"Torto marcio" di Alessandro Robecchi è un thriller italiano molto avvincente.

Robecchi è un autore che ho conosciuto solo recentemente, quindi adesso devo recuperare il tempo perso e leggere i suoi libri.

Per fortuna esistono le biblioteche, altrimenti mi svenerei.

Ha all'attivo diversi romanzi che, benché abbiano una certa continuità per quanto riguarda i personaggi, possono benissimo essere letti senza seguire la cronologia della pubblicazione.

Torto marcio di Alessandro Robecchi

"Torto marcio" è ambientato nella Milano dei giorni nostri, che viene scombussolata da un triplice omicidio.

Apparentemente, l'unico denominatore comune sembra essere il sasso bianco che viene ritrovato sui cadaveri.

Carella e Ghezzi devono far luce sull'intricata vicenda le cui radici affondano in fatti politici avvenuti negli anni Ottanta.

Questa volta però i due poliziotti devono svolgere le indagini in segreto: i morti infatti facevano parte della Milano bene e la vicenda ha fatto più scalpore del dovuto.

Da Roma è arrivata una task-force e addirittura un profiler. Si pensa perfino che gli omicidi possano essere di matrice terroristica...

Mentre Milano vive nella paura, Ghezzi sotto copertura si infiltra nella città sommersa, nella Milano dei poveri e degli emarginati, terra con sue regole e suoi equilibri.

Nel frattempo Carlo Monterossi  viene ingaggiato assieme al misterioso Oscar Falcone da Katia Sironi, sua agente, per ritrovare un anello di famiglia dal valore inestimabile che qualcuno ha sottratto all'anziana madre.

Carlo aspetta con impazienza che si concluda il programma televisivo da lui ideato e di cui si vergogna molto.

Si annoia e, quando gli arrivano alle orecchie delle informazioni che sembrano legate ai delitti dei sassi, non esita un istante a contattare Ghezzi.

Basteranno questi labili indizi per risolvere l'ingarbugliata faccenda e riportare la pace a Milano?

Alessandro Robecchi scrive un giallo che solo giallo non è.

L'intera vicenda è costellata da critiche sociali volte a dimostrare quanto sia marcia la società occidentale dei nostri giorni, piena di contraddizioni.

L'emblema di questo è rappresentato dallo show televisivo "Crazy Love"  che sfrutta i delitti per aumentare la propria audience.

Ma non solo: come sempre, Robecchi ci mostra come la Milano ricca sia moralmente decaduta, ciò che appare non è mai ciò che è.

Al contrario, pare che l'autore punti tutto sui tessuti sociali deboli, sui vecchi, i poveri, gli immigrati, dove traspare ancora qualche barlume di umanità.

"Torto marcio" è un romanzo coinvolgente, satirico e a tratti ironico.

La trama è ben costruita, non ci sono parti deboli, anche se personalmente ridurrei i paragrafi dedicati alle riflessioni monterossiane che scaturiscono dall'ascolto della musica di Bob Dylan.

Lo stile di Robecchi è graffiante, attuale ma mai esagerato o eccessivamente volgare.

Anche quando descrive il ritrovamento dei cadaveri non si spreca in descrizioni troppo crude, Robecchi è uno che ha stile, cattura i lettori in un altro modo.

"Torto marcio" è un giallo che vale la pena di essere letto, oltre che per le vicende narrate, anche per l'analisi acuta e puntuale della nostra società.

Voi lo sapete come funziona con le idee, no? Si affacciano per un istante e poi scompaiono appena le colpite con una raffica di "no, no, ma che mi viene in mente". Poi fanno ciao con la manina e si sporgono un po' di più. Poi tu fingi di non vederle e loro sono lì a dirti: "Beh, e a me non ci pensi?"

Come sempre, ringrazio Paola del blog "Home made mamma", che mi dà la possibilità di partecipare al venerdì del libro.

E come sempre, mi farebbe molto piacere leggere i vostri commenti: conoscete quest'autore? In caso, cosa ne pensate?

Potete lasciarmi anche i vostri suggerimenti sui romanzi che avete letto, non solo gialli ma di qualsiasi genere.

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Ho approfittato del bel sole primaverile del lunedì dell'Angelo per regalarmi due ore di sana lettura, solo per me.

Mentre i bambini scorrazzavano sui prati fioriti come due selvaggi, mi sono seduta comodamente ai piedi di un olivo e ho iniziato a leggere "Viola e verde".

"Viola e verde" di Pamela della Mina è il primo (e mi auguro non ultimo) romanzo letto grazie al book-crossing ideato dalla creatrice del blog Fiore di Collina.

Pamela della Mina in sole 160 pagine ci presenta una serie di variopinti personaggi.

Dalle tinte più brillanti alle tonalità più opache e torbide, attraverso i colori l'autrice ci guida fin nei recessi più reconditi e segreti dell'animo umano.

La storia narrata in "Viola e verde" è un racconto che parla di amicizia, di amore, di relazioni umane e di personalità border-line con un finale a sorpresa.

E' un romanzo forte, che ti colpisce nel profondo, dove a farla da padrone sono le emozioni e i sentimenti, quelli che la giovane Futura tiene schedati e imprigionati in un armadio viola.

Viola e verde sono colori estremi proprio come i protagonisti del romanzo stesso.

Allo stesso modo rappresentano però due facce della stessa medaglia: un paio di lenti bicromatiche con cui osservare una Milano opaca e tediosa, in una perfetta bicromia sinfonica.

Attraverso un surreale caleidoscopio, veniamo scaraventati in un mondo in cui "le cose vanno come devono andare", dove il libero arbitrio serve "per scegliere il percorso, ma non la destinazione".

Mi chiamo Melarancia Ripamonti de-Lie [...] Proteggo ragazze fiere, confuse, depresse, euforiche, fragili, violente, ingenue, sfiduciate, arrabbiate; sommate e sottratte insieme"

"Lei era Futura, ma era anche Giada, era Sara, era Diana. E ora che le loro scatole erano aperte, le ragazze le volteggiavano intorno."

In conclusione, "Viola e verde" è un libro da leggere tutto d'un fiato da cui è impossibile staccarsi e al termine del quale è impensabile essere come prima.

Credo che dovrebbe essere consigliato come proposta di lettura anche nelle scuole, magari in terza media o prima superiore.

Oltre a Fiore, come sempre, ringrazio Paola di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro

Ci sono dei libri a cui ognuno di noi è particolarmente affezionato.

Uno dei libri che mi accompagnano da tempo immemorabile è "Gatti da legare" di Doreen Tovey.

Anche se lo conosco praticamente a memoria, ogni tanto mi piace rileggerlo.

A volte, quando spolvero la libreria e me lo ritrovo tra le mani, non resisto: lo apro a caso e ne leggo qualche pagina, ridendo tra me e me.

Siccome come ben sapete adoro gli animali e soprattutto ho un feeling particolare con i gatti, ho deciso che ve ne dovevo assolutamente parlare.

"Gatti da legare" di Doreen Tovey: recensione

Doreen Tovey è una scrittrice inglese di cui non si sa molto.

Nata nel 1918, appassionata di gatti, diventa presidente del "Siamese Cat Club" e del "Club del gatto dell'Inghilterra Occidentale".

Durante la sua vita, passata in un paese della campagna inglese vicino a Bristol, Doreen scrive una serie di libri autobiografici che hanno come protagonisti alcune generazioni di gatti Siamesi.

Un'epopea familiare dedicata ai piccoli felini, dunque.

Ho letto tutta la serie, ma l'unico libro che possiedo è "Gatti da legare", il terzo volume.

Ogni libro infatti può essere letto come una storia a sé stante e non è nemmeno necessario leggere i romanzi in ordine cronologico.

In "Gatti da legare" troviamo i coniugi Tovey alle prese con la ristrutturazione del loro cottage.

Ma soprattutto facciamo la conoscenza di Seeley e Shebalu, un seal point e un blue point, arrivati come dei terremoti a spazzare via la tranquillità della vecchia Sheeba.

Doreen ci propone delle divertentissime scene, raccontando come solo un inglese sa fare, le disavventure e le situazioni strane in cui lei e il marito Charles si vengono a trovare a causa dei due pestiferi gattini.

Tra le avventure feline, l'autrice ci presenta una galleria di strani personaggi, dal cacciatore miope all'improvvisata addestratrice di cani.

E tanti sono anche gli animali che animano la scena: dall'asinello all'oca selvaggia, dagli animali del bosco a quelli della campagna inglese.

Suggestivi sono i paesaggi che Doreen ci dipinge con grande abilità: la campagna inglese che ha sempre un che di affascinante, almeno su di me.

"Gatti da legare" è un piccolo romanzo che riesce a farsi strada fino al cuore, che strappa più di un sorriso e che tiene compagnia in queste giornate ancora così poco primaverili.

Vale la pena leggerlo, in un pomeriggio, sorseggiando una tazza di the caldo, magari davanti al caminetto acceso.

Quali sono i libri a cui voi siete particolarmente legate?

Come sempre, un doveroso ringraziamento va a Paola di Homemademamma, la creatrice del #venerdidellibro.

Buon fine settimana e buone feste!

Oggi mi sono svegliata con la consapevolezza che la festa del papà è proprio dietro l'angolo.

In preda alla tempesta ormonale pre-ciclo, mi sono venuti i lucciconi agli occhi pensando alla prima volta che ho preso il regalo per la festa del papà al mio compagno.

La Ninfa aveva due mesi all'epoca e noi eravamo giovani e spensierati, presi dal vortice della genitorialità come solo una neo mamma e un neo papà sanno essere.

Nel tentativo di "imparare" il duro mestiere dei genitori, mi ero messa alla ricerca di qualche manuale rivolto ai papà.

Mi serviva qualcosa di valido ma allo stesso tempo che affrontasse il tema con leggerezza ed ironia.

E alla fine ho trovato quello che cercavo.

Preparati! Guida pratica per neopapà di Gary Greenberg e Jeannie Hayden

Questo piccolo manuale di sopravvivenza insegna trucchi e giochetti che aiutano i neo papà nella vita pratica di tutti i giorni.

Con grande umorismo gli autori delineano gli scenari più neri che un neo papà si troverà inevitabilmente ad affrontare: la presa di potere del neonato, la mancanza di intimità con la compagna, le notti insonni, il cambio del pannolino...

Adatto per neo papà ma anche per futuri papà, questo libro si rivela davvero un accessorio indispensabile per la salvezza fisica ma soprattutto mentale.

Un manuale per papà assonnati, sfibrati e sfiduciati per farli sentire meno soli e per prendere il nuovo ruolo di padre con leggerezza ed ironia.

Manuale di sopravvivenza per neopapà. Consigli da uomo a uomo per padri primipari di Scott Mactavish

Questo libro scritto da uomo a uomo spiega senza inutili buonismi e senza mezzi termini cosa deve aspettarsi un uomo quando la sua donna rimane incinta.

Dalla sala parto alla prima infanzia, l'autore mette nero su bianco tutti i problemi che il povero e ignaro neo papà dovrà risolvere.

Ovviamente fornisce anche le istruzioni adeguate per risolvere al meglio ogni situazione.

Dissacrante, esilarante e di indubbia utilità è un libro adatto sia per imparare nozioni pratiche sia per tirarsi su il morale.

Se invece i papà sono ormai fuori dal tunnel oscuro del primo anno, potete sempre tralasciare i manuali e orientarvi verso un altro genere di lettura, come quello di "Notti in bianco, baci a colazione".

Se avete altri libri da suggerire, come sempre i commenti sono graditissimi.

Un doveroso ringraziamento va a Paola di Homemademamma, inventrice del #venerdìdellibro.

 

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Fiore di cappero è un titolo inconsueto.

I titoli originali sono una delle basi che mi portano a scegliere determinati libri, assieme alle copertine.

Sì, lo so, non è una cosa razionale, ma nelle mie passioni mi lascio guidare molto dall'istinto.

A volte prendo delle belle cantonate, eh, il libro magari fa veramente schifo.

Ma a volte ci azzecco anche.

Ecco, questa è una di quelle.

Fiore di cappero di Antonella Zucchini: recensione

Fiore di cappero non è un libro di giardinaggio o di cucina.

E' un romanzo dalle note dolci e struggenti, eppure intense, come è intenso il paesaggio dove è ambientato, la Toscana.

Protagonista della storia è Anna, una rampante quarantenne, emancipata e sicura di sé.

Anna vive a Londra, assieme al fidanzato Jean-Luc, francese di origini calabresi.

La donna si divide tra il lavoro nel pub, la vita casalinga nel piccolo appartamento nei pressi del British Museum e la frenetica movida londinese, così diversa rispetto ai ritmi lenti della variopinta Toscana.

Le cose cambiano all'improvviso quando Anna viene chiamata dalla sorella: il padre ottantenne ha seri problemi di salute e tocca a lei assisterlo.

Anna, a malincuore, è costretta  far ritorno al paese natio e a convivere con il vecchio padre con cui non è mai andata d'accordo.

La sua sfortuna in realtà si rivela essere la più grande fortuna che le potesse capitare.

Grazie ai racconti della vita della formidabile nonna Ida, la sua nonna paterna, Anna cambierà punto di vista nei confronti della sua famiglia e della sua terra.

"Fiore di cappero" è un romanzo che parla di rapporti familiari, di quanto sia importante capire da dove si viene e di quanto sia forte la voce del passato.

E' una storia di riscoperte, di amore e di amicizia, di affermazione della propria identità.

L'autrice si destreggia meravigliosamente tra le vicende attuali di Anna e quelle passate di Ida, dipingendo il ritratto di due donne a loro modo formidabili.

A me ha ricordato molto sia dal punto di vista della struttura narrativa che dal punto di vista della trama i romanzi di Lucinda Riley

Antonella Zucchini per me è stata una scoperta. Ora ho messo in lista anche il suo secondo romanzo "Tutto il resto vien da sé".

Voi la conoscete?

Come sempre, un ringraziamento a Paola di Homemademamma creatrice dell'iniziativa #venerdìdellibro.

 

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La festa del papà si sta avvicinando e quindi è ora di cominciare a pensare a come rendere indimenticabile questa giornata dedicata proprio a lui, al caro papà.

Mi è sempre piaciuta la festa del papà, forse perché in primo luogo è sempre piaciuta al mio, di papà.

Pensate che conserva ancora alcuni dei lavoretti che ho fatto per lui quando andavo alla scuola materna, che allora si chiamava asilo.

Non dimentichiamo che il 19 marzo si festeggia anche San Giuseppe ed io avevo una nonna che si chiamava Giuseppina e che ci teneva da morire a questa ricorrenza.

Insomma, sempre grandi festeggiamenti.

Come festeggiare la festa del papà

Festeggiare la festa del papà significa dare importanza ad una figura che negli ultimi anni è stata un po' bistrattata.

Si parla spesso di padri che non sanno fare i padri, di figure paterne allo sbando che stanno imparando a reinventarsi, di papà che devono imparare a non essere autoritari ma autorevoli e così via.

Non voglio ora mettermi a parlare di quanto sia cambiato il ruolo del padre negli ultimi anni.

Come madre voglio che i miei figli costruiscano con il loro papà un rapporto sano e solido e che capiscano che pure lui è importante tanto quanto la mamma.

Perciò ci tengo a rendere indimenticabile la giornata della festa del papà.

Come? Bastano pochi gesti per rendere speciale questo momento.

Filastrocche e poesie per la festa del papà

Non c'è festività che non abbia una sua poesia o una sua filastrocca.

Quando ero piccola le maestre ci facevano imparare una filastrocca o una poesia che poi dovevamo recitare il giorno della festa del papà.

Mi ricordo che finito il pranzo si serviva il caffè con il dolce preparato per quell'occasione.

Dopodiché mia mamma mi esortava a fare la mia performance, spesso in piedi sulla sedia.

Mangiando qualche parola qua e là, declamavo i quattro versi che avevo imparato, sotto lo sguardo divertito e orgoglioso di mio papà.

Alla materna dove va mia figlia non fanno imparare le filastrocche, ma noi ci siamo organizzate lo stesso.

Questa è la filastrocca che abbiamo scelto assieme per la festa del papà:

" Che bello giocare insieme con le costruzioni, poi arriva la sera e guardiamo i cartoni.

Che bello disegnare con i pennarelli e comporre assieme i puzzle più belli.

La vera magia sta tutta qua: quando sei con noi, caro papà!"

Semplice e facile da far imparare ai bambini.

Ne potete trovare tantissime in rete, per esempio su www.filastrocche.it o www.maetramary.altervista.org

Lavoretti per la festa del papà

I lavoretti sono il mio tallone d'Achille. Sono davvero negata in quanto a manualità.

Ovviamente Ringhio e la Ninfa adorano fare i lavoretti di qualsiasi genere si tratti.

Quindi quando la Ninfa ha scelto di imparare la filastrocca ha imposto come altra condizione quella di fare qualcosa per la festa del papà.

Ovviamente non potevo negarglielo.

Ho dato un'occhiata al mio sito di riferimento www.homemademamma.com da cui lo scorso anno avevo tratto ispirazione per la tovaglietta e l'Ipap.

Internet è pieno di tutorial e spiegazioni su come realizzare lavoretti per la festa del papà da fare con i vostri bambini.

Ci sono pensieri carini, come il barattolo di vetro da riempire con frasi simpatiche e zuccherine da donare al papà, ci sono svariati bigliettini, uno più carino dell'altro, ci sono lavoretti con materiale di riciclo...

La nostra scelta è ricaduta su questo:

Uno dei lavoretti fai da te che potete trovare sul sito www.nostrofiglio.it

Sono delle simpatiche cravatte segnalibro e sul retro scriverò la filastrocca che reciteremo per la festa del papà.

Libri per la festa del papà

Nella nostra famiglia c'è il rito della favola della buona notte, a cui alterniamo la visione di qualche cartone animato o di qualche film per famiglie.

Dopo cena i bambini allestiscono un comodo e confortevole angolo lettura in perfetto stile hygge e tutti insieme ci sediamo per leggere i libri presi in prestito dalla biblioteca o ricevuti in regalo.

La Ninfa e Ringhio manco a farlo apposta sabato scorso sono tornati dalla biblioteca con sue libri proprio adatti a festeggiare la festa del papà che possono essere delle simpatiche idee regalo.

Due magnifici libri per la festa del papà

Il primo è "Io e il mio papà" di Crea Libri. Il protagonista è il piccolo Bamboo che vuole fare quello che fa il suo papà: si dedica al giardinaggio come fa lui, si appassiona alla lettura, vuole imparare da lui a pitturare...Il piccolo Panda e il suo papà si divertono un mondo assieme e spesso combinano anche dei bei pasticci!

Un libro carino che spiega con poche frasi e tante figure come il bambino apprende per imitazione dal papà.

Il secondo invece si intitola "Indovina quanto bene ti voglio". Anche qui i protagonisti sono papà leprotto e il suo figlioletto.

Prima di andare a dormire, il piccolo leprotto vuole dimostrare al padre quanto sia grande l'amore che prova per lui. Il papà dal canto suo riesce a batterlo sempre, perché inevitabilmente l'amore che un padre prova per il proprio figlio può essere solo smisurato, o "da qui fino alla luna e ritorno" per parafrasare il libro.

Un piccolo gioiello che insegna a parlare di sentimenti e di educazione emotiva, tutto dedicato all'amore.

Ricette per la festa del papà

Infine, noi che amiamo mangiare e pasticciare in cucina non potevamo non pensare di cucinare qualcosa per la festa del papà.

Lo scorso anno la Ninfa ed io in qualità di sua accompagnatrice avevamo partecipato ad un mini corso di pasticceriae uno degli incontri era stato dedicato alla realizzazione di una torta per la festa del papà.

Per i più tradizionalisti ci sono le intramontabili zeppole di San Giuseppe ma potete anche fare una torta o magari qualcosa di salato.

Quest'anno in realtà non abbiamo ancora deciso cosa cucinare: la Ninfa vorrebbe preparare dei biscotti da decorare per cui se avete delle ricette non esitate a lasciarmele nei commenti.

Voi come festeggerete la festa del papà?

Qualunque sia il modo che sceglierete, non dimenticatevi mai che

Ogni uomo può essere padre.

Ci vuole una persona speciale per essere un papà"

E ricordatevi sempre che un "ti voglio bene, papà!" detto col cuore vale più di mille regali.

Buona festa del papà!