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La Festa dei Nonni si avvicina e per noi è una ricorrenza sacra quasi quanto i compleanni o il Natale.

Ogni anno cerchiamo di festeggiare i nonni preparando un lavoretto, una poesia oppure un dolce.

E per i nonni lontani? Lavoretti e poesie anche per loro, poi aspettiamo che arrivino per dare loro i nostri piccoli doni.

La scorsa settimana siamo andati a mangiare un gelato in città.

Passando davanti alla vetrina di una libreria i bambini si sono fermati a guardare tutta una serie di libri dedicati ai nonni.

Mi è sembrata un'idea carina per questo venerdì del libro suggerirvi allora cinque titoli di libri sui nonni per bambini dai tre ai sei anni.

Sono letture piacevoli che, con poche parole e tante figure colorate, fanno emergere la magia del rapporto tra nonni e nipoti.

Libri sui nonni: 5 titoli per bambini dai tre ai sei anni

Ecco di seguito i miei suggerimenti di lettura ideali per bimbi in età pre-scolare.

  • "Nonni vi voglio bene!" di Trace Moroney, editore Crealibri

Un simpatico nipotino si diverte un sacco con i suoi nonni.

I nonni, infatti, gli trasmettono le loro passioni, condividono con lui i loro ricordi e lo aiutano in caso di bisogno

Un piccolo libro che valorizza il rapporto tra nonni e nipoti e pone l'accento sui loro sentimenti.

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  • "L'isola del nonno" di Benji Davies, editore Giralangolo

Questo albo così ricco di colore è una gioia per gli occhi.

Racconta di un bimbo che, come tutti i giorni, va a trovare il nonno.

A differenza delle altre volte, però, questa volta il nonno lo attende in soffitta.

I due, insieme, varcano una porta magica e d'incanto si trovano su una nave.

La meta è un'isola tropicale, da esplorare assieme.

Dopo aver vissuto mille avventure, è ora di far ritorno.

Ma solo il bambino torna a casa, perché il nonno decide di rimanere sull'isola.

Come vedete, è un libro che affronta, oltre al legame tra nonno e nipote, anche la morte.

La morte del nonno non è un distacco definitivo, perché il bambino sa che potrà raggiungere il suo amato nonno attraverso i ricordi, utilizzando gli oggetti che si trovano in soffitta o le vecchie fotografie.

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  • "Una giornata speciale" di Emanuela Bussolati, editore Lapis

E' una lettura che i miei bambini hanno sentito come nostra, perché le due nonne sono davvero così!

"Una giornata speciale" è un silent-book, cioè un libro che narra utilizzando le immagini.

La storia è semplice: una mamma con due bambini porta il fratellino più grande dalla nonna.

Il bambino è emozionato: infatti sa che dalla nonna ogni giornata normale è sempre speciale!

Assieme costruiscono un castello di carta e la nonna si trasforma in un drago.

Poi preparano degli gnocchi deliziosi e, il pomeriggio, vanno a giocare al parco.

La nonna compera addirittura lo zucchero filato!

Quando è il momento di tornare a casa la nonna si accorge di non avere più le chiavi: per fortuna i vicini di casa li aiutano.

La nonna prepara il nipotino e, quando arriva la mamma, si nota che la casa è tutta in disordine.

Ma si vede anche la felicità del bambino e gli sguardi complici che si scambiano la nonna e il nipotino.

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  • "Sempreverde. Il segreto di nonno Teodoro" di Ilaria Guarducci, editore Fatatrac

Osvaldo e Teodoro sono due vecchietti nati lo stesso giorno.

Ma, nonostante abbiano la stessa età, tra i due esiste una grossa differenza.

Teodoro infatti è un vecchietto arzillo e pimpante, che sa gioire delle piccole cose, come sorridere guardando le nuvole.

Viceversa Osvaldo è ingrigito e spento, come se la vita lo stesse abbandonando.

Il povero Osvaldo decide di scoprire il segreto di Teodoro e comincia a pedinarlo.

Tra gite e varie attività, alla fine anche Osvaldo comincia a cambiare.

Il segreto tanto cercato non è altro che un bambino che aspetta Teodoro con trepidazione.

In questa storiella divertente si capisce benissimo quanto bene facciano i bambini ai nonni, che ringiovaniscono e riacquistano la voglia di vivere

Stimoliamo quindi i nostri bambini a passare più tempo in loro compagnia!

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  • "A casa dei nonni" di Quentin Greban, editore La Margherita

Protagoniste sono due piccole scimmiette che vanno spesso a trovare i loro nonni.

La nonna prepara per loro tanti dolcetti, li fa giocare e...fa per il più piccolo un bel maglioncino!

La scimmietta più grande allora comincia a chiedersi se la nonna gli voglia ancora bene...

Un libro un po' più complesso, che affronta il tema della gelosia e del bene profondo che i nonni provano per i nipoti, anche se lo dimostrano in modi diversi!

Queste sono i libri che abbiamo letto con i bambini durante i mesi passati.

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E' innegabile che, per la nostra famiglia, i nonni sono indispensabili e non parlo solo di gestione della routine familiare.

I nonni hanno il duro compito di guidare i bambini attraverso la vita supportandoli con il loro amore e la loro esperienza.

Mi sembra giusto ricordarsene tutto l'anno, ma mi sembra altrettanto corretto che ai nonni venga dedicato un giorno speciale, tutto per loro.

E voi, avete già deciso come festeggerete i nonni? Se avete voglia, potete condividere qui sotto le vostre idee.

Nel frattempo, come ogni venerdì, non mi resta che ringraziare Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

Questo venerdì settembrino, bigio e grigio, mi mette addosso un po' di malinconia.

E la malinconia, si sa, porta con sé molti ricordi, a volte felici e a volte tristi.

Lo sanno molto bene i protagonisti del libro che vi presento oggi, "La forma imperfetta delle nuvole" di Antonella Zucchini.

Prima di iniziare, come sempre, un doveroso ringraziamento a Paola, di Homemademamma, creatrice del venerdì del libro.

La forma imperfetta delle nuvole di Antonella Zucchini: brevi cenni alla trama

"Casa serena" è un centro diurno per anziani, che accoglie le più disparate personalità.

Vecchietti di ogni genere, con le loro manie e i loro problemi, personale variegato e dalle storie impensabili.

Le voci narranti della Dide, di Giovanni, di Caterinangela, della Santuzza, della Zelmira e degli altri ospiti di "Casa serena" sono i binari che ci conducono in un viaggio nel passato.

I loro ricordi, a volte tragici a volte allegri, ci mostrano lo spaccato della terra fiorentina con excursus che arrivano fino a prima della Grande Guerra.

Le storie di questi personaggi, ognuno appartenete ad una classe sociale differente, dipingono un quadro complesso e veritiero di com'era la vita in quel periodo storico: la fatica del lavoro, la dignità della gente umile, la felicità delle piccole cose, gli enormi dolori che la guerra ha portato con sé.

Ma si parla anche di rinascita, sociale ed economica, del periodo degli anni Sessanta, della rivolta sindacale e del potere delle donne.

Un viaggio lungo quasi un secolo, che non tralascia il periodo attuale, più vero della Storia ufficiale che si apprende sui manuali di scuola.

La storia di Santuzza e Zelmira, separate in tenera età a causa della stupidità umana, che si ritrovano ormai vecchie a "Casa serena" dimostra come il destino lavori per vie oscure e imprevedibili.

Quel destino scritto proprio nelle nuvole e nella loro forma imperfetta, così come imperfetti siamo noi esseri umani.

Le guardi ancora le nuvole?

E' nella loro forma imperfetta che intravedi la perfezione del mondo.

Un po' come la vita, se ci pensi, che non sempre è perfetta, anzi non lo è quasi mai, ma se la sai guardare dal lato giusto può offrire prospettive inaspettate"

La forma imperfetta delle nuvole di Antonella Zucchini: recensione

Con "La forma imperfetta delle nuvole" Antonella Zucchini ci riporta nella sua amata terra, la Toscana.

Collaudando una forma di narrazione a lei cara, che mischia eventi passati ad eventi attuali, ci regala un'altra volta un romanzo carico di emozioni.

Attraverso le molte voci narranti, abilmente alternate, l'autrice ci fa indignare, commuovere, ridere, sospirare, divertire e riflettere.

Soprattutto riflettere: sull'animo umano, portato a cadere sempre nei soliti errori, sull'imperfezione di ognuno di noi, sull'intensità dei sentimenti da cui a volte non si può proprio riuscire a sfuggire.

In questo romanzo la scrittrice ci insegna a capire, attraverso un'accurata e spassionata analisi, cosa significa invecchiare: il decadimento del corpo, la perdita di lucidità, la sensazione di abbandono.

Ma, soprattutto, la dignità di ogni essere umano, la sua unicità che sta proprio nell'essere imperfetto.

"La forma imperfetta delle nuvole" ci dimostra in modo lampante che grande risorsa siano gli anziani, che detengono la memoria storica e fungono da tramite per le generazioni future.

Ho adorato questo libro, dalla prima all'ultima riga.

Rispetto ai due romanzi precedenti, "Fiore di Cappero" e "Tutto il resto vien da sé" l'ho trovato più maturo, più profondo, sia nell'impianto narrativo sia nelle tematiche affrontate.

Mi sento quindi di consigliarne la lettura.

E, ad Antonella, suggerisco di iniziare a scrivere il quarto romanzo.

Chi di voi conosce questa scrittrice italiana?

Ed ecco la scheda del libro

Titolo: La forma imperfetta delle nuvole

Autore: Antonella Zucchini

Editore: Ciesse Edizioni

Anno di pubblicazione: luglio 2018

Pagine: 384

 

 

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datemiunam-cosa-mettere-in-valigia-bambini-vacanza-estateSabato scorso i pupi sono partiti per le ferie.

Come lo scorso luglio hanno davanti a loro dieci giorni di vacanze con i nonni.

La differenza però è che questa volta i nonni hanno proposto una vacanza in montagna.

La meta è abbastanza vicino a casa, circa tre ore e mezza, un campeggio in Trentino dalle parti di Bolzano.

Ora, io non ho mai fatto una vacanza in montagna d'estate con i bambini.

L'estate per me è sempre stato sinonimo di mare, massimo ci scappa qualche week-end ma niente di più.

Qui invece si trattava di una cosa più seria, ben dieci giorni.

Cosa preparare quindi per stare via tutti quei giorni sui monti?

In montagna a certe altitudini infatti il clima è traditore: la giornata può iniziare con un cielo azzurro, terso e senza nubi, salvo poi coprirsi durante il pomeriggio e riservare acquazzoni improvvisi con abbassamento delle temperature.

Per chi come me non è esperta di montagna e ha in programma una vacanza breve o lunga sui monti, ecco una lista che potrebbe aiutarvi per preparare la valigia dei bambini.

Vacanza estiva in montagna: cosa mettere nella valigia dei bambini

Da anni ho adottato il metodo delle liste con le cose da mettere in valigia quando parto per le vacanze.

Trovo queste liste molto utili perché mi permettono di preparare i bagagli in quattro e quattr'otto senza dover correre in giro per la casa e rischiare di dimenticarmi qualcosa.

Una lista ben fatta, magari suddivisa per tipologie di elementi (per esempio vestiario, calzature, toilette, primo soccorso...), vi permette di risparmiare un sacco di tempo.

Non vi sto neanche a dire quanto risparmiare tempo sia vitale per una mamma che lavora: sappiate che con una lista in mano posso preparare la valigia comodamente in un quarto d'ora.

Per capire cosa mettere nella valigia dei bambini mi sono fatta consigliare dalla mamma di CF, che ha più esperienza di me in fatto di montagna.

Questo quindi è l'elenco delle cose da mettere nella valigia dei bambini per una vacanza estiva in montagna di dieci giorni:

Vestiario:

  • mutandine 10 + 3 di scorta
  • canottiere intime di cotone 7
  • calzini 10 paia +3 di scorta
  • magliette di cotone a maniche lunghe 7
  • magliette di cotone a maniche corte 7
  • camicie di flanella 2
  • pantaloni lunghi pesanti 3
  • pantaloni lunghi leggeri 7
  • pantaloncini corti 7
  • felpa leggera 1
  • felpa in micropile 1
  • felpa pesante con cappuccio 1
  • cappellini estivi 1
  • cappellini invernali 1
  • k-way

Ho calcolato i capi per ciascun bambino considerando che nel campeggio è presente una lavatrice e quindi in caso di necessità i vestiti si possono lavare.

Non ho preso in considerazione giacche pesanti per il loro ingombro: in caso di freddo una felpa in pile pesante è più che sufficiente e sopra possiamo fare indossare ai bambini il k-way antipioggia e antivento.

Partendo dal presupposto che in montagna le giornate possono anche essere calde, ho inserito sia capi estivi sia capi più pesanti.

Il metodo migliore è sempre quello di sovrapporre vari capi, come magliette e felpe, nel classico stile di vestiti "a cipolla".

So che in commercio esistono pantaloni modulari, ossia che da lunghi diventano corti grazie ad una pratica cerniera e anche vestiti tecnici specifici per le escursioni, ma a mio parere non mi è sembrato conveniente comperarli solo per quest'occasione.

Se questa sarà la prima di altre vacanze in montagna, allora lo farò.

Calzature:

  • scarponcini da montagna impermeabili
  • scarpe da ginnastica
  • ciabatte di gomma

Per quanto riguarda gli scarponcini da montagna, sono un'acquisto indispensabile da fare . Si possono trovare scarponcini ben fatti anche senza spendere cifre elevate.

Gli scarponcini da montagna sono molto importanti perché prevengono vesciche e piaghe durante le passeggiate e inoltre tengono molto più al sicuro il piede e la caviglia dei bambini, prevenendo possibili distorsioni.

Ogni tanto a noi piace andare a camminare in montagna per cui li avevamo già.

Se volete sapere quale modello è quello che fa per voi, vi rimando a questo articolo.

Le scarpe da ginnastica sono utili in qualsiasi occasione: per giocare nell'area bimbi del campeggio, per scorazzare per i prati o per fare una passeggiata nei paesi limitrofi.

Un paio di ciabatte di gomma sono invece essenziali per entrare nei bagni pubblici a farsi la doccia o in caso ci sia una piscina.

Toilette:

  • docciashampo
  • dentifricio
  • spazzolino
  • pettine/spazzola
  • crema solare 50+
  • crema idratante
  • burrocacao
  • tagliaunghie

La crema solare è importante in montagna tanto quanto al mare: ogni trecento metri di altitudine  infatti l'intensità dei raggi aumenta del 4%.

Il burrocacao per non far screpolare le labbra sensibili dei bambini in caso di vento forte mentre la crema idratante è ideale a fine giornata dopo la doccia o il bagno.

Primo soccorso:

  • salviettine disinfettanti
  • cerotti
  • ghiaccio secco
  • termometro
  • antipiretico
  • antidolorifico
  • spray antizanzara
  • dopopuntura
  • fazzolettini di carta

Una delle cose per me indispensabili quando viaggio sia sola che con i bambini sono le salviettine disinfettanti, possibilmente senza alcol da tenere in borsetta.

Sono antibatteriche e non bruciano, quindi si possono usare sia quando dobbiamo andare in bagno sia se dobbiamo medicare piccole ferite superficiali.

Il ghiaccio secco si è rivelato pratico in certe situazioni fuori casa, come per esempio in caso di botte e contusioni.

Giocattoli:

qui non vi scrivo l'elenco.  I bambini e i nonni hanno pattuito cinque giocattoli a testa e un libro ciascuno.

Ringhio si è portato i suoi fedelissimi dinosauri e qualche macchinina, mentre la Ninfa un paio di Barbie e due pupazzi, più naturalmente i loro inseparabili peluches con cui dovrebbero, almeno in teoria, dormire.

I nonni poi nel campeggio hanno montato una piccola tenda fuori dal camper per permettere ai bimbi di utilizzarla come loro rifugio personale.

Oltre a queste cose, ho fatto portare ai bambini anche un piccolo zainetto e una bottiglietta per l'acqua da utilizzare durante le camminate in montagna.

Lo scopo di passare le vacanze sui monti è quello di godere della natura, di stare all'aria aperta e di fare camminate rilassanti e tonificanti, quindi riempirsi di giochi è davvero superfluo.

Chi di voi ha esperienza di vacanze in montagna con bambini?

Secondo voi ho tralasciato qualcosa nella mia lista?

Non esitate a lasciarmi i vostri suggerimenti nei commenti.

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Ma dove sono finiti i nonni è la domanda che mi pone la Ninfa da venerdì scorso, ovvero da quando i miei genitori sono tornati alle Canarie.

Benché sappia benissimo la risposta, sente comunque il bisogno di chiederlo, quasi come se volesse metabolizzare e fare sua quella frase.

Dopo aver passato il mese di giugno alternando asilo, nonni  materni e genitori, un cambio repentino di abitudini può essere destabilizzante.

Di fatto siamo tornato allo status quo ante in cui viviamo da settembre scorso: i nonni paterni sono tornati all'ovile dopo un mese scarso di giusto riposo, mentre i miei, che erano tornati in Italia per dar loro il cambio, hanno fatto ritorno nella loro patria d'adozione.

Lasciando però uno strascico ingombrante da gestire.

Ma dove sono finiti i nonni è il nostro nuovo mantra, quasi la strofa di una canzone triste cantata a due voci, a cui fa da risposta il mio ritornello, i nonni sono in Spagna ma poi tornano.

I bambini si abituano a tutto, una delle frasi più odiose e insensate che si possa appiccicare loro addosso.

I bambini si abituano a tutto se si crea con loro un'abitudine, cosa che sta avvenendo pian piano, difficile comunque quando il concetto di tempo per loro è così labile.

I bambini vivono nel qui e ora, per loro dire che i nonni torneranno ad agosto o dire che torneranno nel 2031 non ha alcun senso.

Capita a volte, soprattutto la sera, di dover fare i conti con domande più profonde, che racchiudono tutta la malinconia di una bimba di cinque anni di fronte ad un evento che deve ancora imparare a gestire.

Ma perché i nonni sono andati via se noi gli manchiamo? Ma ci vogliono ancora bene?

A volte le parole non bastano, se ne sprecano troppe per tentare di trarsi d'impiccio, il calderone pieno straborda.

Dopo quasi un anno pensavo, anzi, speravo, che i bambini avessero accettato il cambiamento.

Invece ogni volta è come se fosse la prima.

Lacrime e pianti ci sono stati risparmiati, ma forse quelli sarebbero stati più facili da gestire.

Pian piano le cose torneranno normali, i cambiamenti non saranno più novità e avere una coppia di nonni che si vede solo in certi periodi dell'anno diventerà l'abitudine.

Le botte di malinconia si faranno via via più lievi, per rispuntare fuori quando meno ce lo aspettiamo.

In fondo questa è lo standard di moltissime famiglie.

Noi, anzi, da questo punto di vista siamo dei privilegiati.

Durante l'anno abbiamo sempre una coppia di nonni (santi subito!) su cui poter contare per gestire i bambinianche quando siamo al lavoro.

E avere un appoggio soprattutto in estate non ha davvero prezzo.

La vera sfida ora è far capire ai bambini che amore e vicinanza non sono la stessa cosa: l'amore dei nonni è indiscusso, onnipresente, anche quando non si abita vicino e non ci si vede tutti i giorni.

Per ora continuo il duetto con la Ninfa e attendo i vostri preziosi suggerimenti.

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Doveva arrivare fine giugno per riuscire ad organizzare una merenda per bambini a casa nostra.

La Ninfa è oramai da mesi che mi tartassa con questa richiesta, poverina.

Tutte le sue amiche della scuola materna si incontrano periodicamente a casa dell'una o a casa dell'altra per fare merenda.

La mia pupa a volte viene invitata ma devo sempre chiedere alla nonna se per cortesia riesce a portarla.

Anche se la nonna lo fa, so bene che per lei è più un obbligo che un piacere e quindi la maggior parte delle volte ringrazio dell'invito ma rifiuto educatamente.

La Ninfa oramai ha cinque anni ed è in quell'età in cui comincia a fare paragoni con le sue amiche.

Perché le mamme degli altri bambini vanno a prenderli alla materna  e tu non vieni mai a prendermi?

Perché io sono al lavoro a quell'ora.

Perché le mamme delle altre le accompagnano alle feste di compleanno e tu non mi accompagni mai?

Perché sono al lavoro, ma se le fanno il sabato o la domenica ti accompagno volentieri

Perché le mamme delle mie amiche organizzano la merenda e tu no?

Perché io lavoro e non sono a casa.

Non trovo affatto giusto che i miei figli non riescano ad avere un minimo di vita sociale o a fare altro perché io lavoro.

Ma allo stesso tempo non è corretto che i nonni si sobbarchino sempre gli impegni dei nipotini.

Come sempre, il giusto sta nel mezzo.

Ho già detto che  a volte sia la Ninfa che Ringhio vengono gentilmente accompagnati a merende e feste di compleanno.

Secondo me è giusto anche ricambiare, quindi stavolta ho chiesto senza mezzi termini ai nonni di turno di organizzare una merenda a casa nostra.

Anzi, per meglio dire, di supervisionare la merenda, perché ad organizzare ci ho pensato io.

Per organizzare una merenda coi bambini, per prima cosa decidete dove volete farla.

Noi abbiamo optato per casa nostra, quindi all'interno.

In base allo spazio che avete a disposizione, procedete con gli inviti.

Ecco, non prendete esempio da me: avevo chiesto alla Ninfa i nomi di due sue amiche, che poi sono diventate quattro  e per par condicio abbiamo invitato anche un paio di amichetti di Ringhio.

Totale: oltre ai miei due oggi in casa ci saranno sette esserini agitati e strillanti tra i tre e i sei anni.

Quando l'ho detto a mio papà, a momenti chiama subito l'agenzia viaggi e si fa anticipare il volo per Gran Canaria!

I miei pupi sono al settimo cielo, chiaro, neanche stessimo organizzando il party di compleanno.

Ho avvisato le mamme che noi abbiamo i gatti in casa giusto per essere sicura che nessuno abbia delle allergie. Vorrei evitare di ritrovare bambini rantolanti e ansimanti sul tappeto del soggiorno per via del pelo del gatto.

Allo stesso tempo ho anche chiesto se qualcuno aveva qualche intolleranza o allergia alimentare, giusto per stare tranquilla.

Visto che tutto sembrava essere a posto, ho stabilito cosa preparare.

La merenda dovrebbe apportare circa il 10% delle calorietotali della giornata, il che vuol dire che dovrebbe spezzare la fame tra il pranzo e la cena.

Ma se invito dei bambini per la merenda, devo comunque preparare qualcosa di goloso e allettante.

Ingrediente escluso a priori: il cioccolato. Goloso sì, ma nelle mani di un bambino si trasforma in un'arma micidiale.

Ho visto bimbi con un biscotto di cioccolato in mano fare cose che voi umani...

Mi sono orientata verso una più sicura crostata di marmellata a cui ho deciso di abbinare dei semplici biscotti di pasta frolla al limone spolverizzati di zucchero a velo.

Per il salato, su richiesta dei miei figli, ci saranno le classiche pizzette e le girelle salate.

Infine, una bella macedonia con fragole e banane.

Da bere succhi di frutta a volontà e acqua naturale.

Preparerò una tavola semplice, con bicchieri e piatti di plastica colorata e tanti tovaglioli (che con i bambini non bastano mai).

Ed infine, non si può lasciare una decina di bambini senza qualche regola: la merenda si fa esclusivamente in soggiorno, non si mangia e beve nelle altre stanze della casa.

La camera di mamma e papà è off-limits: gli unici che ci possono stare sono i gatti, che si rifugeranno sotto il letto.

Si può giocare a qualsiasi cosa ma poi si deve riordinare. Va bene truccarsi e travestirsi, giocare con i giochi in scatola, disegnare ma eviterei le tempere.

Si può uscire in cortile a giocare a palla e a fare le bolle, ma non si deve andare dove c'è il cane, che non apprezza per niente la compagnia dei bambini.

Tutto qui. A me sembra abbastanza, ma essendo una principiante ditemi voi se ho tralasciato qualcosa.

Se devo essere sincera un filino d'ansia ce l'ho: troverò ancora la casa?

Ma soprattutto, in che condizioni saranno i nonni?

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Primo giorno di ritorno alla vita normale, alla solita vita, alla solita routine.

Il periodo delle ferie natalizie è stata una piacevole parentesi, tanto attesa e desiderata.

Non avere l'obbligo di alzarsi al suono della sveglia, vivere la giornata in modo più lento senza continuare a guardare l'orologio, godere della possibilità di rilassarsi e dedicare a tutti -chi più, chi meno, lo ammetto- le attenzioni che si meritano sono le cose che ho apprezzato di più, quelle di cui durante la solita vita sento maggiormente la mancanza.

Questi quindici giorni sono volati ma al tempo stesso ho avuto l'impressione che le giornate fossero interminabili.

Non so se capita anche a voi, quella strana sensazione di dilatazione temporale che vi fa credere che ogni singolo giorno di vacanza duri quanto una settimana della solita vita.

E non sto parlando della noia, ma proprio dell'intensità e della piacevolezza con cui queste singole giornate vengono vissute, quasi fossero davvero un dono dal cielo.

Con mio grande rammarico questa volta non sono riuscita a festeggiare la vigilia di Natale, come avrei voluto.

Per questione di compatibilità di orari dei vari familiari i festeggiamenti sono ritornati al pranzo del 25 Dicembre.

Abbiamo accolto i parenti nella nostra casetta con un pranzo davvero luculliano, cucinato da me il giorno della vigilia.

Astutamente, infatti, calcolando la presenza dei bambini e l'ansia da prestazione, ho scelto un menù che poteva essere preparato in precedenza.

Ho cucinato per l'intero pomeriggio, poi il progetto prevedeva di andare al cinema con i bambini (tradizione ereditata da quando ero piccola) e tornare per la messa di Natale (anche se non sono religiosa, ho sempre amato la messa di mezzanotte, la trovo particolarmente suggestiva).

Invece i pupi si sono addormentati verso le 20 e né io né CF abbiamo avuto cuore di svegliarli.

Il giorno di Natale abbiamo riabbracciato i nonni materni, arrivati dalla Spagna, mio fratello con il mio nipotino e i nonni paterni.

Qui da noi non c'è la tradizione dello scambio dei doni a Natale. I bambini infatti ricevono giochi e dolci il giorno di Santa Lucia e dei grandi a quanto pare non frega molto a nessuno.

Però nella mia famiglia i regali di Natalesono sempre stati un must e CF ha accolto con piacere questa usanza.

Per quest'anno mi sono orientata verso i libri, per cui ho donato un rene ad un paio di librerie, ma ognuno dei miei familiari ha ricevuto un libro pensato e ragionato.

Ovviamente anche la Ninfa e Ringhio hanno avuto il loro regalo. Santa Lucia infatti lascia i giochi e i dolci, ma tutto il resto a casa nostra lo porta Babbo Natale e qualcosa pure la Befana.

E' stata una giornata molto piacevole, senza incidenti diplomatici o capricci estenuanti.

Santo Stefano mi ha portato una gradita sorpresa: un viaggio di tre giorni con CF in Francia, che merita sicuramente un post a parte.

Capodanno ci ha trovato di nuovo nel nostro rifugio in compagnia di una coppia di amici storica, che risale ai tempi dell'università.

Sono arrivati carichi di ogni ben di Dio e accompagnati dal loro cucciolo di Pastore Tedescoche ha fatto la felicità dei bambini.

Il primo dell'anno ha bussato alla nostra porta e ha trovato i bimbi con l'influenza.

Niente di sorprendente, sapevo che sarebbe successo: questa volta il contagio è partito dal mio nipotino e si è esteso a tutti i membri della famiglia tranne la sottoscritta.

Gli altri giorni quindi ho soddisfatto il mio lato da crocerossina barcamenandomi tra bambini, nonni (sì, tutti e quattro) e CF, il quale oltre all'influenza è rimasto bloccato con la gamba per un'infiammazione al nervo sciatico che stiamo curando con simpatiche punture di cortisone.

La Befana è passata quasi in sordina, riempiendo tutte le calze con dolciumi e lasciando ai bimbi un album da colorare.

E ora siamo qua, il primo giorno della solita vita.

Alzati all'alba, colazionetranquilla perché ogni cosa era stata accuratamente preparata ieri: i bambini hanno scelto i loro vestiti e si sono preparati lo zainetto della materna, la previdente mamma ha caricato tutto in auto ieri sera così stamattina la ripresa è stato più delicata.

Tornare in ufficio dopo quindici giorni di assenza è sempre una botta, ma dopo un paio di ore ci si è già riabituati.

Il bello della solita vita è che è uguale solo in apparenza: le esperienze che abbiamo vissuto, la gente che abbiamo incontrato, quello che abbiamo letto, imparato, scambiato alla fine da a tutto un nuovo sapore.

Anche al primo lunedì lavorativo del nuovo anno.