1

atemiunam-blog-in-pausa-estate-ferie-viaggi-famiglia

Buon lunedì, questa è una piccola comunicazione di servizio: volevo solo informarvi che il blog si prende una piccola pausa per andare in vacanza.

Ci aspetta il sole della Puglia, il suo mare, la sua cultura e il suo cibo.

Ci attendono nuovi incontri, nuove avventure e nuove esperienze.

E poi come continuerà la nostra estate? Non abbiamo ancora fatto progetti, ma sarà fantastica.

Qui sul blog non ci saranno nuovi post, ma se volete possiamo sempre tenerci in contatto attraverso la pagina Facebook e Instgram o, se siete più moderni, cercate il mio canale su Telegram.

Vi auguro una buona estate, stimolante e rilassante.

Riposatevi, viaggiate, divertitevi, semplicemente godetevi la vita.

Ci sentiamo al rientro, avrò sicuramente tante cose da raccontarvi.

Buone vacanze!

datemiunam-farmaci-indispensabili-bambini-in-viaggioTra cinque giorni partiamo. Quest'anno più che mai l'eccitazione che si respira è tanto palpabile da poter essere toccata con mano.

CF ha già sottoposto a rigidi controlli l'auto: gomme, freni, olio tutte quelle cose di cui non capisco nulla e di cui non voglio impicciarmi.

Su queste cose se posso delego molto volentieri.

La Ninfa, dal canto suo, sta facendo il conto alla rovescia.

"Tra quanto partiamo? Quanti giorni? Cinque? Sette?" E mi mostra la mano con le dita alzate.

Per l'occasione ho creato con un foglio un calendario speciale, così almeno mi lascia in pace e non mi fa la stessa domanda ventimila volte al giorno -in realtà continua, ma si dà la risposta da sola, come con gli esercizi di autocorrezione-.

Assieme al fratello ha preparato gli zainetti con i giochi che vogliono portare nella casa al mare (un bilocale affittato per una settimana), di cui hanno comunque voluto vedere le foto.

"Il bagno c'è, vero?"

"E i letti, come sono i letti?"

Ogni sera il gruppetto di giochi subisce delle modifiche: un dinosauro sparisce a favore di un trattore, una bambola cede il posto ad un peluche.

Solo io non mi sono ancora lasciata trasportare da questo clima generale, forse perché sabato mi sembra ancora così lontano...

CF ieri con noncuranza ha buttato lì un "Forse è meglio che inizi a preparare la roba"

Eppure dovrebbe saperlo che non mi piace preparare i bagagli in anticipo, anche per una questione di scaramanzia.

E poi quando ho la lista pronta con tutto l'elenco delle cose da mettere in valigia mi basta un'ora per preparare le cose per tutta la famiglia, compreso quello che devo portare in spiaggia e le cose da lasciare in appartamento.

Comunque, giusto per non sentire la mia metà borbottare come una pentola di fagioli per tutto il tempo, ho deciso di preparare il kit delle medicine.

Non sono una mamma paranoica, so bene che le farmacie si trovano ogni tre per due soprattutto in Italia.

Ma mi piace comunque avere un piccolo equipaggiamento con i farmaci base che mi possono risparmiare corse folli in cerca di una farmacia di turno in un posto che non conosco alla due del mattino.

Premesso che nessuno di noi ha patologie gravi, questo è il mio personalissimo elenco dei farmaci base che non mancano mai quando andiamo in vacanza.

I farmaci da viaggio per bambini ma non solo indispensabili in vacanza

Questa piccola lista è frutto della mia esperienza e mi ha salvato in diverse occasioni, come per esempio lo scorso anno quando Ringhio ha avuto per due giorni una febbre da cavallo o quando CF  ha visto le stelle per il dente del giudizio.

Il mio kit comprende:

  • paracetamolo, come Tachipirina, in sciroppo per i bambini, in compresse per gli adulti ma anche in supposte. Infatti, in caso di vomito, le soluzioni via bocca sono da scartare per forza;
  • paracetamolo e codeina, come Co-efferalgan per noi adulti, utile quando il dolore è particolarmente acuto come nel caso di mal di denti;
  • ibuprofene, come Nurofen febbre e dolore, uno sciroppo che ho imparato su istruzioni del pediatra a utilizzare per il pupo;
  • termometro;
  • sciroppo per la tosse che quest'anno sembra non voler passare. Ultimamente da quello a base di lumaca ci siamo spostati sul Grintuss;
  • fermenti lattici a volontà, basta anche la classica Enterogermina per tutta la famiglia;
  • farmaci che bloccano la dissenteria (Gelenterum per i bambini e Imodium o Dissenten per gli adulti, oltre alle bustine di Biotrap)
  • prodotti che agiscono all'opposto, cioè combattono la stitichezza, come la mannite oppure le suppostine di glicerina per i bambini (non ho mai usato i clisteri, ma tanti li portano e si trovano bene) e dei lassativi per adulti come Movicol;
  • soluzioni saline e reidratanti, come Idravita, in caso di perdita veloce e consistente di sali minerali;
  • gocce per gli occhi, io preferisco le monouso, come le gocce di Euphralia ideali per lenire gli occhi anche dopo una giornata al mare;
  • disinfettante liquido da tenere in appartamento e le pratiche salviettine monouso da tenere in borsa;
  • cerotti e garze;
  • repellente per insetti;
  • dopo-puntura (io adoro le penne e ho scoperto che ci sono anche quelle apposite per le meduse);
  • crema antistaminica come Polaramin, utile anche per le punture di insetti ma per me vitale in caso di eritema solare (mi è capitato per la prima volta in Croazia una decina di anni fa, mai avuto prima, ma un prurito sulla zona del décolletté impressionante);
  • crema all'arnica per le botte dei bambini;
  • gel aloe vera, che adoro, anche da mettere sulle scottature che mi procuro quando cucino;
  • crema tea-tree che, come per l'aloe, ha mille usi.

Di solito preparo una bustina che tengo in borsa con le quattro cose che potrebbero servirmi sempre, come cerotti, salviettine disinfettanti, repellente per insetti e dopo-puntura.

Come vedete, nel mio kit di medicinali base si trovano farmaci tradizionali affiancati a prodotti omeopatici o più naturali.

Molte persone che conosco mettono in valigia anche un antibiotico a largo spettro. Di norma, se in quel momento non stiamo facendo una cura antibiotica, io non lo metto.

Gli antibiotici, e questo vale anche per quelli a largo spettro, non sono farmaci da prendere alla leggera, soprattutto non sono medicinali da somministrare ai bambini senza chiare e precise indicazioni mediche, per cui non rientrano nel mio elenco base.

Sono curiosa di sapere invece voi cosa fate: portate un minimo di medicinali, fate come mia mamma che addirittura si porta le prescrizioni mediche "perché non si sa mai" o non prendete nulla perché tanto le farmacie ci sono ovunque?

Secondo voi poi devo aggiungere qualcosa alla lista?

Attendo i vostri consigli nei commenti qui sotto.

datemiunam-chiara-gamberale-la-zona-cieca-libro-romanzo-recensione-tramaQuando ho preso in mano "La zona cieca" di Chiara Gamberale non sapevo a cosa sarei andata incontro.

Non avevo mai letto niente prima di quest'autrice italiana, tanto famosa e tanto osannata.

Dopo le prime due pagine, mi sono detta: "Ma no, dai, un romanzo d'amore, ma che palle!".

Però non ho voluto mollare e ho proseguito.

Alla decima pagina avevo già cambiato idea: altro che romanzo d'amore, qui l'amore viene vivisezionato, tritato e sputato fuori.

Ho proseguito, piena di curiosità e aspettative, e ho finito il romanzo in una notte (ecco perché oggi mi sento molto rincoglionita stanca).

La zona cieca di Chiara Gamberale: trama

Lidia e Lorenzo sono una coppia come -purtroppo- tante altre: lei ha un passato di gravi disturbi alimentari e di cliniche psichiatriche, lui è uno scrittore narcisista con un matrimonio fallito alle spalle.

Il 29 febbraio si incontrano per caso in un luna-park e capiscono subito di essere attratti l'uno dall'altra. Del resto, già il fatto di essersi incontrati in un giorno così speciale è un chiaro segno del destino.

Inizia così la loro relazione amorosa che finisce con il trascinarsi  inevitabilmente tra alti e bassi, tra tradimenti, sospetti, litigi e riappacificazioni.

E' una storia all'apparenza scontata, ma non lo è affatto.

La trama poggia le basi sull'assioma che ognuno di noi ha una zona cieca, cioè una il lato di noi che noi non vediamo ma gli altri sìserie di caratteristiche che noi non riusciamo a vedere ma gli altri sì.

Per dirla come la Gamberale:

La zona cieca è il pezzettino di insalata che ci rimane tra i denti.

Lidia, conduttrice radiofonica di un programma chiamato "Sentimentalismi anonimi", è la tipica donna insicura, che ha bisogno di sentirsi ascoltata e accudita, innamorata più dell'amore stesso che del suo innamorato.

Lorenzo, di contro, è il classico artista tormentato, narcisista, che ricerca in modo compulsivo l'adorazione degli altri.

Fin da subito appare chiaro quali siano le dinamiche della coppia: Lorenzo è il maliardo tiranno, mascalzone, che non vuole alcun legame sentimentale.

Lidia è il suo contraltare, convinta di poter salvare l'amato da se stesso, innamorata di lui alla follia, cieca di fronte ai suoi atteggiamenti meschini e cinici tanto è forte il suo bisogno di essere amata.

Il tratto che li accomuna entrambi e che permette alla storia di andare avanti è che hanno disperatamente bisogno l'uno dell'altra.

Questa forma di dipendenza emotiva che li unisce e li separa al tempo stesso è il binario che conduce la trama, di per sé quasi nulla.

Il punto di rottura avviene quando entra in gioco  un amico di penna, il misterioso e improbabile Brian, sciamano irlandese.

La sua funzione è proprio quella di gettare luce sulla zona cieca dei personaggi, di renderli coscienti di quella parte di loro stessi così evidente agli altri.

Grazie ai suoi consigli oscuri e mistici, Lorenzo riesce a finire il suo libro e Lidia riesce a trovare finalmente qualcuno che la ascolti davvero.

Questa è la spinta che porterà i due innamorati, chiusi in una storia che gli altri vedono come malata, a dare una nuova svolta alla loro vita, in un crescendo di emozioni che si concluderà in modo totalmente inaspettato.

La zona cieca di Chiara Gamberale: recensione

Leggere "La zona cieca" non è per niente facile, semmai il contrario.

La vicenda di Lorenzo e Lidia è raccontata attraverso lettere, frammenti di trasmissioni radiofoniche, narrazioni in terza persona, narrazioni in prima persona.

Lo stile è sempre veloce, periodi brevi, secchi quasi "maleducati".

Lo scopo del romanzo è analizzare e sminuzzare questa relazione amorosa malata che non ha apparentemente motivo di esistere.

Trovo affascinante l'idea dell'autrice di parlare dei sentimenti dei protagonisti attraverso i racconti radiofonici, quasi fossero dei messaggi inequivocabili per dire a Lidia "Ehi, ragazza, svegliati! Quello che ti sto raccontando è capitato anche a te."

Ma Lidia è una di quelle donne che preferiscono far finta di niente, mettere la testa sotto la sabbia, piuttosto che affrontare la realtà: succube di Lorenzo, si attacca a lui come una patella allo scoglio.

Anche Lorenzo dal canto suo fa la stessa cosa: continua a dire che vuole andarsene, ma per una faccenda che inizialmente sembra di comodo resta con Lidia, negando sempre di essere innamorato di lei.

Se è facile provare una forte antipatia nei confronti di Lorenzo, il nemico per eccellenza, diversi sono i sentimenti del lettore nei confronti del personaggio femminile: pena, rabbia, indignazione.

Prima o poi nella vita di ogni donna è inevitabile incappare in un narcisista come Lorenzo che fa scattare la nostra innata sindrome della Crocerossina.

Ciononostante, ho apprezzato davvero l'evolversi della vicenda.

In un crescendo emozionale, la Gamberale ci conduce ad un finale che sembra scontato ma non lo è.

"La zona cieca", in definitiva, non è un romanzo d'amore ma un romanzo sull'amore, in primisi sull'amore verso noi stesse.

Ricco di pathos, tira fuori il lato peggiore di noi e attraverso questa catarsi arriviamo alla fine emotivamente sfiancati, ma liberi e puliti.

"La zona cieca" è una lettura scomoda, amara e difficile, sicuramente non un romanzo da leggere sotto l'ombrellone.

Eppure quel che rimane alla fine è la sensazione di essere più vicini a noi stesse.

Come sempre, un grazie di cuore alla mitica Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

12

Oggi è l'ultimo giorno di vacanza dei miei bambini, che sono stati con i nonni in montagna.

Domani sera la casa si riempirà di nuovo delle loro risa, dei loro litigi, delle loro chiacchiere.

Stare dieci giorni senza bambini non è stata una passeggiata dal punto di vista emotivo.

Come ho cercato di spiegare, in questi casi passo da uno stato di smodata ilarità ad uno stato di cupa malinconia.

Non so se avete presente il cartone animato "Rapunzel", la scena dove la protagonista è combattuta tra la gioia sfrenata della libertà e il senso di colpa per la preoccupazione che darà alla madre.

Ecco, una cosa così, insomma.

Siccome oramai so che questo stato di temporanea bipolarità è inevitabile e anche piuttosto comune, sono arrivata ad una sorta di accettazione consapevole.

Per questo, nella mia immensa bontà, voglio condividere con voi mamme 10 cose che si possono fare sfruttando l'assenza dei figli.

datemiunam-10-cose-da-fare-quando-i-figli-sono-in-vacanza

10 cose che le mamme fanno quando i bambini sono in vacanza

Questo che segue non è un elenco esaustivo, ma piuttosto una traccia che voglio condividere con quelle mamme che si trovano per la prima volta nella mia stessa situazione.

Tutto quel tempo da gestire, ore e ore che prima erano dedicate in qualche modo all'organizzazione dei figli, improvvisamente libero.

Questo può creare un momentaneo stato confusionale e, se siete ipocondriache, anche un lieve senso di ansia.

Ma non preoccupatevi, care mamme, tali stati sono, nella maggior parte dei casi, solo temporanei.

L'improvviso surplus di tempo (che purtroppo non si può stoccare per le emergenze, scade subito) può essere una vera e propria manna dal cielo.

Potete per esempio decidere di dedicare un paio di ore al restauro  alla cura  della vostra persona.

Basta con la passata di lametta tattica sulle gambe dal ginocchio in giù, ora possiamo fare le cose seriamente: un salto dall'estetista che, dopo avervi guardato schifata come se foste uno yeti, provvederà a rendervi lisce come delle saponette in ogni zona del corpo.

Quando uscirete, arrossate ma felici, avrete perso come minimo due chili, tra peli e sudori freddi.

Anche il viso vuole la sua parte per cui perché non utilizzare una sera della settimana per maschere e peeling? Nel frattempo possiamo anche applicare lo smalto sulle unghie, base-colore-top. Che figata, eh?

Un altro uso smodato di tempo è intrattenersi al telefono in lunghe quanto futili chiacchierate con persone che non si sentono dall'estate prima, quando i bambini erano giustappunto in ferie con i nonni.

Potete chiacchierare senza barricarvi in bagno e senza pericolo di interruzioni, finché il vostro operatore non chiuderà la telefonata per esaurimento di credito.

Sempre nell'ambito delle public-relations avrete finalmente l'inaspettata opportunità di uscire con quelle amiche single che non frequentate da tempo.

Voi vi divertirete da sballo, mentre a loro sembrerà di uscire con una ottuagenaria, specialmente quando pochi minuti dopo la mezzanotte collasserete sulle poltroncine del dehor di quel locale così trendy e loro saranno costrette a caricarvi a braccia sull'auto.

Vi ci vorranno un paio di giorni per riprendervi, ma ora di tempo ne avete in abbondanza.

Figurati, cara mamma-coi-bambini-in-vacanza, potrai dormire finanche otto ore di fila a notte, senza le inquietanti vocine che ti riportano alla realtà mentre aleggi in uno stato di dormiveglia e Morfeo ti sta tendendo la mano, per fare la pipì, bere un bicchiere d'acqua e raccontarti un fatto di importanza vitale proprio in quel fatidico momento.

Ma l'ebrezza più grande che le donne apprezzano solo quando diventano genitrici, secondo me, è la libertà di poter prendere impegni all'ultimo minuto, senza dover programmare tutto con settimane d'anticipo.

Decidere in cinque nanosecondi di fermarsi a prendere un aperitivo con le colleghe dell'ufficio e chiacchierare senza guardare l'orologio ogni tre minuti o fermarvi in un negozio solo perché avete visto un vestito che vi chiamava invitante dalla vetrina.

E quando avrete fatto il pieno di vita sociale, potrete concedervi sul serio una serata rilassante, in compagnia di quel bel libro che non siete riuscite a terminare dall'estate prima.

Magari deciderete anche di guardare la serie tv del momento sparandovi dodici puntate senza interruzione, finché avrete delle crisi d'identità e l'unica realtà sarà quella della fiction in cui vi siete forse  immedesimate  un po' troppo.

Ma non è finita qui: rispolverate le vostre doti artistiche e intellettuali e datevi senza ritegno a spettacoli teatrali, vernissage o visite ai musei.

Magari anche un salto al cinema, giusto solo per mangiare pop-corn e altre schifezze che normalmente, in presenza dei vostri figli, snobbate e vietate.

Ed infine, ma non in ordine di importanza, date nuovo lustro alla vostra vita di coppia: concedetevi una romantica cena in un posto dove normalmente non mettereste piede con prole al seguito, che sia un ristorante di lusso o un ritrovo di metallari.

Ritrovate la vostra sintonia, fate quelle attività che appassionano entrambi, siano scalate a pareti di roccia o pennichelle vicini vicini a bordo piscina.

Rafforzate il dialogo, ma tenete presente che quando non si hanno figli attorno anche i momenti di silenziohanno un certo non so ché.

Siate passionali a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza remore e senza pensieri: ricordatevi che, prima di essere madri, siete anche donne. E vostro marito è sempre un uomo (si capisce che va bene anche se siete dello stesso sesso, quel che conta è l'amore, vero?).

Qualunque cosa facciate, cercate di godervi ogni istante come fosse l'ultimo.

Una volta rientrati i vostri figli, tutto tornerà alla normalità.

E se è vero che la vita con i bambini è ricca e interessante, ricordatevi anche che "una volta all'anno è lecito impazzire".

Ci risentiamo la prossima estate 😉

4

datemiuunam-curry-riso-zenzero-polpo-gamberi-ricettaTorna l'iniziativa "L'ingrediente in comune"  che, come le volte precedenti, vede un gruppo di blogger che parlano di cibo ma non solo alle prese con un ingrediente scelto di comune accordo.

Adoro partecipare a questo genere di iniziative, perché permette di conoscere tanti aspetti e tanti modi in cui uno stesso ingrediente può essere utilizzato non solo in cucina.

Stavolta il tema prescelto era l'ingrediente asiatico e gli ingredienti votati sono stati riso, curry e zenzero.

Si poteva decidere se usarne solo uno, due o tutti e tre.

 

Quando si dice Asia si pensa a Paesi esotici, lontani, a spezie e colori, a culture a volte agli antipodi rispetto alla nostra.

Invece che utilizzare gli ingredienti proposti per una ricetta di stampo italiano, ho preferito condividere con voi un pezzo della mia storia.

La cucina per me non vuole dire solo provare una ricetta.

Quelle che ritrovate sul blog sono delle preparazioni che per me hanno un significato molto profondo, che si ricollegano a momenti o a persone che per me sono state fondamentali.

Per questo quando pubblico una ricetta in realtà sto scrivendo qualcosa di molto personale, un ricordo, una memoria, un'emozione.

Con la ricetta di oggi, il polpo al curry con gamberi e riso pilaf,  vi condurrò in India, uno dei luoghi più caotici  della terra, pieno di contraddizioni ma anche di fascino e magia.

L'India è entrata a far parte della mia vita ancor prima che nascessi.

Mio nonno aveva una sorella che faceva la missionaria a Nuova Delhi.

Partita giovanissima, raramente tornava in Italia. Ci teneva aggiornati tramite lunghissime lettere.

Riempiva la carta, sottile e leggera come una velina, con una grafia piccola e ordinata che man mano diventava più incerta con l'avanzare dell'età.

Nonostante questo, le rare volte che veniva a trovarci -credo che dal 1981 sia capitato tre, quattro volte al massimo- dimostrava di avere un'agilità mentale che nessuno avrebbe supposto, guardando questa piccola suora bassa e rotondetta.

La zia aveva sempre una ricca scorta di aneddoti e storielle divertenti da raccontare a noi bambini.

Per i grandi invece portava sempre dei piccoli regali, come spezie o frutta di quella terra lontana.

Questi piccoli doni restavano però inutilizzati, perché mia nonna non aveva proprio la minima idea del loro impiego.

Finché un bel giorno una delle sorelle di mio papà decise che era arrivato il momento di andare in India.

Zaino in spalla -erano gli anni Sessanta- fece un tour per l'India passando a salutare la zia missionaria che era stata trasferita a Bombay.

Trovò il viaggio tanto affascinante da riuscire, con la sola arte oratoria, a convincere perfino i miei genitori a fare altrettanto, con me nella pancia.

Il viaggio fu per loro una sorta di avventura ai confini del mondo, che per certi aspetti trasformò il loro modo di vivere e di vedere la realtà.

Tra le cose più belle che portarono indietro ci fu un  nuovo carico di spezie, che furono finalmente valorizzate dal lavoro congiunto di mia zia, la mente e mia mamma, il braccio.

datemiunam-ricetta-gamberi-polpo-curry-riso-basmati

Una delle ricette più buone in assoluto è il curry di gamberi accompagnato dal riso basmati.

Nel corso degli anni la ricetta ha subito diverse variazioni per andare incontro ai gusti dei suoi commensali.

Mia zia, per esempio, la faceva piccantissima mentre i miei genitori adoravano la versione soft.

Dopo vari anni, io sono giunta a trovare la versione che fa per me aggiungendo anche un altro ingrediente che a me piace moltissimo: il polpo.

Quale miglior occasione, se non quella de "L'ingrediente comune" per condividere con voi questa ricetta?

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf

Il polpo al curry con gamberi e riso pilaf si basa sulla preparazione classica del curry di gamberi indiano.

Specifico "indiano" perché il curry (che è un insieme di spezie) è diverso in base alle nazioni asiatiche in cui viene utilizzato.

In India il curry si prepara miscelando pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, peperoncino, zafferano, cardamomo e fieno greco.

Spesso questa combinazione di spezie prende il nome di "masala".

Per estensione già nei secoli passati si è cominciato ad usare il termine curry per indicare non solo l'insieme di spezie che lo compongono ma anche i piatti cucinati con l'uso del curry stesso.

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf: ingredienti

Dopo questo brevissimo excursus, ecco qui l'elenco degli ingredienti che utilizzo per preparare questo piatto.

Le dosi indicate sono per due persone  e due bambini.

  • un polpo medio dal peso di circa 500 grammi
  • 400 grammi di gamberi (peso netto, senza carapace)
  • una cipolla
  • una carota
  • un gambo di sedano
  • olio di girasole
  • curcuma
  • sale
  • peperoncino
  • radice di zenzero
  • due spicchi di aglio
  • due cucchiai abbondanti di soft curry ( il soft è la versione meno piccante del curry, ma potete trovare anche la versione mild. A mio parere con il polpo, che è più delicato, è meglio la versione meno piccante che risulta troppo coprente)
  • un cucchiaio raso di maizena o frumina
  • uno scalogno
  • una noce di burro
  • 150 grammi di riso basmati
  • 360 grammi di acqua
  • due chiodi di garofano
  • mezza stecca di cannella

Sembrano tanti ingredienti, ma non è affatto così. La maggior parte dovreste già averla in casa perché si utilizza anche per ricette più comuni.

Ad ogni modo, se non li avete, potete trovarli in qualsiasi supermercato, anche il curry nelle due versioni.

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf: procedimento

Il polpo al curry con gamberi e riso pilaf è un piatto semplice da cucinare.

La sua preparazione si può dividere in varie fasi.

Cominciamo dal polpo.

Riempiamo di acqua un tegame e mettiamoci la carota, la cipolla, il sedano e un cucchiaino di sale grosso.

Portiamo a ebollizione e caliamo il polpo.

Prima di tuffarlo tenetelo per un tentacolo e immergetelo per un paio di volte nell'acqua bollente ,rapidamente, così i tentacoli si arricceranno creando anche un effetto visivo più piacevole.

Abbassate la fiamma e lasciatelo cuocere per una mezz'oretta.

Non ci serve un polpo molto cotto perché finirà di cuocersi dopo.

Spegnete la fiamma e lasciate che il polpo si raffreddi pian piano nella sua acqua.

Intanto che cuoce, dedicatevi ai gamberi.

Sciacquateli sotto l'acqua fredda, rimuovete il carapace e l'intestino.

Metteteli in una boule assieme a un cucchiaio di curcuma e due di olio di girasole.

Mischiate delicatamente, coprite con della pellicola e lasciateli in frigorifero ad insaporirsi.

E' il turno del riso.

Prendete un colino e sciacquate un paio di volte il riso basmati per far perdere l'amido.

Per preparare il riso pilaf servirebbe un particolare tipo di burro, il ghee, che è burro chiarificato, ma va bene anche quello comune.

In un tegame fate sciogliere il burro e nel frattempo tagliate a listarelle sottili lo scalogno.

Fatelo soffriggere nel burro finché non diventa trasparente.

Aggiungete la cannella e i chiodi di garofano e mischiate per un minuto ancora.

Infine buttate il riso basmati, giratelo delicatamente e ricopritelo con l'acqua.

Mettete un coperchio, abbassate la fiamma e lasciate che il riso basmati assorba lentamente il liquido.

Ci vorranno circa una ventina di minuti.

Lasciate cuocere il riso e cominciamo a preparare il curry.

Prendete un wok e metteteci due cucchiai di olio di girasole.

Tagliate a fettine sottili i due spicchi di aglio, 20 grammi di radice di zenzero fresca e il peperoncino a cui avrete tolto i semini.

Fate soffriggere lentamente per un quarto d'ora.

Intanto prendete il polpo, levategli la pelle sotto l'acqua corrente e toglietegli il becco e lo stomaco.

Tagliatelo a pezzetti e tenetelo da parte.

Prendete i gamberi dal frigorifero e buttateli nel wok assieme a un mescolino dell'acqua di cottura del polpo.

Fateli cuocere per cinque minuti, poi aggiungete anche il polpo e un altro paio di mescoli di acqua di cottura.

Buttate due cucchiai di curry abbondanti, mischiate e lasciate cuocere per circa un quarto d'ora.

Riprendete il riso e rimuovete i chiodi di garofano, la cannella e sgranatelo con una forchetta.

Tenetelo da parte.

Assaggiate il vostro curry ed eventualmente regolatelo di sale.

Per fare in modo che la salsa risulti più densa, stemperate in un bicchiere un cucchiaio raso di maizena o di frumina con mezzo mescolo di acqua di cottura del polpo e aggiungetelo al polpo e ai gamberi.

Mischiate delicatamente finché la salsa non risulta abbastanza densa.

Spegnete ed impiattate.

Solitamente si prende un piatto da portata e si mette il riso al centro e vi si dispone poi il curry tutt'intorno.

Ogni commensale  prenderà il riso e il pesce e li mischierà nel proprio piatto.

Gustatevi il vostro polpo al curry con gamberi e riso pilaf ancora caldo.

datemiunam-ricetta-polpo-curry-indiano-gamberi-

Il profumo delle spezie, il colore deciso del curry sono solo il preludio al gusto del piatto che vi esploderà in bocca, valorizzando il polpo e i gamberi.

Qui di seguito trovate l'elenco dei blog che hanno preso parte a questa iniziativa:

Leggeteli e trovate ispirazione.

Alla prossima!

12

A casa mia è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia: dal ventisette luglio sarò finalmente in vacanza!

Per ben quattro settimane dirò addio ai viaggi su e giù con l'auto, alle code, ai litigi sulla strada, al chiasso dell'ufficio e ai problemi lavorativi.

Dal ventisette luglio sarò finalmente libera di fare...

Esattamente cosa?

Che poi una parte con mille mila progetti, un centinaio di idee e di buoni propositi che naufragano e si arenano dopo le prime ventiquattro ore.

Per far sì che questo non avvenga, riprendo l'idea di Mamma Piky in questo post  spumeggiante.

Oramai conoscete l'amore smisurato che ho per le liste, per lo meno per scriverle, sul fatto poi di rispettarle questo è un altro paio di maniche.

Quindi questa è la mia lista dei compiti per le vacanze che vorrei riuscire a fare.

Sono dieci punti, in ordine sparso, dieci cose che voglio fare durante l'estate.

Punto numero uno: passare più tempo possibile con i miei bambini.

Si fa un gran parlare in questi ultimi anni di tempo di qualità riferito al rapporto con i bambini.

Ma se la quantità di tempo è poca e ci si deve concentrare anche su questioni pratiche e gestionali ne consegue che anche il tempo di qualità sarà per forza minore.

Quindi quest'estate voglio prendermi tutto il tempo possibile per dedicarmi ai mie gnomi, ascoltando le loro storie buffe, i loro piccoli problemi esistenziali, giocando con loro o semplicemente restando stesi sul letto abbracciati senza buttare un occhio all'orologio.

Punto numero due: buttare l'orologio.

Non voglio dover impostare sveglie, seguire orari o farmi comandare dallo scorrere del tempo.

Voglio perdermi nel flusso interminabile di secondi, lasciare che il tempo si trascini lento all'infinito, arrotolandosi su se stesso come un gatto quando si acciambella su una sedia, senza inseguirlo col fiato corto durante le sue improvvise accelerazioni.

Durante l'estate non voglio più essere affetta dalla sindrome del Bianconiglio.

Punto numero tre: viaggiare.

Abbiamo deciso di trascorrere una decina di giorni in Puglia, ma questa volta, visto che i bambini cominciano ad essere un po' più grandi, vorrei iniziare anche a proporre delle visite alle città e, in caso, anche a qualche museo.

Ma oltre al mare c'è di più: qualche camminata in montagna, qualche gita a posti interessanti anche vicino a casa.

Punto quattro: dedicarsi agli amici

Durante l'anno incontrarsi con gli amici, specialmente se non abitano proprio vicino, è più complicato.

In estate le occasioni per frequentarsi, anche a gruppi, sono di più: una scampagnata, un pic-nic, una merenda all'aperto.

Si possono sfruttare le ore serali senza dover rincasare presto e non solo durante il fine settimana.

Punto cinque: ridare sprint alla vita di coppia.

Su, parliamoci chiaro: avere figli è bello, ma lo sappiamo bene che è anche estenuante.

Durante l'anno, con la storia che CF fa i turni, spesso non riusciamo a vederci neanche la sera, non abbiamo neppure il tempo di instaurare una conversazione sensata.

Il sabato è dedicato alle commissioni e la domenica si sta in famiglia.

Durante l'estate, soprattutto questo mese, grazie alla disponibilità dei nonni, possiamo passare qualche giorno senza i bambini.

Questo ci permette di comunicare e di progettare il nostro immediato futuro, ma anche di goderci il presente come solo gli adulti esasperati sanno fare, quasi come se non ci fosse un domani.

Punto sei: concentrarmi su me stessa.

Il che, restando fedele alla mia parola dell'anno, vuol dire sfruttare il tempo a disposizione per imparare cose nuove, soprattutto nel mondo del blogging, ma non solo.

Punto sette: essere pigra.

Oddio, io di indole sarei anche una persona pigra, il problema è che non posso mai permettermi di esserlo.

Mio malgrado, nella maggior parte dei casi faccio più cose contemporaneamente -no, non è un vanto, è una necessità-.

Probabilmente questo atteggiamento deriva anche dalla massima con cui sono stata allevata, "prima il dovere e poi il piacere" che mi sprona sempre a finire tutto quello che devo fare prima di fare qualsiasi altra cosa.

Il che significa che spesso, quando arriva il momento per me, crollo esausta e divento un tutt'uno con il letto.

Punto otto:dedicarmi alla casa.

Che sono un fanatica dell'ordine penso che lo abbiate intuito, per cui la casa non ha bisogno di essere sistemata o pulita.

Ma in estate, durante le vacanze, mi piace comunque provare nuove disposizioni dei mobili, introdurre qualche nuovo dettaglio, provare nuovi accostamenti...

Punto nove: leggere almeno cinque libri.

La lettura è una passione che ho fin da piccola, un'eredità di famiglia.

Da quest'anno poi ho scoperto i gruppi di lettura, sia reali che virtuali, spazi e persone con cui condividere opinioni e parlare di libri e di autori senza essere necessariamente classificata come secchiona o nerd.

Durante l'anno leggo ritagliandomi degli spazi qua e là.

In estate finalmente ho la possibilità di leggere quando ne ho voglia e quindi di smaltire la pila di libri che accumulo durante l'anno.

Punto dieci: riposarmi.

Sì, perché corro tutto l'anno come una trottola impazzita, organizzo, faccio, disfo e in estate voglio riposare e ricaricare le batterie.

Non so se riuscirò a portare a termine tutti questi compiti delle vacanze, ma di una cosa sono certa: mi godrò ogni singolo istante di queste lunghe vacanze.

Estate, sto arrivando!

Quali  sono i vostri compiti delle vacanze? Non siate timide e scrivetelo nei commenti.

datemiunam-compiti-vacanze-dieci-cose-da-fare-in-estate