molteplici giochi, tra cui l'Albero di Prezzemolo, la Doremifarm e tanto altro.

L'albero di Prezzemolo

Doremifarm

Ma non è finita qui: i bambini possono provare l'ebrezza del kung-fu nell'area a tema dedicata a Kung-fu Panda.

Kung-fu Academy

Adatti poi ai più piccini sono anche attrazioni del calibro di "Ramses: il risveglio", "I corsari" e giostre storiche, come la "Giostra dei cavalli".

L'altra novità di Gardaland 2018 è "San Andreas 4-D experience": un cinema dinamico in quattro dimensioni che consente agli ospiti di calarsi dentro il famoso film "San Andreas", uno dei nostri film preferiti.

Un altro aspetto che mi ha molto colpito è l'alto livello di sicurezza del parco: uomini della sicurezza all'ingresso che perquisiscono a campione zaini e borse e altri uomini che girano tra la folla all'interno di Gardaland.

Il personale, sempre cortese e disponibile, è molto professionale e intransigente sull'ingesso alle attrazioni: ogni piccolo ospite viene misurato per vedere se ha l'altezza minima per salire sulla giostra.

Il parco offre la possibilità di riposarsi nelle numerose aree relax, ombreggiate e con comode panche.

Devo ammettere che Gardaland, rispetto a quando ero piccola, ha fatto davvero dei passi da gigante per diventare un parco dei divertimenti adatto a tutte le fasce d'età: dai più piccini agli adulti.

I più grandi possono divertirsi con attrazioni più adrenaliniche come "Oblivion", il "Raptor "o lo "Space Vertigo"...

La prossima volta ci vado senza i pupi, perché Gardaland non è solo il sogno di un bambino, ma anche quello di mamma e papà che vogliono prendersi una giornata di svago e divertimento diversa dal solito.

E tornare piccoli per un giorno.