Ieri sera miracolosamente i bambini si sono addormentati prima del solito. Siccome ero sola ma non avevo voglia di leggere ne ho approfittato per guardare un film. Mi sono seduta sul letto con i miei gatti e ho dato un'occhiata a cosa poteva fare per me.

Avevo voglia di leggerezza (visto che oggi si ricominciava a lavorare) ma anche di qualche cosa di sdolcinato ma non troppo. Mi sono imbattuta per caso in questa pellicola che si intitola "Ti va di pagare?". E' un pò vecchia, del 2006, e nel cast compare Audrey Tautou, la mitica Amelie de "Il favoloso mondo di Amelie". Così ho cominciato.

La trama è semplice: Irene è una bella ragazza che ama il lusso e i soldi e così decide di fare la mantenuta. E' fidanzata con un ricco e attempato miliardario e gira il mondo con lui. Un bel giorno le capita di incontrare un bel cameriere in un hotel di una cittadina francese. Il giovane, Jean, si innamora a prima vista di lei. Ma il giorno successivo scopre che la coppia se n'è andata. L'anno seguente la bella Irene, ormai prossima al matrimonio, torna per caso col miliardario nello hotel dove lavora Jean. La ragazza è molto annoiata e amareggiata perché il suo fidanzato la trascura. Casualmente, scambiandolo per un ospite dell'hotel, comincia a chiacchierare con Jean. Il ragazzo, ancora innamorato, finge di essere un ricco uomo d'affari. A Irene non sembra vero: giovane, attraente e pure ricco! I due continuano a frequentarsi finché Irene non viene scoperta dal fidanzato che non esita a lasciarla su due piedi. Ma alla ragazza poco importa: oramai è convinta di aver abbindolato Jean. Quale delusione quando il giorno seguente, dopo una focosa notte di passione, Irene scopre che Jean è solo un barista! Il ragazzo perde il posto di lavoro e Irene torna a Nizza a cercare fortuna. Ma Jean la segue, sperando di conquistarla.Una volta a Nizza, Irene e Jean fanno un patto: la ragazza rimarrà con lui finché avrà i soldi per esaudire ogni suo capriccio. Jean accetta e pochi giorni dopo è sul lastrico. Si accinge a lasciare il Grand Hotel dove soggiornava con Irene, dopo averla salutata. Ma nell'uscire incontra una donna che gli cambierà la vita: una vedova ricchissima che, conquistata dal suo fascino, accetta di tenerlo con sé. Irene all'inizio è indignata, ma poi accetta di svelare al giovane tutti i trucchi per ottenere le grazie (e i soldi) della donna. Jean è un bravo allievo e impara in fretta. Dal canto suo anche Irene nel frattempo è riuscita di nuovo ad abbordare un facoltoso ma noiosissimo uomo d'affari. Quando le cose cominciano ad andare per il verso giusto, Irene capisce di essere innamorata di Jean e inevitabilmente si fa scoprire con lui. Abbandonata nuovamente, senza soldi né abiti, la povera ragazza può contare solo sull'ex cameriere che, senza pensarci due volte, lascia la miliardaria per cominciare con Irene una nuova vita, a bordo dell'unico regalo che la donna gli ha lasciato: uno scooter.

Ho apprezzato molto questa pellicola. Scontata sicuramente, ma a volte un lieto fine scontato è meglio di mille colpi di scena buttati lì a casaccio solo per colpire lo spettatore. Audrey e Gad Elmaleh sono bravi e credibili nei ruoli che ricoprono. La commedia è godibilissima, anche se non  fa sbellicare dalle risate. Le scene sono buffe, le battute ironiche, le ambientazioni curate. Bellissimi i vestiti della protagonista.

Se avete voglia di rilassarvi in una serata autunnale, sotto una morbida coperta, provate a guardare questo film e fatemi sapere cosa ne pensate.

Alla fine, come già anticipato, sono andata a vedere il film "Bad Moms-mamme cattive".

Sabato sera con CF abbiamo lasciato i bambini alle amorevoli cure dei nonni e ce ne siamo andati al cinema.

Complice la giornata piovosa, c'era davvero una gran folla.

Siamo riusciti a prendere lo spettacolo delle 22,30 circa, in una posizione anche abbastanza comoda.

La sala era piena, la maggior parte coppie come noi ma anche gruppetti di amiche presumibilmente mamme.

Il film si apre con la scena della mamma perfetta, bella, con quello che sembra un impiego soddisfacente per una ditta di caffè, due figli in una scuola prestigiosa e un marito con una carriera avviata nell'area finanziaria.

Questa però è solo l'apparenza.

In realtà nel corso del film si capisce che il lavoro non è affatto idilliaco: il suo capo, un ragazzino disorganizzato e borioso, la obbliga a lavorare fino alle otto di sera, l'età minima dei suoi colleghi si aggira attorno ai vent'anni e la protagonista si sente insoddisfatta.

Il marito ha una relazione via web con un'altra donna da dieci mesi.

Questo, unito al fatto che l'intero carico della gestione familiare è sulle spalle della nostra eroina, causa la separazione della coppia.

I figli adolescenti, un maschio e una femmina, sono totalmente dipendenti dalle cure di mammina, dalla colazione ai compiti.

Il fulcro della pellicola è la presa di coscienza di Amy che, di punto in bianco, decide di non poterne più.

Il suo atto di ribellione è quello di rifiutarsi di partecipare alle riunioni del comitato scolastico, capeggiato  da una mamma ancor più perfetta di lei.

Tra colpi bassi, dialoghi semi-seri e scene più o meno volgari, si arriva allo scontro finale tra Amy, ormai considerata una cattiva madre e Gwendolyn, la mamma perfetta per la presidenza del comitato studentesco.

Vi lascio immaginare chi vincerà.

Sono uscita dal cinema delusa. Il film non mi è particolarmente piaciuto.

Innanzi tutto, i due ideatori Jon Lucas e Scott Moore sono uomini e quindi va da sé che il punto di vista usato nella pellicola è, ahimè, maschile seppure i ruoli siano femminili.

Mi dispiace molto, perché gli spunti per creare qualcosa  di veramente interessante c'erano tutti.

Invece, dopo una bella partenza, si è scivolati nella banalità.

Per prima cosa la scelta dell'attrice non mi sembra giusta: la mamma troppo "gnocca" non è un personaggio in cui è facile immedesimarsi.

Per esempio, la scena in cui sono nel locale è a dir poco irrealistica: figuriamoci se una come lei non può rimorchiare qualcuno con cui passare una notte di sesso sfrenato.

Chi crede realmente che gli uomini che ha approcciato si sarebbero fatti scoraggiare da una fede inavvertitamente lasciata al suo posto o dalle maniere molto " da chioccia" di Amy? Se la sarebbero portata a letto e basta e la mattina dopo chi s'è visto s'è visto.

Invece, la bella mamma "cattiva" fa innamorare di sé perdutamente il padre scapolo, bello da paura, che tutte le mamme della scuola vorrebbero.

Ecco qui il classico cliché.

Anche le sue due amiche, che fanno da contraltare alle due "spalle" di Gwendolyn, sono troppo stereotipate, quasi ricalcano personaggi maschili: la mamma devota al marito il cui lavoro è stare a casa a guardare i figli e a stirare mutande, che ricorda il nerd amico del protagonista dei film maschili, e la mamma che si gode la vita (il che nell'immaginario maschile significa evidentemente cambiare partner una volta ogni due ore).

La sensazione che rimane è che in questo film le vie di mezzo non esistano: o troppo brave o troppo pessime.

Se le conquiste della protagonista sono  arrivare a dire ai suoi figli che sono grandi abbastanza per farsi la colazione e i compiti da soli, dire al suo capo che se vuole che lei continui a lavorare deve pagarla in modo consono e farle fare un orario accettabile, trovare un compagno che si occupi di lei e non il contrario, legittimare le altre mamme a non dare sempre il massimo e tenere comportamenti da "uomo", come ubriacarsi e fare sesso sfrenato una volta ogni tanto, beh, io non ci sto.

Se il centro del film è dimostrare che  le mamme, figure quasi intoccabili per eccellenza, sono in realtà umane, che perfino loro, anzi, perfino noi, abbiamo diritto a momenti di svago, che non dobbiamo vivere solo per i figli e per il marito e che possiamo trovare impieghi soddisfacenti, perché farlo in modo così scontato?

L'universo femminile, cari uomini, non si limita a una notte da leoni.

Una mamma ha diritto a impazzire una volta l'anno, ma ha anche il diritto di affermare il suo status di donna durante tutto l'anno.

Le mamme cattive qui rappresentate rientrano nello stesso filone dei film dedicati alle studentesse brave che hanno voglia di evasione, ma l'evasione è solo una breve parentesi. Poi si torna in carreggiata.

In attesa che qualche donna volenterosa giri una pellicola leggera, divertente e irriverente sulla categoria delle mamme, vi lascio il trailerdel film.

Fatemi sapere cosa ne pensate.