Ci sono dei libri a cui ognuno di noi è particolarmente affezionato.

Uno dei libri che mi accompagnano da tempo immemorabile è "Gatti da legare" di Doreen Tovey.

Anche se lo conosco praticamente a memoria, ogni tanto mi piace rileggerlo.

A volte, quando spolvero la libreria e me lo ritrovo tra le mani, non resisto: lo apro a caso e ne leggo qualche pagina, ridendo tra me e me.

Siccome come ben sapete adoro gli animali e soprattutto ho un feeling particolare con i gatti, ho deciso che ve ne dovevo assolutamente parlare.

"Gatti da legare" di Doreen Tovey: recensione

Doreen Tovey è una scrittrice inglese di cui non si sa molto.

Nata nel 1918, appassionata di gatti, diventa presidente del "Siamese Cat Club" e del "Club del gatto dell'Inghilterra Occidentale".

Durante la sua vita, passata in un paese della campagna inglese vicino a Bristol, Doreen scrive una serie di libri autobiografici che hanno come protagonisti alcune generazioni di gatti Siamesi.

Un'epopea familiare dedicata ai piccoli felini, dunque.

Ho letto tutta la serie, ma l'unico libro che possiedo è "Gatti da legare", il terzo volume.

Ogni libro infatti può essere letto come una storia a sé stante e non è nemmeno necessario leggere i romanzi in ordine cronologico.

In "Gatti da legare" troviamo i coniugi Tovey alle prese con la ristrutturazione del loro cottage.

Ma soprattutto facciamo la conoscenza di Seeley e Shebalu, un seal point e un blue point, arrivati come dei terremoti a spazzare via la tranquillità della vecchia Sheeba.

Doreen ci propone delle divertentissime scene, raccontando come solo un inglese sa fare, le disavventure e le situazioni strane in cui lei e il marito Charles si vengono a trovare a causa dei due pestiferi gattini.

Tra le avventure feline, l'autrice ci presenta una galleria di strani personaggi, dal cacciatore miope all'improvvisata addestratrice di cani.

E tanti sono anche gli animali che animano la scena: dall'asinello all'oca selvaggia, dagli animali del bosco a quelli della campagna inglese.

Suggestivi sono i paesaggi che Doreen ci dipinge con grande abilità: la campagna inglese che ha sempre un che di affascinante, almeno su di me.

"Gatti da legare" è un piccolo romanzo che riesce a farsi strada fino al cuore, che strappa più di un sorriso e che tiene compagnia in queste giornate ancora così poco primaverili.

Vale la pena leggerlo, in un pomeriggio, sorseggiando una tazza di the caldo, magari davanti al caminetto acceso.

Quali sono i libri a cui voi siete particolarmente legate?

Come sempre, un doveroso ringraziamento va a Paola di Homemademamma, la creatrice del #venerdidellibro.

Buon fine settimana e buone feste!

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ANIMALI DOMESTICI E NEONATI

L'arrivo di un neonato è un evento che sconvolge gli esseri umani, tanto la sua portata è immensa e ricca di sfumature, figuriamoci poi gli animali che condividono la loro esistenza con noi.

Come ho già accennato in precedenza, la mia convivenza con gli animali risale a quando ero piccola.

Anche CF vanta una varia esperienza nei rapporti con gli animali, soprattutto cani e cavalli.

Quando siamo andati a vivere assieme, abbiamo deciso di comune accordo che volevamo continuare questa tradizione.

La nostra casa è piccola ma abbiamo un giardino sfruttato dal cane dei genitori di CF, di cui ci occupiamo comunque noi, per cui abbiamo preferito optare per altri animali.

Nostri compagni di avventura dell'epoca erano un criceto e un'acquario di pesci tropicali.

Con me ho traslocato la mia vecchia gatta che ci ha lasciato dopo pochi mesi.

Da quando viviamo lì molte cose sono cambiate: l'acquario di pesci tropicali è diventato un acquario di acqua dolce che ha poi lasciato il posto a una boccia di pesci rossi.

I felini sono diventati due, un maschio e una femmina e la criceta è andata nel paradiso dei roditori mesi or sono.

Quando abbiamo deciso di avere dei bambini, francamente non ci siamo soffermati troppo a pensare a cosa questo avrebbe significato per i nostri animali, soprattutto per i gatti e il cane.

Fare in modo di far accettare il neonato ai nostri amici a quattro zampe non è stato affatto un problema insormontabile.

Certo, ci sono dei trucchetti e degli stratagemmi che possono sempre far comodo.

Ecco quindi cosa posso consigliare a chi vuole allargare la propria famiglia ma trema all'idea di come possano reagire gli amati pets all'arrivo di un bebè.

Pesci

I pesci sono gli animali che dal punto di vista dell'interazione con i bambini non mi hanno mai preoccupato.

Del resto, loro stanno dentro un acquario o una boccia e i pupi stanno fuori.

Che siano pesci tropicali o pesci d'acqua dolce, non si accorgeranno nemmeno del nuovo membro della famiglia. A loro basta avere un habitat adatto e nutrimento a sufficienza.

I pesci tropicali generalmente sono più appariscenti di quelli d'acqua dolce, ma sono anche più delicati.

Informatevi sempre bene prima di decidere se un acquario fa per voi. Personalmente se non siete esperti vi consiglio di provare prima con pesci più resistenti.

I miei figli sono sempre stati affascinati dagli acquari.

Quando erano piccini secondo me il rumore delle bolle in qualche modo li riportava al grembo materno, tant'è vero che nei pressi dell'acquario si tranquillizzavano più facilmente.

Quando sono cresciuti, ho notato che seguire i movimenti dei piccoli animali acquatici era davvero un toccasana.

Guardare nuotare i pesci anche all'interno di una boccia ha un effetto rilassante sui bambini, meglio ancora del barattolo della calma montessoriano.

Quando i bambini cominciano a volervi aiutare nella cura dei pesci, potete insegnare loro come dargli da mangiare: pochi pizzichi del loro mangime e il gioco è fatto.

Per quanto riguarda invece la pulizia è una fase che è meglio che siate voi a gestire, onde evitare splaccicamenti involontari degli animaletti sul pavimento.

Criceti

Esistono cinque specie di roditori che la legge consente di tenere in casa:

  • criceto russo
  • criceto siberiano
  • criceto di Roborowskij
  • criceto dorato
  • criceto Cinese

Le altre specie sono protette e quindi la legge ne vieta la vendita e il possesso.

I criceti sono animaletti buffi che di primo acchito risultano subito simpatici, soprattutto ai bambini, anche abbastanza piccoli.

Allevare uno di questi roditori non è particolarmente impegnativo.

Basterà tenere conto di una cosa: i criceti sono animaletti territoriali, quindi vale la regola una gabbia un roditore.

Mettere due o più criceti nella stessa gabbia, a meno che non sia molto grande o su più piani, scatenerà vere e proprie battaglie che si concluderanno in un bagno di sangue.

I criceti sono animali che amano la pulizia e l'ordine. Ricordatevi di pulire la gabbietta una volta al giorno e di non lavarli mai: i criceti si puliscono da soli e lo fanno davvero spesso e bene.

Ogni criceto suddivide la propria gabbia in varie zone: zona notte, zona pappa, zona gioco e zona bisogni.

Ricordatevi di rifornirli di cibo (ci sono mangimi ben bilanciati a base di frutta, verdura e semi vari da offrire loro) ma senza esagerare e di cambiare spesso l'acqua nell'abbeveratoio  e procurargli una piccola tana con tanto cotone.

I criceti non vanno in letargo e adorano giocare.

Sono sicura che la prima immagine che vi si è presentata alla mente alla parola "criceto" è quella del piccolo animaletto che gira sulla ruota.

Perché effettivamente lo fa. Giorno e notte. E si arrampica dappertutto.

I criceti generalmente non sono aggressivi se si abituano fin da piccoli ad avere contatti con le persone che li accudiscono.

Olivia, la mia piccola peste, si faceva tranquillamente prendere in mano e coccolare anche sotto gola e pancia.

A volte l'ho portata in giro all'interno della mia tasca o in una piccola borsetta.

Ma quando mia suocera ha avvicinato il dito per accarezzarla, lei veloce come un fulmine le ha morsicato il polpastrello.

Per cui non fate avvicinare i bambini con le mani alla gabbia, spiegate loro che il criceto si può guardare ma non toccare e soprattutto dite loro che non devono fare rumori assordanti nei pressi della gabbia, perché il nostro piccolo amico si spaventa moltissimo.

Col tempo potete insegnare ai vostri figli a dare semi o pezzettini di frutta all'animaletto che avrà modo di familiarizzare con loro.

CANI

Come ho accennato all'inizio del post, la mia esperienza nell'ambito canino è abbastanza recente.

I genitori di CF sono i proprietari di una cockerina di ormai otto anni, ma la maggior parte delle volte ce ne occupiamo noi.

La cagnolina non è stata allevata da me e, come dice spesso il veterinario, mi considera una compagna di branco con cui giocare e bighellonare.

Infatti andiamo a spasso insieme, ci coccoliamo e giochiamo come due matte.

Le porto la pappa, l'acqua e la tengo pulita.

Ogni tanto le faccio un bel bagno, cosa che non gradisce per niente.

Ma mi ubbidisce di rado e solo se sa che poi le allungo una ricompensa.

Come la maggior parte dei proprietari di cani, la preoccupazione più grande per l'arrivo dei nostri bambini era proprio lei.

Su consiglio del veterinario, appena nata la Ninfa, ho subito portato una sua tutina alla cagnolina in modo da farle sentire e conoscere il nuovo odore.

Pian pianino, quando uscivamo, abbiamo fatto in modo che si avvicinasse alla neonata e le abbiamo premesso di annusarla.

Siccome è un cocker agitato, la premiavamo con un bel biscottino quando riusciva a stare seduta ferma vicino a noi senza tentare di salire in braccio quando c'erano la Ninfa e Ringhio.

Pian pianino abbiamo allungato il tempo passato assieme, senza costringerla a stare con noi se lei non voleva.

Man mano che i bambini crescevano, anche lei cambiava atteggiamento nei loro confronti: il suo fare circospetto ha lasciato posto ad una gioia irrefrenabile quando li vede.

Ciò nonostante, spesso bisogna tenere a bada la sua esuberanza, perché, non appena vede Ringhio e la Ninfa, il suo primo istinto è quello di balzar loro addosso e di leccarli tutti.

Da parte loro anche i pupi devono essere frenati, perché come tutti i cuccioli -e i bambini non fanno eccezione- di primo acchito si mettono a correre e lei ovviamente li insegue e poi finiscono tutti a rotolarsi nell'erba o sul porfido.

Se all'apparenza sembra un rapporto idilliaco, non nasconde però dei rischi.

Il nostro cane non è abituato a stare con la gente per cui non a volte interpreta male alcuni gesti.

In più ha delle abitudini ben radicate: la pappa ad una certa ora servita in un determinato modo e diventa aggressiva se qualcuno prova a portargli via il cibo, anche per gioco.

La stessa cosa capita con la sua copertina e con alcuni dei suoi giochi.

Io e CF abbiamo spiegato tutto questo ai bambini, ma non lasciamo mai i pupi e il cocker da soli per prevenire spiacevoli incidenti.

Si gioca assieme, si fanno le coccole, si sta in braccio a turno (sì, pure lei), si mangia il biscotto se ci si comporta bene (sì, pure lei).

Babbo Natale e Santa Lucia lasciano sempre qualcosa anche a lei e il giorno del suo compleanno, arbitrariamente scelto in Luglio, riceve un piccolo regalo.

Anche se non ha il permesso di entrare in casa (no, non è perché ho paura che sporchi, ma perché in casa ci sono i gatti), di fatto lei è un membro della nostra famiglia a tutti gli effetti.

GATTI

Infine, veniamo al mondo gatto.

I gatti sono gli animali con cui ho più familiarità e quelli di cui era più facile per me prevedere le reazioni all'arrivo dei bambini.

Sfatiamo subito un mito: i gatti non sono animali indipendenti.

I mici come tutti gli altri animali domestici dipendono da noi per i loro bisogni primari: cibo, acqua, cure sanitarie e pulizia.

Non è affatto vero che i gatti non hanno bisogno di coccole, anzi: sono tra gli animali più coccoloni con cui ho avuto a che fare.

Ci sono esemplari che sopportano la solitudine meglio di altri, ma quello dipende dall'indole del felino.

I gatti sono territoriali, per cui se ne volete più di uno è meglio prenderli assieme, quando sono cuccioli, per evitare problemi e difficoltà di inserimento più avanti.

In questo caso territoriale si riferisce allo spazio fisico ma anche alle persone.

La mia attuale gatta, così come quella vecchia che mi aveva seguito nell'avventura a due, è molto possessiva nei miei riguardi: tollera la presenza degli altri membri della famiglia ma ha ben chiaro chi è la sola persona che può permettersi di coccolarla.

Il gatto, invece, è un pezzo di pane: buono fino all'esagerazione si fa coccolare e a volte anche malmenare da tutti.

I gatti hanno capito subito che sarebbe cambiato qualcosa fin da quando ero incinta.

Vivere a contatto con loro, nonostante non fossi immune alla toxoplasmosi, non ha mai rappresentato un problema:  i gatti vengono controllati e vaccinati periodicamente e ho sempre seguito le usuali norme igieniche per cambiare la lettiera.

Un piccolo consiglio: sarebbe meglio avere una cassettina per ogni gatto.

I gatti sono animali con la puzza sotto al naso: non amano gli ambienti sporchi e con odori troppo forti, non mangiano dove fanno i loro bisogni, per cui pappa e acqua lontano dalle cassettine.

Odiano essere sporchi e disordinati e passano gran parte del loro tempo a leccarsi e a sonnecchiare.

In più, fin da piccini i miei mici sono stati abituati a farsi lavare e non temono l'acqua (l'asciugacapelli invece li fa imbestialire).

Questi piccoli felini sono prevalentemente notturni, per cui è facile che si scatenino in corse pazze e giochi rumorosi durante la notte, specialmente quando sono giovani.

Per i gatti l'arrivo di un bebè può essere davvero destabilizzante, soprattutto se si da loro l'impressione di essere trascurati.

Per questo fate in modo di coccolarli più di quanto facevate prima, spazzolate il loro pelo e ricompensateli spesso.

Quando il bimbo nasce, lasciate che il gatto si avvicini pian piano e secondo le sue tempistiche per valutare il nuovo venuto.

Inizialmente il gatto farà l'indifferente, magari anche l'offeso, ma è solo apparenza. In realtà muore dalla curiosità.

Le difficoltà più grandi si hanno quando i bambini cominciano a muoversi e a gattonare in autonomia.

A questo punto vedono il gatto come un bel giocattolo peloso a cui tirare la goda e i baffi.

Cosa che il micio non ama per niente. Se il vostro gatto è placido come il mio, lascerà correre e al massimo vi lancerà sguardi da martire mentre il vostro pupo gli strapperà una vibrissa.

Se invece il vostro gatto è bisbetico come la mia, potrebbe sfoderare gli artigli e graffiare il piccolo.

Proprio per questo vi suggerisco per prima cosa di tenere sempre le unghie dei gatti tagliate e curate (non è vero che ai gatti fa male tagliare gli artigli, semplicemente non amano essere immobilizzati mentre lo fate).

In più, se avete a che fare con gatti non molto accomodanti, fate in modo che i bambini non si avvicinino troppo.

Credetemi, di solito i gatti sono i primi a defilarsi se ritengono i bambini pericolosi.

Con il tempo poi i bambini capiranno che i mici non sono giocattoli, ma animali che possono essere coccolati.

La Ninfa corre a farsi consolare dal mio gatto se io la sgrido e, quando è triste, passa ore e ore ad accarezzarlo.

Dal canto loro i gatti si abitueranno ai nuovi venuti e smetteranno di fare di tutto per evitarli: si siederanno vicino a loro e andranno a strusciarsi sulle loro gambe quando rientreranno a casa.

COME FAR CONVIVERE BAMBINI E ANIMALI

Spero che questo post sia servito a rassicurare tutte quelle coppie che si preoccupano di come far accettare il neonato al proprio animale domestico, soprattutto al cane e al gatto.

Con qualche piccolo accorgimento e un po'di pazienza i vostri amici animali si abitueranno a convivere serenamente con i nostri bambini.

 

 

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Bambini o animali?

In questo mondo pazzo troppo spesso gli animali vengono trattati come figli e i figli come animali.

Ieri alla radio ho sentito che l'attenzione verso gli animali domestici è salita rispetto a quella verso i bambini, tanto che sempre più spesso i supermercati espandono i reparti dedicati agli animali e riducono quelli dedicati ai neonati.

Oramai si sa che l'Italia è un Paese dove le nascite sono sempre più in calo e lo speaker ipotizzava che le coppie fossero più propense a prendere un animale da compagnia piuttosto che a fare un figlio.

Io voglio sperare che la scelta non sia un out-out: chi ha dei bambini può decidere di allargare la famiglia e prendere un animale e chi ha un animale può tranquillamente decidere di fare un figlio.

Bambini e animali

Fin da quando ero piccola ho avuto l'opportunità di vivere a stretto contatto con gli animali domestici: gatti, canarini, pappagalli, criceti, pesci, tartarughe...

Purtroppo non ho mai avuto la possibilità di tenere dei cani, perché i miei genitori hanno sempre pensato che avessero bisogno di stare in un giardino o in un cortile.

Ho rimediato ora che sono grande, "adottando" il cockerdei genitori di CF.

Le ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato come la presenza di un animale domestico accanto ai bambini arrechi loro grandi vantaggi.

Vantaggi psicologici

Prendersi cura di un cane, un gatto, una tartaruga...aiuta i nostri figli a diventare più responsabili - mi vengono sempre in mente i telefilm americani, dove a turno ogni alunno porta a casa la mascotte della classe per accudirla.-

La convivenza con un animale aumenta l'autostima, migliora le capacità di osservazione e riduce ansia e stress, come ha ben dimostrato la pet-therapy.

Inoltre, considerando che spesso gli animali da compagnia hanno aspettative di vita differenti dalle nostre, vivere con loro insegna ai nostri figli il ciclo della vita.

Spesso infatti i nostri pets vengono presi quando sono solo dei cuccioli e restano con noi fino a che non muoiono.

Seppur triste, da quest'esperienza ogni bimbo imparerà cheogni cosa ha un inizio e una fine, compresi gli esseri viventi.

Vantaggi fisici

Vivere a stretto contatto con un animale può recare vantaggi anche a livello fisico, non solo psicologico.

Pensiamo infatti a tutti quei bambini che hanno un cane: sono più invogliati ad uscire e questo riduce la sedentarietà e combatte il sovrappeso.

Uscire inoltre significa vedere e incontrare altre persone, stimolando la socializzazione.

Da tempo è stato dimostrato che chi vive a contatto con gli animali corre meno rischi di sviluppare allergie e forme asmatiche.

Inutile sottolineare che si parla sempre di animali ben tenuti, ossia sottoposti a periodici controlli veterinari almeno una volta l'anno e a cui vengono applicate le norme igieniche basilari: pulire frequentemente le gabbiette e le lettiere, così come ceste e cucce dove dormono, non far mai mancare loro acqua fresca e nutrirli in modo adeguato.

Quale animale scegliere?

Ok, avete capito che la convivenza tra animali domestici e bambini è possibile e avete deciso di prenderne uno.

Mi auguro che la decisione sia stata attentamente ponderata e non sia stato frutto dell'impulso del momento.

Non mi stancherò mai di ripetere di non regalare animali per Natale o per compleanno se non siete sicuri che poi vengano accuditi con gioia e amore per sempre.

Gli animali non sono giocattoli e richiedono impegno e costanza, che essi ci restituiscono poi sotto forma di amore e dedizione incondizionata.

Per capire quale animale è il più adatto per la vostra famiglia, il mio consiglio è quello di documentarsi e se possibile di fare una chiacchierata con un veterinario.

Tenete ben presente che, come ogni persona, anche gli animali sono individui unici con una loro personalità: il gatto della bisnonna non si comporterà necessariamente come il gatto che prenderete voi, il cane di vostro cugino non sarà mai uguale al vostro.

Ricordatevi che, qualunque sia la scelta che farete, un animale è come un diamante: per sempre.

Valutate quindi attentamente:

  • quanto tempo siete disposti a dedicargli: pulire la boccia dei pesci è meno impegnativo che badare ad un cane, per esempio;
  • quanto spazio avete: tenere un alano in un appartamento di 75 mq. a mio avviso non è una scelta, è un suicidio;
  • quali sono le vostre possibilità economiche: gli animali hanno un costo: controlli periodici dal veterinario, cibo e un minimo di attrezzatura. Il costo di mantenimento di un cavallo non sarà paragonabili a quello di un canarino.

L'ultimo consiglio importante che voglio lasciarvi è questo: se optate per animali che non stanno in gabbia, abbiate l'accortezza di non lasciarli mai incustoditi con i vostri bambini, soprattutto se molto piccoli.

Detto questo, concludo augurandovi una felice e serena convivenza!

 

 

Era una gatta, assai trita, e non era
d'alcuno, e, vecchia, aveva un suo gattino.
Ora, una notte, (su per il camino
s'ingolfava e rombava la bufera)

trassemi all'uscio il suon d'una preghiera,
e lei vidi e il suo figlio a lei vicino.
Mi spinse ella, in un dolce atto, il meschino
tra' piedi; e sparve nella notte nera.

Che nera notte, piena di dolore!
Pianti e singulti e risa pazze e tetri
urli portava dai deserti il vento.

E la pioggia cadea, vasto fragore,
sferzando i muri e scoppiettando ai vetri.
Facea le fusa il piccolo, contento.

Giovanni Pascoli , "La gatta"

Questo è il periodo dedicato alla festa della mamma.

Che poi non si sa mai bene quando è il giorno giusto, per cui sui social compaiono frasi d'auguri, aforismi e immagini strappalacrime dal sei maggio in poi, di solito fino al quindici.

La prima a portarmi il suo regalo quest'anno è stata la gatta.

E' una micina piccola piccola che abbiamo adottato tempo fa in un gattile. La povera, assieme ai fratellini, era stata trovata al bordo di una strada, in un fossato.

La mamma non doveva essere morta da molto e, come ultimo regalo d'addio, aveva continuato a nutrire i propri figli con quel poco latte che il suo corpo ormai esangue aveva -chissà come-continuato a produrre.

E' sempre stata una gatta particolare, la Zelda. E' rimasta di forma ridotta, sembra un cucciolo. Ma ha un carattere peperino, poco obbediente.

E una memoria di elefante. Ogni piccolo affronto, ogni minima sgridata, ogni pusillanime dispetto viene immagazzinato in quella testolina matta.

E puoi stare sicuro che, alla prima occasione, si vendicherà. Sedie graffiate, tende rovinate, cuscini con la trama sfilacciata.

E se hai osato spingerti troppo in là, potrebbe considerare il tuo maglione preferito o la tua bella rivista patinata fresca di stampa alla stregua della sua lettiera.

Ma è dolce e coccolona  oltre ogni dire, la mia gatta. La sera, quando tutto è silenzioso, arriva e  pian piano infila il suo musetto nella mia mano.

Comincio ad accarezzarle il manto di velluto, cullandomi al suono delle sue fusa.

Basta perdermi nei suoi occhi, piccoli caleidoscopici globi di giada, per sentirmi subito meglio.

Fascino senza tempo

 

Con i bambini è schiva, sta sulle sue. Ha capito che è meglio rimanere lontano dalle loro manine appiccicaticce, dai loro abbracci poco delicati, perché i bambini, si sa, non sanno dosare bene le proprie forze.

Come si confà ad ogni felino che si rispetti, la Zelda ama cacciare. Poiché la casa non è un territorio dove scorazzano topi o uccellini allo stato brado, la micia esercita le proprie doti venatorie sui poveri insetti o sui piccoli rettili che ogni tanto riescono ad entrare.

La Zelda, ottima stratega, prepara con cura gli agguati. Si apposta paziente negli angoli più nascosti, balza repentina addosso all'ignara preda e in pochi attimi la battaglia è conclusa.

Ieri, tronfia e orgogliosa, ha lasciato ai miei piedi una povera cavalletta.

"Tanti auguri, mamma!" ha miagolato.

Poi, regale e sinuosa, mi ha girato la schiena e se n'è andata a riposare sui cuscini del divano.

(Questo post partecipa agli esercizi di scrittura degli Aedi digitali.)

Aspetto impaziente vicino al cancello. Lei arriva e mi saluta calorosamente. Guinzaglio e via, pronte a partire.

Oggi piove, ma non mi importa. E' una pioggerellina fine fine, non ho bisogno di un ombrello, io. Voglio camminare, mi sento tutta anchilosata. L'inattività di questi giorni si fa sentire.

Scendiamo lungo la via. Le automobili e i motorini ci passano vicino. Quanto odio quegli orrendi trabiccoli a due ruote, con il loro rumore assordante mi danno fastidio alle orecchie.

Non c'è in giro nessuno, nemmeno un cane. Perché poi, mi domando. Imbocchiamo una strada in salita. Oggi nuovo giro. Niente motori rombanti qui. Si sta bene, la strada è infangata e si sente profumo di erba. C'è anche un altro odore, sottile ma intenso. La pioggia lo sta lavando via pian piano.

Dai su andiamo, veloce. Sono curiosa di sapere che cos'è quest'odore. Cammina, dai, non posso sempre trascinarti io. Sbuffi, eh? Ti manca il fiato, sei proprio fuori allenamento. Ma dove saresti se non ci fossi io che ti obbligo a camminare almeno un pò?

Rumori di passi lungo il sentiero. Allora c'è vita attorno a noi. Arriva una coppia. Sono due femmine? No, maschio e femmina.

"Salve"

"Salve. E' maschio o femmina?"

"Femmina"

"Ok, allora noi giriamo di qua". Perché  ti chiedono sempre il sesso? Non lo capirò mai, questo ragionamento.

Di nuovo soli. La guardo intensamente negli occhi. Forza, saliamo ancora un pò. Ma sembra stanca. E' proprio fuori allenamento.

Torniamo indietro, questa volta rallento il passo. Sia mai che le venga un infarto, poi cosa faccio io? Arriviamo di nuovo sulla strada asfaltata. Giro l'angolo, voglio percorrere questa via con tutte le casette in fila e i giardini ben curati. E i cani. Che cominciano ad abbaiare non appena ci vedono. E' inutile che fate i gradassi quando siete dentro. Poi fuori tutti agnellini, eh?

Qui c'è più animazione. Gruppi di bambini salgono lunga la strada. Li guardo truce. State alla larga, per cortesia. Loro sembrano capire e tirano diritto. I bambini hanno reazioni imprevedibili, non dovrei trovarmi di fronte a situazioni imbarazzanti.

A proposito di situazioni imbarazzanti, mi scappa la cacca. Andiamo, che è meglio! O porca vacca, guarda chi arriva ora! La vecchia vicina di casa, adesso attacca un bottone infinito.

Infatti si avvicina e comincia a chiacchierare. Blablabla, blablabla...Niente, io non ce la faccio più. Ahhhhhhhh, che sollievo!

"Cara, il tuo cane ha fatto la cacca" Bercia la vecchia ciabatta.

Lei mi guarda, allarmata. Te l'avevo detto che mi scappava.

Fruga veloce nelle tasche, in cerca di un sacchettino. Ma io so che li ha dimenticati. Tiro leggermente il guinzaglio. Dai andiamo. La vicina logorroica che puzza di cavolo bollito se ne sta andando.

Finge ancora di cercare, ma so che è solo per darsi un tono. Dopo un paio di minuti, si guarda furtivamente attorno. Non c'è nessuno, te lo assicuro. Forza, allontaniamoci.

Attraversiamo la strada e con aria noncurante continuiamo a passeggiare. La cacca rimane lì, la pioggia la laverà via. Se un pedone distratto la calpesterà, tanto meglio. Porta fortuna, no? Con tutto quello che c'è in giro per le strade preoccuparsi di un pò di pupù mi sembra eccessivo. Tipico degli umani, crearsi problemi dove non ce ne sono.

Arriviamo a casa. Ci salutiamo con il nostro solito trasporto. Dai, entra che sennò poi ti ammali. Già sei fuori forma, ci manca pure la bronchite.

Mandami l'uomo per la pappa. Ci vediamo domani.

Io ti aspetto qui. Sempre.

 

Mi piacciono gli animali, tutti quanti. Da bambina sognavo di vivere in un'enorme fattoria, con mucche, cavalli, pecore e via dicendo

Quando sono cresciuta, ho deciso che da grande avrei fatto la veterinaria.

Ma il sogno si è infranto quando ho scoperto che tra le incombenze dei veterinari rientra anche la soppressione degli animali malati che stanno soffrendo troppo. Non ce l'avrei mai potuta fare.

Ho sempre avuto amici a quattro zampe e non solo.

Attualmente la nostra famiglia comprende due gatti, un cane, una coppia di criceti e un acquario di pesci.

Amo ognuno di loro, ma la mia istintiva preferenza va ai felini.

Non ho a livello conscio una spiegazione precisa. E' così e basta.

Quando sono andata a vivere con CF ho messo subito in chiaro che avremmo avuto dei gatti. Il povero, che mi ama alla follia, ha acconsentito ingenuamente.

Lui è cresciuto con un cane e non sapeva a cosa andava incontro. Ora che lo sa, sarebbe ben felice di barattare i mici con qualsiasi altra cosa, vivente o meno.

I nostri gatti, un maschio e una femmina, provengono da un gattile di zona. Sono dei meticci, uno a pelo lungo e l'altra a pelo corto.

Come nella più consona tradizione sessista, il maschio è un pezzo di pane e la femmina è una vipera. Lui si fa fare di tutto, anche dai bambini.

La Ninfa qualche anno fa l'ha perfino colorato con i pennarell, perché "era troppo bianco". La gatta è più schiva, quando ci sono i bambini mantiene le distanze.

Come dice sempre CF, i gatti sono i "miei" gatti, rimarcato e sottolineato. Il che vuol dire che ogni marachella che combinano è responsabilità mia.

Sono una bella coppia di matti. La cosa che li diverte di più è giocare durante la notte.

Non appena tutti siamo nel mondo dei sogni loro si scatenano. Cominciano a correre e saltare sui letti, si fanno gli agguati saltando fuori da sotto i letti, si arrampicano sui mobili e in picchiata piombano l'uno addosso all'altra.

Se siete deboli di cuore, amiche, non prendete gatti ad abitare con voi.

Se siete sotto le coperte e distrattamente muovete un piede, zac! Il gatto vi colpirà all'improvviso.

Se vi alzate per andare a prendere un bicchiere d'acqua, il gatto si materializzerà dal nulla al vostro fianco.

Quando rientrate nel letto, lo troverete acciambellato sul vostro cuscino.

Non provate a leggere con un gatto al vostro fianco: si stenderà del tutto casualmente sulla pagina che state guardando.

I felini si sentono i padroni assoluti della casa e se qualcosa non va, protestano vivamente.

Non sottovalutate le loro proteste, potreste pentirvene. La mia gatta è vendicativa e quando un membro della famiglia le fa uno sgarro, trova sempre il modo per rendere pan per focaccia.

L'altra volta l'ho sgridata perché si faceva le unghie sul divano (ha un bellissimo tiragraffi) e con perfetta puntualità mi ha staccato ad uno ad uno tutti i fiori dell'orchidea. Ma questo è un caso limite, almeno spero.

I gatti sono giocherelloni, ma sono anche coccoloni. Ai miei piace farsi accarezzare per ore, soprattutto la sera.

Mi seguono e appena capiscono che ho finito di fare qualsiasi cosa io stia facendo, si strofinano sulle mie gambe.

Ci mettiamo sul divano e lì si apre la sessione delle coccole, che fosse per loro durerebbe all'infinito.

La Ninfa ha scoperto da poco che se fa i grattini sulla testa di JJ lui si scatena e fa le fusa molto rumorosamente. A lei questo piace molto per cui la sera, prima di addormentarsi, intanto che ascolta la favola, si accoccolano assieme nel letto e lei si addormenta cullata dal ritmico ron-ron.

Ringhio invece è nella fase "spaventiamo i gatti": li insegue tentando di metterli all'angolo o si avvicina di soppiatto quando dormono e urla in maniera agghiacciante. La micia ovviamente non gradisce.

Sospetto che sia lei la responsabile della sparizione di un piccolo peluche con cui giocava sempre il pupo.

Compagno dal canto suo sopporta tutto questo più o meno stoicamente.

Sorveglia Ringhio per intervenire in caso gli scherzi si facciano più pesanti. Osserva i gatti per vedere che durante le loro scorribande non danneggino troppo la casa (per ora i segni del loro passaggio si possono notare su divani, sedie e tappeti).

E si lamenta incessantemente con me, dicendo che vivere con loro è impossibile, salvo poi strapazzare di coccole il povero JJ non appena mi volto dall'altra parte.

Del resto però gli istinti animali non si possono sopprimere, lo dice anche la scienza.

Io mi godo i miei gatti, che contrariamente a quanto sostenuto, mi fanno un sacco di feste non appena entro in casa, mi seguono come un'ombra e mi consolano come solo loro sanno fare quando sono triste.

Spero di essere capace di trasmettere ai miei figli l'amore e il rispetto per le creature viventi, siano cani, gatti o formiche. Penso però di essere sulla buona strada...

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[...] Il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno gli altri animali. (Rousseau)