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Oggi è l'ultimo giorno di vacanza dei miei bambini, che sono stati con i nonni in montagna.

Domani sera la casa si riempirà di nuovo delle loro risa, dei loro litigi, delle loro chiacchiere.

Stare dieci giorni senza bambini non è stata una passeggiata dal punto di vista emotivo.

Come ho cercato di spiegare, in questi casi passo da uno stato di smodata ilarità ad uno stato di cupa malinconia.

Non so se avete presente il cartone animato "Rapunzel", la scena dove la protagonista è combattuta tra la gioia sfrenata della libertà e il senso di colpa per la preoccupazione che darà alla madre.

Ecco, una cosa così, insomma.

Siccome oramai so che questo stato di temporanea bipolarità è inevitabile e anche piuttosto comune, sono arrivata ad una sorta di accettazione consapevole.

Per questo, nella mia immensa bontà, voglio condividere con voi mamme 10 cose che si possono fare sfruttando l'assenza dei figli.

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10 cose che le mamme fanno quando i bambini sono in vacanza

Questo che segue non è un elenco esaustivo, ma piuttosto una traccia che voglio condividere con quelle mamme che si trovano per la prima volta nella mia stessa situazione.

Tutto quel tempo da gestire, ore e ore che prima erano dedicate in qualche modo all'organizzazione dei figli, improvvisamente libero.

Questo può creare un momentaneo stato confusionale e, se siete ipocondriache, anche un lieve senso di ansia.

Ma non preoccupatevi, care mamme, tali stati sono, nella maggior parte dei casi, solo temporanei.

L'improvviso surplus di tempo (che purtroppo non si può stoccare per le emergenze, scade subito) può essere una vera e propria manna dal cielo.

Potete per esempio decidere di dedicare un paio di ore al restauro  alla cura  della vostra persona.

Basta con la passata di lametta tattica sulle gambe dal ginocchio in giù, ora possiamo fare le cose seriamente: un salto dall'estetista che, dopo avervi guardato schifata come se foste uno yeti, provvederà a rendervi lisce come delle saponette in ogni zona del corpo.

Quando uscirete, arrossate ma felici, avrete perso come minimo due chili, tra peli e sudori freddi.

Anche il viso vuole la sua parte per cui perché non utilizzare una sera della settimana per maschere e peeling? Nel frattempo possiamo anche applicare lo smalto sulle unghie, base-colore-top. Che figata, eh?

Un altro uso smodato di tempo è intrattenersi al telefono in lunghe quanto futili chiacchierate con persone che non si sentono dall'estate prima, quando i bambini erano giustappunto in ferie con i nonni.

Potete chiacchierare senza barricarvi in bagno e senza pericolo di interruzioni, finché il vostro operatore non chiuderà la telefonata per esaurimento di credito.

Sempre nell'ambito delle public-relations avrete finalmente l'inaspettata opportunità di uscire con quelle amiche single che non frequentate da tempo.

Voi vi divertirete da sballo, mentre a loro sembrerà di uscire con una ottuagenaria, specialmente quando pochi minuti dopo la mezzanotte collasserete sulle poltroncine del dehor di quel locale così trendy e loro saranno costrette a caricarvi a braccia sull'auto.

Vi ci vorranno un paio di giorni per riprendervi, ma ora di tempo ne avete in abbondanza.

Figurati, cara mamma-coi-bambini-in-vacanza, potrai dormire finanche otto ore di fila a notte, senza le inquietanti vocine che ti riportano alla realtà mentre aleggi in uno stato di dormiveglia e Morfeo ti sta tendendo la mano, per fare la pipì, bere un bicchiere d'acqua e raccontarti un fatto di importanza vitale proprio in quel fatidico momento.

Ma l'ebrezza più grande che le donne apprezzano solo quando diventano genitrici, secondo me, è la libertà di poter prendere impegni all'ultimo minuto, senza dover programmare tutto con settimane d'anticipo.

Decidere in cinque nanosecondi di fermarsi a prendere un aperitivo con le colleghe dell'ufficio e chiacchierare senza guardare l'orologio ogni tre minuti o fermarvi in un negozio solo perché avete visto un vestito che vi chiamava invitante dalla vetrina.

E quando avrete fatto il pieno di vita sociale, potrete concedervi sul serio una serata rilassante, in compagnia di quel bel libro che non siete riuscite a terminare dall'estate prima.

Magari deciderete anche di guardare la serie tv del momento sparandovi dodici puntate senza interruzione, finché avrete delle crisi d'identità e l'unica realtà sarà quella della fiction in cui vi siete forse  immedesimate  un po' troppo.

Ma non è finita qui: rispolverate le vostre doti artistiche e intellettuali e datevi senza ritegno a spettacoli teatrali, vernissage o visite ai musei.

Magari anche un salto al cinema, giusto solo per mangiare pop-corn e altre schifezze che normalmente, in presenza dei vostri figli, snobbate e vietate.

Ed infine, ma non in ordine di importanza, date nuovo lustro alla vostra vita di coppia: concedetevi una romantica cena in un posto dove normalmente non mettereste piede con prole al seguito, che sia un ristorante di lusso o un ritrovo di metallari.

Ritrovate la vostra sintonia, fate quelle attività che appassionano entrambi, siano scalate a pareti di roccia o pennichelle vicini vicini a bordo piscina.

Rafforzate il dialogo, ma tenete presente che quando non si hanno figli attorno anche i momenti di silenziohanno un certo non so ché.

Siate passionali a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza remore e senza pensieri: ricordatevi che, prima di essere madri, siete anche donne. E vostro marito è sempre un uomo (si capisce che va bene anche se siete dello stesso sesso, quel che conta è l'amore, vero?).

Qualunque cosa facciate, cercate di godervi ogni istante come fosse l'ultimo.

Una volta rientrati i vostri figli, tutto tornerà alla normalità.

E se è vero che la vita con i bambini è ricca e interessante, ricordatevi anche che "una volta all'anno è lecito impazzire".

Ci risentiamo la prossima estate 😉

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datemiunam-cosa-mettere-in-valigia-bambini-vacanza-estateSabato scorso i pupi sono partiti per le ferie.

Come lo scorso luglio hanno davanti a loro dieci giorni di vacanze con i nonni.

La differenza però è che questa volta i nonni hanno proposto una vacanza in montagna.

La meta è abbastanza vicino a casa, circa tre ore e mezza, un campeggio in Trentino dalle parti di Bolzano.

Ora, io non ho mai fatto una vacanza in montagna d'estate con i bambini.

L'estate per me è sempre stato sinonimo di mare, massimo ci scappa qualche week-end ma niente di più.

Qui invece si trattava di una cosa più seria, ben dieci giorni.

Cosa preparare quindi per stare via tutti quei giorni sui monti?

In montagna a certe altitudini infatti il clima è traditore: la giornata può iniziare con un cielo azzurro, terso e senza nubi, salvo poi coprirsi durante il pomeriggio e riservare acquazzoni improvvisi con abbassamento delle temperature.

Per chi come me non è esperta di montagna e ha in programma una vacanza breve o lunga sui monti, ecco una lista che potrebbe aiutarvi per preparare la valigia dei bambini.

Vacanza estiva in montagna: cosa mettere nella valigia dei bambini

Da anni ho adottato il metodo delle liste con le cose da mettere in valigia quando parto per le vacanze.

Trovo queste liste molto utili perché mi permettono di preparare i bagagli in quattro e quattr'otto senza dover correre in giro per la casa e rischiare di dimenticarmi qualcosa.

Una lista ben fatta, magari suddivisa per tipologie di elementi (per esempio vestiario, calzature, toilette, primo soccorso...), vi permette di risparmiare un sacco di tempo.

Non vi sto neanche a dire quanto risparmiare tempo sia vitale per una mamma che lavora: sappiate che con una lista in mano posso preparare la valigia comodamente in un quarto d'ora.

Per capire cosa mettere nella valigia dei bambini mi sono fatta consigliare dalla mamma di CF, che ha più esperienza di me in fatto di montagna.

Questo quindi è l'elenco delle cose da mettere nella valigia dei bambini per una vacanza estiva in montagna di dieci giorni:

Vestiario:

  • mutandine 10 + 3 di scorta
  • canottiere intime di cotone 7
  • calzini 10 paia +3 di scorta
  • magliette di cotone a maniche lunghe 7
  • magliette di cotone a maniche corte 7
  • camicie di flanella 2
  • pantaloni lunghi pesanti 3
  • pantaloni lunghi leggeri 7
  • pantaloncini corti 7
  • felpa leggera 1
  • felpa in micropile 1
  • felpa pesante con cappuccio 1
  • cappellini estivi 1
  • cappellini invernali 1
  • k-way

Ho calcolato i capi per ciascun bambino considerando che nel campeggio è presente una lavatrice e quindi in caso di necessità i vestiti si possono lavare.

Non ho preso in considerazione giacche pesanti per il loro ingombro: in caso di freddo una felpa in pile pesante è più che sufficiente e sopra possiamo fare indossare ai bambini il k-way antipioggia e antivento.

Partendo dal presupposto che in montagna le giornate possono anche essere calde, ho inserito sia capi estivi sia capi più pesanti.

Il metodo migliore è sempre quello di sovrapporre vari capi, come magliette e felpe, nel classico stile di vestiti "a cipolla".

So che in commercio esistono pantaloni modulari, ossia che da lunghi diventano corti grazie ad una pratica cerniera e anche vestiti tecnici specifici per le escursioni, ma a mio parere non mi è sembrato conveniente comperarli solo per quest'occasione.

Se questa sarà la prima di altre vacanze in montagna, allora lo farò.

Calzature:

  • scarponcini da montagna impermeabili
  • scarpe da ginnastica
  • ciabatte di gomma

Per quanto riguarda gli scarponcini da montagna, sono un'acquisto indispensabile da fare . Si possono trovare scarponcini ben fatti anche senza spendere cifre elevate.

Gli scarponcini da montagna sono molto importanti perché prevengono vesciche e piaghe durante le passeggiate e inoltre tengono molto più al sicuro il piede e la caviglia dei bambini, prevenendo possibili distorsioni.

Ogni tanto a noi piace andare a camminare in montagna per cui li avevamo già.

Se volete sapere quale modello è quello che fa per voi, vi rimando a questo articolo.

Le scarpe da ginnastica sono utili in qualsiasi occasione: per giocare nell'area bimbi del campeggio, per scorazzare per i prati o per fare una passeggiata nei paesi limitrofi.

Un paio di ciabatte di gomma sono invece essenziali per entrare nei bagni pubblici a farsi la doccia o in caso ci sia una piscina.

Toilette:

  • docciashampo
  • dentifricio
  • spazzolino
  • pettine/spazzola
  • crema solare 50+
  • crema idratante
  • burrocacao
  • tagliaunghie

La crema solare è importante in montagna tanto quanto al mare: ogni trecento metri di altitudine  infatti l'intensità dei raggi aumenta del 4%.

Il burrocacao per non far screpolare le labbra sensibili dei bambini in caso di vento forte mentre la crema idratante è ideale a fine giornata dopo la doccia o il bagno.

Primo soccorso:

  • salviettine disinfettanti
  • cerotti
  • ghiaccio secco
  • termometro
  • antipiretico
  • antidolorifico
  • spray antizanzara
  • dopopuntura
  • fazzolettini di carta

Una delle cose per me indispensabili quando viaggio sia sola che con i bambini sono le salviettine disinfettanti, possibilmente senza alcol da tenere in borsetta.

Sono antibatteriche e non bruciano, quindi si possono usare sia quando dobbiamo andare in bagno sia se dobbiamo medicare piccole ferite superficiali.

Il ghiaccio secco si è rivelato pratico in certe situazioni fuori casa, come per esempio in caso di botte e contusioni.

Giocattoli:

qui non vi scrivo l'elenco.  I bambini e i nonni hanno pattuito cinque giocattoli a testa e un libro ciascuno.

Ringhio si è portato i suoi fedelissimi dinosauri e qualche macchinina, mentre la Ninfa un paio di Barbie e due pupazzi, più naturalmente i loro inseparabili peluches con cui dovrebbero, almeno in teoria, dormire.

I nonni poi nel campeggio hanno montato una piccola tenda fuori dal camper per permettere ai bimbi di utilizzarla come loro rifugio personale.

Oltre a queste cose, ho fatto portare ai bambini anche un piccolo zainetto e una bottiglietta per l'acqua da utilizzare durante le camminate in montagna.

Lo scopo di passare le vacanze sui monti è quello di godere della natura, di stare all'aria aperta e di fare camminate rilassanti e tonificanti, quindi riempirsi di giochi è davvero superfluo.

Chi di voi ha esperienza di vacanze in montagna con bambini?

Secondo voi ho tralasciato qualcosa nella mia lista?

Non esitate a lasciarmi i vostri suggerimenti nei commenti.

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A casa mia è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia: dal ventisette luglio sarò finalmente in vacanza!

Per ben quattro settimane dirò addio ai viaggi su e giù con l'auto, alle code, ai litigi sulla strada, al chiasso dell'ufficio e ai problemi lavorativi.

Dal ventisette luglio sarò finalmente libera di fare...

Esattamente cosa?

Che poi una parte con mille mila progetti, un centinaio di idee e di buoni propositi che naufragano e si arenano dopo le prime ventiquattro ore.

Per far sì che questo non avvenga, riprendo l'idea di Mamma Piky in questo post  spumeggiante.

Oramai conoscete l'amore smisurato che ho per le liste, per lo meno per scriverle, sul fatto poi di rispettarle questo è un altro paio di maniche.

Quindi questa è la mia lista dei compiti per le vacanze che vorrei riuscire a fare.

Sono dieci punti, in ordine sparso, dieci cose che voglio fare durante l'estate.

Punto numero uno: passare più tempo possibile con i miei bambini.

Si fa un gran parlare in questi ultimi anni di tempo di qualità riferito al rapporto con i bambini.

Ma se la quantità di tempo è poca e ci si deve concentrare anche su questioni pratiche e gestionali ne consegue che anche il tempo di qualità sarà per forza minore.

Quindi quest'estate voglio prendermi tutto il tempo possibile per dedicarmi ai mie gnomi, ascoltando le loro storie buffe, i loro piccoli problemi esistenziali, giocando con loro o semplicemente restando stesi sul letto abbracciati senza buttare un occhio all'orologio.

Punto numero due: buttare l'orologio.

Non voglio dover impostare sveglie, seguire orari o farmi comandare dallo scorrere del tempo.

Voglio perdermi nel flusso interminabile di secondi, lasciare che il tempo si trascini lento all'infinito, arrotolandosi su se stesso come un gatto quando si acciambella su una sedia, senza inseguirlo col fiato corto durante le sue improvvise accelerazioni.

Durante l'estate non voglio più essere affetta dalla sindrome del Bianconiglio.

Punto numero tre: viaggiare.

Abbiamo deciso di trascorrere una decina di giorni in Puglia, ma questa volta, visto che i bambini cominciano ad essere un po' più grandi, vorrei iniziare anche a proporre delle visite alle città e, in caso, anche a qualche museo.

Ma oltre al mare c'è di più: qualche camminata in montagna, qualche gita a posti interessanti anche vicino a casa.

Punto quattro: dedicarsi agli amici

Durante l'anno incontrarsi con gli amici, specialmente se non abitano proprio vicino, è più complicato.

In estate le occasioni per frequentarsi, anche a gruppi, sono di più: una scampagnata, un pic-nic, una merenda all'aperto.

Si possono sfruttare le ore serali senza dover rincasare presto e non solo durante il fine settimana.

Punto cinque: ridare sprint alla vita di coppia.

Su, parliamoci chiaro: avere figli è bello, ma lo sappiamo bene che è anche estenuante.

Durante l'anno, con la storia che CF fa i turni, spesso non riusciamo a vederci neanche la sera, non abbiamo neppure il tempo di instaurare una conversazione sensata.

Il sabato è dedicato alle commissioni e la domenica si sta in famiglia.

Durante l'estate, soprattutto questo mese, grazie alla disponibilità dei nonni, possiamo passare qualche giorno senza i bambini.

Questo ci permette di comunicare e di progettare il nostro immediato futuro, ma anche di goderci il presente come solo gli adulti esasperati sanno fare, quasi come se non ci fosse un domani.

Punto sei: concentrarmi su me stessa.

Il che, restando fedele alla mia parola dell'anno, vuol dire sfruttare il tempo a disposizione per imparare cose nuove, soprattutto nel mondo del blogging, ma non solo.

Punto sette: essere pigra.

Oddio, io di indole sarei anche una persona pigra, il problema è che non posso mai permettermi di esserlo.

Mio malgrado, nella maggior parte dei casi faccio più cose contemporaneamente -no, non è un vanto, è una necessità-.

Probabilmente questo atteggiamento deriva anche dalla massima con cui sono stata allevata, "prima il dovere e poi il piacere" che mi sprona sempre a finire tutto quello che devo fare prima di fare qualsiasi altra cosa.

Il che significa che spesso, quando arriva il momento per me, crollo esausta e divento un tutt'uno con il letto.

Punto otto:dedicarmi alla casa.

Che sono un fanatica dell'ordine penso che lo abbiate intuito, per cui la casa non ha bisogno di essere sistemata o pulita.

Ma in estate, durante le vacanze, mi piace comunque provare nuove disposizioni dei mobili, introdurre qualche nuovo dettaglio, provare nuovi accostamenti...

Punto nove: leggere almeno cinque libri.

La lettura è una passione che ho fin da piccola, un'eredità di famiglia.

Da quest'anno poi ho scoperto i gruppi di lettura, sia reali che virtuali, spazi e persone con cui condividere opinioni e parlare di libri e di autori senza essere necessariamente classificata come secchiona o nerd.

Durante l'anno leggo ritagliandomi degli spazi qua e là.

In estate finalmente ho la possibilità di leggere quando ne ho voglia e quindi di smaltire la pila di libri che accumulo durante l'anno.

Punto dieci: riposarmi.

Sì, perché corro tutto l'anno come una trottola impazzita, organizzo, faccio, disfo e in estate voglio riposare e ricaricare le batterie.

Non so se riuscirò a portare a termine tutti questi compiti delle vacanze, ma di una cosa sono certa: mi godrò ogni singolo istante di queste lunghe vacanze.

Estate, sto arrivando!

Quali  sono i vostri compiti delle vacanze? Non siate timide e scrivetelo nei commenti.

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Ma dove sono finiti i nonni è la domanda che mi pone la Ninfa da venerdì scorso, ovvero da quando i miei genitori sono tornati alle Canarie.

Benché sappia benissimo la risposta, sente comunque il bisogno di chiederlo, quasi come se volesse metabolizzare e fare sua quella frase.

Dopo aver passato il mese di giugno alternando asilo, nonni  materni e genitori, un cambio repentino di abitudini può essere destabilizzante.

Di fatto siamo tornato allo status quo ante in cui viviamo da settembre scorso: i nonni paterni sono tornati all'ovile dopo un mese scarso di giusto riposo, mentre i miei, che erano tornati in Italia per dar loro il cambio, hanno fatto ritorno nella loro patria d'adozione.

Lasciando però uno strascico ingombrante da gestire.

Ma dove sono finiti i nonni è il nostro nuovo mantra, quasi la strofa di una canzone triste cantata a due voci, a cui fa da risposta il mio ritornello, i nonni sono in Spagna ma poi tornano.

I bambini si abituano a tutto, una delle frasi più odiose e insensate che si possa appiccicare loro addosso.

I bambini si abituano a tutto se si crea con loro un'abitudine, cosa che sta avvenendo pian piano, difficile comunque quando il concetto di tempo per loro è così labile.

I bambini vivono nel qui e ora, per loro dire che i nonni torneranno ad agosto o dire che torneranno nel 2031 non ha alcun senso.

Capita a volte, soprattutto la sera, di dover fare i conti con domande più profonde, che racchiudono tutta la malinconia di una bimba di cinque anni di fronte ad un evento che deve ancora imparare a gestire.

Ma perché i nonni sono andati via se noi gli manchiamo? Ma ci vogliono ancora bene?

A volte le parole non bastano, se ne sprecano troppe per tentare di trarsi d'impiccio, il calderone pieno straborda.

Dopo quasi un anno pensavo, anzi, speravo, che i bambini avessero accettato il cambiamento.

Invece ogni volta è come se fosse la prima.

Lacrime e pianti ci sono stati risparmiati, ma forse quelli sarebbero stati più facili da gestire.

Pian piano le cose torneranno normali, i cambiamenti non saranno più novità e avere una coppia di nonni che si vede solo in certi periodi dell'anno diventerà l'abitudine.

Le botte di malinconia si faranno via via più lievi, per rispuntare fuori quando meno ce lo aspettiamo.

In fondo questa è lo standard di moltissime famiglie.

Noi, anzi, da questo punto di vista siamo dei privilegiati.

Durante l'anno abbiamo sempre una coppia di nonni (santi subito!) su cui poter contare per gestire i bambinianche quando siamo al lavoro.

E avere un appoggio soprattutto in estate non ha davvero prezzo.

La vera sfida ora è far capire ai bambini che amore e vicinanza non sono la stessa cosa: l'amore dei nonni è indiscusso, onnipresente, anche quando non si abita vicino e non ci si vede tutti i giorni.

Per ora continuo il duetto con la Ninfa e attendo i vostri preziosi suggerimenti.

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Doveva arrivare fine giugno per riuscire ad organizzare una merenda per bambini a casa nostra.

La Ninfa è oramai da mesi che mi tartassa con questa richiesta, poverina.

Tutte le sue amiche della scuola materna si incontrano periodicamente a casa dell'una o a casa dell'altra per fare merenda.

La mia pupa a volte viene invitata ma devo sempre chiedere alla nonna se per cortesia riesce a portarla.

Anche se la nonna lo fa, so bene che per lei è più un obbligo che un piacere e quindi la maggior parte delle volte ringrazio dell'invito ma rifiuto educatamente.

La Ninfa oramai ha cinque anni ed è in quell'età in cui comincia a fare paragoni con le sue amiche.

Perché le mamme degli altri bambini vanno a prenderli alla materna  e tu non vieni mai a prendermi?

Perché io sono al lavoro a quell'ora.

Perché le mamme delle altre le accompagnano alle feste di compleanno e tu non mi accompagni mai?

Perché sono al lavoro, ma se le fanno il sabato o la domenica ti accompagno volentieri

Perché le mamme delle mie amiche organizzano la merenda e tu no?

Perché io lavoro e non sono a casa.

Non trovo affatto giusto che i miei figli non riescano ad avere un minimo di vita sociale o a fare altro perché io lavoro.

Ma allo stesso tempo non è corretto che i nonni si sobbarchino sempre gli impegni dei nipotini.

Come sempre, il giusto sta nel mezzo.

Ho già detto che  a volte sia la Ninfa che Ringhio vengono gentilmente accompagnati a merende e feste di compleanno.

Secondo me è giusto anche ricambiare, quindi stavolta ho chiesto senza mezzi termini ai nonni di turno di organizzare una merenda a casa nostra.

Anzi, per meglio dire, di supervisionare la merenda, perché ad organizzare ci ho pensato io.

Per organizzare una merenda coi bambini, per prima cosa decidete dove volete farla.

Noi abbiamo optato per casa nostra, quindi all'interno.

In base allo spazio che avete a disposizione, procedete con gli inviti.

Ecco, non prendete esempio da me: avevo chiesto alla Ninfa i nomi di due sue amiche, che poi sono diventate quattro  e per par condicio abbiamo invitato anche un paio di amichetti di Ringhio.

Totale: oltre ai miei due oggi in casa ci saranno sette esserini agitati e strillanti tra i tre e i sei anni.

Quando l'ho detto a mio papà, a momenti chiama subito l'agenzia viaggi e si fa anticipare il volo per Gran Canaria!

I miei pupi sono al settimo cielo, chiaro, neanche stessimo organizzando il party di compleanno.

Ho avvisato le mamme che noi abbiamo i gatti in casa giusto per essere sicura che nessuno abbia delle allergie. Vorrei evitare di ritrovare bambini rantolanti e ansimanti sul tappeto del soggiorno per via del pelo del gatto.

Allo stesso tempo ho anche chiesto se qualcuno aveva qualche intolleranza o allergia alimentare, giusto per stare tranquilla.

Visto che tutto sembrava essere a posto, ho stabilito cosa preparare.

La merenda dovrebbe apportare circa il 10% delle calorietotali della giornata, il che vuol dire che dovrebbe spezzare la fame tra il pranzo e la cena.

Ma se invito dei bambini per la merenda, devo comunque preparare qualcosa di goloso e allettante.

Ingrediente escluso a priori: il cioccolato. Goloso sì, ma nelle mani di un bambino si trasforma in un'arma micidiale.

Ho visto bimbi con un biscotto di cioccolato in mano fare cose che voi umani...

Mi sono orientata verso una più sicura crostata di marmellata a cui ho deciso di abbinare dei semplici biscotti di pasta frolla al limone spolverizzati di zucchero a velo.

Per il salato, su richiesta dei miei figli, ci saranno le classiche pizzette e le girelle salate.

Infine, una bella macedonia con fragole e banane.

Da bere succhi di frutta a volontà e acqua naturale.

Preparerò una tavola semplice, con bicchieri e piatti di plastica colorata e tanti tovaglioli (che con i bambini non bastano mai).

Ed infine, non si può lasciare una decina di bambini senza qualche regola: la merenda si fa esclusivamente in soggiorno, non si mangia e beve nelle altre stanze della casa.

La camera di mamma e papà è off-limits: gli unici che ci possono stare sono i gatti, che si rifugeranno sotto il letto.

Si può giocare a qualsiasi cosa ma poi si deve riordinare. Va bene truccarsi e travestirsi, giocare con i giochi in scatola, disegnare ma eviterei le tempere.

Si può uscire in cortile a giocare a palla e a fare le bolle, ma non si deve andare dove c'è il cane, che non apprezza per niente la compagnia dei bambini.

Tutto qui. A me sembra abbastanza, ma essendo una principiante ditemi voi se ho tralasciato qualcosa.

Se devo essere sincera un filino d'ansia ce l'ho: troverò ancora la casa?

Ma soprattutto, in che condizioni saranno i nonni?

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Ringhio, il mio secondogenito di tre anni e mezzo, ha una vera e propria passione per i dinosauri.

Questo condanna la sua famiglia a coabitare con mille e passa riproduzioni di questi antichi animali sparse per la casa.

E provate voi a calpestare un triceratopo o uno stegosauro la notte, quando vi aggirate a piedi nudiper casa, nel buio più completo.

Così, domenica, approfittando del suggerimento di alcuni amici che ringrazio qui pubblicamente, abbiamo deciso in un mezzogiorno infuocato di fare una sorpresa al piccolo di casa e di andare in gita al "Parco della Preistoria".

Parco della preistoria: cosa, dove quando (chi e perché già ve li ho detti, no?)

Il "Parco della Preistoria" come dice il nome stesso è un parco tematico dedicato alla preistoria e, per la precisione, al giurassico.

Il parco si trova a Trezzano d'Adda, un comune in provincia di Bergamo, sulla sponda sinistra del fiume Adda, all'interno del Parco Adda Sud, a soli venti km da Milano.

E' aperto tutti i giorni da metà febbraio a metà novembre.

Seguite queste indicazioni e non vi perderete di sicuro, eh.

Per noi quindi si è trattato di un'oretta di auto, in cui i bambini hanno pure dormito.

Arrivati a destinazione, abbiamo scoperto che grazie alla Vivi Parchi Card i bimbi non pagavano l'ingresso che per gli adulti costa dodici euro a testa.

Il "Parco della Preistoria" offre trentun ricostruzioni fedeli di animali preistorici, dagli artropodi ai pesci passando per gli anfibi, i dinosauri e i mammiferi fino a giungere agli uomini primitivi.

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Un dinosauro che non ha bisogno di presentazioni

 

La cosa affascinante è che quelle che sembrano immense statue in realtà sono state fatte a partire dagli scheletri fossili ritrovati in giro per il mondo.

A questi sono poi stati aggiunti carne, pelle e muscoli per farne dei modelli in miniatura da cui partire per creare quei giganti in vetroresina così ben fatti da sembrare quasi veri.

Perciò, i modelli esposti rappresentano gli animali così come apparivano milioni di anni fa.

Nel vedere i suoi amati dinosauri, a grandezza naturale, Ringhio è letteralmente impazzito.

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Uno scolosauro, tipico dinosauro corazzato

 

Continuava a correre da un dinosauro all'altro, facendo delle soste interminabili davanti a ciascun rettile, obbligandoci a soddisfare ogni sua piccola curiosità.

Parco della preistoria: non solo dinosauri

Se pensate però che il "Parco della Preistoria" sia interessante solo per i dinosauri, vi sbagliate di grosso.

Il parco infatti è qualcosa di più.

Immerso in un'area naturale di oltre cento ettari, all'interno del Parco dell'Adda Sud, il "Parco della Preistoria" offre l'opportunità di passeggiare all'interno di un bosco secolare.

Grazie a questa ricca vegetazione, il tragitto lungo il parco rimane abbastanza ombreggiato: olmi, pioppi, carpini e altre varietà di piante riparano gli ospiti con le loro chiome verdeggianti.

Durante il tragitto, se si fa attenzione, si possono scorgere scoiattoli o coniglietti, oltre ad una varietà infinita di uccelli canterini.

Il "Parco della Preistoria" è l'habitat naturale anche di lepri e volpi, tassi e istrici,  che noi però non abbiamo avuto la botta di culo la fortuna di vedere.

Dal punto di vista naturalistico è interessante anche la porzione adibita a palude che, con il suo ecosistema naturale, attira scolaresche dalle grandi città limitrofe.

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Uno dei tanti laghetti, con carpe, rane, cigni, paperelle e una bella tartaruga!

 

Il che significa anche un gran numero di insetti, dalle api alle libellule, rane e anfibi di ogni genere, oltre a tartarughe e carpe.

Portatevi quindi un buon repellente da spruzzarvi in copiose quantità se avete il sangue dolce per non essere il lauto banchetto di zanzare e affini.

Non dimentichiamoci inoltre che diverse associazioni naturalistiche utilizzano il "Parco della Preistoria" come base per piccoli animali convalescenti da lasciare poi in libertà una volta guariti.

Oltre alla fauna locale, libera di scorrazzare in lungo e in largo, nel "Parco della Preistoria" si possono vedere anche animali in semi-libertà, dalle famose capre tibetane nane agli intramontabili asinelli.

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Recinto delle caprette tibetane nane

 

In questo magnifico contesto, circa a metà percorso, vi trovate di fronte un magnifico labirinto, che occupa circa mille metri quadrati di areale, con siepi alte circa due metri.

Il labirinto ricorda molto quello di un altro bellissimo parco di cui avevamo già parlato, il Parco Sigurtà

I bambini (ma non solo) impazziscono per i labirinti, quindi ovviamente non ce lo siamo fatto ripetere due volte e siamo letteralmente corsi a provarlo.

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Il "Parco della Preistoria" si può visitare a piedi (come abbiamo fatto noi), in bicicletta o a bordo di un simpatico trenino (attenzione perché non è gratuito, ma a pagamento).

Se vi stancate di camminare o avete fame, ci sono due bar e una tavola calda, ma nulla vi vieta di portarvi il pranzo al sacco e consumarlo nelle aree pic-nic messe a disposizione dal parco.

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Per la sete o la calura, non preoccupatevi: ci sono tantissime fontanelle disseminate lungo i viali e l'acqua è potabile. Dovete solo munirvi di bottiglietta e il gioco è fatto.

E a proposito di giochi, per la gioia dei bambini ci sono anche due parchi giochi con altalene, scivoli e compagnia bella.

All'interno del parco si trova anche un museo paleontologico, ma mi sono letteralmente rifiutata di entrarci.  Sarà per la prossima volta...

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Vicino al brontosauro: Ringhio lo annaffia per vedere se cresce, mentre la Ninfa, sconsolata, si contempla il dito "morso" dal terribile cigno

"Parco della preistoria": la mia opinione

Il "Parco della preistoria", quindi, non è solo dinosauri o uomini preistorici, ma è molto di più. Fauna, flora, museo, giochi...

Tuttavia, secondo me, vale la pena andarci solo se siete appassionati o interessati ai grandi rettili del passato.

Ringhio infatti è il membro della famiglia che, sicuramente, ha apprezzato di più.

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La Ninfa, per esempio, si è annoiata per gran parte del tempo.

Ha avuto un risveglio quando ha visto gli altri animali, salvo poi passare un paio d'ore imbronciata a causa della beccata di un cigno aggressivo.

Ma l'allegria le è tornata dopo aver mangiato un grosso gelato ed essere salita sull'altalena.

Nel complesso è stata un'esperienza positiva, abbiamo passeggiato immersi nella natura, il parco non era pieno e comunque Ringhio è rimasto davvero impressionato.

Nonostante tutto, quindi, il "Parco della Preistoria" ci ha lasciato addosso una patina di felicità che ci ha fatto dire di aver passato davvero una gran bella giornata.