Ogni bambino prima o poi ha delle fissazioni: c’è chi vuole ascoltare sempre la stessa favola, chi vuole giocare sempre con lo stesso gioco, chi vuole mangiare i biscotti solo interi…

Stranezze che prima o poi passano da sole, per fortuna.

Io da piccola per esempio volevo mangiare solo il Cornetto cuore di panna, mentre mia cugina mangiava il gelato solo se era rosa.

In questo periodo la Ninfa si è fissata col colore fucsia. Oddio, più che una fissazione è una forte predilezione: se può scegliere, lei sceglie fucsia.

Domenica scorsa, complice il passaggio all’ora legale, eravamo un tantino sfasati, per cui abbiamo preferito rimanere a casa.

Verso l’ora di cena, ho aperto il frigorifero e ho visto che in un bel contenitore giacevano semidimenticate due barbabietole (o rape rosse) precotte.

Quando ero piccola le barbabietole era un ortaggio che consumavano molto i miei nonni, mentre sulla tavola dei miei genitori non sono mai arrivate.

Le ho riscoperte nell’ultimo anno, durante il pranzo di lavoro che mi concedo una volta al mese con la mia amica.

Le barbabietole hanno un sacco di proprietà. E sapete nel mio caso qual è la cosa più bella? Che hanno uno stupendo colore fucsia!

Le avevo comperate per  fare degli gnocchi un sabato sera in cui avevo ospiti.  E’ stata la cena più disastrosa che abbia mai fatto, ma questa è un’altra storia.

Quindi me ne sono avanzate due e ho deciso  di utilizzarle per fare di nuovo gli gnocchi.

Ho cercato e ricercato nel web una ricetta diversa da quella che avevo provato e questa è la mia versione rivisitata.

Eccoli, di un bel colore acceso!

GNOCCHI FUCSIA

Ingredienti per 4 porzioni

  • 200 gr.di barbabietole cotte
  • 350 gr. Di farina 00
  • 250 gr. di ricotta
  • 100 gr. di parmigiano grattugiato
  • 50 gr. di pecorino grattugiato
  • Un pizzico di sale
  • Un pizzico di pepe
  • Un pizzico di noce moscata
  • Un pizzico di curcuma
  • Un pizzico di zenzero

Il procedimento è semplicissimo. Abbiamo inserito  nel boccale del Bimby le barbabietole tagliate a pezzi, la ricotta, sale e spezie: 10 sec. Vel.6.

Poi abbiamo unito farina, parmigiano e pecorino: 20 sec. Vel 5. Quello che vedrete sarà un bell’impasto fucsia acceso, quasi come quando frullate i mirtilli.

La Ninfa era felicissima e meravigliata. Abbiamo tolto l’impasto e su una spianatoia spolverata di farina abbiamo formato dei salsicciotti dello spessore di un dito circa e li abbiamo tagliati per ricavare tanti gnocchi colorati.

Per cuocerli si segue lo stesso procedimento di quelli di patata: si buttano in acqua bollente salata e si ripescano quando vengono a galla.

Conditeli a piacere: con burro, salvia e alloro, con una fonduta di parmigiano, con un sughetto al pomodoro…

Noi li abbiamo mangiati su un bel letto di pesto (sentite come parlo bene, proprio da spettatrice di Masterchef).

Abbiamo preso dei piatti bianchi e Ringhio ha messo un paio di cucchiai di pesto sul fondo. La Ninfa col mio aiuto ha distribuito gli gnocchi, qualche goccia di olio e un cucchiaino di parmigiano…

Semplicemente fantastici! Purtroppo avevamo fame per cui niente foto dei piatti.

Ah, potete congelarli e consumarli in un secondo momento.

E voi, utilizzate la barbabietola o non fa parte delle vostre abitudini alimentari?

 

 

Carnevale è arrivato, con i carri, le maschere, gli scherzi e...le frittelle!

Perché non si può parlare di Carnevale senza un minimo accenno ai dolci tipici di questo periodo.

Ogni regione le prepara a modo suo: chiacchiere, frittelle, con mele e uvetta, crostoli, bugie, tortelli...

Aspettavo l'occasione giusta per prepararle anche a casa. Ho dato un'occhiata al calendario e mi sono resa conto che manca pochissimo al martedì grasso!

Quindi, invasa dalla smania di cucinare, mi sono detta: o questo week-end o mai più!

Domenica mattina quindi i pupi si sono messi in assetto da combattimento: grembiulini in mano e ben piantati sulle scalette per arrivare al piano di lavoro.

Piano di lavoro su cui all'occorrenza avevo poggiato il Bimby.

Abbiamo deciso per fare contento CF di preparare i tortelli ripieni alla crema (ma voi potete farcirli con quello che vi va).

Era la prima volta che  preparavo le frittelle col Bimby, ma sono venute proprio bene!

Quindi, siccome sono altruista e generosa, ho pensato di condividere la ricetta con voi.

RICETTA TORTELLI DI CARNEVALE RIPIENI

Ingredienti:

  • 160 gr di acqua
  • 100 gr di farina (io ne ho usata metà manitoba e metà "00")
  • 20 gr di Maizena
  • 35 gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 2 uova + 1 albume
  • 30 gr di zucchero

Procedimento:

  • Inserire acqua, sale e burro nel boccale: 6 min., 100°, vel.3
  • Inserire la farina (io la setaccio sempre) e impastare 30 sec. vel 4 finché l'impasto si stacca dal boccale (in caso procedete ancora)
  • Cucere 2 min. 90° vel.2
  • Lasciare raffreddare l'impasto
  • Inserire le uova una alla volta (non unire finché il successivo finché il precedente non è amalgamato completamente) 10 sec. vel 4
  • Far riposare l'impasto per circa mezz'ora
  • Far scaldare l'olio in una pentola capiente
  • Quando è pronto ( se non avete un termometro fate la prova dello stuzzicadenti o dell'impasto: se immergendo uno dei due l'olio sfrigola, allora è a temperatura) friggete l'impasto aiutandovi con due cucchiaini
  • Scolate su carta assorbente
  • Lasciate raffreddare e procedete a riempire le vostre frittelle

Credetemi, buone da leccarsi i baffi!

Se non avete il bimby, potete provare a fare la versione classica.

Fatemi sapere quali sono le vostre frittelle preferite e magari mandatemi la ricetta!

 

Finalmente è arrivata la pioggia.

Dopo mesi senza una goccia d'acqua, abbiamo passato il fine settimana sotto una pioggia a tratti torrenziale.

Chi ha dei bambini, sa che restare confinati tra quattro mura a volte diventa difficile.

Solitamente non ci saremmo negati il piacere di passeggiare con l'ombrello, soprattutto Ringhio che aspetta di provare il suo da quando l'ha ricevuto in regalo a fine Ottobre.

Ma proprio domenica mattina la Ninfa si è svegliata con  una febbricciattola serpeggiante, per cui l'idea di uscire è stata accantonata.

Non posso lamentarmi di come si comportano i miei pupi quando siamo a casa.

Non mostrano problemi particolari ad autogestirsi.

La Ninfa passa il suo tempo a disegnare, a giocare con le bambole e inventarsi storie.

Ringhio passa il suo tempo a imitare la sorella e a farle i dispetti.

Quando la situazione degenera, interveniamo io e CF.

Anche questa domenica è andata come da copione.

I bimbi hanno giocato da soli e insieme con le Lego e con gli animali.

Ovviamente, come tra tutti i fratelli, hanno cominciato a litigare.

Allora come spiega il manuale dei bravi genitori, abbiamo tentato verbalizzando di sedare la lite.

I pargoli hanno giocato con il loro papà mentre io mi facevo i fatti miei mi occupavo di altre faccende di vitale importanza.

Quando CF era distrutto a ha chiesto il cambio, ci siamo dedicati alla lettura dei libri.

In perfetto stile hygge, la Ninfa e Ringhio hanno radunato tutti i cuscini sul tappeto rosso della sala.

Abbiamo scelto tre o quattro libri di favole. Anche se non sono bravissima nella sottile arte del "fare le voci", i bimbi si sono comunque divertiti.

Al quarto libro però hanno deciso che ne avevano abbastanza (e per fortuna, ché non avevo più una goccia di saliva in bocca).

Allora, traendo ispirazione dall'ultima favola letta, quella del libro "Chi l'ha fa l'aspetti", ho proposto di preparare una torta tutti assieme.

La scelta è caduta sulla TORTA CAMILLA.

Noi seguiamo una vecchia ricetta di mia nonna.

Essendo però Bimby-munita, l'ho adattata al Bimby.

Quindi vi metto tutti i passaggi per farla utilizzando questo attrezzo.

INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DI 24 cm.

  • 180 gr. di zucchero
  • 230 gr. di carote
  • 250 gr. di farina 00
  • 50 gr. di amido di mais
  • 100 gr. di mandorle
  • 2 uova
  • 100 gr. di olio di girasole
  • 100 gr. di latte
  • una bustina di lievito per dolci
  • una steccha di vaniglia (semini)

PROCEDIMENTO

Accendete il forno in modalità statica a 180° C.

Foderate una tortiera da 24 cm apribile con carta forno o imburratela.

Intanto che il forno si scalda, pulite le carote e tagliatele a rondelle. Inseritele nel Bimby: 25 sec. vel.7.

Toglietele e mettetele in un colino a maglia fine. Schiacciatele per fare perdere parte del loro liquido.

Inserite nel boccale le mandorle: 30 sec. vel.8.

In una boule setacciate la farina 00, la farina di mandorle, l'amido di mais e il lievito e mischiate con un cucchiaio.

Inserite nel boccale le due uova e lo zucchero: 3 min. vel.6.

Quando il vostro composto sarà chiaro e spumoso con delle belle bolle grosse, allora inserite le carote: 15 sec. vel.3.

Aprite il boccale e aggiungete il latte, l'olio e i semi del bacello di vaniglia: 10 sec. vel 3.

Infine unite al composto le farine preparate in precedenza: 2 min. vel. 4.

Versate il composto nella tortiera e infornate per 40 min a 180°C. (ricordatevi che le temperature e i tempi di cottura variano leggermente da forno a forno, per cui fate la prova stecchino: se quando pungete il centro della torta l'impasto è umido e rimane attaccato allo stecchino, prolungate il tempo di cottura).

Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella. Una volta fredda, cospargete con zucchero a velo misto a cannella.

Voilà, torta Camilla pronta per essere gustata a merenda e colazione!

Voi cosa fate con i vostri bambini nei giorni di pioggia?

 

 

 

Ci sono uomini che amano il calcio, altri le moto, altri ancora i videogiochi.

E poi ci sono loro, gli uomini veri, quelli che non chiedono mai le indicazioni stradali, quelli che se c'è qualche cosa che non funziona in casa ti dicono: "Amore, lascia fare a me!".

E tu tremi, perché dietro a quelle cinque parole si nasconde un pericolo mortale.

L'uomo con la fissa del fai da te è quello che, non appena ode il cigolio di un antello dell'armadietto della cucina, si arma di cacciavite e in un nanosecondo ha già svitato lo svitabile.

Lo vedete girare per casa con sguardo critico, soffermandosi ad osservare gli angoli tra parete e mobili, tendere l'orecchio per captare ogni scricchiolio sospetto.

Dal taschino della camicia farà capolino la matita rossa rettangolare da carpentiere, assieme ad una bolla, a un cacciavite e all'inseparabile metro.

Donne, rabbrividite, perché quando il vostro uomo è in modalità "fai da te" niente e nessuno lo potrà fermare.

E vi troverete in situazioni surreali. Tipo questa.

"Mamma, l'acqua nel lavandino non scende" urla la Ninfa.

Mi precipito in bagno e tento di imbavagliarla con la salvietta del bidet.

Troppo tardi. CF si materializza accanto a noi.

Osserva per un attimo l'acqua che stagna nel lavabo e poi esclama:

"Amore, ci penso io!"

"No, caro, non ce n'è bisogno, è una cosa da niente, non è urgente!"

Intanto penso a recuperare il numero dell'idraulico e a come chiamarlo furtivamente per prendere un appuntamento lampo all'insaputa della mia dolce metà.

Nel frattempo CF è già partito in quarta.

Faccio appena in tempo a spostare le cose da sotto il mobiletto del bagno e a inserire una bacinella.

Con gesto esperto, svita il sifone e comincia a mugugnare.

A nulla servono i miei tentativi di persuasione. Oramai CF è nel tunnel dell'aspirante idraulico.

Lo prego di sbrigarsi perché tra poco arriveranno le mie amiche per un caffè.

"Tranquilla, è tutto sotto controllo!"

Un'ora dopo CF è ancora steso sul pavimento. Attorno a lui giacciono attrezzi di ogni tipologia e dimensione.

"Amore, tutto bene?" chiedo titubante.

"Certo, ancora un pò e ci sono" esclama con tono rassicurante.

Alzo gli occhi al cielo e nascondo bibite e bicchieri, eliminando ogni possibile causa che possa spingere le mie amiche a fare una capatina in bagno.

Quando arrivano tento di essere disinvolta, cordiale e di compagnia. Ma con l'orecchio sempre teso ai rumori che provengono dal bagno.

Beviamo un caffè, chiacchieriamo del più e del meno. Ed io spero sempre che a nessuno scappi la plin plin.

Il discorso vira sull'arredamento e sui vari complementi della cucina.

Per tirarmela un pò, invito tutte in cucina per mostrare loro i nuovi quadretti vintage che ho appeso.

Mentre siamo lì a discutere sui colori e sull'illuminazione, sentiamo un'inquietante gorgoglio.

Un attimo dopo un geyser di melma puzzolente schizza dal lavandino della cucina.

"Yuppie...E vai!" urla esaltato CF, mentre il blob nauseabondo cola dai pensili bianchi della cucina.

"Il lavello funziona!" CF con l'adrenalina a mille si affaccia sulla soglia.

Il suo sguardo passa da me, alle mie amiche, al muro imbrattato.

"Amore, lascia fare a me!"

E corre a cercare un pennello, mentre io singhiozzo sulla spalla dell'amica più vicina.

 

 

Siamo oramai arrivati alla fine della settimana. A casa nostra questo non lo si vede dal calendario, ma..dal frigorifero.

Ebbene sì, causa orari lavorativi concomitanti con diversi altri fattori quali la scarsa voglia di fermarsi a fare la spesa alle sette di sera o in pausa pranzo sia mia che di CF, quest'ultimo mese ci siamo limitati a fare la spesa settimanale il sabato pomeriggio.Delirio allo stato puro soprattutto con bambini al seguito.

By the way, si arriva sempre al week-end con le scorte alimentari dei prodotti freschi ridotte al minimo.

Nella fattispecie ieri sera il frigorifero ospitava: un barattolo di marmellata di susine fatta in casa, del burro, del parmigiano reggiano quasi sulla crosta, alcuni yogurt, mezzo cartone di latte fresco, tre o quattro uova, un cespo di radicchio agonizzante, qualche povera carota, una confezione di pasta sfoglia e della pancetta affumicata.

Come sapete, noi non siamo fan del menù settimanale. Ma con la materia prima che avevamo a disposizione possono uscire dei bei piatti!

Per prima cosa sondaggio tra i membri della famiglia. Da veri italiani, la scelta cade sulla pasta. E cosa viene in mente a me, che dopo una giornata infinita al lavoro ho la mente atrofizzata? Solo una cosa: la carbonara ( non me ne vogliano i puristi, lo so che la vera carbonara si fa col guanciale e non con la pancetta).

CF si offre  in maniera totalmente spontanea di cucinare così posso nel frattempo andare a fare la doccia con la mia corte

Non faccio in tempo a buttarmi sotto il getto dell'acqua bollente che sento:

"Noooooo, non è possibile!"

Afferro l'accappatoio e mi precipito in cucina (i miei seguaci non mi mollano un attimo).

CF sta fissando accigliato un uovo.

"E ora cosa faccio?" chiede, con tono afflitto, guardando alternativamente me e l'uovo.

"Non capisco, dov'è il problema?"

"Questo"- e addita quel che è uscito dal culo della gallina "E' scaduto da due giorni. Due giorni, hai capito?"

Sbuffo e gli levo il fragile oggetto dalle mani.

"Senti, vai di là e stai tranquillo. Le uova possiamo mangiarle ma cotte anche se sono scadute da due giorni"

"Ma che, sei matta? E come la mettiamo con i batteri? Poi ci viene un'intossicazione a tutti".

"La carbonara è meglio non farla, ma le uova cotte non creano problemi. Cambio di programma: facciamo una torta salata."

CF, ancora scettico, afferra il suo tablet e comincia una ricerca frenetica. Io ancora in accappatoio, coadiuvata dai miei assistenti, preparo intanto la cena.

Il padre dei miei figli, o altrimenti detto San Tommaso, alza gli occhi ed esclama:

-Finalmente so la differenza tra "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro". Tu la sai?

E che è, un'interrogazione?

-Chiaro che la so. La prima è abbastanza perentoria e si usa per i prodotti preconfezionati che deperiscono molto rapidamente, per esempio carne o pesce, latte fresco, formaggi freschi come la ricotta. La seconda invece è più un consiglio, nel senso che il "preferibilmente" indica che se il prodotto viene consumato entro quella data è praticamente perfetto, dopo invece potrebbe non essere così, perché magari ha perso in gusto, fragranza o morbidezza. Però se lo mangi non succede niente. Invece nel primo caso puoi stare davvero male."

Premesso che a casa nostra, siccome generalmente facciamo una spesa intelligente e poi siamo anche delle locuste, raramente troviamo prodotti scaduti. Ma quando capita non picchio la testa contro il muro.

Infatti ho imparato (sì, anche sulla mia pelle!)  che i cibi scaduti non sono tutti uguali.

Si possono mangiare gli yogurt fino a 7 giorni dopo la data di scadenza, anche se le proprietà nutritive sono molto ridotte (per cui i fermenti lattici vivi oramai sono quasi totalmente morti) mentre invece le proprietà organolettiche, cioè colore, odore, sapore.... rimangono inalterate;

Il latte fresco pastorizzato o quello microfiltrato  può essere consumato al massimo entro un giorno dalla data di scadenza.

I formaggio duri o stagionati se superano la data di scadenza tendono ad ammuffire ma basta rimuovere la muffa accuratamente e non ci sono problemi. Invece per i formaggi freschi si dovrebbe rispettare la data di scadenza ma se consumati entro un paio di giorni non succede niente.

Per quanto riguarda le uova, se volete mangiarle crude o alla coque, si può sforare di tre giorni dalla data di scadenza (io però preferisco sempre consumarle cotte e non le uso mai dopo i due giorni della scadenza).

Affettati e insaccati preconfezionati invece vanno utilizzati entro la data di scadenza, al massimo il giorno seguente.

Pasta secca, riso, biscotti secchi e cracker e pesce in scatola  la cui scadenza è molto lunga, si possono utilizzare anche qualche mese dopo la data riportata sulla confezione. Considerate però che biscotti e cracker avranno perso molto le loro proprietà organolettiche.

Anche per i sottaceti e le conserve di pomodoro valgono le indicazioni di cui sopra.

L'olio di ottima qualità può essere utilizzato fino a otto mesi dopo la scadenza.

Panettoni, pandori e colombe hanno scadenza di 4 o 5 mesi ma potete mangiarli anche se sforate di un paio di settimane (se vi rimangono dopo le feste, ditemi come avete fatto!)

C'è poi una gamma di alimenti che non scadono.Tra questi: bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero e spezie.

All'opposto, ci sono invece cibi che deperiscono molto in fretta, come pesce e carne fresca che devono essere consumati al massimo entro 3-4 giorni.

Sulla frutta e la verdura fresche e integre (nel senso non tagliate o imbustate) non viene riportata la scadenza, per cui accertatevi sempre quando le comprate che non siano molli o ammaccate o appassite.

Queste sono indicazioni generali e valgono per i prodotti perfettamente conservati, per cui controllate sempre sull'etichetta i consigli di conservazione.

Poi fidatevi del vostro istinto e del buon senso: se il cibo ha un odore cattivo o un brutto colore o ci sono muffe (all'infuori dei formaggi stagionati), buttatelo subito. Controllate anche che le confezioni non siano gonfie.

Altra regola generale: nei mesi caldi il deperimento di alcuni alimenti può essere più rapido del previsto per cui non consumateli dopo la data di scadenza.

CF mi osserva piacevolmente stupito.

-Ma come fai a sapere tutte queste cose?

Eh, come faccio? Sono una mamma, no?!

2

Credo di essere una persona abbastanza organizzata. Sono sempre stata così e con due bambini piccoli e un lavoro questo è diventato indispensabile.

Sono la classica persona che prepara i vestiti da indossare il giorno dopo la sera prima di andare a dormire. Ora lo faccio in compagnia dei miei figli.

Sono quella mamma che ha una borsa di 10 chili zeppa all'inverosimile, dai fazzolettini ai cerotti passando per il collirio omeopatico e l'antidiarroico perché "non si sa mai".

Sono quella casalinga per cui andare a fare la spesa senza una lista  non è una cosa da prendere in considerazione.

Sono quella donna lavoratrice per cui vivere senza un'agenda -non mi sono ancora convertita ad utilizzare lo smartphone- sarebbe semplicemente impensabile.

Quella che segna scrupolosamente compleanni, onomastici, visite e incontri sul calendario, magari suddivisi per colore in base a categorie personali.

Insomma, una precisina maniaca del controllo.

Eppure su una cosa proprio non mi ci trovo: i menù settimanali o addirittura mensili.

Tantissime mamme pubblicano i loro menù rigorosamente stagionali. Io le invidio. Ci ho provato, eh, ma con risultati pessimi.

Per la mia famiglia seguire una lista prestabilita di cibi è difficile.

Io ho in mano quello che mangia la Ninfa all'asilo: c'è uno schema suddiviso in sei settimane e giorno per giorno, in modo da variare il più possibile.

Anche CF dove lavora ha la mensa  e consuma là il pranzo o la cena, ma a differenza della scuola materna qui non abbiamo una lista di quello che viene preparato.

Ringhio invece pranza dai nonni e va da sè che i pasti vengono preparati seguendo l'estro delle cuoche.

Inoltre bisogna tenere presente che tutti e tre mangiano un primo, un secondo e un contorno.

Abbiamo provato diverse volte a redigere un menù settimanale, ma poi si creavano situazioni ingestibili: la Ninfa a pranzo mangia pasta al ragù, mozzarella e insalata, la nonna ha detto che preparerà gli gnocchi e la fettina impanata, CF non so e allora io preparo il riso. Ovviamente poi accade che la nonna ha fatto il riso con le zucchine, CF ha mangiato la paella e quindi, in virtù della dieta varia, non si può riproporre riso anche la sera. E quindi il menù diventa carta straccia.

Per cui abbiamo concordato di decidere di volta in volta cosa cucinare. Apriamo il frigorifero e vediamo cosa c'è in base alla spesa fatta.

Troviamo qualcosa che possa incontrare i gusti di tutti (solitamente quella che si fa andare bene praticamente ogni pietanza sono io) e poi cuciniamo tutti assieme. E' divertente vedere ogni membro della famiglia intento nei suoi piccoli compiti, in un clima di cameratismo e convivialità.

Sicuramente rispetto alla soluzione di un menù prestabilito preparare un pasto in questo modo a volte diventa una vera sfida, specialmente giovedì o venerdì quando il frigo e la dispensa cominciano ad essere vuoti (di solito ci dedichiamo alla spesa il sabato), ma ha un suo lato divertente.

Infatti diventiamo più creativi e proviamo accostamenti diversi dal solito, utilizzando anche tante erbe aromatiche e spezie per dare quel qualcosa in più.

Per esempio ho scoperto che i miei figli adorano questo piatto fatto per gioco: pipette con crema di formaggio ai due colori.

  • pipette circa 320 grammi per quattro persone;
  • formaggio spalmabile circa 150-200 grammi;
  • due cucchiaini di curcuma;
  • due cucchiaini di paprika dolce;
  • sale q.b.

Portare a ebollizione  l'acqua e quando bolle aggiungerci il sale. Far lessare i ditaloni e nel frattempo dividere il formaggio spalmabile in due ciotole: in una aggiungerci la curcuma e nell'altra la paprika dolce. Lavorare il formaggio finchè le spezie saranno ben amalgamate: diventa più facile se si aggiunge un cucchiaio raso di acqua di cottura della pasta.

Scolare la pasta e suddividerla nelle due ciotole; condirne metà con la crema alla curcuma e metà con quella alla paprika. Portare in tavola e servire, mettendo le due paste nello stesso piatto, vicine vicine.

Buon appetito!