Buon inizio settimana e benvenute al terzo appuntamento della mia rubrica "Brescia donna 3.0"

Le protagoniste di oggi sono due donne che hanno inseguito un sogno e hanno lottato per farlo diventare realtà.

La giovane Giada ha creato con l'aiuto della madre Rosy e del suo compagno un luogo unico, il regno dei golosi.

Sto parlando del famoso laboratorio "Le torte di Giada" ( se vuoi dare un'occhiata alle loro delizie clicca qui ma non farlo a stomaco vuoto!)

Perché le ho scelte

Ho conosciuto di persona Rosy un anno fa ad un incontro di formazione sul potere dei social a Brescia.

Era una delle relatrici e mi ha colpito molto la storia de "Le torte di Giada", ma soprattutto mi ha colpito lei con la sua personalità dirompente e allo stesso tempo semplice e disponibile.

E' passata a chiacchierare con tutte, si è presentata ma con discrezione e delicatezza e, chiacchierando con me, mi ha detto che se mai avessi avuto in mente qualcosa di contattarla.

Quando l'ho fatto, nonostante i suoi mille impegni, ha tenuto fede alle sue parole.

Ho scelto di raccontarvi di lei perché è una mamma formidabile che lavora con Giada, sua figlia.

La particolarità è che "Le torte di Giada" non è un'attività familiare gestita dai genitori e poi "tramandata" alla figlia, ma al contrario: Giada ha fatto di tutto per inventarla a partire da zero.

Intervista a Rosy e Giada di Le Torte di Giada

  1. Rosy e Giada, una madre e una figlia che lavorano assieme ad un grande progetto. Rosy, descrivi Giada con tre aggettivi. Giada, tre parole su tua madre

Giada e’ precisa , generosa , molto professionale

Rosy e’ etica , generosa , mamma

  1. E' ormai di dominio pubblico che Giada, benché abbia sempre avuto la passione per la cucina, inizialmente ha studiato altro. E' stata una scelta di ripiego?

Noi genitori non appoggiavamo la scelta di Giada di fare la pasticcera, la preferivamo architetto , ma raggiunta l’indipendenza economica , a 30 anni ha deciso di dare retta alla vocina interna che le ripeteva “torte” continuamente

  1. Quando e come Giada ha deciso di seguire la sua passione?

Dopo un viaggio di lavoro in America , e’ tornata parlando di Cake Design e di quello che aveva scoperto

  1. Come è nata l'idea di aprire "Le torte di Giada"?

Da li’ l’idea e la partenza del brand “Le Torte di Giada” e siamo stati pionieri delle torte American Style. Giada ha seguito un corso (e segue tuttora aggiornamenti) di pasticceria alla Castalimenti.

5.Quali sono i vostri tre lavori di cui andate più fiere?

Forse in assoluto la torta per Papa Francesco che abbiamo consegnato personalmente al Santo Padre

  1. Giada, quanto è stato importante per te il sostegno dei tuoi genitori e non solo per questo progetto?

Fondamentale ! Mi hanno aiutato in tutti i modi possibili e consigliandomi con la loro esperienza professionale. Marco (marito di Rosy) a sua volta e’ pasticcere , ma bravissimo con business plan , regole degli acquisti ecc

  1. Rosy, qual è stata o qual'è la tua paura più grande nei confronti di Giada?

Giada e’ sempre stata una persona responsabile.

Fin da bimba , non ho mai avuto paure reali se non quelle in caso di incidenti e farsi male. Poi e’ cresciuta con valori che porta avanti tutti i giorni , per noi in famiglia l’etica e’ tutto e vale la regola “non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te !

  1. Come riuscite a lavorare assieme senza "pestarvi i piedi" a vicenda?

Ognuno di noi si e’ preso un compito e lo porta avanti.

Rosy con i social e la sua “ naturale “ presenza ha trovato la sua strada; a  Giada  piace più far parlare di se’ attraverso le sue creazioni e la professionalità; Marco e’ il top in fatto  di economia aziendale.

Comunichiamo tantissimo, ci confrontiamo e facciamo squadra. Il segreto e’ questo

  1. Come sarebbe il vostro giorno perfetto?

Abbiamo giorni perfetti! Prendiamo zainetti e cani  (ne abbiamo due )  e via in montagna

  1. C'è qualche cosa che sognate di fare da tanto tempo e se sì perché non lo avete ancora fatto?

Credo che abbiamo realizzato tanto, tantissimo. Abbiamo aperto in tempo di crisi , dunque ci siamo temprati , ora un progetto di franchising ci piacerebbe ... Chissà!

  1. Rosy, quali sono i tre valori più importanti che vuoi trasmettere a tua figlia?

Giada e’ cresciuta con valori che le ho trasmesso non da sola,  ma anche i nonni hanno contribuito e’ cresciuta con loro e a loro dico grazie!

  1. Giada, tre cose che hai imparato da tua mamma e da tuo papà

Sono dei grandi lavoratori e il loro esempio e’ stato fondamentale poi l’allegria di mamma e la sua concretezza

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Ecco qui il Papa mentre taglia la sua torta

Conclusione

Spero di aver saputo rendere giustizia a Giada e Rosy e a dimostrare che, quando la volontà di rendere un sogno reale è così forte da farci andare contro il parere di tutti, anche quello della nostra famiglia, allora forse è dovere di noi genitori fermarci e valutare bene l'idea per capire assieme se può diventare qualcosa di concreto.

Se volete, potete lasciarmi nei commenti altre domande da fare alla nostra protagonista del mese.

SAVE THE DATE: Il nostro appuntamento per la seconda puntata di "Brescia Donna 3.0" è per il giorno 17 dicembre.

Se vuoi fare felici Giada, Rosy e me puoi aiutarci a far conoscere la rubrica, attraverso i social oppure con un semplice passa parola.

Buona continuazione!

Venite a conoscere le altre leonesse di Brescia:

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Buon lunedì ragazze e ragazzi, pare finalmente che l'autunno sia arrivato.

Quando la temperatura comincia a scendere cosa c'è di meglio di un caldo plaid, un caffè bollente e un bel libro?

Per rendere l'atmosfera più rilassante, magari mettiamo su anche della musica, ma non una musica qualsiasi, eh.

La musica che mi piace ascoltare, da quando l'ho scoperta, è quella trasmessa da Vinyl Sound Radio.

Ho scaricato l'app così ce l'ho sempre a portata di mano anche sul mio smartphone.

Sei di Brescia e non la conosci? Tranquilla, ti spiego io cos'è.

Per il secondo appuntamento della rubrica "Brescia donna 3.0"  oggi vi presento Laura Pagliaini che, con suo marito Andrea, ha creato questa web-radio che trasmette musica da vinili non solo degli anni '60, '70, '80 ma anche contemporanei.

Perché l'ho scelta

Ho avuto il piacere di conoscere Laura e Andrea alla festa di un'amica comune, di parlare con loro e di scoprire quali persone eclettiche e interessanti siano.

Spero che attraverso queste risposte vi arrivi la passione per la musica, l'impegno che ci mettono nel diffondere le note di intramontabili classici e di imperdibili brani contemporanei.

Intervista a Laura Pagliaini di Vinyl Sound Radio

  • Come è nata l'idea di una web radio?

Andrea è appassionato fin da quando era ragazzino di dischi e musica ed ha sempre fatto il dj a livello amatoriale prima e a livello professionale poi, collaborando con diversi locali di Brescia e provincia.

Per motivi di vita e lavoro non ha mai potuto però trasformare la sua passione in un lavoro vero e gli è rimasta la voglia di fare della musica la sua vita.

Da circa 15 anni ha ripreso la sua attività di collezionista di dischi ed ha ingrandito la sua collezione fino a circa 5-6 mila dischi in vinile (33 e 45 giri) neri e colorati.

Negli ultimi anni aveva espresso il desiderio di fondare una piccola radio anche amatoriale come hobby per la pensione.

Ho ho sempre amato la musica in modo viscerale ed è una delle passioni che ci ha unito, anzi il primo argomento di cui abbiamo parlato quando ci siamo conosciuti.

Dopo aver ascoltato per anni i suoi racconti sull'attività di dj da giovane ed averlo spinto nella ricostruzione della collezione di dischi, ho deciso che la "radio della pensione" non doveva essere solo un hobby, non solo una passione e certamente non per la pensione!

Abbiamo entrambi un altro lavoro, ma la passione ci avrebbe aiutato a trovare il tempo per occuparci della radio.

Io mi occupo di web design e avrei potuto creare una web radio, che avrebbe avuto costi molto ridotti, rispetto ad una canonica radio FM, e soprattutto spazio, perché lo spazio sul web è illimitato, così ho cominciato a progettarne il sito nel febbraio 2017, parallelamente Andrea ha cominciato a registrare in digitale tutti i dischi in vinile che aveva.

Una radio è un azzardo di questi tempi, dato che anche solo in Italia esistono grossi network che occupano la scena e sono inarrivabili sia dal punto di vista della qualità, che della tecnica e della fama.

Abbiamo però pensato ad un filone che ci potesse contraddistinguere e così, cavalcando anche l'onda del ritorno del vinile, abbiamo creato una radio a tema dedicata al mondo del disco in vinile.

La progettazione è stata lunga: il logo, il sito, i testi, le foto, i video, il sistema per trasmettere in tutto il mondo e naturalmente la preparazione di tutto l'archivio musicale. Però ce l'abbiamo fatta.

  • Cosa vi proponete di fare?

Ci siamo prefissati un anno di rodaggio, che vuol dire un anno di "radio amatoriale", ovvero la formula più economica prevista dalla SIAE e dalla SCF (società consortile fonografici) per il pagamento della quota annuale.

Ci siamo quindi autofinanziati e abbiamo cominciato, con l'intento però di passare alla formula commerciale dopo un anno o poco più.

La formula commerciale ci permetterebbe di trasformarlo in un lavoro vero, di poter avere sponsor e poter guadagnare.

  • Da quando avete cominciato a trasmettere?

Abbiamo cominciato esattamente il 20 settembre 2017, trasmettiamo tutti i giorni 24 ore su 24 senza interruzioni pubblicitarie.

  • Come studiate e organizzate il vostro palinsesto?

Cerchiamo di fondere il più possibile canzoni di diverse epoche e diversi generi, chiaramente all'insegna del buon gusto.

Avevamo cominciato con playlist differenti a seconda dell'orario della giornata, ma dopo qualche tempo ci siamo resi conto che questa regola non è valida per una web radio, che trasmette anche fuori Italia e in più la diversificazione secondo fasce orarie la fanno già tutte le radio più note e ascoltate.

  • Fate delle dirette?

Sì,ne abbiamo fatte, dirette di mixati, ovvero di sequenze di musica mixate dal dj al momento.

Fra poco cominceremo invece a farle con regolarità: dirette audio e video con interviste anche video a varie persone che porteranno in radio i loro dischi e con essi i loro ricordi.

  • Qual è il vinile più vecchio? E quello a cui siete più affezionati?

Quello più vecchio è "Banana Boat Song" di Harry Belafonte, è del 1956, ed è un onore averlo, perché, oltre che essere una canzone splendida e che non sente il tempo, esprime un sentimento sempre attuale ed è una pietra miliare della musica moderna.

Ognuno di noi ha i propri preferiti: nel mio caso quello a cui sono più legata è "True Blue" di Madonna, è un LP ed è il primo che mi sono comprata e avevo solo 9 anni, era il 1986, mi sono fatta accompagnare nel negozio di Ricordi che c'era una volta nel centro di Brescia da mio papà e me lo sono fatto regalare, me lo ricordo come fosse ieri.

E' la mia cantante preferita e l'ho consumato, sia il disco che la copertina interna con i testi, perché ai tempi in molti dischi c'erano anche i testi delle canzoni.

Andrea invece è particolarmente legato a "Money's too tight to mention" dei Simply Red, il mix, ovvero il disco che contiene solo un brano, il tipo di disco che usano i dj.

I Simply Red sono tra i suoi gruppi preferiti e questo brano ha un sound particolare che gli lascia i brividi ancora oggi, ogni volta che lo ascolta. Inoltre era un brano molto gettonato nelle discoteche ai tempi in cui lui era un giovane dj nei locali di Brescia e provincia nel lontano 1985.

  • Avete anche vinili con musica per bambini?

Sì, ma non li trasmettiamo in radio, fanno solo parte della collezione, perché sono molto vecchi, intorno agli anni '60, e sono preziosi.

  • Dal momento che lavorate, come ricavate il tempo da dedicare alla vostra web-radio?

Io lavoro meno di Andrea ed ho comunque orari liberi, perché sono libera professionista e lavoro da casa. Infatti sono io che mi occupo delle cose più urgenti e di quelle che vanno fatte quotidianamente e,beh,  mi impongo di ritagliarmi il tempo, perché non è un hobby per me.

Ad Andrea spettano altri compiti, meno urgenti, che può svolgere nel fine settimana.

E comunque essendo una passione per entrambi, non sentiamo il peso, anzi ogni volta che possiamo dedicarci alla radio siamo felici ed è anche un modo in più per stare insieme e condividere qualcosa, che ci mette entusiasmo ed energia.

  • E come conciliate la vostra passione per la musica con la vita genitoriale?

Io sono libera professionista e lavoro a casa e anche quando lavoro alla radio sono al computer.

Mio figlio, se è a casa, è sempre accanto a me e ho la fortuna di poter stare con lui e cerco sempre di dare priorità alle sue esigenze, indipendentemente dal mio lavoro e dagli altri impegni. Per me è fondamentale!

La sede della radio è in casa nostra, abbiamo trasformato la nostra mansarda in studio e quando siamo in mezzo ai dischi nostro figlio è con noi e apprezza particolarmente sia la musica che i vinili.

Anzi,spesso è proprio lui a chiedere ad Andrea di fargli ascoltare questo o quell'altro disco e ha già alcuni gusti ben definiti.

E' superfluo dire che in genere non concordano con i miei e spesso mi dice "Mamma spegni quella musica orrenda!"

  • Laura, tre aggettivi per descrivere Andrea

Introverso, leale, generoso

  • Andrea, spiegaci Laura in tre parole

Entusiasta, altruista, pignola

  • Come sarebbe il vostro giorno perfetto?

Perfetto? Siamo molto legati tutti e tre e per noi perfetto vuol dire stare tutti e tre insieme, possibilmente ad occuparci della radio, come unico lavoro per me e mio marito, magari in un casolare ristrutturato da noi, nella campagna toscana. Ma non troppo isolato!

  • C'è qualcosa che sognate di fare da tanto tempo e se sì perché non lo avete ancora fatto?

Quello che sogniamo di fare da tempo lo stiamo già facendo: la web-radio.

Un' altra cosa è un viaggio lungo negli Stati Uniti e stiamo solo aspettando che nostro figlio, che ha 8 anni, sia appena poco più grande di 2 o 3 anni, perché si possa davvero divertire e possa apprezzare ogni cosa.

  • Quali sono i tre valori più importanti che vorreste trasmettere a vostro figlio?

Il rispetto per se stessi e per gli altri, soprattutto per le donne, essendo lui un uomo.

La lealtà nei confronti di amici e amori.

L'umiltà ma senza esagerare, perché il mondo di oggi è molto difficile e bisogna avere un carattere forte e deciso per non essere sopraffatti.

  • Laura, ma tu non ti occupi solo di web-radio. Un uccellino mi ha detto che hai scritto anche un libro...

Sì, è vero, ho scritto un romanzo nel 2016 che si intitola "Anita. Storia di un viaggio", auto-pubblicato poi l'anno dopo.

E' ispirato ad una storia vera e ambientato nel 1945 tra Genova e Gorizia.

Ha partecipato all'edizione del Salone di Torino di quest'anno 2018 e ne sono molto fiera ovviamente.

L'anno scorso poi ho creato un blogg legato al libro, dove però scrivo anche di altri argomenti e mi piace molto!

Conclusione

Impossibile rimanere indifferenti di fronte alla grinta di Laura e di suo marito Andrea.

Se volete, potete lasciarmi nei commenti altre domande da fare alla nostra protagonista del mese.

SAVE THE DATE: il nostro appuntamento con "Brescia donna 3.0" è per il giorno 19 novembre. Vi anticipo già che sarà un post molto, molto...dolce!

Se vuoi fare felici Laura e me puoi aiutarci a far conoscere la rubrica, attraverso i social oppure con un semplice passa parola.

Buona continuazione!

Vieni a conoscere le altre leonesse di Brescia:

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Buon inizio settimana e benvenute al primo appuntamento della mia nuova rubrica "Brescia donna 3.0".

Per iniziare le danze e presentarvi le donne legate alla mia città che hanno saputo cogliere nei social una nuova opportunità per condividere le loro passioni, oggi vi parlo di Monica Frizzarin.

Monica cura e gestisce da anni il blog con relativa pagina chiamato "Modello Unico" (se non o conoscete, eccolo qui)

Appassionata di Giappone e dintorni, Monica crea dei magnifici manufatti con stoffa, ago e filo.

Perché l'ho scelta

Ho conosciuto di persona Monica un anno fa ad un incontro di formazione sul poter dei social a Brescia.

Mi ha subito colpito la sua disponibilità ad aiutare gli altri, anche se sconosciuti, la sua fiducia nelle persone, la sua timidezza mista ad orgoglio quando mi ha lasciato il suo biglietto da visita.

Monica non è solo una donna che lavora, ma è anche una mamma.

E' vero che ora suo figlio è grande, ma non è sempre stato così.

Intervista a Monica Frizzarin di Modello Unico

  1. Monica in pillole: qualche dato essenziale su di te.

Ciao a tutti, ho 53 anni, sposata da 31 un figlio di 28. Vivo a Brescia dall'età di 7 anni e sono fieramente friulana. Da 20 anni faccio l'insegnante di tennis e ho una smisurata passione per tessuti e colori.

  1. Tre lati di te che ami e tre che detesti

Di me amo la mia capacità di ascolto, di accoglienza e la capacità di cercare il buono ed il bello in ognuno. Detesto, o comunque non mi piace troppo la mia fisicità, una certa dose di pigrizia, e.... non mi viene alto al momento

  1. Come è nata l'idea di Modello Unico?

Della mia storia fanno parte i  cartamodelli sul tavolo della cucina, il suono delle forbici che tagliano il tessuto nelle orecchie e l'immagine della mia mamma china sulla macchina da cucire.

Pensate che abbia imparato a cucire da piccola?

Sbagliato! Come molti ragazzini ho avuto il rifiuto per le cose che facevano i miei genitori.

Ma 5/6 anni fa ho deciso di punto in bianco di comprarmi una macchina da cucire e da lì provando, riprovando, sbagliando e riuscendo ho cominciato a confezionare piccoli oggetti per amici e parenti fino al tentativo di proporre qualcosa a un pubblico più ampio.

  1. Come mai il Giappone è così importante nelle tue creazioni?

La storia e le tradizioni di quel paese mi hanno sempre affascinato, i tessuti sono fantastici ma devo dire che il connubio è stato abbastanza casuale.

Avevo provato a mandare la domanda per la selezione ad un evento legato al Giappone che si svolge in città, "Il Giappone nel chiostro".

Dovendo necessariamente preparare qualcosa di inerente al tema dell'evento ho cominciato a fare delle ricerche per trovare qualcosa che mi rendesse riconoscibile e che fosse originale o per lo meno non comune.

Da lì è nata l'idea delle scarpine, ho trovato un modello di ispirazione orientale e l'abbinamento dei tessuti giusti ha fatto il resto.

Devo dire grazie una serie infinita di volte a questo evento, le scarpine sono diventate il mio prodotto must che mi ha fatto diventare “quella delle scarpine”.

La soddisfazione di guardare i sorrisi che si aprono quando la gente posa lo sguardo su di esse mi fa essere fiera di quello che creo. Penso che la tenerezza che scaturisce nel momento in cui le si guarda venga anche dal tipo di modello, fanno ricordare un abbraccio, qualcosa di caldo e morbido, una coccola per l'anima.

  1. Quante ore al giorno dedichi a questo progetto?

Guarda, se ci mettiamo dentro tutto, oltre il confezionamento vero e proprio, cioè la ricerca, i progetti, i prototipi, le fotografie, i social, il blog, il negozio su Etsy credo che una media di 3/4 ore al giorno penso siano una media ragionevole (per fortuna la mia giornata comincia molto presto!).

  1. Quanto tempo richiede creare un paio delle tue emblematiche scarpine?

Se teniamo conto del solo confezionamento  circa 2 ore e mezza al paio ma, come dicevo prima bisognerebbe quantificare anche il resto...

  1. Qual è il tuo lavoro più vecchio e a cui sei più affezionata?

Un ricamo a punto croce, un quadro ricamato per il battesimo di mia nipote...

Ebbene sì, ho un passato da ricamatrice, ed una cosa strana ma bellissima è che quando mio figlio era piccolo, per un certo periodo, ho ricamato per il negozio di Gabriella Trionfi, bravissima coach e scrittrice bresciana di un libro utilissimo per le creative, che poi quando ho cominciato la mia avventura con Modello Unico, ho ritrovato casualmente ma con infinito piacere.

  1. Oltre alle scarpine, cosa ti piace creare?

Mi piace creare accessori per grandi e piccini che in qualche modo possano anche fare da contorno alle scarpine.

Per i piccoli bavaglie, porta ciuccio, copertine, copri pannolino, cerchietti.

Per gli adulti pochette, buste porta tutto, borse, porta chiavi, porta occhiali , custodie, papillons e fazzoletti da taschino magari  dello stesso tessuto con cui confeziono le scarpine.

Non uso solitamente tessuti per bambini, per cui posso creare qualsiasi cosa con lo stesso tessuto.

Mi piace pensare di creare un legame tra mamma, papà e fratelli del bimbo che nasce. Un modo per legarli tutti assieme ad un evento importante.

  1. Quale messaggio vuoi comunicare attraverso le tue creazioni?

Come amo dire voglio celebrare l'unicità delle persone.

In un mondo che ci vorrebbe tutti omologati, con  la pubblicità che ci forza inconsciamente o meno, ad acquistare le stesse cose, vorrei dare un'alternativa.

Un articolo unico, che ti rende speciale perché creato solo per te.

Fa parte della filosofia del mio brand: creo solo 1 articolo per tipo, con lo stesso tessuto ne posso creare di simili ma mai uguali, solo su ordinazione ne creo un altro uguale.

Siamo unici e quindi bellissimi, non dimentichiamolo mai!

Per il mio lavoro ho a che fare giornalmente con i ragazzi e sento e vedo tante cose che non mi piacciono.

Non ci si può sentire belli e parte di un gruppo solo se si possiede una cosa che hanno tutti... Non siamo mica pecore!

Forse ho una preferenza innata per le pecore nere!

  1. E come concili la tua passione con la vita familiare?

Sfrutto le ore della mattina, come ora 😛

Mi sveglio molto presto, alle 5,30, anche perché solitamente il pomeriggio sono sul campo da tennis.

Mio figlio è grande, ho un marito che cerca di comprendere la mia passione e qualche volta chiude un occhio sulle cose tralasciate per cucire.

Diciamo che mi destreggio tra i vari impegni giornalieri, sono una campionessa di slalom!

  1. Come sarebbe il tuo giorno perfetto?

Ne ho tanti tipi ma quello che mi viene in mente ora è questo.

Mi sveglio con i raggi del sole che entrano dalla finestra e il rumore del mare. Mio marito mi abbraccia e mi dice: ti voglio bene.

Mi alzo, faccio una carezza al gatto che si strofina contro le mie gambe. In cucina con una tazza di caffè in mano guardo il mare e respiro l'aria salmastra.

Mio marito mi saluta e va al lavoro; io mi preparo e scendo al piano di sotto, apro il mio negozio/laboratorio e aspettando la gente mi metto a cucire.

Nel frattempo arriva una video chiamata di mio figlio dalla Danimarca che mi dice che gli hanno acquistato dieci repliche dello spettacolo teatrale  che ha scritto e di cui è protagonista.

 Bello sognare no!?!?!?

  1. C'è qualcosa che sogni di fare da tanto tempo e se sì perché non lo hai ancora fatto?

Sì. Trasformare la mia passione in un lavoro, ma le tasse e la paura di un salto nel buio mi frena.

Un altro grandissimo sogno è quello di sviluppare e fare diventare grande, con l'associazione di cui sono co-fondatrice, l'Infinitamente Crea, un luogo dove le creative possano incontrarsi, creare, condividere e vendere quello che producono.

Un luogo degno del fatto a mano, dove si possa valorizzare l'artigianato che è un grandissimo valore della nostra bellissima Italia.

  1. Quali sono i tre valori più importanti che vorresti/hai trasmesso a tuo figlio?

Vorrei avergli trasmesso il rispetto per le persone, la dignità di guadagnarsi il pane onestamente e il coraggio di inseguire i suoi sogni, lavorando duro, senza accettare compromessi o scorciatoie.

Conclusione

So che queste domande non bastano a mettere in risalto la particolarità di Monica, unica proprio come i modelli che cuce a mano.

Se volete, potete lasciarmi nei commenti altre domande da fare alla nostra protagonista del mese.

SAVE THE DATE: Il nostro appuntamento per la seconda puntata di "Brescia Donna 3.0" è per il giorno 22 ottobre.

Se vuoi fare felici Monica e me puoi aiutarci a far conoscere la rubrica, attraverso i social oppure con un semplice passa parola.

Buona continuazione!

Venite a conoscere le altre leonesse di Brescia:

Settembre è un po' il nuovo gennaio: si stila una lista di buoni propositi, si comincia una nuova dieta, ci si iscrive in palestra e si fanno nuovi progetti.

I progetti talvolta si concretizzano grazie anche all'aiuto delle persone che incontriamo lungo il nostro cammino.

Mesi fa - non so più nemmeno quanti- avevo partecipato ad un incontro di formazione promosso da Facebook per dare l'opportunità alla donne di avvicinarsi a questo social, per far comprendere le sue infinite potenzialità anche in ambito lavorativo.

Durante questa giornata ho incontrato e conosciuto alcune donne meravigliose.

Abbiamo parlato della loro vita, dei loro sogni e del duro lavoro che c'è dietro alla loro realizzazione, ci siamo confrontate su diverse tematiche, quali l'organizzazione, l'importanza di avere "una stanza tutta per noi".

Così, quasi per caso, mi è venuta l'idea di aprire qui sul blog una nuova rubrica.

L'idea mi è rimasta in testa, si è accampata in un angolino, come un piccolo tarlo.

Ogni tanto, nei momenti più improbabili, la ripescavo, la smontavo, la assemblavo di nuovo.

Ci ho riflettuto a lungo perché non sono una persona impulsiva e prima di partire volevo avere chiara la direzione da prendere.

Oggi vi presento ufficialmente "Brescia Donna 3.0", una  rubrica dedicata a donne che non si accontentano di fare le mamme o di lavorare, ma che hanno colto l'opportunità delle nuove tecnologie per cercare un'affermazione anche a livello personale.

Ho deciso di circoscrivere la zona alla mia città, perché mi piacerebbe in un futuro spero non troppo lontano creare una rete tra donne per le donne e questo non si può fare se non ci si conosce nemmeno tra di noi.

"Brescia Donna 3.0" è una rubrica a cadenza mensile.

Ogni post ci permetterà di conoscere la protagonista attraverso una serie di domande.

Ovviamente ogni vostro contributo sarà più che gradito.

Con questa serie di interviste vorrei riuscire a comunicare a tutte le donne, soprattutto alle mamme, che fare ciò che ci piace davvero non è così impossibile come sembra.

Troppe volte sento attorno a me persone, quasi sempre donne e soprattutto mamme, che si lamentano perché non hanno il tempo per fare ciò che vogliono.

E' innegabile che l'accudimento dei figli, non solo quando sono piccoli, porti via una gran fetta della giornata e sono la prima a dirlo.

Ma è anche innegabile che spesso i figli vengono usati come un pretesto per non fare più nulla e crogiolarsi nell'autocommiserazione, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Le donne intervistate sono persone comuni, proprio come noi.

Comuni e straordinarie allo stesso tempo. 

La loro peculiarità?

Capire che le passioni sono ciò che ci tiene vivi e che la condivisione, anche e soprattutto attraverso le nuove tecnologie, può portare lontano.

Il primo appuntamento è per lunedì 24 ottobre e di volta in volta vi comunicherò la data successiva.

Intanto ringrazio le partecipanti senza le quali ovviamente la rubrica non sarebbe nata, ringrazio le ragazze del gruppo "Progetto blog" creato da Agnieszka di "Combinando" per esserci davvero sempre.

E, se avete letto fin qui, ringrazio anche voi che mi seguite e mi date l'energia e l'entusiasmo per andare avanti.

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Durante il mese di agosto siamo riusciti finalmente a portare i bambini in gita nel tanto gettonato parco divertimenti di Leolandia.

Leolandia si trova a Capriate San Gervasio (BG), per cui a circa un'oretta di strada da casa nostra.

Ho sempre aspettato ad andarci perché so che in genere, in questi parchi, se i bambini non raggiungono un'altezza minima si perdono gran parte del divertimento.

Ora che la Ninfa e Ringhio sono più grandicelli mi sembrava giusto provare.

Siamo stati a Leolandia venerdì 17 agosto.

Non abbiamo trovato code né alla biglietteria né all'ingresso.

Anche le code per le attrazioni, rispetto al giorno in cui siamo stati a Gardaland, erano praticamente inesistenti.

Abbiamo beccato il periodo giusto e mi sono decisa a scrivere questo post perché secondo me queste ultime settimane di settembre sono l'ideale per vivere i parchi divertimento.

C'è ancora caldo ma la gente è meno rispetto a luglio o ad agosto.

Tra le altre cose le temperature sono ancora abbastanza alte da permettervi di sfruttare anche le attrazioni acquatiche senza il rischio di beccarvi un raffreddore.

Piccolo consiglio: fate indossare ai bambini un costume da bagno e prendetevi una salvietta e un cambio, così potranno bagnarsi tranquillamente.

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Foto di rito a Leolandia

Leolandia offre ben 40 attrazioni suddivise sempre per fasce d'età.

Il fattore che determina se i vostri pargoli possono o non possono salire su un gioco è l'altezza.

Sui giochi che ne richiedono una minima c'è un metro all'inizio per misurare il bambino così come alla fine, poco prima di salire, per permettere al personale di controllare in caso di dubbio.

A differenza di altri parchi, qui sono molte di più le attrazioni per bambini dai 2 ai 5 anni d'età.

Inutile dire che Ringhio si è divertito moltissimo perché stavolta poteva salire su quasi tutti i giochi dove andava la sorella grande.

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La cucina di Orso, veramente curata in ogni dettaglio

Tanti anche gli spettacoli con i personaggi dei cartoni animati: Masha e Orso, sempre imbattibili, i Superpigiamini e i nuovi arrivati Lady Bug e Chat Noir.

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Spettacolo dei Superpigiamini

C'è la possibilità di prenotarsi per fare una foto con loro, oppure potete andare a vedere gli spettacoli che vengono fatti diverse volte al giorno o incontrarli mentre correte da un'attrazione all'altra.

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Sempre la zona dedicata a Masha e Orso

Le giostre che ci sono piaciute di più sono state le "Bici da Vinci" e la "Flotta Mediterranea".

La Ninfa si è entusiasmata a setacciare la sabbia per trovare le pepite d'oro e si è portata a casa la sua bandana.

Ringhio invece è impazzito per le "Botti Boom".

Ed io e CF invece abbiamo adorato la parte dedicata alla Minitalia, che con i suoi 160 monumenti in miniatura ti permette di scoprire le meravigli architettoniche e naturali del nostro Paese.

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Abbiamo però notato che purtroppo rispetto a una ventina di anni fa (sì, sono vecchia oramai!) la Minitalia risulta trascurata rispetto agli antiche splendori.

Nel complesso, però, assegno un voto più che positivo a Leolandia che ho trovato molto più adatto ai bambini dell'età dei miei rispetto agli altri parchi divertimenti.

E comunque non vedo l'ora che raggiungano il metro e venti: da lì poi si apre un mondo!

Ringrazio l'Ufficio Stampa e Social Media di Leolandia per aver permesso a me e alla mia famiglia di vivere questa magnifica esperienza.

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Ringhio, il mio secondogenito di tre anni e mezzo, ha una vera e propria passione per i dinosauri.

Questo condanna la sua famiglia a coabitare con mille e passa riproduzioni di questi antichi animali sparse per la casa.

E provate voi a calpestare un triceratopo o uno stegosauro la notte, quando vi aggirate a piedi nudiper casa, nel buio più completo.

Così, domenica, approfittando del suggerimento di alcuni amici che ringrazio qui pubblicamente, abbiamo deciso in un mezzogiorno infuocato di fare una sorpresa al piccolo di casa e di andare in gita al "Parco della Preistoria".

Parco della preistoria: cosa, dove quando (chi e perché già ve li ho detti, no?)

Il "Parco della Preistoria" come dice il nome stesso è un parco tematico dedicato alla preistoria e, per la precisione, al giurassico.

Il parco si trova a Trezzano d'Adda, un comune in provincia di Bergamo, sulla sponda sinistra del fiume Adda, all'interno del Parco Adda Sud, a soli venti km da Milano.

E' aperto tutti i giorni da metà febbraio a metà novembre.

Seguite queste indicazioni e non vi perderete di sicuro, eh.

Per noi quindi si è trattato di un'oretta di auto, in cui i bambini hanno pure dormito.

Arrivati a destinazione, abbiamo scoperto che grazie alla Vivi Parchi Card i bimbi non pagavano l'ingresso che per gli adulti costa dodici euro a testa.

Il "Parco della Preistoria" offre trentun ricostruzioni fedeli di animali preistorici, dagli artropodi ai pesci passando per gli anfibi, i dinosauri e i mammiferi fino a giungere agli uomini primitivi.

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Un dinosauro che non ha bisogno di presentazioni

 

La cosa affascinante è che quelle che sembrano immense statue in realtà sono state fatte a partire dagli scheletri fossili ritrovati in giro per il mondo.

A questi sono poi stati aggiunti carne, pelle e muscoli per farne dei modelli in miniatura da cui partire per creare quei giganti in vetroresina così ben fatti da sembrare quasi veri.

Perciò, i modelli esposti rappresentano gli animali così come apparivano milioni di anni fa.

Nel vedere i suoi amati dinosauri, a grandezza naturale, Ringhio è letteralmente impazzito.

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Uno scolosauro, tipico dinosauro corazzato

 

Continuava a correre da un dinosauro all'altro, facendo delle soste interminabili davanti a ciascun rettile, obbligandoci a soddisfare ogni sua piccola curiosità.

Parco della preistoria: non solo dinosauri

Se pensate però che il "Parco della Preistoria" sia interessante solo per i dinosauri, vi sbagliate di grosso.

Il parco infatti è qualcosa di più.

Immerso in un'area naturale di oltre cento ettari, all'interno del Parco dell'Adda Sud, il "Parco della Preistoria" offre l'opportunità di passeggiare all'interno di un bosco secolare.

Grazie a questa ricca vegetazione, il tragitto lungo il parco rimane abbastanza ombreggiato: olmi, pioppi, carpini e altre varietà di piante riparano gli ospiti con le loro chiome verdeggianti.

Durante il tragitto, se si fa attenzione, si possono scorgere scoiattoli o coniglietti, oltre ad una varietà infinita di uccelli canterini.

Il "Parco della Preistoria" è l'habitat naturale anche di lepri e volpi, tassi e istrici,  che noi però non abbiamo avuto la botta di culo la fortuna di vedere.

Dal punto di vista naturalistico è interessante anche la porzione adibita a palude che, con il suo ecosistema naturale, attira scolaresche dalle grandi città limitrofe.

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Uno dei tanti laghetti, con carpe, rane, cigni, paperelle e una bella tartaruga!

 

Il che significa anche un gran numero di insetti, dalle api alle libellule, rane e anfibi di ogni genere, oltre a tartarughe e carpe.

Portatevi quindi un buon repellente da spruzzarvi in copiose quantità se avete il sangue dolce per non essere il lauto banchetto di zanzare e affini.

Non dimentichiamoci inoltre che diverse associazioni naturalistiche utilizzano il "Parco della Preistoria" come base per piccoli animali convalescenti da lasciare poi in libertà una volta guariti.

Oltre alla fauna locale, libera di scorrazzare in lungo e in largo, nel "Parco della Preistoria" si possono vedere anche animali in semi-libertà, dalle famose capre tibetane nane agli intramontabili asinelli.

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Recinto delle caprette tibetane nane

 

In questo magnifico contesto, circa a metà percorso, vi trovate di fronte un magnifico labirinto, che occupa circa mille metri quadrati di areale, con siepi alte circa due metri.

Il labirinto ricorda molto quello di un altro bellissimo parco di cui avevamo già parlato, il Parco Sigurtà

I bambini (ma non solo) impazziscono per i labirinti, quindi ovviamente non ce lo siamo fatto ripetere due volte e siamo letteralmente corsi a provarlo.

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Il "Parco della Preistoria" si può visitare a piedi (come abbiamo fatto noi), in bicicletta o a bordo di un simpatico trenino (attenzione perché non è gratuito, ma a pagamento).

Se vi stancate di camminare o avete fame, ci sono due bar e una tavola calda, ma nulla vi vieta di portarvi il pranzo al sacco e consumarlo nelle aree pic-nic messe a disposizione dal parco.

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Per la sete o la calura, non preoccupatevi: ci sono tantissime fontanelle disseminate lungo i viali e l'acqua è potabile. Dovete solo munirvi di bottiglietta e il gioco è fatto.

E a proposito di giochi, per la gioia dei bambini ci sono anche due parchi giochi con altalene, scivoli e compagnia bella.

All'interno del parco si trova anche un museo paleontologico, ma mi sono letteralmente rifiutata di entrarci.  Sarà per la prossima volta...

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Vicino al brontosauro: Ringhio lo annaffia per vedere se cresce, mentre la Ninfa, sconsolata, si contempla il dito "morso" dal terribile cigno

"Parco della preistoria": la mia opinione

Il "Parco della preistoria", quindi, non è solo dinosauri o uomini preistorici, ma è molto di più. Fauna, flora, museo, giochi...

Tuttavia, secondo me, vale la pena andarci solo se siete appassionati o interessati ai grandi rettili del passato.

Ringhio infatti è il membro della famiglia che, sicuramente, ha apprezzato di più.

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La Ninfa, per esempio, si è annoiata per gran parte del tempo.

Ha avuto un risveglio quando ha visto gli altri animali, salvo poi passare un paio d'ore imbronciata a causa della beccata di un cigno aggressivo.

Ma l'allegria le è tornata dopo aver mangiato un grosso gelato ed essere salita sull'altalena.

Nel complesso è stata un'esperienza positiva, abbiamo passeggiato immersi nella natura, il parco non era pieno e comunque Ringhio è rimasto davvero impressionato.

Nonostante tutto, quindi, il "Parco della Preistoria" ci ha lasciato addosso una patina di felicità che ci ha fatto dire di aver passato davvero una gran bella giornata.