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Come vi avevo anticipato, torno a parlare dei luoghi interessanti che ho visitato con i bambini durante le nostre vacanze estive.

Salutato il Salento non senza qualche lacrimuccia, abbiamo iniziato la risalita della Penisola.

Non abbiamo stabilito a priori con esattezza il tragitto da fare, ma abbiamo deciso di andare dove ci portava il cuore.

La prima inevitabile tappa è stata Alberobello.

Alberobello con i bambini

Ero così contenta quando ci siamo inerpicati sulla collina di Alberobello: il cielo infatti era coperto e tirava una bella arietta, tutte condizioni ideali per visitare una città nei mesi estivi.

La cittadina di Alberobello è una normale città con all'interno un intero quartiere fatto di trulli.

Per questo viene definita la capitale dei trulli, quelle tipiche abitazioni bianche con i tetti a cono.

Infatti è l'unico luogo ad aver conservato così tanti edifici: nei paesi vicini ci sono due o tre trulli, ma non un intero quartiere!

Abbiamo lasciato l'auto in un comodo parcheggio abbastanza vicino alla zona d'interesse e ci siamo incamminati.

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I bambini e non solo loro cercavano le poche zone in ombra

Il quartiere dei trulli ovviamente era pieno di turisti, ma la cosa sconvolgente è che di colpo le nuvole si sono diradate.

Noi avevamo lascito gli occhiali da sole in auto.

Grosso, ma grosso errore: la luce del sole estivo infatti viene riflessa da tutti quegli edifici bianchi provocando un bagliore fastidioso e accecante nel senso letterale del termine.

Si faceva fatica a tenere gli occhi aperti e non sto esagerando.

Mezzi accecati, abbiamo vagato tra quelle tipiche costruzioni e ci siamo imbattuti nel Trullo Sovrano, alto 14 metri e costruito circa a metà del Settecento.

Molto particolare anche la Basilica dedicata ai santi Cosma e Damiano.

La Basilica è in stile neoclassico con pianta a forma di croce latina.

E' stata costruita alla fine del XIX secolo in sostituzione di una piccola cappella dedicata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario.

Non so come mai, ma questo particolare ha affascinato mia figlia in modo incredibile, devo ancora appurare il motivo. Del resto si sa che a volte i bambini hanno gusti particolari...

Molto carina anche la Chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova anche se non così antica: è stata costruita infatti nel 1926, ma non per questo è meno curata.

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Alberobello

Alberobello vanta anche un museo, il Museo del Territorio, dove è possibile trovare reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria.

Devo ammettere però che i miei bambini, probabilmente perché ancora troppo piccoli, non l'hanno trovato molto interessante.

Loro hanno gradito di più fermarsi nei vari negozietti e assaggiare i prodotti locali, come le buonissime delizie a base di pasta di mandorla o il gelato artigianale.

Tutto sommato Alberobello non mi ha stupito più di tanto: sarà perché alla fine i trulli in sé non sono niente di che, sarà per il caldo o il fastidio agli occhi, sarà per mille cose.

Mi sarebbe piaciuto di più visitarlo di sera. Dicono sia spettacolare. Vedremo la prossima volta.

IL GARGANO: VIESTE E PESCHICI CON I BAMBINI

Partiti da Alberobello, abbiamo proseguito verso il Gargano.

Il Gargano sembra aver subito un declassamento nell'opinione popolare a favore del Salento.

Si sa che anche il turismo è questione di mode, per cui non c'è da stupirsi più di tanto.

Dal canto mio, ho trovato il Gargano magnifico dal punto di vista del paesaggio e condivido appieno le parole di G. Ungaretti:

«Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare. Ha nel suo cuore la Foresta Umbra, con faggi e cerri che hanno 50 metri d'altezza e un fusto d'una bracciata di 5 metri, e l'età di Matusalemme; con abeti, aceri, tassi; con un rigoglio, un colore, l'idea che le stagioni si siano incantate in sull'ora di sera; con caprioli, lepri, volpi che vi scappano di fra i piedi; con ogni gorgheggio, gemito, pigolio d'uccelli...»

Caprioli, lepri e volpi purtroppo non ne ho visti, ma sicuramente se visitate il Parco Nazionale del Gargano avrete occasione di avvistarli.

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Squarcio di un panorama sul Gargano

Questa parte della Puglia offre molto anche dal punto di vista balneare.

Percorrendo la litoranea ci si imbatte in un sacco di spiagge e di calette, più o meno frequentate.

Avete solo l'imbarazzo della scelta: Calenella, Zaiana, la baia di San Felice solo per citarne alcune.

Noi abbiamo seguito il consiglio di alcuni amici e ci siamo fermati a Vieste.

E abbiamo fatto bene. Abbiamo passato un pomeriggio in spiaggia, fatto il bagno nelle acque del maredavvero cristalline  e che non hanno niente da invidiare al Salento.

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Una delle numerose spiagge del Gargano

Abbiamo appreso la storia del pescatore Pizzomunno, da cui prende il nome il faraglione simbolo della cittadina.

La leggenda narra che un pescatore, di nome Pizzomunno, talmente bello che perfino le sirene si innamorarono di lui. Ma il cuore del pescatore batteva solo per una ragazza del posto, Cristalda. Le sirene, gelose, attrassero la fanciulla nelle acque del mare e la trascinarono con loro negli abissi. Il dolore pietrificò Pizzomunno, che da quel giorno osserva immobile il mare del Gargano.

Vieste, soprannominata "la perla del Gargano" mi ha stupito.

Questo villaggio di pescatori, dopo il tramonto, assume una veste quasi magica.

Abbiamo passeggiato per le strette vie del centro storico, ci siamo lasciati coinvolgere dalla movida serale, dalle botteghe dell'artigianato locale, abbiamo assaporato la cucina a base di pesce...

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Vieste e la sua notte magica

Fosse per me probabilmente sarei ancora lì. Anche ai bambini Vieste è piaciuta molto, con i suoi artisti di strada e la musica.

La mattina dopo siamo stati a Peschici, altro paesino caratteristico.

Sul tratto di strada che da Vieste porta a Peschici abbiamo visto i famosi trabucchi (senza riuscire ahimè a fotografarli) e le torri di avvistamento.

Peschici si trova su una rupe a strapiombo sul mare. Grazie alla sua posizione, offre una vista spettacolare, molto suggestiva.

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Panorama del Gargano

Ci siamo stati solo poche ore, il tempo di dare un'occhiata in giro, ma mi è rimasto davvero nel cuore.

Nel suo complesso sono dell'idea che il Gargano meriti di essere esplorato con la dovuta calma, per cui dovremo fare questo sacrificio e scendere di nuovo.

VISITA A GUBBIO CON I BAMBINI: SIAMO DIVENTATI MATTI!?

Lasciata la Puglia, abbiamo deciso di fare una capatina a Gubbio.

Gubbio è chiamata anche la "città grigia", per il suo colore caratteristico: infatti è costruita con rocce calcaree di colore grigio.

Di primo acchito sembra un labirinto, in realtà se vi fermate a dare un'occhiata alla mappa si nota a colpo d'occhio che è esattamente l'opposto: è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da  vicoli e scalinate.

E' una città molto ordinata e pulita.

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Gubbio al tramonto

Secondo me, se avete dei bambini piccoli, è meglio lasciare perdere il passeggino. Ci sono anche un paio di ascensori per passare comodamente dai piedi del colle alla parte più alta della città.

Noi siamo arrivati a Gubbio nel tardo pomeriggio, perché ci siamo fermati lungo la strada più di una volta ad ammirare il panorama, a mangiare qualcosa, a fare pipì...Le cose tipiche di chi viaggia con i bambini.

Abbiamo parcheggiato la macchina nell'enorme parcheggio libero ai piedi della città e ci siamo inerpicati lungo le strade in salita.

Ecco, i miei pupi sono stati lagnosi finché non siamo arrivati all'hotel che avevamo prenotato.

Dopo la doccia e un po' di riposo sono tornati del loro solito umore.

Avevamo poco tempo a disposizione per dare un'occhiata alla città, per cui siamo stati nella Piazza Grande, abbiamo fatto tappa alla Fontana dei Matti, abbiamo fermato uno dei pochi passanti residenti a Gubbio e...abbiamo preso tutti la nostra patente!

Ma come si prende la patente dei matti?

Per prendere la patente dei matti si devono fare di corsa tre giri della fontana e poi essere bagnati con l'acqua della fontana da un abitante del posto.

Questa, ovviamente, è stata la cosa più bella per i bambini.

Fontana del Bargello, Gubbio

In realtà io la patente dei matti ce l'avevo già, perché questa è stata la mia terza visita alla cittadina umbra, ma così l'ho rinnovata! Sono a posto per altri dieci anni.

Abbiamo dato un'occhiata nel complesso agli edifici cittadini dall'esterno, al Duomo e alla Chiesa di San Francesco.

Nel complesso, però Gubbio by-night si è rivelata deludente: a parte qualche locale e i ristoranti era tutto chiuso.

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Gubbio al calar delle tenebre

Mi è spiaciuto tantissimo, perché ci tenevo tanto a far vivere alla mia famiglia questa bella città, con la sua atmosfera particolare!

Così, con una sensazione di incompletezza, abbiamo lasciato Gubbio dopo una bella dormita.

Direzione: casa, sì, ma con calma!

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Le ferie sono finite, è vero, ora però c'è il periodo post- ferie, che coincide con il rientro.

Rientrare dalle ferie significa anche confrontarsi con amici e parenti, raccontarsi reciprocamente le proprie esperienze, mostrarsi a vicenda le foto.

E non dimentichiamoci lo scambio quei piccoli souvenir che si comperano a peso da distribuire a destra e a manca, prova inconfutabile e imperitura del nostro soggiorno vacanziero.

Ligia a questo, approfitto della bella giornata ancora estiva e del fatto che tanti comunque non hanno ancora goduto delle tanto sospirate vacanze per narrarvi la nostra vacanza in Salento con bambini.

Salento con i bambini: cosa fare e cosa vedere

Andare in Salento era uno dei miei desideri già da qualche anno.

La Puglia è una terra fantastica, che offre molto: natura, arte, cucina, leggende.

Ho fatto una vacanza in Puglia, nel Gargano, quando avevo dieci anni con i  miei genitori, ma il Salento non l'avevo ancora visitato.

Quest'anno, per noi, le vacanze hanno rappresentato uno spartiacque importante: ora che i bambini si sono fatti più grandicelli ci sembrava giusto fare delle vacanze on the road.

Abbiamo prenotato abbastanza in ritardo rispetto agli standard, ma siamo riusciti a trovare un appartamento all'interno di un residence a Torre dell'Orso, nel comune di Melendugno, da usare come base.

Abbiamo optato per un viaggio in auto, ma si può scegliere l'opzione aereo e noleggiare la macchina all'aeroporto di Brindisi.

Vista la lunghezza del percorso - circa 1050 Km- abbiamo deciso di dividere il viaggio in due tappe, per cui ci siamo fermati in Abruzzo a pernottare.

Raggiungere la meta finale è stato un attimo.

Le marine di Melendugno

Melendugno è un paese in provincia di Lecce che si trova vicino a Otranto.

Dal punto di vista balneare, offre una grande varietà di attrattive.

La prima è San Foca, un piccolo villaggio di pescatori, molto pittoresco. I pescatori utilizzano ancora le vecchie grotte naturali, che una volta fungevano anche da abitazioni, come deposito per le reti da pesca.

Molto famosa è la Grotta degli Amanti, che, secondo una leggenda locale, diede riparo ad una giovane coppia di innamorati.

Da qui, quando il cielo è particolarmente terso, è possibile spaziare con lo sguardo fino ai monti albanesi.

Da San Foca si giunge poi a Grota Vecchia, famosa per la sua conca naturale, chiamata Grotta della Poesia.

Da qui i più arditi possono tuffarsi in un mare cristallino, sotto lo sguardo ammirato dei bambini.

Proseguendo il nostro percorso arriviamo a Torre dell'Orso, la meta ideale per i bambini.

Spiagge di sabbia bianca, morbida, dove costruire castelli e scavare buche, mare poco profondo con acque limpide, il tutto circondato da una fresca pineta.

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La spiaggia di Torre dell'Orso, in una giornata ventosa, con le due Sorelle

Dalla spiaggia di Torre dell'Orso si ammirano le Due Sorelle, due scogli in mezzo al mare.

Secondo la leggenda locale, le Due Sorelle prendono il nome da due sorelle, appunto, che affogarono in quel lembo di mare e furono trasformate dagli dei in faraglioni perché potessero rimanere in eterno nel luogo che tanto amavano.

Infine, l'ultima marina è quella di Torre Sant'Andrea, secondo me meno indicata per i bimbi piccoli perché fatta da lastre di pietra.

Torre Sant'Andrea è invece apprezzata dagli adolescenti, perché offre molti locali e qualche discoteca. Se amate la movida è il posto ideale.

Otranto

Otranto è una piccola cittadina davvero affascinante. Devo dire che ci ha ammaliato per cui ci siamo tornati ben tre volte, due di sera e una il pomeriggio.

Magnifica la Cattedrale, stupendo il Castello Aragonese.

Perdersi tra le piccole vie e ammirare le opere dell'artigianato locale, mangiare le specialità tipiche del territorio...

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Uno dei vicoli caratteristici di Otranto

I bambini sono rimasti affascinati dal camminamento alto da cui si vede la città e dalla ruota panoramica.

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Vista di parte della città dal camminamento alto

Laghi Alimini e Baia dei Turchi

Se le marine di Melendugno sono stupende, nella nostra vacanza itinerante non posso non parlare delle spiagge dei Laghi Alimini, a nord di Otranto.

Nella mia ingenuità, quando ce l'hanno consigliata, ho pensato: "Ma che ci vado a fare sulla spiaggia di un lago?"

In realtà la cosa è differente. Innanzi tutto i laghi sono due, il Grande e il Piccolo.

Il primo è alimentato dal mare ed è salato, il secondo invece è d'acqua dolce.

Ma né l'uno né l'altro sono balneabili: l'intera zona infatti è una riserva naturale.

E' possibile ammirare varie specie di uccelli, altri animali acquatici e piante tipiche della zona.

Purtroppo non siamo riusciti a visitare la cava di Bauxite di cui avevo tanto sentito parlare.

Con "spiagge degli Alimini" si intende invece un lungo lembo di spiaggia bianchissima che contrasta con un mare blu, tanto che il paesaggio ricorda molto quello delle spiagge oceaniche.

Per arrivarci bisogna lasciare l'auto in uno dei tanti parcheggi a pagamento lungo la strada e attraversare la pineta.

Se non volete andare a piedi, potete utilizzare il bus navetta gratuito convenzionato però solo con gli stabilimenti balneari.

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Spiaggia degli Alimini

Sempre nei pressi della spiaggia degli Alimini, passando tra fitte pinete e scavalcando dune sabbiose si arriva a quella che, secondo me, è la spiaggia più bella della zona: la Baia dei Turchi.

E' stata chiamata così perché pare sia il luogo dove i Turchi sbarcarono nel 1400 per assaltare Otranto.

La Baia dei Turchi è stata inserita nel Fondo per l'Ambiente Italiano nei cento posti italiani da salvaguardare proprio per la suggestiva bellezza del paesaggio.

Sappiate quindi che, a differenza delle altre spiagge dove stabilimenti balneari si alternano a spiagge libere, qui l'ambiente è ancora selvaggio e incontaminato.

Con i bambini è possibile andare a vedere il relitto della nave "Dimitros", che si incagliò nel 1978 e giace su un fianco a pochi metri dalla spiaggia.

Lecce

Quest'anno per la prima volta da quando sono nati i bambini abbiamo fatto una vacanza tenendo in considerazione i gusti e le esigenze di tutta la famiglia.

Quindi sì a mare e spiaggia, ma un occhio anche alle bellezze naturali e alle città d'arte.

Lecce è una piccola perla che offre molto da visitare. Non per niente è chiamata la Firenze del Sud!

Lecce è colma di monumenti in stile barocco:  ghirlande, festoni, tralci, animali, figure mitologiche, fiori e frutti di ogni tipo si susseguono sulle facciate di palazzi e chiese.

Il centro storico è solo pedonale per cui ci siamo incantati tutti e quattro con il naso all'insù, senza timore di essere investiti.

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Lecce, uno dei tanti vicoletti che portano al centro storico

I bambini sono rimasti affascinati dal campanile del Duomo, alto circa settanta metri, che li ha lasciati a bocca aperta.

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Lecce, lo spettacolare soffitto del Duomo

I resti dell'anfiteatro romano invece si sono rivelati una grande attrattiva per i bambini per i suoi occupanti: tanti gatti di taglie e colori differenti, acquattati tra le ombre delle rovine.

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Lecce, i resti dell'anfiteatro romano

Ma Lecce non è famosa solo per i suoi monumenti, la sua storia e la sua arte.

Lecce è nota anche per la cartapesta. Oggetti di ogni genere, da sacro al profano, si possono ammirare nelle vetrine dei vari negozi di artigianato locale.

E per finire, non si può lasciare la città senza aver assaggiato i pasticciotti, dolcetti di pasta frolla riempiti di crema pasticcera, marmellata o cioccolato, accompagnati da un profumato caffè in ghiaccio con latte di mandorla.

Santa Maria di Leuca e Gallipoli

Santa Maria di Leuca, la cittadina più a sud della Puglia, mi manca.

Mi manca nel senso che non siamo riusciti a vederla, a parte di sfuggita, ma la prossima volta ce la faremo.

Anche visitare Gallipoli, la "Città Bella" è stato quasi impossibile. Per farlo ci abbiamo provato tre volte, perché la città era troppo piena.

Alla fine siamo riusciti a trovare un parcheggio molto distante dal centro storico.

Dopo una bella camminata al tramonto, che i bambini però non hanno molto gradito, ci siamo avventurati nel fascino della città.

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Tramonto verso Gallipoli

Il castello angioino, eretto nel 1200, è il monumento che ci ha entusiasmato più di tutti.

Bella anche la fontana sul lungomare, forse una delle più antiche della penisola.

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Fontana greca (immagine tratta dal sito www.gallipolinelsalento.it.
La mia era inutilizzabile: troppi passanti )

Nel complesso la città non mi ha stupito molto, l'ho trovata gradevole ma caotica, forse perché era davvero troppo piena di turisti.

Porto Cesareo, Torre Lapillo e Punta Prosciutto

Andare sul versante ionico della Puglia da Torre dell'Orso richiede poco tempo davvero, circa un'oretta.

Ma, credetemi, ne vale davvero la pena.

Spiagge caraibiche smisurate, un mare color lapislazzulo, che degrada dolcemente, le cui acque, a differenza del versante adriatico, sono più fresche.

Qui la spiagge  family-friendly più famosa è sicuramente quelle di Porto Cesareo.

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Porto Cesareo
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Porto Cesareo, spiaggia attrezzata

Mi rimarrà sempre nel cuore la spiaggia delle Dune, così come quella di Punta Prosciutto, veri gioielli attrezzati ma non troppo.

Conclusioni

Scegliere di fare una vacanza on the road in Salento con i bambini si è rivelato più facile del previsto.

Le distanze da coprire non sono grandi, muoversi è stato facile anche se eravamo in alta stagione.

Il problema più grande si ha in zone come Gallipoli, non ancora pronte ad accogliere così tanti turisti, dove perfino trovare un parcheggio risulta davvero un'impresa epica.

Abbiamo adorato il Salento per i suoi contrasti, per il calore della gente, per i suoi meravigliosi piatti e per le meraviglie che la natura offre.

La cosa più bella e che spero rimanga ancora così negli anni a venire è che anche nelle zone più gettonate gli stabilimenti balneari convivono con le spiagge libere.

Poter scegliere se affittare un ombrellone o portarsi il proprio per me è un grande vantaggio.

Noi abbiamo provato sia l'una che l'altra opzione: quando le spiagge libere risultavano troppo affollate per piantare un ombrellone siamo ricorsi agli stabilimenti balneari.

Certo, agosto non è sicuramente il periodo ideale per organizzare una vacanza itinerante in Salento, ma del resto a noi non è dato scegliere.

Ma agosto in Salento significa anche sagre e feste popolari: la Sagra del Polpo, per esempio, o la festa di Sant'Oronzo a Lecce, per non citare il famoso Festival della Taranta.

Ma il nostro viaggio in Puglia non è finito qui!

(To be continued...)

 

Mi piace molto leggere i post scritti dalle altre blogger sugli argomenti più svariati, che siano temi impegnati o articoli più leggeri.

E adoro allo stesso modo prendere parte alle loro bellissime iniziative, come il bookcrossing, l'l'ingrediente in comuneo la serie di post legati a cosa aspettarsi dopo che si aspetta.

Oggi rispondo ad una proposta lanciata da Elisabetta, del blog "Elisabetta Grafica", a cui avevo aderito anche lo scorso anno.

Si tratta di scegliere una canzone, un luogo e una frase che hanno rivestito un significato particolare per noi durante questa estate 2018, nominare un'altra blogger e, ovviamente, taggare l'ideatrice della proposta utilizzando l'hashtag #top5summer.

Ecco quindi in che modo ho deciso di farlo.

***

Questa sera non ti dico no 
Arriviamo in Cile in autostop 
Non chiedermi la luna tanto la conosco..."

Cantano a squarciagola i bambini, sulle note travolgenti di uno dei tanti tormentoni estivi.

Canzone che non mi dispiace affatto, con il suo ritmo incalzante ed orecchiabile.

Ad essere onesti, devo ammettere che questa volta i tormentoni estivi mi stanno quasi tutti simpatici.

Mi giro e sorrido allusiva al mio compagno.

Lo specchietto retrovisore mi rimanda l'immagine del mio viso abbronzato: perfino le occhiaie non si vedono più.

Merito del sole o del riposo? Scuoto le spalle e mi perdo nel paesaggio circostante.

Ulivi, ulivi e ancora ulivi. Il Salento è il regno di questi magnifici alberi, che si perdono indefiniti all'orizzonte.

Il sole, egoista, continua a spadroneggiare con prepotenza nel cielo profondo.

Sa bene che oramai è solo questione di ore ed il turchese sfumerà in un delicato blu cobalto. Ma nonostante questo non molla.

Ne sono ben coscienti anche le cicale che sembrano intensificare ancor di più il loro canto, quasi a voler procrastinare l'inevitabile.

Il loro frinire è assordante, soverchia perfino la radio.

Chiudo gli occhi e assaporo la perfezione di quell'istante: hic et nunc, qui ed ora, non vorrei essere da nessun'altra parte se non qui, in nessun altro momento se non in questo.

Perdo coscienza del mio corpo, vado alla deriva, stordita da quelle sensazioni.

E' tutto troppo: troppa luce, troppi odori, troppi rumori, troppi profumi, troppi colori.

La Puglia entra in ogni fibra del mio essere, si insinua attraverso il naso, gli occhi, le orecchie, la bocca e la pelle fino ad arrivare al centro morbido dell'anima.

Alla fine mi sento una supernova, colma di luce ed energia, pronta ad esplodere.

Portami giù

dove non si tocca

dove la vita è loca..."

****

Lascio volentieri il testimone a Paola, di Homemademammae ringrazio ancora Elisabetta e Fiore di Collina del blog Casalinga per caso.

Non serve dirvi che sono curiosa di sapere le vostre risposte, vero?

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atemiunam-blog-in-pausa-estate-ferie-viaggi-famiglia

Buon lunedì, questa è una piccola comunicazione di servizio: volevo solo informarvi che il blog si prende una piccola pausa per andare in vacanza.

Ci aspetta il sole della Puglia, il suo mare, la sua cultura e il suo cibo.

Ci attendono nuovi incontri, nuove avventure e nuove esperienze.

E poi come continuerà la nostra estate? Non abbiamo ancora fatto progetti, ma sarà fantastica.

Qui sul blog non ci saranno nuovi post, ma se volete possiamo sempre tenerci in contatto attraverso la pagina Facebook e Instgram o, se siete più moderni, cercate il mio canale su Telegram.

Vi auguro una buona estate, stimolante e rilassante.

Riposatevi, viaggiate, divertitevi, semplicemente godetevi la vita.

Ci sentiamo al rientro, avrò sicuramente tante cose da raccontarvi.

Buone vacanze!

datemiunam-farmaci-indispensabili-bambini-in-viaggioTra cinque giorni partiamo. Quest'anno più che mai l'eccitazione che si respira è tanto palpabile da poter essere toccata con mano.

CF ha già sottoposto a rigidi controlli l'auto: gomme, freni, olio tutte quelle cose di cui non capisco nulla e di cui non voglio impicciarmi.

Su queste cose se posso delego molto volentieri.

La Ninfa, dal canto suo, sta facendo il conto alla rovescia.

"Tra quanto partiamo? Quanti giorni? Cinque? Sette?" E mi mostra la mano con le dita alzate.

Per l'occasione ho creato con un foglio un calendario speciale, così almeno mi lascia in pace e non mi fa la stessa domanda ventimila volte al giorno -in realtà continua, ma si dà la risposta da sola, come con gli esercizi di autocorrezione-.

Assieme al fratello ha preparato gli zainetti con i giochi che vogliono portare nella casa al mare (un bilocale affittato per una settimana), di cui hanno comunque voluto vedere le foto.

"Il bagno c'è, vero?"

"E i letti, come sono i letti?"

Ogni sera il gruppetto di giochi subisce delle modifiche: un dinosauro sparisce a favore di un trattore, una bambola cede il posto ad un peluche.

Solo io non mi sono ancora lasciata trasportare da questo clima generale, forse perché sabato mi sembra ancora così lontano...

CF ieri con noncuranza ha buttato lì un "Forse è meglio che inizi a preparare la roba"

Eppure dovrebbe saperlo che non mi piace preparare i bagagli in anticipo, anche per una questione di scaramanzia.

E poi quando ho la lista pronta con tutto l'elenco delle cose da mettere in valigia mi basta un'ora per preparare le cose per tutta la famiglia, compreso quello che devo portare in spiaggia e le cose da lasciare in appartamento.

Comunque, giusto per non sentire la mia metà borbottare come una pentola di fagioli per tutto il tempo, ho deciso di preparare il kit delle medicine.

Non sono una mamma paranoica, so bene che le farmacie si trovano ogni tre per due soprattutto in Italia.

Ma mi piace comunque avere un piccolo equipaggiamento con i farmaci base che mi possono risparmiare corse folli in cerca di una farmacia di turno in un posto che non conosco alla due del mattino.

Premesso che nessuno di noi ha patologie gravi, questo è il mio personalissimo elenco dei farmaci base che non mancano mai quando andiamo in vacanza.

I farmaci da viaggio per bambini ma non solo indispensabili in vacanza

Questa piccola lista è frutto della mia esperienza e mi ha salvato in diverse occasioni, come per esempio lo scorso anno quando Ringhio ha avuto per due giorni una febbre da cavallo o quando CF  ha visto le stelle per il dente del giudizio.

Il mio kit comprende:

  • paracetamolo, come Tachipirina, in sciroppo per i bambini, in compresse per gli adulti ma anche in supposte. Infatti, in caso di vomito, le soluzioni via bocca sono da scartare per forza;
  • paracetamolo e codeina, come Co-efferalgan per noi adulti, utile quando il dolore è particolarmente acuto come nel caso di mal di denti;
  • ibuprofene, come Nurofen febbre e dolore, uno sciroppo che ho imparato su istruzioni del pediatra a utilizzare per il pupo;
  • termometro;
  • sciroppo per la tosse che quest'anno sembra non voler passare. Ultimamente da quello a base di lumaca ci siamo spostati sul Grintuss;
  • fermenti lattici a volontà, basta anche la classica Enterogermina per tutta la famiglia;
  • farmaci che bloccano la dissenteria (Gelenterum per i bambini e Imodium o Dissenten per gli adulti, oltre alle bustine di Biotrap)
  • prodotti che agiscono all'opposto, cioè combattono la stitichezza, come la mannite oppure le suppostine di glicerina per i bambini (non ho mai usato i clisteri, ma tanti li portano e si trovano bene) e dei lassativi per adulti come Movicol;
  • soluzioni saline e reidratanti, come Idravita, in caso di perdita veloce e consistente di sali minerali;
  • gocce per gli occhi, io preferisco le monouso, come le gocce di Euphralia ideali per lenire gli occhi anche dopo una giornata al mare;
  • disinfettante liquido da tenere in appartamento e le pratiche salviettine monouso da tenere in borsa;
  • cerotti e garze;
  • repellente per insetti;
  • dopo-puntura (io adoro le penne e ho scoperto che ci sono anche quelle apposite per le meduse);
  • crema antistaminica come Polaramin, utile anche per le punture di insetti ma per me vitale in caso di eritema solare (mi è capitato per la prima volta in Croazia una decina di anni fa, mai avuto prima, ma un prurito sulla zona del décolletté impressionante);
  • crema all'arnica per le botte dei bambini;
  • gel aloe vera, che adoro, anche da mettere sulle scottature che mi procuro quando cucino;
  • crema tea-tree che, come per l'aloe, ha mille usi.

Di solito preparo una bustina che tengo in borsa con le quattro cose che potrebbero servirmi sempre, come cerotti, salviettine disinfettanti, repellente per insetti e dopo-puntura.

Come vedete, nel mio kit di medicinali base si trovano farmaci tradizionali affiancati a prodotti omeopatici o più naturali.

Molte persone che conosco mettono in valigia anche un antibiotico a largo spettro. Di norma, se in quel momento non stiamo facendo una cura antibiotica, io non lo metto.

Gli antibiotici, e questo vale anche per quelli a largo spettro, non sono farmaci da prendere alla leggera, soprattutto non sono medicinali da somministrare ai bambini senza chiare e precise indicazioni mediche, per cui non rientrano nel mio elenco base.

Sono curiosa di sapere invece voi cosa fate: portate un minimo di medicinali, fate come mia mamma che addirittura si porta le prescrizioni mediche "perché non si sa mai" o non prendete nulla perché tanto le farmacie ci sono ovunque?

Secondo voi poi devo aggiungere qualcosa alla lista?

Attendo i vostri consigli nei commenti qui sotto.

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datemiunam-cosa-mettere-in-valigia-bambini-vacanza-estateSabato scorso i pupi sono partiti per le ferie.

Come lo scorso luglio hanno davanti a loro dieci giorni di vacanze con i nonni.

La differenza però è che questa volta i nonni hanno proposto una vacanza in montagna.

La meta è abbastanza vicino a casa, circa tre ore e mezza, un campeggio in Trentino dalle parti di Bolzano.

Ora, io non ho mai fatto una vacanza in montagna d'estate con i bambini.

L'estate per me è sempre stato sinonimo di mare, massimo ci scappa qualche week-end ma niente di più.

Qui invece si trattava di una cosa più seria, ben dieci giorni.

Cosa preparare quindi per stare via tutti quei giorni sui monti?

In montagna a certe altitudini infatti il clima è traditore: la giornata può iniziare con un cielo azzurro, terso e senza nubi, salvo poi coprirsi durante il pomeriggio e riservare acquazzoni improvvisi con abbassamento delle temperature.

Per chi come me non è esperta di montagna e ha in programma una vacanza breve o lunga sui monti, ecco una lista che potrebbe aiutarvi per preparare la valigia dei bambini.

Vacanza estiva in montagna: cosa mettere nella valigia dei bambini

Da anni ho adottato il metodo delle liste con le cose da mettere in valigia quando parto per le vacanze.

Trovo queste liste molto utili perché mi permettono di preparare i bagagli in quattro e quattr'otto senza dover correre in giro per la casa e rischiare di dimenticarmi qualcosa.

Una lista ben fatta, magari suddivisa per tipologie di elementi (per esempio vestiario, calzature, toilette, primo soccorso...), vi permette di risparmiare un sacco di tempo.

Non vi sto neanche a dire quanto risparmiare tempo sia vitale per una mamma che lavora: sappiate che con una lista in mano posso preparare la valigia comodamente in un quarto d'ora.

Per capire cosa mettere nella valigia dei bambini mi sono fatta consigliare dalla mamma di CF, che ha più esperienza di me in fatto di montagna.

Questo quindi è l'elenco delle cose da mettere nella valigia dei bambini per una vacanza estiva in montagna di dieci giorni:

Vestiario:

  • mutandine 10 + 3 di scorta
  • canottiere intime di cotone 7
  • calzini 10 paia +3 di scorta
  • magliette di cotone a maniche lunghe 7
  • magliette di cotone a maniche corte 7
  • camicie di flanella 2
  • pantaloni lunghi pesanti 3
  • pantaloni lunghi leggeri 7
  • pantaloncini corti 7
  • felpa leggera 1
  • felpa in micropile 1
  • felpa pesante con cappuccio 1
  • cappellini estivi 1
  • cappellini invernali 1
  • k-way

Ho calcolato i capi per ciascun bambino considerando che nel campeggio è presente una lavatrice e quindi in caso di necessità i vestiti si possono lavare.

Non ho preso in considerazione giacche pesanti per il loro ingombro: in caso di freddo una felpa in pile pesante è più che sufficiente e sopra possiamo fare indossare ai bambini il k-way antipioggia e antivento.

Partendo dal presupposto che in montagna le giornate possono anche essere calde, ho inserito sia capi estivi sia capi più pesanti.

Il metodo migliore è sempre quello di sovrapporre vari capi, come magliette e felpe, nel classico stile di vestiti "a cipolla".

So che in commercio esistono pantaloni modulari, ossia che da lunghi diventano corti grazie ad una pratica cerniera e anche vestiti tecnici specifici per le escursioni, ma a mio parere non mi è sembrato conveniente comperarli solo per quest'occasione.

Se questa sarà la prima di altre vacanze in montagna, allora lo farò.

Calzature:

  • scarponcini da montagna impermeabili
  • scarpe da ginnastica
  • ciabatte di gomma

Per quanto riguarda gli scarponcini da montagna, sono un'acquisto indispensabile da fare . Si possono trovare scarponcini ben fatti anche senza spendere cifre elevate.

Gli scarponcini da montagna sono molto importanti perché prevengono vesciche e piaghe durante le passeggiate e inoltre tengono molto più al sicuro il piede e la caviglia dei bambini, prevenendo possibili distorsioni.

Ogni tanto a noi piace andare a camminare in montagna per cui li avevamo già.

Se volete sapere quale modello è quello che fa per voi, vi rimando a questo articolo.

Le scarpe da ginnastica sono utili in qualsiasi occasione: per giocare nell'area bimbi del campeggio, per scorazzare per i prati o per fare una passeggiata nei paesi limitrofi.

Un paio di ciabatte di gomma sono invece essenziali per entrare nei bagni pubblici a farsi la doccia o in caso ci sia una piscina.

Toilette:

  • docciashampo
  • dentifricio
  • spazzolino
  • pettine/spazzola
  • crema solare 50+
  • crema idratante
  • burrocacao
  • tagliaunghie

La crema solare è importante in montagna tanto quanto al mare: ogni trecento metri di altitudine  infatti l'intensità dei raggi aumenta del 4%.

Il burrocacao per non far screpolare le labbra sensibili dei bambini in caso di vento forte mentre la crema idratante è ideale a fine giornata dopo la doccia o il bagno.

Primo soccorso:

  • salviettine disinfettanti
  • cerotti
  • ghiaccio secco
  • termometro
  • antipiretico
  • antidolorifico
  • spray antizanzara
  • dopopuntura
  • fazzolettini di carta

Una delle cose per me indispensabili quando viaggio sia sola che con i bambini sono le salviettine disinfettanti, possibilmente senza alcol da tenere in borsetta.

Sono antibatteriche e non bruciano, quindi si possono usare sia quando dobbiamo andare in bagno sia se dobbiamo medicare piccole ferite superficiali.

Il ghiaccio secco si è rivelato pratico in certe situazioni fuori casa, come per esempio in caso di botte e contusioni.

Giocattoli:

qui non vi scrivo l'elenco.  I bambini e i nonni hanno pattuito cinque giocattoli a testa e un libro ciascuno.

Ringhio si è portato i suoi fedelissimi dinosauri e qualche macchinina, mentre la Ninfa un paio di Barbie e due pupazzi, più naturalmente i loro inseparabili peluches con cui dovrebbero, almeno in teoria, dormire.

I nonni poi nel campeggio hanno montato una piccola tenda fuori dal camper per permettere ai bimbi di utilizzarla come loro rifugio personale.

Oltre a queste cose, ho fatto portare ai bambini anche un piccolo zainetto e una bottiglietta per l'acqua da utilizzare durante le camminate in montagna.

Lo scopo di passare le vacanze sui monti è quello di godere della natura, di stare all'aria aperta e di fare camminate rilassanti e tonificanti, quindi riempirsi di giochi è davvero superfluo.

Chi di voi ha esperienza di vacanze in montagna con bambini?

Secondo voi ho tralasciato qualcosa nella mia lista?

Non esitate a lasciarmi i vostri suggerimenti nei commenti.