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Le cose organizzate all'ultimo minuto o non organizzate affatto sono, paradossalmente, quelle che riescono meglio.

Detto da una maniaca del controllo come me suona strano eppure è così.

La scampagnata di ieri al Parco Airone ne è la prova.

Nata da un'idea improvvisa di CF avuta la sera prima, il Parco Airone si è rivelata una meta adatta a tutta la famiglia, a prova di bambino.

Parco Airone: dove si trova e cosa fare

Il Parco Airone è un'oasi naturalistica che si trova a Bedizzole, in provincia di Brescia.

Bedizzole è un paese che dista venti km da Brescia, in direzione lago di Garda.

La passeggiata inizia presso il vecchio mulino di Bettoletto, ancora in uso, dove si macina la farina gialla usata per fare la polenta e non solo.

L'ingresso alla riserva naturale è gratuito ed è riconoscibile perché lì vicino c'è un bar, per cui se non vi siete attrezzati potete trovare cibo e bibite.

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Il percorso è lungo circa un kilometro e mezzo ma si può proseguire oltre i confini del parco e arrivare fino a Salò, percorrendo la pista ciclabile chiamata Gavardina.

Visto l'instabilità del tempo, siamo partiti con felpe e k-way.

Ma la nostra precauzione si è rivelata del tutto inutile perché per una gran botta di culo sfortuna sfacciata ieri è stata una giornata quasi estiva con temperature sopra i 25°C.

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Assieme a noi è venuta una coppia di amici con una bambina dell'età della Ninfa e un bel cagnolino di taglia medio-piccola.

Così il nostro gruppo era formato da quattro adulti, tre bambini e un cane.

Il Parco Airone offre un percorso veramente facile: una strada larga e in terra battuta alternata a ghiaietta totalmente pianeggiante, ideale per famiglie sia a piedi che in bicicletta, anche con i passeggini.

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Il sentiero si snoda attraverso un boschetto che garantisce una discreta ombra (e per fortuna, perché eravamo equipaggiati per la pioggia ma non per il sole, per cui non avevamo nemmeno un cappellino).

I cani vanno tenuti al guinzaglio ma, a parte questo, non ci sono altre particolari restrizioni, se non quelle di rispettare la natura e di tenere pulito il parco.

La strada fiancheggia il fiume Chiese a cui è possibile accedere attraverso comodi sentieri.

Le rive del fiume Chiese sono sassose e con piccole "spiagge" naturali per cui in estate è il luogo ideale per rinfrescarsi un po'.

CF  ha scoperto che nel Parco Airone è possibile pescare liberando poi il pescato e quindi secondo me sarà una meta papabile per i mesi futuri.

A questo aggiungiamo che il parco è disseminato di aree pic-nic attrezzate con tavoli, panche e barbecue in pietra.

Abbiamo scoperto infatti che è possibile arrivare vicino alla zona pic-nic direttamente in auto, seguendo la strada che parte dal campo sportivo di Bedizzole.

Vicino all'area pic-nic c'è anche un piccolo parco giochi, per cui i bambini hanno ovviamente deciso di infischiarsene della camminata e di depositare armi e bagagli per "accamparsi lì", per dirla a modo loro.

Abbiamo colonizzato un tavolo, steso il nostro telo impermeabile sotto un albero e tirato fuori cibo e bibite come se non ci fosse un domani.

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Anche quando le cose vengono organizzate all'ultimo minuto, noi donne riusciamo comunque a compiere miracoli, per cui via a frittate, macedonie, insalate varie e tanto altro come un pic-nic che si rispetti.

Certo, la prossima volta ci porteremo anche gli ingredienti tipici per una grigliata che si rispetti, ma per questa volta è andata bene anche così.

Dopo aver mangiato, i bambini hanno deciso di comune accordo che erano pronti per "esplorare il bosco", per cui zaino (vuoto) in spalla e abbiamo terminato il percorso, seguendo i ritmi dei nostri piccoli protagonisti.

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Siccome il Parco Airone è una zona naturalistica, si possono trovare cartelli informativi sulla flora e la fauna locale: oltre all'airone cinerino è possibile avvistare anche donnole e topi ragno.

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Noi, a parte i pesci nell'acqua trasparente del Chiese, abbiamo visto solo qualche uccello (non me ne vogliate, ma non sono in grado di dirvi di che specie), ma ci siamo divertiti lo stesso.

La Ninfa, Ringhio e la loro amichetta hanno buttato i sassi nel fiume, raccolto i fiori, seguito le formiche, raccattato bastoni di legno per accendere il fuoco per la notte - erano davvero convinti che avremmo dormito lì-  e svolto altre tipiche attività bambinesche.

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Infine siamo tornati al parco per una merenda veloce -non so, quando si fanno questi pic-nic si finisce sempre per mangiare in maniera esagerata- e i bambini hanno socializzato con altri loro simili provando le varie attrazioni mentre noi adulti ce ne siamo stati satolli e soddisfatti a poltrire sotto gli alberi.

Il Parco Airone ci ha stupito e soddisfatto, perché offre davvero la possibilità a tutti di rilassarsi a contatto con la natura.

Chi è sportivo può seguire i percorsi guidati fermandosi alle stazioni per svolgere vari esercizi, chi invece vuole riposarsi può sedersi sulle panchine di legno.

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Insomma, al Parco Airone ce n'è per tutti i gusti, nulla da dire.

Come sempre sono le cose più semplici a rivelarsi più piacevoli e più affascinanti, sia per gli adulti che per i bambini.

Credo proprio che ci ritorneremo, speriamo presto, tempo permettendo, magari con un bel gruppo di amici.

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Se volete saperne di più sui percorsi adatti non solo alle famiglie nel territorio di Brescia, perché non date un'occhiata al gruppo di Facebook "Esploratori di sentieri bresciani"? Potete trovare tanti suggerimenti su come visitare monti e valli di questo territorio e tutto a misura di bambino.

Gardaland, il sogno di un bambino è andare a Gardaland...

La canzoncina non è cambiata dai tempi in cui io ero una bambina e i miei mi portavano a Gardaland, lo storico parco dei divertimenti sul Lago di Garda.

Se il ritornello è rimasto lo stesso, il parco invece negli anni è cambiato molto: sono state aggiunte nuove attrazioni, alcune sono state rimodernate, altre sono scomparse.

Non andavo a Gardaland da almeno cinque anni, quella che scherzando chiamiamo "l'era pre-bimbi".

Ho sempre considerato strano andarci con i bimbi piccoli, che in fondo possono salire solo su un paio di attrazioni.

Quindi ero scettica quando ho accettato l'invito di Gardaland in occasione della presentazione della nuova area dedicata ai più piccolo.

Niente di più sbagliato: ho dovuto davvero ricredermi. Il parco si è rivelato a prova di bambino in tutto e per tutto.

Partiamo dalla novità dell'anno: Peppa Pig Land.

Il trenino di nonno Pig

 

Qualsiasi genitore conosce la mitica Peppa con il fratellino George e la sua allegra famiglia.

I pupi la adorano e l'idea di poter vivere per un giorno nel suo fantastico mondo li manda in visibilio.

A Peppa Pig Land è possibile salire sul trenino di nonno Pig, provare le barchette dei pirati e perfino farsi un giro in mongolfiera.

Le mongolfiere della Peppa
Il trenino di nonno Pig
Le barchette dei Pirati

Peppa e George salutano i bimbi e si fanno scattare una bella foto ricordo con loro.

La Peppa non è l'unica attrazione per i più piccoli. Lo sconfinato Fantasy Kindom offre molteplici giochi, tra cui l'Albero di Prezzemolo, la Doremifarm e tanto altro.

L'albero di Prezzemolo

Doremifarm

Ma non è finita qui: i bambini possono provare l'ebrezza del kung-fu nell'area a tema dedicata a Kung-fu Panda.

Kung-fu Academy

Adatti poi ai più piccini sono anche attrazioni del calibro di "Ramses: il risveglio", "I corsari" e giostre storiche, come la "Giostra dei cavalli".

L'altra novità di Gardaland 2018 è "San Andreas 4-D experience": un cinema dinamico in quattro dimensioni che consente agli ospiti di calarsi dentro il famoso film "San Andreas", uno dei nostri film preferiti.

Un altro aspetto che mi ha molto colpito è l'alto livello di sicurezza del parco: uomini della sicurezza all'ingresso che perquisiscono a campione zaini e borse e altri uomini che girano tra la folla all'interno di Gardaland.

Il personale, sempre cortese e disponibile, è molto professionale e intransigente sull'ingesso alle attrazioni: ogni piccolo ospite viene misurato per vedere se ha l'altezza minima per salire sulla giostra.

Il parco offre la possibilità di riposarsi nelle numerose aree relax, ombreggiate e con comode panche.

Devo ammettere che Gardaland, rispetto a quando ero piccola, ha fatto davvero dei passi da gigante per diventare un parco dei divertimenti adatto a tutte le fasce d'età: dai più piccini agli adulti.

I più grandi possono divertirsi con attrazioni più adrenaliniche come "Oblivion", il "Raptor "o lo "Space Vertigo"...

La prossima volta ci vado senza i pupi, perché Gardaland non è solo il sogno di un bambino, ma anche quello di mamma e papà che vogliono prendersi una giornata di svago e divertimento diversa dal solito.

E tornare piccoli per un giorno.

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Seridò: perché sì, perché no.

Queste le esatte parole di una mamma amica che pochi giorni fa mi ha chiesto se vale davvero la pena portare là i bambini.

Per chi non ha figli, Seridò è una parola senza senso dal significato oscuro.

Per chi figli invece ne ha, assume un significato ben preciso dai toni contrastanti.

Seridò è quell'evento che si tiene una volta l'anno, di solito a cavallo tra aprile e maggio,al Centro Fiera del Garda di Montichiari, in provincia di Brescia.

E' la fiera che ha per protagonisti i bambini: otto e sottolineo otto stand pensati e studiati per il loro divertimento.

Il significato di Seridò per i genitori che ci sono già stati porta con sé anche l'immagine di folle di bambini urlanti, code che si snodano come serpenti, genitori impazziti che rincorrono la propria prole....

Insomma, un vero e proprio delirio.

Se è la prima volta che ci andate, questi sono i miei consigli: vestitevi a strati, indossate scarpe comode, se il tempo è bello portate un costume da bagno per i bambini (poi vi spiego il perché), se volete potete portarvi il pranzo al sacco e... preparatevi a combattere!

Seridò è il regno dei bambini, ma è un campo minato che mette a dura prova la sanità mentale di qualsiasi genitore.

Dovrete seguire i vostri figli che si muovono come schegge impazzite da un'attrazione all'altra, dovrete attendere pazientemente mentre fanno la fila per salire sulle varie attrazioni -loro da soli, perché i genitori non salgono-, dovrete giocare con loro nei laboratori didattici...

Se siete pronti a farlo, allora cominciamo.

Seridò occupa otto padiglioni del complesso fieristico di Montichiari più le aree all'aperto.

I padiglioni sono suddivisi per aree tematiche: sport, gonfiabili, laboratori, spazio per i più piccoli e tanto altro.

Per ogni gioco è indicata la fascia d'età a cui è indirizzato, anche se gli animatori/educatori dimostrano una certa elasticità.

Nessuna delle attrazioni è a pagamento. Si paga solo l'ingresso, che fino ai dodici anni è gratuito, mentre i grandi pagano il biglietto intero di € 13,00.

Seridò viene fatta da ventitue anni, per cui è bene organizzata: spazi per i pic-nic, bancomat, servizi igienici abbastanza puliti, aree ristoro...

Noi siamo partiti dallo stand dedicato allo sport: si può provare di tutto, calcio, bocce, tiro con l'arco, arrampicata e arti marziali.

Ringhio che impara a strisciare assieme ai ragazzi di Karate

 

I bimbi poi si sono voluti buttare sui gonfiabili, prima quegli esterni e poi quelli interni.

Uno dei numerosi gonfiabili che fanno impazzire i bambini

 

Per calmarli un attimo, siamo andati al padiglione "Tutti giù per terra": tutti assieme abbiamo giocato con le intramontabili lego, le costruzioni a incastro, le biglie, i dinosauri...

Quest'anno Ringhio è stato particolarmente fortunato: oltre a poter provare più giochi rispetto allo scorso anno, ha potuto partecipare al laboratorio dedicato ai rettili estinti, la sua grande passione!

I dinosauri non mancano mai...
Costruzioni a incastro

 

Una volta recuperato il fiato -noi, non loro!- abbiamo affrontato l'area "Giochi e città". Dopo aver saltato sui tappeti elastici, Ringhio e la Ninfa hanno affrontato il "gioco" del Pronto Soccorso.

Due salti sul tappeto elastico

 

Come lo scorso anno, i volontari insegnano ai bambini sotto forma di gioco come effettuare una chiamata al 112 in caso di necessità e come vengono trattati i pazienti.

I volontari del Pronto Soccorso insegnano ai bambini

 

Ogni bimbo sceglie un peluche, finge che sia malato, chiama il 112, viene caricato sull'ambulanza, affronta il Triage ed infine viene dimesso.

"Il mio piccolo sta tanto male..."

 

Ad ogni partecipante i volontari rilasciano un attestato di partecipazione.

Nel frattempo i genitori possono cimentarsi nelle manovre di primo soccorso che spiegano come affrontare un arresto cardiaco e come effettuare una manovra di disostruzione.

Oltre all'ambulanza, ci sono anche le moto della polizia, i vigili del fuoco, i carabinieri...

Il giro poi continua, perché i bambini non si scaricano mai, eh!

Case per le bambole, piste delle biglie, memory gigante...

Siamo riusciti a tenere fermi i bambini giusto il tempo di mangiare un boccone (se non vi portate il pranzo da casa all'interno del Seridò trovate pizze al trancio, panini, gelati, bibite e tanto altro) e poi ci siamo rimessi in moto.

Una breve capatina al Truccabimbi che non può mai mancare, altri giri sui gonfiabili e poi una capatina veloce alla biblioteca per l'evento dedicato ai "silent books""

Immancabile Truccabimbi

 

Contrariamente allo scorso anno, Ringhio e la Ninfa non hanno voluto fare il giro con il trenino e neppure vedere lo spettacolo teatrale, cosa che mi è dispiaciuta.

Approfittando però della bella giornata, sono riusciti a fare un giro a cavallo e a provare le mitiche barchette.

Qui è consigliato avere un costume perché ci si bagna. La maggior parte dei bambini però è salita in mutande salvo scendere con il culetto bagnato...Il prossimo anno ci organizzeremo, l'esperienza insegna.

Barchette da spingere a forza di...braccia

 

Siamo entrati alle 10 e siamo usciti alle 17,30, stremati ed esausti.

Ringhio e la Ninfa si sono divertiti tantissimo, per loro Seridò è ancora magico.

Mi sento invece di dire che non lo trovo adatto a bambini più grandi, diciamo dai dieci anni in su, perché per me a parte qualche attrazione rischiano di annoiarsi.

Allo stesso modo la sconsiglio a chi ha bambini al di sotto dei tre anni, perché a parte un padiglione il resto non lo possono sfruttare.

Sicuramente è un'esperienza da fare almeno una volta, per noi è stata la seconda  ma abbiamo la fortuna di abitare abbastanza vicino.

Ricordatevi di mettere in conto che è una giornata ricca di stimoli per i bambini e che può risultare faticosa per i genitori, ma sono convinta al cento per cento che tutta la nostra fatica è ben ripagata.

La Ninfa a fine giornata. Non voleva più andare via...

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Ieri siamo andati a recuperare i bambini che soggiornano sul lago di Garda ospiti dei nonni.

La Ninfa e Ringhio ci sono corsi incontro con la felicità e l'allegria tipica dei bambini che non vedono i propri genitori da qualche giorno.

Ovviamente io e CF ci siamo sciolti, come penso capiti a tutti i genitori.

Dopo una seduta rigenerante di coccole e baci, siamo partiti alla volta della nostra meta.

Non ci siamo lasciati intimorire dalla giornata particolarmente calda e, come già anticipato, abbiamo organizzato per loro una sorpresa: una gita particolare in un posto magico popolato da fate, gnomi e troll.

Con la famiglia di un'amica qualche mese fa abbiamo prenotato la nostra giornata al GiocaBosco, un parco didattico situato a Gavardo (Brescia).

Il parco si trova su un colle ed occupa una porzione di bosco allestita in modo particolare.

Guardando tra i rami degli alberi o tra l'erba del prato si notano le bellissime case degli gnomi e dei folletti.

Ma ci sono anche altre creature magiche: le fate, che si occupano di insegnare agli gnomi-bambini i segreti della natura.

All'arrivo fata Allegra e la sua amica ci accolgono con gentilezza e, dopo aver vestito i bambini da gnomi, spiegano loro qual è la missione:

ora che sono gnomi devono aiutare le fate a salvare il bosco dai cattivissimi troll che vogliono sporcarlo e rovinarlo.

Le fate, con gli gnomi al seguito, si avventurano tra gli alberi seguendo un percorso didattico che prevede diverse tappe dedicate ad abilità sensoriali diverse: riconoscere le piante aromatiche, ascoltare il canto degli uccellini...

Il percorso dura circa 45 minuti e i genitori possono attendere l'arrivo degli gnomi tranquillamente sdraiati sulle sdraio nell'area pic-nic oppure possono seguire da lontano il gruppo dei bambini.

Ringhio, in fase mammite (dai, questa volta anche giustificata), ha preferito rimanere con me a giocare con altri bimbi della sua età nella zona 0-3 anni.

Mentre lui si accappigliava socializzava con gli altri pupi, io e le altre mamme compagne d'avventura ci siamo gustate un buon aperitivo al chiosco vicino alla kid-zone.

Il bosco è un luogo perfettamente sicuro, a misura di bambino. I sentieri sono larghissimi e facili da percorrere, l'area pic-nic è ombreggiata e dotata di tavolini e sedie a misura di gnomo, come lo sono anche i servizi igienici.

Mentre i pupi sconfiggevano i troll a colpi di incantesimi, CF e il marito della nostra amica si occupavano del barbeque (chè, si sa, è cosa da uomini).

Finito il tour, agli gnomi viene consegnata la medaglia di protettore del bosco e, tornati bambini, possono ricongiungersi alle famiglie per il pranzo. 

Nel pomeriggio chi voleva poteva seguire i laboratori didattici, producendo siffatte meraviglie.

Infine, perché i bambini son sempre bambini, si sono scatenati e hanno dato il meglio di sé nel parco giochi degli gnomi.

Verso l'ora della merenda gli organizzatori hanno preparato il trucca-gnomi e hanno offerto ai piccoli ospiti e pure ai loro genitori una soffice nuvola di zucchero filato.

Avrei voluto che la Ninfa e Ringhio si facessero un giro sul pony per prendere la patente di guida ma stavolta non ne hanno voluto sapere.

La pupa era troppo elettrizzata dall'idea di rivedere la sua grande amica V. (come già detto, essendo una sorpresa non le avevamo anticipato nulla).

Le due, dopo essersi fatte comperare una bacchetta magica, hanno cominciato una battaglia senza quartiere contro i fratelli che, manco a dirlo, facevano i troll.

 

Il parco chiude alle quattro per cui, dopo aver sistemato tutto, abbiamo caricato i pargoli in macchina.

Neanche il tempo di accendere il motore che già dormivano beati, sognando gnomi e folletti.

Il bilancio della giornata è stato positivo: la Ninfa ha passato una giornata memorabile in un posto particolare in compagnia di quella che per lei è sicuramente una persona speciale e che non vedeva da tempo, Ringhio ha giocato con bimbi nuovi ma anche da solo, noi grandi ci siamo rilassati e goduti i bambini.

Se devo essere sincera, però, calcolando il prezzo del biglietto d'ingresso (Ringhio non ha pagato perché è sotto i tre anni e la Ninfa ha pagato la metà perché abbiamo la Viviparchi Card), mi aspettavo qualcosa di meglio.

Rispetto alle mie aspettative, il GiocaBosco si è rivelato meno affascinante: gli allestimenti non erano curatissimi, il giro didattico partito in ritardo è stato breve, nel senso che le tappe fatte secondo me non erano equilibrate.

Hanno dedicato molto spazio alla narrazione  meno alle prove pratiche, forse perché, nonostante si debba prenotare, i bambini erano veramente tanti.

Il bosco è pulitissimo, però, e ognuno ha rispettato le regole: raccolta differenziata, fumo solo nell'area predisposta (quella del barbeque), niente radio e musica ad alto volume, rispetto totale per l'ambiente.

Vicino al parco giochi, inoltre, c'è un'area dedicata a galline, conigli e altri piccoli animali da fattoria: Ringhio ha passato un sacco di tempo a dare foglioline di trifoglio ai coniglietti mentre le bambine giocavano scatenate.

Il chiosco è ben fornito, per cui se non avete voglia di utilizzare il barbeque o di portarvi il pranzo al sacco potete comodamente prendere lì da mangiare.

E se volete un ricordo, potete acquistare gadgets di ogni tipo al piccolo bazar dello gnomo.

Come indicato nel sito stesso di GiocaBosco, il parco offre l'opportunità di riavvicinarsi alla natura, di rallentare e di ri-scoprire attività meno tecnologiche e meccaniche, mettendo l'accento sulla socializzazione, la collaborazione e l'amicizia.

Voi cosa ne pensate? Siete mai stati al GiocaBosco?

 

 

 

 

Una delle fiere più belle a cui partecipare quando arriva la primavera è Travagliatocavalli, a Travagliato, un paese in provincia di Brescia.

Quest'anno la 38^ edizione si è tenuta dal 28 Aprile al 1 Maggio.

L'ingresso è gratuito per bambini fino ai 6 anni, hanno diritto alla riduzione bambini dai 7 ai 14 anni e coloro gli over-65.

Il programma che offre la fiera è vastissimo e comprende mostre, esibizioni, tornei e intrattenimento per grandi e piccini.

E' possibile anche fare shopping: si possono trovare articoli che hanno a che fare con il mondo equestre ma anche prodotti dedicati agli animali in generale, al giardinaggio, abbigliamento sportivo, prodotti alimentari...

Noi ci siamo andati domenica 30 aprile, approfittando della clemenza del tempo.

Siamo degli affezionati, oramai è tanti anni che la frequentiamo.

Quest'anno sono state introdotte alcune novità: è arrivato Travallino, la nuova mascotte di Travagliatocavalli, un simpatico sceriffo che coinvolge i bambini e movimenta la giornata.

Ecco qui la locandina ufficiale con il mitico Travallino!

Per la prima volta Travagliatocavalli ha ospitato la Horse-Ball Champion Tour: gli spettatori hanno potuto godersi la partita di Horse-Ball, uno sport equestre di squadra ancora poco conosciuto.

La cosa fantastica è che anche i bambini potevano provarlo in groppa a dei magnifici pony!

Siamo riusciti ad assistere ad una partita di Polocrosse (che come dice il nome stesso è un incrocio tra Polo e Lacrosse), alla mostra dei cavalli Maremmani che da tanto mancavano alla fiera e a qualche evento più "scontato", come il Circuito Ippico Percorso Classico.

La Ninfa che cavalca il suo cavallo immaginario

Affascinante lo spettacolo dei cavalli spagnoli, con cavalieri e cavallerizze abbigliate con abiti molto scenografici.

Interessante anche lo show di Marco Vignali, che, è proprio il caso di dirlo, sussurra veramente ai cavalli.

Ma Travagliatocavalli non è solo una dedicata al mondo equestre. Co-partecipanti sono anche i cani.

Si trovano cani di ogni razza in giro con i propri compagni a due zampe, dagli eleganti levrieri ai soffici barboncini, agli stupendi meticci.

E proprio loro sono i protagonisti di diverse manifestazioni, come quella a cui abbiamo assistito sui cani da soccorso.

Una delle scene dell'addestramento dei nostri amici a quattro zampe

Letto così, potreste pensare che la fiera non è a misura di bambino. Niente di più sbagliato: Travagliatocavalli offre sempre mille opportunità a piccini e meno piccini.

Si parte dal Battesimo della Sella, sempre gettonatissimo, per passare al Horse-Ball (a partire dai 5 anni).

Ma l'attrazione principale per i bambini rimangono loro, gli asinelli.

C'è tutto un programma speciale dedicati ai "cugini" dei cavalli: Mondo Asino.

I pupi possono cavalcare gli asinelli, spazzolarli, abbracciarli, sfamarli...La Ninfa e Ringhio hanno passato nel loro recinto almeno due ore buone.

Sono adorabili, non trovate?

Quest'anno la fiera ospitava anche Brent Trout, un trainer canadese di fama internazionale che si occupa di addestramento etologico.

Inoltre Travagliatocavalli offre anche l'opportunità di provare a fare il cow-boy o il gaucho.

....Perché noi, veri cow-boy, il cappello lo portiamo così, calato sugli occhi

Come se ciò non bastasse, c'è una luogo chiamato la Collinetta dove si possono trovare tappeti elastici, gonfiabili e altri giochi (attenzione: questi sono a pagamento e, secondo me, costano un pò troppo!).

Ma i pargoli hanno anche la possibilità di divertirsi in un attrezzatissimo parco-giochi (noi abbiamo accuratamente evitato di farlo vedere a Ringhio e alla Ninfa, altrimenti non si sarebbero più schiodati da lì).

E se vi viene fame? Ci sono infiniti stand gastronomici, che offrono cucina internazionale,  compreso tex-mex e sud-americana.

E intanto che mangiate potete ascoltare musica-country e, per smaltire, perché non cimentarsi nella country-dance o nella line-dance?

Questo è grosso modo quello che abbiamo fatto noi in una giornata, considerando che verso le 17 siamo tornati a casa. Ma il programma è più ricco e ci sono dei bellissimi spettacoli di gala nelle ore serali.

La Ninfa e Ringhio si sono divertiti molto, sia a vedere le esibizioni dei cavalli, sia a "provarli" e hanno amato ogni istante passato in compagnia degli asinelli.

"Amore, apri la bocca che ti ho portato la pappa!"

Il livello di pulizia è altissimo: quando un cavallo sporca la strada viene immediatamente pulita, niente cartacce o plastiche in giro.

Bello poi vedere i calessi e le carrozze passare lungo le vie mentre si mangia un gelato o l'immancabile zucchero filato.

Non mancano poi palloncini e gadgets vari.

Purtroppo non siamo riusciti a fare la foto con Travallino, ma rimedieremo il prossimo anno.

Travallino con le autorità

 

Martedì 25 Aprile visto l'inclemenza del tempo abbiamo deciso, in un raptus di follia, di portare i pupi a Seridò.

Per chi non ha a che fare con i bambini, Seridò è la fiera annuale del divertimento che si tiene a Montichiari (Brescia).

Prima di diventare mamma non ne avevo mai sentito parlare.

Quando diventi genitore, vieni automaticamente dotato di due antenne radar che captano notizie relative al mondo dei bambini.

In questo caso, a partire da metà Aprile, Seridò diventerà il tormentone del momento: radio, riviste, pubblicità...

Ti si insinua nella mente come un tarlo e non ti lascia più.

Gli anni precedenti non lo abbiamo considerato più di tanto, la Ninfa era ancora piccola, se il tempo è bello meglio stare fuori...Insomma, non era mai il momento giusto.

L'altra mattina invece, complice la noia ma anche sull'onda del successo della gita al Parco "Le Cornelle" abbiamo deciso che era ora di provare.

Siamo partiti  a 9,45 e alle 10,30 avevamo già i biglietti in mano.

Solo i "grandi" devono pagare, i bambini fino ai 12 anni entrano gratuitamente.

Seridò è una grande fiera dedicata ai bambini di tutte le età suddivisa per aree tematiche.

Quest'anno i padiglioni erano suddivisi in questo modo: sport, laboratori e truccabimbi, giochi e spazio nido, gonfiabili, gonfiabili e rotelle,teatri, tutti giù per terra e giochi all'aperto.

Inutile dire che è stato un delirio. Non tanto per la gente (fortunatamente non era pienissimo), non tanto per l'organizzazione (per me organizzato bene, per CF il margine di miglioramento è alto), quanto per i bambini.

Erano letteralmente impazziti, caricati a molla, inarrestabili. Stare dietro a dei piccoli tornado che corrono da un gioco all'altro è sicuramente estenuante per un adulto.

Siamo partiti dallo stand dedicato allo sport. Essendo mattina, pensavamo fosse meno pieno ed effettivamente è stato così.

La Ninfa ha voluto provare tutto: mini-golf, percorso di equilibrio, salto in alto, ponte tibetano, bowling, tiro con l'arco e la parete di arrampicata.

La cosa che ha trovato più entusiasmante è stata senza dubbio questa: con la sua imbragatura si è arrampicata da sola fino in cima, con lo scalatore dietro che non ha dovuto aiutarla nemmeno una volta e che alla fine si è pure complimentato con lei.

Dopo lo sport, con il chiaro intento di sfiancare i pupi, ci siamo catapultati nei padiglioni dei gonfiabili. Ci sono ben due stand e su ogni gonfiabile è chiaramente esposta l'età consigliata. Che, badate bene, è appunto indicativa.

La Ninfa, che è anche un pò spericolata, con il mio consenso ha provato anche quelli per bambini più grandi.

Va detto che ogni gioco è sorvegliato da almeno due volontari, per cui tutto si svolge in piena sicurezza.

Intanto che faceva la coda (perché -cosa per me stupenda ed educativa- i bambini da soli fanno le code per le attrazioni, mentre i genitori li aspettano pazientemente dietro le transenne), CF e Ringhio si dedicavano alla parte dei giochi con le rotelle: tricicli, biciclette di legno, trattori a pedali...

E non ci siamo lasciati sfuggire neppure la foto di rito sulla moto della polizia!

Verso l'una abbiamo deciso di pranzare. Seridò mette a disposizione aree pic-nic per cui se volete potete portarvi il pranzo da casa o prendere qualcosa direttamente in loco: tranci di pizza, patatine fritte, panini...Ce n'è per tutti i gusti!

Dopodiché i bimbi hanno voluto provare attività più soft e ci siamo diretti al padiglione dove c'erano trampolini elastici, l'oca gigante, la dama gigante e il paese delle bambole.

Qui abbiamo sostato per circa un'oretta: la Ninfa e Ringhio hanno giocato con le case da giardino, le cucine, i carrelli della spesa, bambole e accessori vari.

Nel frattempo CF ha approfittato dei volontari del pronto soccorso che spiegavano e mostravano come effettuare la disostruzione e il BLS pediatrico.

Inoltre, sotto forma di gioco, insegnavano ai pupi come effettuare una chiamata d'emergenza: a turno i bambini dovevano soccorrere un animaletto ferito, chiedergli dove sentiva dolore, tranquillizzarlo, comporre su un gigantesco telefono il numero del 112 e descrivere all'operatore cosa si era fatto l'animale di turno.

Da lì siamo passati di nuovo ai trampolini elastici e, visto che il tempo lo permetteva, i bambini hanno giustamente insistito per provare il trenino. Attrazione deludente per noi adulti, nel senso che passa attraverso gli stand e non c'è da vedere chissà che gran panorama, ma si sa che i trenini sono sempre affascinanti per i bambini.

Scesi da trenino, con il nostro pop-corn in mano ci siamo diretti al padiglione dei teatri. Purtroppo siamo arrivati a spettacolo già iniziato, ma quel poco che abbiamo visto ai pupi è piaciuto molto.

Vista l'ora, CF ed io pensavamo di cavarcela con una capatina veloce ai laboratori. Ovviamente avevamo fatto i calcoli senza l'oste! Una volta arrivati, la Ninfa e Ringhio hanno voluto pitturare con le tempere, creare con l'argilla, provare a fare le cornici, i sabbiarelli, i chiodini...

Peggio di una via crucis, veramente! Non hanno saltato niente. Non erano per niente stanchi, loro.

Tanto più che, dopo la tappa alla biblioteca in cui si possono anche scambiare i libri (lo terremo presente per gli anni futuri) e il truccabimbi, i pargoli hanno voluto rifare il giro al padiglione dello sport, visto che oramai si era verso l'ora di chiusura.

Ci è dispiaciuto non poter fare i giochi all'aperto. Visto il tempo non molto promettente barchette a pedali, cavalli e scivoli sono stati aperti solo nel pomeriggio e noi non lo sapevamo.

A parte questo, Seridò per noi è stata senza ombra di dubbio un'esperienza positiva: durante questa fiera i bambini hanno la possibilità di cimentarsi con le più svariate attività, di stare con gli altri bambini, di imparare qualche regola.

Consigli pratici per i genitori: vestitevi a strati, mettetevi un paio di scarpe comode e... abbandonate ogni speranza di uscire dopo un paio d'ore soltanto!

Ci risentiamo il prossimo anno...