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Buon inizio settimana e buon inizio mese.

Ottobre è senza dubbio uno dei mesi che preferisco, anche per la cucina: zucche, castagne, pere, funghi e via dicendo.

A casa ci tengo a seguire la stagionalità anche perché secondo me permette ai bambini di capire meglio il passaggio da una stagione all'altra e quindi lo scorrere del tempo.

Penso di avere contagiato anche CF perché ultimamente quando si mette ai fornelli sta molto attento agli ortaggi che utilizza.

Ieri per esempio si è occupato lui del pranzetto domenicale e devo dire che un po' mi ha stupito.

Ha preparato un piatto semplice, in linea con l'autunno, molto saporito e appetitoso: degli involtini di carne con ripieno di pere, grana e pancetta.

Involtini autunnali con pere, grana e pancetta: ingredienti

Ecco gli ingredienti che servono per preparare questi involtini di carne autunnali:

  • 400 grammi di carne di maiale (lonza o coppa a seconda dei gusti);
  • 2 etti di pancetta;
  • 1 pera;
  • 50 grammi di grana o parmigiano;
  • erbe aromatiche;
  • olio evo;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • sale e pepe

Sono ingredienti semplici ma vi garantisco che il risultato è davvero ottimo.

Involtini autunnali con pere, grana e pancetta: procedimento

Ora vi spiego passo per passo come preparare questi deliziosi involtini di carne.

Il procedimento per realizzarli è davvero facile e veloce.

Per prima cosa assottigliate le fettine di carne con un batticarne.

Mettete ogni fettina tra due fogli di carta forno e battetela leggermente.

Passate poi a riempire la carne.

Sbucciate la pera e tagliatela a fettine sottili.

Fate lo stesso per il grana.

Spolverizzate ogni fettina con il trito di erbe aromatiche, metteteci dentro una fettina di pancetta, una di pera e una di grana e arrotolate.

Sull'esterno arrotolate un'altra fettina di pancetta che servirà ad evitare che la carne di maiale si secchi.

Ora non resta che cuocere i nostri involtini.

In una pentola mettete un goccio di olio evo e posizionate ogni involtino di carne in modo che la parte aperta rimanga in basso.

Accendete e fate rosolare bene su tutti da tutti i lati.

Fate sfumare con il vino e abbassate la fiamma.

Dopo circa venti minuti i vostri involtini autunnali saranno pronti per essere gustati, magari con qualche verdura di stagione o un bel purè.

Anche questa ricetta fa parte della rubrica "L'uomo in cucina- Ricette per veri uomini."

Potete mandarmi le ricette che fanno i vostri compagni o delle ricette semplici che voi ritenete "a prova di uomo" qui, nei commenti, oppure postare il risultato su Instagram utilizzando l'hashtag #luomoincucina oltre a #datemiunam, naturalmente.

datemiunam-uomo-in-cucina-ricetta-facile-involtini-pere-grana-pancetta

Vi aspetto il mese prossimo con una nuova ricetta a prova di uomo!

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Siamo ufficialmente entrati nel mese di Settembre.

Questo mese riecheggia di nuovi inizi, soprattutto scolastici e lavorativi, di ritmi che tornano ad essere più frenetici, mentre la natura, dal canto suo, ci invita a rallentare, a prepararsi all'arrivo dell'autunno.

Il tempo -e l'umoredirei io- si fa ballerino. Giornate autunnali, sferzate da piogge incessanti e venti freddi, si alternano a giorni dai cieli tersi, soleggiati e briosi, strascichi di un'estate che si vorrebbe trattenere tra le mani ancora un po'.

Approfittando quindi del primo week-end autunnale che ci ha traghettato nel nono mese dell'anno, per combattere lo sconforto, rinsaldare gli animi e quietare le mie piccole pesti, cosa c'è di meglio che preparare una buona torta?

In vista dell'estate che se ne va, la Ninfa e Ringhio hanno deciso di preparare una torta alle pesche in stile autunnale.

La torta morbida alle pesche è un dolce facile e veloce che i bimbi possono preparare da soli con la supervisione di un adulto.

E'una torta soffice, profumata, che ricorda l'estate per l'uso delle pesche e del basilico, ma allo stesso tempo anticipa l'autunno, grazie ad una preparazione che rimanda a quella della tradizionale torta di mele.

Torta morbida alle pesche: ingredienti

La torta morbida alle pesche non necessita di molti ingredienti:

  • 3 pesche o pesche noci belle mature
  • 100 grammi di farina 0 o 00
  • 100 grammi di amido di mais
  • 100 grammi di olio di semi
  • 180 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • tre foglie di basilico
  • zucchero a velo per decorare

Pronti a procedere? Ecco qui come preparare il nostro dolce.

Torta morbida alle pesche: procedimento

Iniziate preriscaldando il forno a 180° gradi.

Imburrate una teglia ad anello del diametro di 24 cm, oppure foderatela con la carta forno.

Fatto questo, setacciate le farine assieme al lievito e tenetele da parte.

Grattugiate la buccia di un limone preferibilmente biologico.

Tagliate le pesche a spicchi e mettetele a scolare in un colino.

In una terrina dai bordi alti mettete lo zucchero e le uova.

Servendovi di uno sbattitore elettrico lavorate questi ingredienti finché lo zucchero non si sarà sciolto ed il composto non sarà diventato chiaro e spumoso.

Aggiungete lentamente l'olio di semi, la buccia di limone e le foglie di basilico spezzettate a mano.

Lavorate per un minuto e passate alle polveri.

Riducete la velocità e incorporate la miscela di farina bianca, amido di mais e lievito un cucchiaio alla volta.

Quando l'impasto sarà denso e omogeneo, spegnete lo sbattitore e prendete le pesche.

Passate gli spicchi nella farina bianca in modo che non affondino ed uniteli all'impasto utilizzando un cucchiaio di legno e mescolando dall'alto verso il basso.

Versate il composto nella teglia ed infornate in forno statico ad altezza media.

Per recuperare la temperatura che diminuisce sempre quando si apre il forno, alzate il termostato di dieci gradi per i primi dieci minuti, poi abbassatelo di nuovo.

La torta deve stare in forno circa 40 minuti, ma regolatevi come sempre in base al vostro forno.

Noi per esempio dopo i primi venti minuti abbiamo abbassato la temperatura a 160° perché ci sembrava di sentire odore di bruciato (per fortuna era solo il naso ingannatore).

Passati i 40 minuti, fate la prova stecchino e se l'impasto non è rimasto attaccato al bastoncino, spegnete il forno, socchiudete lo sportello e lasciate la torta ad intiepidire al suo interno.

Dopo un'oretta potrete sfornare il vostro dolce e metterlo su una gratella.

Se avete seguito tutti i semplici passaggi, avrete ottenuto una torta mediamente alta, leggermente umida in superficie e da chiaro aroma di pesche.

Assicuratevi che sia davvero ben fredda ed infine cospargetela con abbondante zucchero a velo.

Vi avviso: è talmente morbida, saporita e al tempo stesso leggera che sparirà in un attimo.

In caso ve ne rimanga un po', potete conservarla in una tortiera per un paio di giorni al massimo.

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Che dite, a noi è sembrato un modo delizioso per celebrare il momento di transizione tra agosto e settembre, per iniziare con sprint il nuovo mese, sicuramente impegnativo ma che si prospetta pieno di cose interessanti.

E voi cosa avete fatto in questo fine settimana?

Io e CF adoriamo partecipare ai pic-nic.

Ci piace molto la sensazione di libertà, il clima informale e goliardico che si crea quando si mangia all'aperto con altre persone.

L'ideale è quando riusciamo a trovare un'area attrezzata che abbia anche il barbecue.

Il problema, almeno nella nostra zona, è che i BBQ sono sempre sotto numerati, del tipo che se va bene ce n'è uno per quattro tavoli, il che significa uno da dividere con altri tre gruppi di persone affamate e scatenate.

Allora, quando si decide di fare una grigliata all'aperto qualcuno si deve immolare, alzarsi presto e correre ad occupare il barbecue.

Un paio di anni fa, sull'onda dell'entusiasmo, CF ha deciso di comperare un barbecue da tenere in giardino per organizzare delle favolose grigliate senza doversi spostare.

E' uno di quegli strumenti ingombranti, massicci che certo non si può portare in giro, completo di coperchio.

Potenzialmente ci si può cuocere perfino la pizza, pensate un po'.

Comunque CF ha deciso di imparare l'arte del BBQ, ché saper usare bene tale strumento non significa schiaffare su una bisteccazza e aspettare che cuocia lentamente.

Cucinare con il barbecue è un'arte davvero. E qui entro in gioco io, anzi, entra in gioco lei, Eleonora.

Ma andiamo con ordine. Mi sono imbattuta nel blog di Eleonora Magon, "Letto a quattro piazze", davvero per caso.

Questa donna mi ha colpito sotto molti aspetti e, credetemi, non basterebbe un'intera serie di post per descriverla.

Tra le varie cose che fa, l'autrice di "Letto a quattro piazze" si diletta pure con il barbecue.

https://datemiunam.it/wp-content/uploads/2018/07/datemiunam-barbecue-grigliate-ricette-polpette-.jpg

All'inizio CF era diffidente, ché nell'immaginario comune il BBQ è una cosa da uomo.

Beh, si è rassicurato quando gli ho gentilmente spiegato che Eleonora è un Giudice Certificato Internazionale di BBQ!

Abbiamo provato molte sue ricette che hanno riscosso un grande successo.

E da quel momento Eleonora per noi è semplicemente "la regina del BBQ".

Ho avuto poi la fortuna di incontrarla di persona in occasione del Mammacheblog 2018, da cosa nasce cosa ed è quindi con grande gioia che oggi condivido con voi una delle sue ricette più buone: le polpette al barbecue.

Ecco il post che Eleonora ha scritto apposta per l'occasione:

Polpette al barbeque

Estate per me fa rima con grigliate.

E’ il momento ideale per trascorrere le domeniche fuori in giardino con gli amici e preparare carne e verdure al BBQ.

Sono una grande appassionata e sfrenata mangiatrice di carne cucinata al BBQ.

Priscilla, l’amica che mi ha chiesto di consigliarle una ricetta per la famosa grigliata di ferragosto, mi ha da sempre ( con mio immenso piacere) chiamata “la regina del BBQ”.

Ad essere sincera sono più brava ad assaggiare che a cucinare la carne alla griglia, non per niente sono diventata Giudice Certificato Internazionale di BBQ.

Ma non perdiamo tempo in chiacchiere, ti spiego come fare delle facilissime polpette al barbecue.

Ovviamente devi essere dotato di un BBQ americano, per capirci di quelli con il coperchio.

Polpette al barbeque: ingrdienti per 15 polpette

  • 650 Gr di macinato di manzo, (perfetto quello per hamburger). La carne deve avere circa il 15% - 20% di grasso, per risultare morbida e saporita, con la carne magra rischi di ottenere delle pietre, gustose ma un po’ dure.
  • Pangrattato qb
  • 2 uova grandi
  • Aglio finemente tritato
  • 8 fette sottili di bacon
  • Rub (un misto spezie secche)
  • Salsa barbecue qb

PREPARAZIONE RUB

Mischiare tutti gli ingredienti successivamente elencati in una ciotola rendendo omogeneo il composto. Conservarlo fino all’utilizzo in un contenitore ermetico.

Di  RUB ce ne sono una varietà infinita, per questa ricetta utilizzeremo quello classico che spesso viene utilizzato sulle costine. L’unica attenzione è quella di rispettare le proporzioni degli ingredienti.

  • 3 cucchiai di sale
  • 2 cucchiaini di paprika
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 60gr di zucchero di canna grezzo.

Polpette al barbeque: procedimento

In una ciotola mischia la tritata, il pangrattato, le uova e l’aglio con le mani.

Quando avrai amalgamato il tutto bene, prepara le 15 polpette (circa 3 cm) poi avvolgi intorno ad ogni polpetta mezza fetta di bacon fermandola con uno stuzzicadenti.

Poi ricopri le polpette con il rub già pronto.

Non ti resta che accendere il BBQ, posizionare le polpette sulla griglia ben oliata e chiudere il coperchio.

Lasciale in cottura per circa 20 minuti e quando saranno ben rosolate spennella sopra ad ogni polpetta la salsa barbecue.

Richiudi il coperchio per altri 5 minuti.

Ecco, le tue polpette sono pronte, dopo averle fatte riposare per 5 minuti le puoi servire lasciando i tuoi ospiti a bocca aperta.

Buona grigliata a tutti!

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Foto presa dal sito https://www.seriouseats.com/

Ecco, allora cosa ne pensate? Scommetto che anche voi  non sapevate che il bbq si può utilizzare anche per le polpette!

E non è tutto lì. Per saperne di più date un'occhiata al blog di Eleonora e poi fatemi sapere qual è la vostra ricetta preferita.

 

Doveva arrivare fine giugno per riuscire ad organizzare una merenda per bambini a casa nostra.

La Ninfa è oramai da mesi che mi tartassa con questa richiesta, poverina.

Tutte le sue amiche della scuola materna si incontrano periodicamente a casa dell'una o a casa dell'altra per fare merenda.

La mia pupa a volte viene invitata ma devo sempre chiedere alla nonna se per cortesia riesce a portarla.

Anche se la nonna lo fa, so bene che per lei è più un obbligo che un piacere e quindi la maggior parte delle volte ringrazio dell'invito ma rifiuto educatamente.

La Ninfa oramai ha cinque anni ed è in quell'età in cui comincia a fare paragoni con le sue amiche.

Perché le mamme degli altri bambini vanno a prenderli alla materna  e tu non vieni mai a prendermi?

Perché io sono al lavoro a quell'ora.

Perché le mamme delle altre le accompagnano alle feste di compleanno e tu non mi accompagni mai?

Perché sono al lavoro, ma se le fanno il sabato o la domenica ti accompagno volentieri

Perché le mamme delle mie amiche organizzano la merenda e tu no?

Perché io lavoro e non sono a casa.

Non trovo affatto giusto che i miei figli non riescano ad avere un minimo di vita sociale o a fare altro perché io lavoro.

Ma allo stesso tempo non è corretto che i nonni si sobbarchino sempre gli impegni dei nipotini.

Come sempre, il giusto sta nel mezzo.

Ho già detto che  a volte sia la Ninfa che Ringhio vengono gentilmente accompagnati a merende e feste di compleanno.

Secondo me è giusto anche ricambiare, quindi stavolta ho chiesto senza mezzi termini ai nonni di turno di organizzare una merenda a casa nostra.

Anzi, per meglio dire, di supervisionare la merenda, perché ad organizzare ci ho pensato io.

Per organizzare una merenda coi bambini, per prima cosa decidete dove volete farla.

Noi abbiamo optato per casa nostra, quindi all'interno.

In base allo spazio che avete a disposizione, procedete con gli inviti.

Ecco, non prendete esempio da me: avevo chiesto alla Ninfa i nomi di due sue amiche, che poi sono diventate quattro  e per par condicio abbiamo invitato anche un paio di amichetti di Ringhio.

Totale: oltre ai miei due oggi in casa ci saranno sette esserini agitati e strillanti tra i tre e i sei anni.

Quando l'ho detto a mio papà, a momenti chiama subito l'agenzia viaggi e si fa anticipare il volo per Gran Canaria!

I miei pupi sono al settimo cielo, chiaro, neanche stessimo organizzando il party di compleanno.

Ho avvisato le mamme che noi abbiamo i gatti in casa giusto per essere sicura che nessuno abbia delle allergie. Vorrei evitare di ritrovare bambini rantolanti e ansimanti sul tappeto del soggiorno per via del pelo del gatto.

Allo stesso tempo ho anche chiesto se qualcuno aveva qualche intolleranza o allergia alimentare, giusto per stare tranquilla.

Visto che tutto sembrava essere a posto, ho stabilito cosa preparare.

La merenda dovrebbe apportare circa il 10% delle calorietotali della giornata, il che vuol dire che dovrebbe spezzare la fame tra il pranzo e la cena.

Ma se invito dei bambini per la merenda, devo comunque preparare qualcosa di goloso e allettante.

Ingrediente escluso a priori: il cioccolato. Goloso sì, ma nelle mani di un bambino si trasforma in un'arma micidiale.

Ho visto bimbi con un biscotto di cioccolato in mano fare cose che voi umani...

Mi sono orientata verso una più sicura crostata di marmellata a cui ho deciso di abbinare dei semplici biscotti di pasta frolla al limone spolverizzati di zucchero a velo.

Per il salato, su richiesta dei miei figli, ci saranno le classiche pizzette e le girelle salate.

Infine, una bella macedonia con fragole e banane.

Da bere succhi di frutta a volontà e acqua naturale.

Preparerò una tavola semplice, con bicchieri e piatti di plastica colorata e tanti tovaglioli (che con i bambini non bastano mai).

Ed infine, non si può lasciare una decina di bambini senza qualche regola: la merenda si fa esclusivamente in soggiorno, non si mangia e beve nelle altre stanze della casa.

La camera di mamma e papà è off-limits: gli unici che ci possono stare sono i gatti, che si rifugeranno sotto il letto.

Si può giocare a qualsiasi cosa ma poi si deve riordinare. Va bene truccarsi e travestirsi, giocare con i giochi in scatola, disegnare ma eviterei le tempere.

Si può uscire in cortile a giocare a palla e a fare le bolle, ma non si deve andare dove c'è il cane, che non apprezza per niente la compagnia dei bambini.

Tutto qui. A me sembra abbastanza, ma essendo una principiante ditemi voi se ho tralasciato qualcosa.

Se devo essere sincera un filino d'ansia ce l'ho: troverò ancora la casa?

Ma soprattutto, in che condizioni saranno i nonni?

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Susine o prugne, così si chiamano da noi, quei frutti bianchi o viola che finalmente appaiono sui banchi dei fruttivendoli.

In realtà dire susina o prugna non è la stessa cosa, perché il termine susina si utilizza per il frutto fresco mentre prugna si utilizza per il frutto secco.

Da noi però dire "prugna secca" non ha sempre un significato botanico o culinario, ma, ecco, ha una diversa attinenza non molto gentile e piuttosto volgare.

Tutto questo parlare di susine e affini solo per arrivare a dire che ieri sera ho ricevuto in dono un sacchetto di susine raccolte dall'albero della mia vicina di casa.

Erano quasi un chilo, tonde e dalla buccia scintillante, profumate e dolcissime.

Siccome sono per noi le prime susine dell'anno, non avevo voglia di utilizzarle per una marmellata, volevo rendere loro omaggio con qualcosa di più.

Ho pensato subito ad una torta una preparazione estiva e stagionale, che racchiudesse il sapore dolce e intenso dell'estate.

Ho scartabellato tra le mie ricette e ho deciso di usare la classica ricetta della crostata di pesche sostituendo a questi frutti le mie susine.

La crostata morbida di susine è una torta estiva, facile e golosa.

Siccome lavoro, ho diviso la preparazione in due parti: la mattina ho preparato la pasta frolla e la sera ho cucinato la crostata.

Ammetto che io e la Ninfa, in fase di preparazione, qualche susina l'abbiamo mangiata.

Non abbiamo proprio saputo resistere al richiamo della loro dolcezza!

Che poi, quando la frutta è buona, succede come con le ciliegie: una tira l'altra.

Crostata morbida di susine: ingredienti e procedimento

Per preparare la crostata di susine innanzi tutto dovete decidere se comperare la pasta frolla già pronta oppure se farla voi.

Adesso vi confesso una cosa: ho dei gravi problemi con la pasta frolla, nel senso che non ho ancora trovato una ricetta che mi soddisfi pienamente.

Per cui ogni volta cambio, sperando di azzeccare quella più adatta ai miei gusti e alla preparazione che devo fare.

Per questa crostata di susine volevo una pasta frolla che fosse diversa, più morbida e avvolgente.

Ho deciso allora di utilizzare la ricetta della pasta frolla  morbida che mi ha passato la mamma di una mia amica e che è sempre una garanzia.

Potete anche decidere di comperare un panetto di pasta frolla già pronto, in questo caso però la crostata non risulterà così morbida, ma sarà comunque buona.

Se avete optato per la pasta frolla morbida fatta in casa, leggete qui altrimenti saltate pure questa parte (tipo nei game-book).

Ingredienti per la pasta frolla

Questa ricetta, quindi, prevede che la pasta frolla sia morbida ma allo stesso tempo abbastanza resistente da sopportare il peso degli ingredienti scelti per la farcitura, sia questa fatta di  marmellata, crema, frutta o altro.

Le dosi indicate vanno bene per una teglia di 24 o 26 cm di diametro.

Queste sono le dosi che ho utilizzato per realizzare la mia pasta frolla morbida:

  • 320 grammi di farina 0
  • 160 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 100 grammi di zucchero
  • 2 tuorli d'uovo + 1 uovo intero
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un arancio
  • un pizzico di sale

Procedimento per la pasta frolla

Setacciate la farina e il lievito e tenetele da parte.

Prendete una boule capiente e dai bordi alti e mettete il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, il sale e la buccia dell'arancia.

Servendovi dello sbattitore elettrico, lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto bello cremoso.

A questo punto aggiungete uno alla volta i due tuorli e l'uovo intero.

Ricordatevi di aspettare che l'uovo sia stato completamente amalgamato prima di aggiungere l'altro.

Infine aggiungete la farina.

L'impasto finale si presenta morbido rispetto a quello della frolla tradizionale.

Formate una palla, copritela con la pellicola e fatela riposare in frigorifero, nel piano più freddo, per almeno tre ore.

Passato questo tempo, potete procedere e preparare la vostra crostata morbida di susine.

Ingredienti per la crostata morbida di susine

Ora che avete pronto il vostro panetto di pasta frolla, fatto da voi o comperato, potete procedere e preparare la crostata morbida di susine.

Ecco cosa vi serve:

  • 350 grammi di susine
  • 80 grammi di zucchero
  • 60 grammi di farina
  • 150 grammi di mandorle pelate
  • 2 uova
  • 50 grammi di burro
  • due cucchiai di miele
  • una foglia di basilico
  • 20 ml di sambuca

Ok, adesso possiamo cominciare!

Crostata morbida di susine: procedimento

Per preparare la crostata morbida di susine preriscaldate il forno a 180° in modalità statica.

Togliete la pasta frolla dal frigorifero e lasciatela a temperatura ambiente per circa cinque minuti.

Nel frattempo, imburrate e infarinate uno stampo per crostate.

Ora tocca alla pasta frolla: spargete un cucchiaio di farina su un piano da lavoro preferibilmente non di legno,  per non scaldare la frolla eccessivamente, e stendete l'impasto con l'aiuto di un mattarello.

Tenete in considerazione che l'impasto lieviterà un po' durante la cottura, per cui stendetelo non più alto di 4 mm.

Mettetelo nella tortiera, bucherellatelo con i rebbi di una forchetta, copritelo con un foglio di carta forno e cospargete la superficie con legumi secchi o con gli appositi pesetti.

Infornatelo per un quarto d'ora.

Intanto che il guscio della crostata cuoce, preparate il ripieno.

Lavate le susine, togliete il nocciolo e tagliatele a spicchi.

Pesate le mandorle e tenetene da parte trenta grammi per decorare.

Con un robot da cucina sminuzzate le mandorle restanti con un cucchiaio di zucchero che assorbirà l'olio dei frutti.

Trasferite il composto in una terrina.

Fate sciogliere il burro a bagnomaria e setacciate la farina.

Quando il burro sarà tiepido, aggiungetelo al composto di mandorle e zucchero.

Con l'aiuto di una frusta a mano o di una forchetta amalgamate anche le uova, il miele e la sambuca.

Unite anche lo zucchero rimasto e continuate a mescolare.

Lavorate l'impasto senza montarlo poi, una volta raggiunta una consistenza cremosa, aggiungete la foglia di basilico sminuzzata a mano e la farina.

Proseguite ancora un attimo fino a che otterrete una consistenza simile a quella di una pomata.

A questo punto sarà ora di togliere la pasta frolla dal forno.

Levate i legumi secchi e il foglio di carta forno, versate nel guscio di frolla l'impasto, disponetevi sopra le fettine di susine e il resto delle mandorle.

Rimettete la crostata in forno, nel piano più basso e proseguite la cottura per altri venti minuti a 150° gradi.

Fate attenzione a non far colorire troppo la superficie della crostata.

Se vi accorgete che questo sta capitando, allora coprite la crostata con un foglio di carta stagnola.

Trascorsi i venti minuti, sfornate la vostra torta e lasciatela raffreddare.

Avrete una bellissima crostata morbida di susine, da gusto intenso e profumato, così buona da leccarsi i baffi!

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Ecco qua, non è perfetta perché la frolla è un tantino scura ma per fortuna non bruciata.
La foto non è il massimo, l'ho scattata di sera ma i bimbi volevano assaggiare la crostata e la mattina dopo sarebbe stato troppo tardi.

8

Man mano che la stagione avanza cominciano ad alzarsi anche le temperature, purtroppo non in modo graduale e nemmeno troppo gradevole.

Qui nella mia zona, ma penso anche in altre regioni, si passa da una giornata di pioggia e vento con temperature sui ventitré gradi ad un giorno di solleone con afa e picchi di trenta.

Ecco, a me questi sbalzi termici provocano sempre un po' di complicazioni. Sarà che sono metereopatica, sarà che semplicemente negli ultimi anni il caldo afoso mi infastidisce parecchio, ma davvero trovo la situazione insopportabile!

E vedo che non sono l'unica. Chi sembra soffrire di più l'innalzamento delle temperature è il mio gatto grande.

Non è un gatto di razza, per principio (e anche perché ho soldi da buttare!) non sono d'accordo sulla compravendita di gatti e cani, per cui i miei gatti sono stati adottati appoggiandoci ad uno dei tanti gattili che si trovano in zona.

Comunque, lui è un incrocio con qualche razza a pelo lungo e già da un po' è in fase di muta.

Sapete cosa significa questo? Pelo ovunque, ma davvero ovunque. Il pelo dei gatti poi è infido: si attacca a qualsiasi cosa, non solo agli abiti.

In più lui (il gatto, intendo, non il pelo) soffre il caldo in maniera terribile. Si trascina per la casa cercando un angolo fresco, spalmandosi sulle piastrelle del pavimento in cerca di un temporaneo refrigerio.

Alcuni consigliano di stendere degli asciugamani umidi su cui far distendere il gatto.

Ecco, il mio li schifa proprio. Appena appoggia la zampetta e sente che sono umidi, la ritrae fulmineo e se ne va disgustato.

Sono arrivata alla soluzione che la tosatura sia l'unico modo per dargli un po' di sollievo.

Già da qualche anno faccio tosare il mio micio ed ogni volta lui pare ringiovanito di qualche anno, ritorna arzillo e vitale.

E' necessario tosare un gatto?

E' opinione corrente che i gatti e i cani andrebbero tosati il meno possibile.

Questo perché Madre Natura, se davvero fosse stato necessario, avrebbe provveduto lei stessa.

Alla gente che mi dice questo solitamente chiedo se, dal momento che Madre Natura non ci ha dotati di ali, allora dobbiamo smettere di volare, ma tant'è.

I gatti, come i cani, andrebbero tosati solo quando il loro pelo risulta intrattabile a causa di nodi o sporco particolarmente resistente che non si riesce a rimuovere in nessun altro modo.

Comunque, prima di procedere e parlare della tosatura del gatto, è utile capire come funziona il pelo dei nostri piccoli amici e quando vale davvero la pena ricorrere alla tosatura dell'animale.

Come funziona il pelo dei gatti

Il mantello dei gatti è costituito dalla combinazione di tre elementi: sottopelo, setole e peli di copertura.

Il sottopelo è corto e morbido e  ha il compito di mantenere l’isolamento del corpo. Non tutte le razze di gatti ce l'hanno.

Le setole sono dei peli leggermente più lunghi e ispidi che insieme al sottopelo rappresentano i peli secondari.

peli dominanti, chiamati anche peli primari, sono la parte più lunga e maggiorente visibile del mantello.

Sulla base del pelo, i gatti domestici vengono comunemente divisi in  gatti a pelo lungo, a pelo semilungo e a pelo corto.

Come accennato, quindi, nei nostri piccoli felini la pelliccia ha la funzione di proteggere l'animale stesso.

Il pelo funge come scudo contro insetti e parassiti, preserva la pelle dallo sporco ed ha anche un'importante funzione di termoregolazione.

Questo significa che  oltre a proteggere dal freddo il pelo aiuta l'animale a mantenere una temperatura corporea adeguata anche in estate, schermando la pelle dai raggi solari.

Però, se avete letto bene, questa prerogativa spetta in realtà al sottopelo, non ai peli dominanti.

Quando c'è il cambio di stagione, gli animali fanno la muta, cioè cambiano il pelo.

La muta più importante nel gatto avviene durante il passaggio dalla stagione invernale a quella estiva, per cui approssimativamente si parte da aprile in poi.

In questi mesi vivere con un gatto, specialmente se a pelo lungo o semilungo come il mio, significa trovarsi in una situazione quasi ingestibile: peli ovunque, nell'aria, sui mobili, sui vestiti...

Insomma, l'inferno per una qualsiasi casalinga che si rispetti ma anche per una che ci tiene ad essere sempre vestita in modo impeccabile (e voi direte: e che ti frega allora a te, che non sei né l'una né l'altra?. Ma questo è un altro discorso...)

La toelettatura del gatto

In certi casi la normale toelettatura del gatto non basta più.

Non bastano più i cento colpi di spazzola (no, non quelli del famoso romanzo!): si spazzola il gatto per aiutare il pelo morto a staccarsi e qui, ragazze, se non avete abituato il vostro micio fin da piccolo, vi aspettano graffi, soffi e addirittura morsi.

Si ricorre a bagni - ebbene sì, anche i gatti possono essere lavati, soprattutto se abituati fin da cuccioli- per rinfrescare il felino e rendere il manto più trattabile, per districare i famosi nodi che, alla fine, dovrete comunque tagliare.

Vogliamo infine parlare di quelle fastidiose palle di pelo, così pericolose anche per il gatto stesso?

Il micio si lecca, ingurgita il pelo e poi...vomita. Magari sul tappeto persiano.

Non bastano l'erba gatta, l'olio d'oliva o i ritrovati che dovrebbero aiutare i gatti a tenere sotto controllo le palle di pelo.

Credetemi, quando lavoratel e siete fuori casa dieci ore al giorno, avete due bimbi piccoli con cui volete passare del tempo e la normale gestione della casa, un compagno (era sottinteso, no?), pulire peli e raccattare vomiti felini è l'ultima cosa che vorreste fare.

Ecco quindi perché preferisco far tosare il mio gatto a pelo semilungo.

Come tosare un gatto

Cominciamo col dire che quando si tosa un gatto non si toglie mai completamente la pelliccia, ma si lascia sempre qualche centimetro di pelo (generalmente il sottopelo).

Ci sono inoltre zone del corpo dell'animale che vanno quasi tralasciate, come la coda e la testa, in cui al massimo si fanno dei ritocchi con le forbici.

Inutile sottolineare che le vibrisse non si devono mai tagliare, perché per un gatto sono indispensabili e vitali.

Se avete deciso di farlo da voi, ecco qui una piccola guida per imparare a tosare il gatto.

Mini-guida passo passo per tosare il vostro gatto:

  1. Scegli una stanza della casa abbastanza spaziosa e prepara tutto il materiale: forbici di varie misure, asciugamani, spazzole, rasoio apposito.
  2. Metti il gatto su un asciugamano così sarà più facile pulire e buttare i peli una volta tagliati.
  3. Comincia spazzolando per bene il gatto e poi, con l'aiuto delle forbici, accorcia le zone in cui il pelo è più lungo, tagliando i vari nodi. Scegli forbici di grandezza diversa in base alle varie parti del corpo e fai molta attenzione ai genitali, alle orecchie e alle mammelle.
  4. Quando il pelo sarà abbastanza corto, puoi passare al rasoio. Per tosare un gatto, infatti, il pelo non deve essere molto lungo, altrimenti si rischia di strapparlo perché il rasoio non funziona nella maniera corretta. Parti dal collo e prosegui verso la coda, senza fare troppa pressione, cercando di eseguire movimenti diritti. Fai le cose con calma, il gatto se non è mai stato abituato può spaventarsi facilmente.
  5. Cerca di mantenere la stessa lunghezza, ma non preoccuparti: se il pelo non sarà perfetto al gatto non importerà molto.
  6. Controlla e ripassa le zone dove il pelo è ancora lungo, ma non insistere troppo, piuttosto vai di forbici.
  7. "Spolvera" il gatto per rimuovere i peli tagliati ancora appiccicati e ricordati di dargli un piccolo premio, come ricompensa per essersi lasciato tosare.

Detto questo, vi avviso: tosare un gatto è un affare serio e più complicato di quanto si vede nei vari video che trovate in rete.

Il mio gatto è di indole docile e tranquilla, se ne fa fare di tutti i colori perfino dai bambini, eppure l'unica volta che ho provato a tosarlo da sola è stato un incubo.

Io preferisco portarlo da un professionista che con un costo del tutto ragionevole mi tosa il micio in mezz'oretta, non devo pulire la casa e il risultato è sicuramente migliore del mio.

Nonostante l'opinione di tanti, il mio micio dopo essere stato tosato mi guarda con occhi colmi di gratitudine.

Smette di vagare tristemente per casa, trascinandosi come un moribondo, non vomita più le temibili palle di pelo e in poco tempo il pelo comincia a ricrescere, più bello di prima.

E l'intera famiglia tira un sospiro di sollievo, libera dalla schiavitù del pelo.