Robin Sloan è un autore di cui ho spesso sentito parlare.

Non mi ero mai cimentata con la lettura di uno dei suoi romanzi così, quando ho visto "Il magico pane dei fratelli Mazg" in bella mostra sullo scaffale della biblioteca mi sono detta "Perché no?".

L'ho portato a casa e ho cominciato a leggerlo. Nel giro di un paio di giorni l'avevo terminato.

Ecco perché per il venerdì del libro ho deciso di presentarvelo.

Il magico pane dei fratelli Mazg: trama

Il romanzo si apre con la protagonista, Lois Clary, ingegnere informatico presso un'azienda che si occupa di progettare tecnologie all'avanguardia a San Francisco.

Lois ci viene descritta come una ragazza molto capace, ambiziosa e stakanovista che lavora in un ambiente altamente competitivo.

Il lavoro per i dipendenti della General Dexterity è talmente importante da oscurare qualsiasi altra sfera sociale e arriva addirittura a ridurre i piaceri della vita, come per esempio il cibo, a mere necessità di sopravvivenza.

Alla General Dexterity per risparmiare tempo ha preso il via la nuova moda di nutrirsi con lo Slurry, un concentrato di proteine.

Ogni giorno la giovane Lois arriva a casa stremata e utilizza le poche forze che le rimangono per ordinare un pasto con consegna a domicilio.

Una sera Lois decide di ordinare la zuppa piccante con pane fatto in casa dai fratelli Mazg, che hanno una piccola tavola calda sotto casa sua.

Questo segna il punto di svolta della vita della giovane. I piatti che le vengono recapitati sono talmente buoni da far accendere nel suo cervello una piccola area destinata al piacere che prima era sopita.

Pian piano tra i fratelli Mazg e Lois si instaura una sorta di rapporto di stima reciproca.

Ma un brutto giorno i fratelli sono costretti a chiudere l'attività e a emigrare in Europa.

Lasciano alla loro cliente numero uno parte del segreto della loro cucina: la pasta madre con cui cucinano il loro delizioso pane.

Lois deve nutrirla ogni giorno ed utilizzarla per fare il pane.

La ragazza è combattuta: la curiosità è tanta ma il tempo è poco.

Nonostante questo, Lois inizia la sua carriera di panettiera: il suo pane è talmente buono che in poche settimane riesce a farsi un nome e accetta il suggerimento di provare ad ottenere il permesso di venderlo all'esclusivo mercato del Ferry Building.

Questo mercato non è come tutti gli altri: è un mercato futurista, che applica le nuove ricerche tecnologiche al campo alimentare.

Lois viene assunta per "insegnare" ad un braccio meccanico della General Dexterity a fare il pane.

Il lavoro della giovane, come quello degli altri suoi colleghi al mercato, potrebbe recare vantaggi a molti zeri al proprietario e sovvenzionatore dei progetti, un misterioso magnate.

Ben presto però Lois si interroga se questo sia in realtà quello che vuole realmente fare: svilire un cibo antico come il pane rendendolo un mero nutrimento.

Aveva deciso di intraprendere la carriera di panettiera per riequilibrare la sua vita, per tornare ad essere felice, ma la situazione non sembra essere migliorata.

Il destino è pronto di nuovo ad intervenire: tecnologia e natura si scontrano, ribellandosi all'umanità in un finale grottesco ed esilarante al tempo stesso.

Il magico pane dei fratelli Mazg: recensione

Robin Sloan è diventato famoso per il connubio della tecnologia e della tradizione nei suoi romanzi.

L'interrogativo di fondo su cui basa le sue trame è: come può la tecnologia arrecare benefici all'umanità senza svilire la tradizione?

Nel caso de "Il magico pane dei fratelli Mazg" la domanda che Sloan pone ai suoi lettori è: gli uomini hanno davvero bisogno di una svolta drastica nel mondo alimentare?

Perché un uomo dovrebbe nutrirsi con preparati industriali, insetti essiccati, polveri solubili?

Lois lo impara a proprie spese: non sempre la tradizione è vecchia e sbagliata, non sempre la natura è disposta a farsi imbrigliare dall'uomo, neppure se si tratta di microorganismi come i lieviti.

"Il magico pane dei fratelli Mazg" è un romanzo statico, con pochi eventi eclatanti, un intreccio che si dipana tra passato e presente ed una serie di personaggi forti e ben caratterizzati.

Oltre alla giovane Lois, protagonisti indiscussi i due fratelli Mazg, che conosciamo attraverso lo scambio di e mail con la protagonista.

Eclettici, raffinati, nomadi per natura, a loro modo affascinanti sono il collante del libro.

I due fratelli dimostrano che la tradizione può comunque rinnovarsi senza però perdere le proprie caratteristiche: loro, girovaghi da secoli immemorabili, hanno deciso di fermarsi e di aprire un piccolo ristorante in Europa.

Esilarante l'idea del "circolo delle Lois", un gruppo di donne che risiedono in una città accomunate dallo stesso nome.

Quando si dice che il nome segna il destino di una persona!

Per quanto riguarda lo stile narrativo, "Il pane dei fratelli Mazg" è scritto dal punto di vista di Lois, con una prosa scorrevole ma zeppa di riferimenti alla moderna tecnologia.

Il finale apocalittico era preannunciato, ma Sloan si è dimostrato bravo a gestirlo creando una situazione tragicomica che fa sì sorridere ma anche riflettere.

Come sempre, un ringraziamento a Paola di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il magico pane dei fratelli Mazg

Autore: Robin Sloan

Traduzione a cura di: E. De Medio

Casa editrice: Corbaccio

Data di pubblicazione: 2017

pagine: 240

Questo venerdì del libro sono contenta di potervi parlare dell'ultimo romanzo di una scrittrice a me molto cara, Carla Maria Russo.

Ad appena un anno dall'uscita de "Le nemiche", Carla ritorna con "L'acquaiola".

L'acquaiola di Carla Maria Russo: brevi cenni alla trama

Figura centrale di quest'opera è Maria, una ragazza di quindici anni che non ha eguali.

Maria è l'ultima di quattro sorelle. La sua famiglia è di umili origini e la giovane si affanna per tirare avanti come può prendendosi cura anche del povero padre molto malato.

La ragazza non ha altra ricchezza se non le sue forti braccia, che non esita a mettere a servizio di qualsiasi padrone, purché le offra un lavoro onesto.

Maria si spacca la schiena facendo la bracciante per il signore locale, vanga un fazzoletto di terra brulla da cui riesce comunque a ricavare fave e poco altro che poi vende alle donne del minuscolo villaggio in cui vive.

Non ha paura di lavorare, la giovane Maria, neppure se le propongono un mestiere da uomo, nemmeno se deve lavorare anche di domenica.

Del resto la vita è dura per tutti, in quel lembo di terra desolato sui monti dell'Appennino entro meridionale, soprattutto negli anni a cavallo tra l' Ottocento e il Novecento.

E' dura per i poveri che abitano al Travucco, la zona più scomoda e impervia del paese, e a maggior ragione lo è per Maria contro cui il destino si continua ad accanire così crudelmente.

La volenterosa ragazza, indomita e instancabile, trova lavoro nella Casa Grande, l'abitazione del signorotto locale.

Viene assunta come acquaiola e dovrà percorrere ogni giorno con qualsiasi condizione atmosferica tre kilometri per portare botti di acqua fresca alla dimora signorile.

La storia di Maria si lega alle storie degli altri abitanti di questo piccolo paese: Luigi, l'ultimo figlio di Don Francesco, Sabina, amica di Maria, Saveria, la locandiera...

C'è chi va a cercare fortuna in America, chi viene costretto a furor di popolo ad abbandonare il paese, chi decide di restare e chi vorrebbe andarsene ma non può.

Ogni personaggio ci racconta qualcosa, ogni vicenda è legata a quella precedente e così l'intera vita del paese  si dispiega davanti ai nostri occhi, in un lasso temporale di circa settant'anni, fino alla morte della protagonista.

L'acquaiola di Carla Maria Russo

"L'acquaiola" è un romanzo che mi ha stupito, perché l'ho trovato non in linea con i libri di quest'autrice che ho letto in precedenza.

Se pensiamo infatti a "Le nemiche" o anche a "Lola nascerà a diciott'anni" ci accorgiamo subito che l'ambientazione che fa da sfondo alla vicenda è vaga, sfumata, incerta volutamente non caratterizzata.

Si parla di questo piccolo paese di montagna dove c'è un quartiere per la gente povera e una dimora signorile, ma non se ne fa mai il nome.

Nonostante l'arco temporale scelto sia molto amplio, nonj c'è mai una data precisa menzionata.

Il passaggio tra i vari anni sembra forzato: si intuisce da vari dettagli che la prospettiva temporale è cambiata ma pare che la narrazione sia a blocchi, non così fluida come mi era sembrata negli altri romanzi.

Su una cosa Carla Maria Russo però non si smentisce mai: l'abilità con cui sceglie i personaggi che diventeranno i protagonisti delle sue storie.

C'è sempre una figura femminile forte al centro della trama, le cui decisioni in qualche modo influenzano il corso della storia.

In questo caso mi è piaciuta la scelta di incentrare la narrazione su Maria, una ragazza del popolo come tante altre.

Ma Maria deve distinguersi in qualche modo per essere interessante.

La sua peculiarità è la natura granitica e intransigente: presa una decisione non torna mai sui suoi passi.

Da questo punto di vista l'ho trovata disturbante, se si può dire: non c'è un'evoluzione tra Maria quindicenne e Maria settantenne.

E' come quando si dice che uno nasce tondo e non può morire quadrato.

Questo fatto a lungo andare me l'ha fatta trovare quasi antipatica, soprattutto perché nonostante la sua forza sia fisica che psicologica in realtà non si nota la voglia di cambiare, di migliorarsi, ma piuttosto la rassegnazione a sopportare ciò che il destino ha in serbo per lei.

Invece che rivelarsi forte Maria alla fine mi sembra che si riveli debole.

Anche gli altri personaggi, che a turno narrano le vicende in questo romanzo corale, non fanno altro che ripetere gli errori dei loro genitori da cui in qualche modo volevano fuggire.

E' così per il segretario Luigi, che allontanerà i suoi tre figliastri e terrà il pugno di ferro con il figlioletto; lo stesso accade a Nella, figlia di Maria, che si inimicherà la propria bambina così come aveva fatto la madre con lei ed è così per tutti gli altri.

Sembra quasi che, nonostante passino gli anni, in quel piccolo paese dell'Appennino la mentalità non cambi affatto.

Ora sono curiosa di assistere alla presentazione del libro al Milano Book City di novembre.

Cosa ci dirà l'autrice su "L'acquaiola"?

Nel frattempo vi invito a leggere questo romanzo e ringrazio calorosamente Paola di Homemademamma che ha inventato il venerdì del libro.

Scheda tecnica

Titolo: L'acquaiola

Autore: Carla Maria Russo

Casa editrice: Piemme

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 252

PS: volevo solo ricordarvi che su FB c'è la pagina dedicata al blog e che potete trovarmi anche su IG.

I post dedicati ai libri hanno l'hashtag #datemiunam #anchelemammeleggono. Potete utilizzarli anche voi, ditemi cosa state leggendo e taggatemi così non me ne perdo nemmeno uno.

Oggi questo venerdì del libro è dedicato ad un romanzo storico.

"Anita. Storia di un viaggio", scritto e auto pubblicato dalla genovese Laura Pagliaini, bresciana d'adozione.

Laura scrive il suo romanzo partendo dalla lettura di alcune epistole familiari ritrovate per caso.

Tale scambio epistolare, avvenuto negli anni della fine della Seconda Guerra Mondiale, colpisce molto Laura.

Partendo da questi fatti realmente accaduti ai suoi congiunti, la scrittrice decide di documentarsi a fondo e di provare a parlarne in un romanzo.

Per non dimenticare, per dare voce al popolo degli anni che furono, alla gente comune, attraverso testimonianze vere e reali.

Anita. Storia di un viaggio di Laura Pagliaini: brevi cenni alla trama

Genova, 1945: Anita e Attilio fanno ritorno in città assieme ai figli, al nonno e alla tata.

La guerra è finalmente finita, l'Italia è stata liberata ed è ora di voltare pagina.

Ma per Attilio e Anita non è affatto così: da mesi oramai non si hanno più notizie di Mario, il fratello più piccolo.

Mario è un maresciallo dei carabinieri. A causa delle sue idee politiche avverse al regime fascista, è stato allontanato e mandato a Gorizia.

Attilio e l'altro fratello, Giovanni, medico antifascista che abita in Sud-Tirolo temono il peggio.

Nonostante questo, i due non vogliono abbandonare del tutto le speranze di ritrovare il loro caro disperso.

Con l'aiuto della giovane moglie Anita, che decide di stare a fianco del marito in questo momento così delicato, Attilio e Giovanni organizzano un viaggio per andare in cerca di Mario.

Inizia allora un percorso difficile e pericoloso: l'Italia pullula di partigiani e truppe alleate, di soldati tedeschi e di fascisti in fuga.

Per ridurre al minimo i rischi, i tre decidono di andare dal Sud-Tirolo a Gorizia in bicicletta, utilizzando piccole mulattiere di montagna e tenendosi il più lontano possibile dai centri abitati.

Lungo il loro viaggio incontrano diversi personaggi che li ospitano e li aiutano per quel che possono: contadini, camionisti, viaggiatori...

Quando giungono finalmente a Gorizia, la città e l'intera zona versano in una condizione spaventosa: i fascisti sono stati messi in fuga dai partigiani italiani e da quelli serbi.

Ora però i seguaci di Tito stanno iniziando a prendersela con gli italiani, senza discriminazioni tra fascisti e anti-fascisti.

Intere famiglie allo sbaraglio, terrorizzate, abandonano in massa le zone dell'Istria per riversarsi nel Friuli.

Sulla sfondo la terribile tragedia delle foibe, a lungo taciuta e dimenticata.

Riusciranno i tre a ritrovare Mario?

Anita. Storia di una viaggio: recensione

"Anita. Storia di un viaggio" è un romanzo scritto con parole semplici che tratta di temi ancora scottanti.

Il tema del viaggio è centrale ed è il pretesto da cui partire per descrivere la situazione dell'Italia a guerra appena ultimata.

L'intera storia è raccontata dalla prospettiva di Anita, mamma e moglie, che decide stoicamente di lasciare i figli con la tata e il nonno per stare accanto al marito in un momento così delicato.

Si vede che dietro la narrazione c'è stato un lungo ed accurato lavoro di ricerca e che la storia di Anita è ben innestata nel quadro delle vicende storiche generali.

Tutto sommato "Anita. Storia di un viaggio" di Laura Pagliaini è un romanzo scorrevole, denso ma non stucchevole o esageratamente pesante.

L'unica nota che mi sento di fare all'autrice riguarda l'uso del punto e virgola, per me troppo abusato.

Ma sono scelte stilistiche più o meno condivisibili.

Come sempre, un doveroso ringraziamento a Paola, di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro.

In realtà sembrava che l'eterna rivalità tra la Russia e l'America si risolvesse tutta in quello snodo tra Gorizia e Trieste, un confine non solo tra due stati, ma tra due forze mondiali [...]

La cosa drammatica era che in mezzo a tutto questo esisteva una popolazione profondamente segnata da continue lotte e non nuova a deportazioni e soprusi"

PS: volevo solo lasciarvi una comunicazione di servizio. Questo mese sto partecipando ad un contest fotografico su Instagram, per cui oltre al consueto hashtah #anchelemammeleggono potete dare un'occhiata anche a #instalibrando.

Buon fine settimana!

Scheda tecnica

Titolo: Anita. Storia di un viaggio.

Autore: Laura Pagliaini

Editore: auto-pubblicazione in vendita su Amazon e in alcune librerie italiane

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 167

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La Festa dei Nonni si avvicina e per noi è una ricorrenza sacra quasi quanto i compleanni o il Natale.

Ogni anno cerchiamo di festeggiare i nonni preparando un lavoretto, una poesia oppure un dolce.

E per i nonni lontani? Lavoretti e poesie anche per loro, poi aspettiamo che arrivino per dare loro i nostri piccoli doni.

La scorsa settimana siamo andati a mangiare un gelato in città.

Passando davanti alla vetrina di una libreria i bambini si sono fermati a guardare tutta una serie di libri dedicati ai nonni.

Mi è sembrata un'idea carina per questo venerdì del libro suggerirvi allora cinque titoli di libri sui nonni per bambini dai tre ai sei anni.

Sono letture piacevoli che, con poche parole e tante figure colorate, fanno emergere la magia del rapporto tra nonni e nipoti.

Libri sui nonni: 5 titoli per bambini dai tre ai sei anni

Ecco di seguito i miei suggerimenti di lettura ideali per bimbi in età pre-scolare.

  • "Nonni vi voglio bene!" di Trace Moroney, editore Crealibri

Un simpatico nipotino si diverte un sacco con i suoi nonni.

I nonni, infatti, gli trasmettono le loro passioni, condividono con lui i loro ricordi e lo aiutano in caso di bisogno

Un piccolo libro che valorizza il rapporto tra nonni e nipoti e pone l'accento sui loro sentimenti.

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  • "L'isola del nonno" di Benji Davies, editore Giralangolo

Questo albo così ricco di colore è una gioia per gli occhi.

Racconta di un bimbo che, come tutti i giorni, va a trovare il nonno.

A differenza delle altre volte, però, questa volta il nonno lo attende in soffitta.

I due, insieme, varcano una porta magica e d'incanto si trovano su una nave.

La meta è un'isola tropicale, da esplorare assieme.

Dopo aver vissuto mille avventure, è ora di far ritorno.

Ma solo il bambino torna a casa, perché il nonno decide di rimanere sull'isola.

Come vedete, è un libro che affronta, oltre al legame tra nonno e nipote, anche la morte.

La morte del nonno non è un distacco definitivo, perché il bambino sa che potrà raggiungere il suo amato nonno attraverso i ricordi, utilizzando gli oggetti che si trovano in soffitta o le vecchie fotografie.

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  • "Una giornata speciale" di Emanuela Bussolati, editore Lapis

E' una lettura che i miei bambini hanno sentito come nostra, perché le due nonne sono davvero così!

"Una giornata speciale" è un silent-book, cioè un libro che narra utilizzando le immagini.

La storia è semplice: una mamma con due bambini porta il fratellino più grande dalla nonna.

Il bambino è emozionato: infatti sa che dalla nonna ogni giornata normale è sempre speciale!

Assieme costruiscono un castello di carta e la nonna si trasforma in un drago.

Poi preparano degli gnocchi deliziosi e, il pomeriggio, vanno a giocare al parco.

La nonna compera addirittura lo zucchero filato!

Quando è il momento di tornare a casa la nonna si accorge di non avere più le chiavi: per fortuna i vicini di casa li aiutano.

La nonna prepara il nipotino e, quando arriva la mamma, si nota che la casa è tutta in disordine.

Ma si vede anche la felicità del bambino e gli sguardi complici che si scambiano la nonna e il nipotino.

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  • "Sempreverde. Il segreto di nonno Teodoro" di Ilaria Guarducci, editore Fatatrac

Osvaldo e Teodoro sono due vecchietti nati lo stesso giorno.

Ma, nonostante abbiano la stessa età, tra i due esiste una grossa differenza.

Teodoro infatti è un vecchietto arzillo e pimpante, che sa gioire delle piccole cose, come sorridere guardando le nuvole.

Viceversa Osvaldo è ingrigito e spento, come se la vita lo stesse abbandonando.

Il povero Osvaldo decide di scoprire il segreto di Teodoro e comincia a pedinarlo.

Tra gite e varie attività, alla fine anche Osvaldo comincia a cambiare.

Il segreto tanto cercato non è altro che un bambino che aspetta Teodoro con trepidazione.

In questa storiella divertente si capisce benissimo quanto bene facciano i bambini ai nonni, che ringiovaniscono e riacquistano la voglia di vivere

Stimoliamo quindi i nostri bambini a passare più tempo in loro compagnia!

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  • "A casa dei nonni" di Quentin Greban, editore La Margherita

Protagoniste sono due piccole scimmiette che vanno spesso a trovare i loro nonni.

La nonna prepara per loro tanti dolcetti, li fa giocare e...fa per il più piccolo un bel maglioncino!

La scimmietta più grande allora comincia a chiedersi se la nonna gli voglia ancora bene...

Un libro un po' più complesso, che affronta il tema della gelosia e del bene profondo che i nonni provano per i nipoti, anche se lo dimostrano in modi diversi!

Queste sono i libri che abbiamo letto con i bambini durante i mesi passati.

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E' innegabile che, per la nostra famiglia, i nonni sono indispensabili e non parlo solo di gestione della routine familiare.

I nonni hanno il duro compito di guidare i bambini attraverso la vita supportandoli con il loro amore e la loro esperienza.

Mi sembra giusto ricordarsene tutto l'anno, ma mi sembra altrettanto corretto che ai nonni venga dedicato un giorno speciale, tutto per loro.

E voi, avete già deciso come festeggerete i nonni? Se avete voglia, potete condividere qui sotto le vostre idee.

Nel frattempo, come ogni venerdì, non mi resta che ringraziare Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

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Poteri straordinari, ecco di cosa parliamo oggi per il venerdì del libro.

Se poteste scegliere di avere un potere particolare cosa scegliereste? L'invisibilità? La super-forza?

I protagonisti del libro che vi presento oggi, "La straordinaria famiglia Telemachus", sono tutti dotati di un qualche potere straordinario.

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La straordinaria famiglia Telemachus di Daryl Gregory: trama

I Telemachus non sono una famiglia come le altre: ognuno dei suoi componenti infatti è dotato di un qualche potere psichico che non si è scelto, ma che ha in qualche modo ereditato da nonna Mo, la matriarca ormai defunta.

Così Irene sa capire quando una persona sta dicendo una bugia, Frankie sa spostare gli oggetti col pensiero e Buddy invece prevede addirittura il futuro.

L'autore ci presenta la famiglia Telemachus degli anni Novanta, una famiglia in crisi i cui componenti, ormai adulti, sono stati costretti dalle vicissitudini della vita a tornare a vivere assieme al padre nella vecchia casa di famiglia.

Teddy Telemachus, l'unico membro non dotato di capacità paranormali, è a suo modo un personaggio straordinario: grande prestidigitatore e abile baro.

Avere dei poteri straordinari è stato controproducente per ogni membro della famiglia.

Irene ha alle spalle un matrimonio fallito e non riesce più a fidarsi degli altri, Frankie è indebitato fin sopra i capelli e non ha il coraggio di dirlo alla moglie e alle tre figlie e Buddy ha deciso di smettere semplicemente di parlare e di socializzare.

Perfino la nuova generazione, composta dalle figlie di Frankie, Malice, Polly e Cassy e dal figlio di Irene, Maddy, risente di questa cupa atmosfera.

I ragazzi sanno che la loro famiglia è piena di segreti e di misteri e che l'origine di tutte quelle complicazioni è nonna Mo, la moglie defunta del nonno.

Maddy è deciso a indagare. Il povero adolescente infatti è alle prese con una novità: da qualche tempo sembra che un potere paranormale stia tentando di manifestarsi, ma il ragazzo non sa come gestirlo.

Attraverso domande più o meno dirette, a poco a poco, Maddy viene a conoscenza del fatidico momento in cui la vita della straordinaria famiglia Telemachus è passata dalle stelle alle stalle.

Maureen, o nonna Mo, era una ragazza dotata di incredibili poteri paranormali.

Lei e Teddy si erano conosciuti negli anni Sessanta perché erano stati entrambi selezionati per far parte di un segreto progetto governativo.

In piena guerra fredda gli Stati Uniti avevano stanziato dei fondi per questo genere di programmi sperimentali.

Maureen e Teddy, innamorati, avevano deciso di sposarsi e di mettere su famiglia.

Teddy, instancabile affarista, aveva voluto sfruttare le abilità della moglie e dei figli creando degli spettacoli che in poco tempo li avevano fatti diventare famosi e ricercati.

Tutto collassa all'improvviso quando, durante uno show televisivo, il piccolo Buddy prevede la morte della madre.

La sua reazione scatena una serie di eventi nefasti che portano la gente a credere che i componenti della famiglia non siano altro che dei ciarlatani, decretandone quindi la fine mediatica.

A questo si aggiunge la morte di Maureen che a soli trentanni si spegne per un tumore.

Da quell'istante la famiglia Telemachus va a rotoli fino a diventare quel gruppo di persone tristi e annichilite che l'autore ci aveva presentato inizialmente.

Ma il destino pare voler dare una nuova possibilità ai Telemachus: sarà il giovane Maddy la loro chiave di volta.

La scoperta del suo potere, i tentativi di dominarlo, gli "aiuti" dei vari membri del clan Telemachus scatenano una serie di eventi, esilaranti e incredibili.

Tra mafiosi, agenti segreti, amici persi e ritrovati la famiglia Telemachus riuscirà a distanza di anni a superare il grande dramma e ad andare avanti, sempre guidata dalla mano dell'onnipresente nonna Mo.

La straordinaria famiglia Telemachus: recensione

Questo è il primo romanzo scritto da Daryl. Ciononostante è diventato in poco tempo un caso internazionale.

La fama del libro è data dalla capacità di dare forza ai personaggi.

Ognuno di essi infatti è tratteggiato con dovizia di particolari, la loro psiche è rivoltata come un calzino e messa a nudo davanti al lettore.

La straordinarietà della famiglia Telemachus non risiede nel fatto di avere poteri paranormali, ma nel fatto di essere ordinari come tutti gli altri.

Teddy, Irene, Frankie e perfino il povero Buddy sono spinti dalle stesse pulsioni e dagli stessi desideri di noi comuni mortali: cercano l'amore, la ricchezza, la fama.

Le loro doti sono solo un tramite per avere quello che vogliono.

Sono egoisti, prova ne è il fatto che non esitano a sfruttare il potere di Maddy a loro vantaggio.

Allo stesso tempo, sanno essere generosi, perché comunque si prendono cura gli uni degli altri.

Il romanzo è multifocale, ogni personaggio ci presenta il proprio punto di vista sui fatti narrati.

Le sequenze narrative non sono cronologiche, ma si salta allegramente tra passato e presente.

Il centro di tutto rimane comunque la figura di Maureen, capace di unire con la sua assenza tutti i membri del clan.

Ho apprezzato lo stile dell'autore, curato ma allo stesso tempo non pretenzioso, fresco e alla portata di tutti.

Allo stesso tempo però ho trovato la vicenda disequilibrata: fino a più della metà il racconto sembra statico e non si capisce quale sia l'obiettivo dell'autore.

Se si riesce ad arrivare al punto di svolta allora questo libro si fa ripagare: colpi di scena, suspense, umorismo.

E' un vero peccato che il sale sia concentrato solo su una parte della vicenda.

Spero che se Daryl scriverà un nuovo romanzo le parti saranno più equilibrate.

In conclusione "La straordinaria famiglia Telemachus" è un libro interessante che a suo modo si fa apprezzare.

Ne avevate sentito parlare?

Scheda tecnica

Titolo: La straordinaria famiglia Telemachus

Autore: Daryl Gregory

Traduzione: Francesco Leto

Casa editrice: Frassinelli

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 435

Come tutte le settimane, grazie e ancora grazie a Paola di Homemademamma, creatrice del venerdì del libro.

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Per il venerdì del libro questa settimana vi voglio presentare il romanzo d'esordio dell'autrice scozzese Gail Honeyman.

Pubblicato in ben 35 nazioni, già pronto per essere trasformato in un film, vincitore del Costa First Novel Award e divenuto in breve un caso internazionale: "Eleanor Oliphant sta benissimo".

Di primo acchito non volevo leggerlo, perché è il classico romanzo che si trova ormai ovunque e di cui tutti parlano.

Libri così o sono dei romanzi terribili o sono dei capolavori.

"Eleanor Oliphant sta benissimo" magari non sarà un capolavoro, ma è un romanzo intenso, toccante, a tratti tragico e a tratti comico, che merita sicuramente una lettura.

Vediamo perché.

Eleanor Oliphant sta benissimo di Gay Honeyman: trama

Eleanor Oliphant non è una donna come le altre.

La stranezza della sua personalità risiede già nel cognome, Oliphant, che riecheggia il termine inglese "elephant", elefante.

E, come dice la protagonista stessa, chi non vedrebbe un elefante nella proverbiale cristalleria?

Eleanor è una donna di quasi trent'anni. Lavora da sempre come contabile presso un'agenzia che si occupa di graphic design.

Definirla abitudinaria è un eufemismo: le abitudini per questa ragazza sono tutto.

La sua intera esistenza si basa su una sequenza programmata e definita di comportamenti.

Eleanor arriva in ufficio alle 8.30, durante la pausa pranzo  si siede nella saletta per i dipendenti con il suo sandwich, legge il Daily Telegraphe poi fa le parole crociate.

Lavora fino alle 17.30, esce puntualissima, prende l'autobus e si reca nel suo minuscolo appartamento arredato alla bell'é meglio con pezzi e mobili raccattati qua e là.

Mangia sempre le stesse cose, si veste sempre nello stesso modo, si corica allo stesso orario.

Il mercoledì sera parla per un quarto d'ora con la madre al telefono e il venerdì sera, dopo una pizza, comincia a bere da sola e con moderazione due bottiglie di vodka che finirà entro domenica sera, in modo da non essere mai completamente ubriaca né completamente sobria.

La sua unica compagna è Polly, una pianta che Eleanor cura amorevolmente e che sta con lei fin da quando era bambina.

Eleanor è una donna brillante, intelligente e pratica all'inverosimile.

Da quel che leggiamo ha anche un bel corpo, che però trascura.

Di primo acchito ciò che gli altri notano di lei sono l'aria trasandata e la cicatrice che le deturpa una guancia.

Come tutte le persone che soffrono di disturbi comportamentali, non si cura dell'opinione degli altri che tende a trattare con un certo disprezzo.

Non riesce a capire come mai gli altri la considerino eccentrica, quando il suo comportamento è così lineare e sincero: la ragazza riflette prima di parlare e dice sempre la verità cruda e nuda, senza alcun filtro.

Ignara delle convenzioni sociali più basilari, a suo modo bisognosa di affetto, una sera, durante un concerto a cui sta partecipando (ha vinto i biglietti durante la riffa annuale che si tiene in ufficio e non aveva senso sprecarli), si prende una cotta per il cantante della band.

Eleanor, da donna pratica, elabora un piano per far sì di incontrare il suo idolo e far scoccare la scintilla.

Affronta tutto come se fosse un compito: programma le nuove tappe del suo restyling, decide di comperarsi uno smartphone e un computer, si iscrive ai social.

Nel frattempo, la sua vita prende una piega inaspettata.

In ufficio il suo computer si inceppa ed Eleanor è costretta a chiamare Raymond Gibbons, che si occupa dell'helpdesk.

Il ragazzo, nerd ma non troppo, è l'esatto opposto della protagonista: socievole, simpatico ed estroverso.

Da quel momento le loro vite sembrano destinate ad intrecciarsi, soprattutto quando i due salvano Sammy, un anziano signore che ha un infarto mentre attraversa la strada.

Questo sarà l'evento scatenante della tenera amicizia tra Eleanor e Raymond, attorno a cui ruota l'intero romanzo.

A poco a poco Raymond -e noi lettori con lui- capiremo chi è in realtà Eleanor e che è davvero ben lontana dallo stare bene.

La protagonista infatti è stata segnata da un tragico evento che le ha cambiato la vita per sempre (no, non ve lo dico di sicuro!)

Sarà proprio grazie al suo nuovo amico che la sventurata ragazza riuscirà a prendere in mano le redini della sua esistenza ed inizierà a vivere davvero.

Eleanor risorgerà come una fenice e non sarà più l'ombra di se stessa.

Eleanor Oliphant di Gail Honeyman: recensione

Gail Honeyman è stata una bella rivelazione.

Di rado ho trovato una scrittrice o uno scrittore che sia stato in grado di parlare di temi seri e tragici riuscendo allo stesso tempo a strappare più di un sorriso.

Far riflettere, commuovere e divertire con uno stile contemporaneo e fresco non è sicuramente cosa da poco.

Eppure lei ci riesce benissimo.

E' questo stile che riflette anche l'approccio alla vita il cavallo vincente di Gay Honeyman, che le ha permesso di diventare un caso editoriale in poco tempo.

Leggendo "Eleanor Oliphant sta benissimo" il lettore si trova suo malgrado ammaliato da questa ragazza così particolare, anche se è fin da subito evidente che la sua peculiarità è un sistema di difesa che nasconde ferite profonde.

Verso la fine, quando la nebbia si dipana, mi sono quasi sentita in colpa per aver riso di Eleanor.

Mi sono chiesta spesso quale sarebbe stata considerata una reazione normale in seguito ad eventi così tragici.

Credo che nessun comportamento potrebbe considerarsi sbagliato o giusto a priori.

"Eleanor Oliphant sta benissimo" ci insegna a guardare al di là delle apparenze, a non giudicare una persona dal suo aspetto e dal suo comportamento.

A non abbandonare o lasciare solo chi è diverso.

E' una rivendicazione alla libertà individuale, al non conformismo, alla spregiudicatezza.

Avrei amato Eleanor se il suo comportamento non fosse dipeso da ciò che era accaduto in passato?

Sì, l'avrei amata così com'era, nella sua imperfezione, con le sue idiosincrasie e le sue maniacali fissazioni.

Scheda tecnica

Titolo: Eleanor Oliphant sta benissimo

Autore: Gail Honeyman

Editore: Garzanti

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 352

Una questione filosofica: se un albero cade in una foresta e non c’è nessuno a sentirlo, fa rumore? E se, di tanto in tanto, una donna completamente sola parla a una pianta in un vaso, è pazza da legare? Sono sicura che sia perfettamente normale parlare da soli ogni tanto. Non è che mi aspetti una risposta. Sono consapevole del fatto che Polly è una pianta da appartamento.

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola di Homemademamma per aver inventato il venerdì del libro.

Adesso tocca a voi: che cosa state leggendo di bello in questo caldo settembre?