Io adoro il caffè, sono una dipendente da caffeina, tanto che la mia ginecologa mi aveva dato una particolare dispensa per consumarlo in gravidanza.

Mi piace un sacco fare la pausa caffè.

Ma, chiariamoci, c'è pausa caffè e pausa caffè.

Generalmente con questo termine si intende una breve sospensione dalle attività che si stanno svolgendo in quel momento per bere una tazzina di caffè, magari in piedi al bancone del bar o appoggiati al distributore automatico al lavoro.

Quello che io intendo per pausa caffè -non che disdegni quella di cui sopra- è però un'altra cosa.

Ossia: una merenda di tempo variabile seduta in un posto confortevole sorseggiando questa o altro genere di bevanda con un mucchio di leccornie intanto che chiacchiero piacevolmente con le mia amiche.

Una fika, insomma. No, non fate quella faccia stupita, non è una parolaccia.

E' semplicemente quello che ho spiegato sopra utilizzando un unico termine della lingua svedese.

Quando si dice avere il dono della sintesi, eh?!

Comunque, la fika non è l'unica cosa che mi piace della Svezia.

Sì, c'è anche l'Ikea, non potrei vivere senza, tengo il catalogo sul comodino a mò di Bibbia.

Ma esistono anche altre cose che mi piacciono di questa nazione del Nord Europa.

Per esempio, adoro i kanelbullar, quelle spirali dolci fatte con la cannella.

La prima volta che le ho assaggiate ero in Germania, ospite di una famiglia metà francese e metà tedesca che li ha preparati in casa.

E' stato uno spettacolo. Le mie papille gustative hanno fatto la Ola e il mio stomaco è andato in visibilio.

E niente, ovviamente poi mi sono fatta dare la ricetta.

Del resto, una che come me ha un amore sviscerato per le spezie poteva rimanere impassibile di fronte a cotanta dolcezza?

La ricetta dei kanelbullar mi ha accompagnato negli anni ed è diventata una di famiglia, una ricetta di quelle da tramandare di generazione in generazione.

Poi a casa nostra è arrivato il Bimby e quindi ho deciso di adattarla per utilizzare questo elettrodomestico.

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Kanelbullar versione tradizionale e con cacao amaro

Kanelbullar o cinnamon rolls: la ricetta con il Bimby

I kanelbullar sono talmente buoni da essere stati esportati in tutto il mondo.

Hanno riscosso un successo enorme soprattutto negli Stati Uniti, dove sono conosciuti con il nome di cinnamon rolls.

Il popolo americano, però, ha nel tempo modificato la ricetta originale svedese, creando un dolce che, benché buono, perde alcuni tratti distintivi tipici del kanelbulle originale.

Quella che vi propongo è una delle versioni classiche che vengono cucinate in Svezia.

Non si può dire che sia la ricetta vera e tradizionale.

Il kanelbulle infatti è un piatto così tipico e diffuso che ogni famiglia ha la sua ricetta e tutti sono pronti a spergiurare che sia quella originale, un po' come accade qui da noi con la ricetta del tiramisù.

Come preparare i kanelbullar, dolcetti svedesi alla cannella

Per preparare i kanelbullar non servono ingredienti strani o di difficile reperibilità.

Potete comodamente acquistare ciò che vi serve in un comunissimo supermercato.

Ecco qui la lista.

Per l'impasto:

  • 300 grammi di farina 00
  • 300 grammi di farina di manitoba
  • un cubetto di lievito di birra fresco o una bustina di lievito di birra secco
  • 50 grammi di zucchero
  • 120 grammi di acqua a temperatura ambiente
  • 120 grammi di latte a temperatura ambiente
  • 80 grammi di burro
  • 1 uovo grande
  • 7 grammi di cardamomo
  • un cucchiaino di sale

Per il ripieno:

  • 100 grammi di zucchero di canna
  • 30 grammi di burro
  • 20 grammi di cannella

Per la glassa:

  • 200 grammi di zucchero a velo
  • acqua a temperatura ambiente

Come potete vedere, non è una lista lunga né difficile.

Una volta pronti gli ingredienti, potete iniziare.

Come preparare i Kanelbullar o dolcetti alla cannella svedesi: la mia ricetta con il Bimby TM5

Il Bimby è un elettrodomestico versatile che può essere utile in cucina anche per la preparazione di dolci di cui si ha solo la ricetta tradizionale.

Ho preferito adattare la ricetta che avevo in mano piuttosto che cercarne una già pubblicata perché sono sicura del risultato strabiliante e dell'effetto "wow!" che provoca in chi poi assaggia le mie spirali alla cannella.

Se volete quella tradizionale senza Bimby, saltate questa parte e andate a quella successiva.

Per prima cosa setacciate la farina 00 e quella di manitoba in un'unica terrina.

Alle farine aggiungete il sale e il cardamomo in polvere.

Se avete i semi, potete sbriciolarli con il Bimby: 10 secondi vel.10 ripetete il passaggio più volte.

Mettete nel boccale il burro e fatelo sciogliere a 37° vel 1 per due minuti.

Una volta che è sciolto, unite il latte e il cubetto di lievito sbriciolato (se avete scelto quello secco, ricordatevi di aggiungere un cucchiaino di zucchero come indicato sulla confezione).

Impostate di nuovo 37° gradi, velocità uno, due minuti.

Quando anche il lievito sarà sciolto, unite l'uovo e l'acqua a temperatura ambiente.

Mischiate un altro minuto a vel.1.

Ora è il momento di unire tutti gli ingredienti secchi: versate nel boccale del Bimby la miscela di farine, sale e cardamomo, chiudete con il coperchio e il misurino e impastate in modalità spiga per 3 minuti.

L'impasto sarà pronto quando, toccandolo, non vi rimarrà attaccato alle mani.

Mettetelo in una boule imburrata, ricopritelo con la pellicola trasparente e fatelo lievitare per almeno 45 minuti ad una temperatura di 25° (in inverno piazzo la boule vicino al calorifero, in estate nel forno che preriscaldo per qualche minuto; in alternativa va bene il forno con la luce accesa se però non parte la ventola come nel mio caso).

Trascorso il tempo indicato, riprendete l'impasto che avrà raddoppiato il suo volume e lavoratelo su una spianatoia leggermente infarinata.

Appiattitelo con un mattarello formando approssimativamente un rettangolo di circa 50x30 cm.

Preparate ora il ripieno dei kanelbullar, mischiando lo zucchero di canna e la cannella.

Fate sciogliere il burro a bagnomaria e spennellatelo su tutta la superficie del rettangolo.

Cospargetela con 3/4 di cannella e zucchero e procedete ad arrotolarla su se stessa partendo dal lato più lungo.

Otterrete un lungo cilindro da cui ricaverete le nostre girelle alla cannella in questo modo: con un coltello tagliate il cilindro a metà, poi prendete una delle metà e tagliatela di nuovo a metà e così via.

Io ho tenuto come spessore la misura di un dito, perché le spirali poi crescono ancora.

Disponete i pezzi così ottenuti (a me ne sono risultati sedici) su una teglia ricoperta di carta da forno precedentemente bagnata e strizzata.

Mi raccomando, cercate di distanziarli o durante la cottura si appiccicheranno tutti.

Sotto ogni girella mettete un po' di zucchero e cannella e anche sopra.

Coprite la leccarda con uno strato di pellicola e mettete i kannelbullar a riposare di nuovo per quarantacinque minuti.

Preriscaldate il forno a 180° in modalità statica e fate cuocere i nostri dolcetti svedesi alla cannella per una mezz'oretta.

Sfornateli e fateli raffreddare.

Una volta freddi, ecco l'ultimo passaggio: la glassatura.

In una ciotola mettete lo zucchero a velo e un filo di acqua a temperatura ambiente.

Mischiate con una forchetta fino ad ottenere un impasto vischioso e biancastro.

Se fosse troppo compatto, aggiungete ancora un filo di acqua, ma sempre poca alla volta.

Ora che la glassa è pronta cospargete le girelle alla cannella e lasciate che si asciughi prima di servirli.

Kanelbullar o cinnamon rolls: la ricetta senza Bimby

Se non avete il Bimby o semplicemente non avete voglia di usarlo (a me a volte capita) potete preparare i kanelbullar come si faceva una volta, cioè impastando a mano.

Il procedimento per fare le girelle alla cannella senza Bimby è semplice.

Si parte sempre setacciando le farine a cui vanno uniti il sale e il cardamomo.

Se il cardamomo è in semi potete utilizzare un mortaio per sbriciolarli.

Fate sciogliere il burro a bagnomaria e, una volta tiepido, unitelo al latte a temperatura ambiente e mischiate con un cucchiaio.

Aggiungete il lievito sbriciolato oppure il lievito secco (in questo caso ricordatevi di aggiungere un cucchiaino di zucchero).

Mischiate bene per farlo sciogliere e unite l'uovo e l'acqua a temperatura ambiente.

Mischiate ancora in modo che gli ingredienti si amalgamino tra di loro.

Quando gli ingredienti liquidi saranno ben miscelati, aggiungete il mix di farine, sale e cardamomo, poco alla volta.

Mischiate con un cucchiaio dopodiché trasferite l'impasto su una spianatoia cosparsa di farina e lavoratelo a mano fino ad ottenere un composto liscio che non si appiccica alle dita.

Da qui in poi seguite i passaggi che vi ho spiegato sopra.

Kanelbullar o cinnamon rolls: varianti

Questa è la versione classica del tipico dolce svedese, ma, come accennavo prima, ne esistono molte varianti.

Si può infatti arricchire l'impasto con delle gocce di cioccolato o con del cacao amaro in polvere (come abbiamo fatto noi per una parte dell'impasto), potete aggiungere al ripieno frutta secca tritata (come abbiamo fatto noi) oppure dell'uvetta passa fatta rinvenire in acqua o rum.

Per quanto riguarda la glassa, invece di usare una glassa all'acqua, potete cospargere i kanelbullar con granella di zucchero e mandorla, o preparare una glassa con uovo e panna.

Le varianti sono davvero infinite, dipende da quanto siete golosi.

Una cosa però deve essere sempre presente: l'uso delle spezie.

Nella ricetta americana il cardamomo non viene utilizzato ma la cannella non deve mancare, come dice il nome del dolce stesso.

Kanelbullar o cinnamon rolls: conservazione

Nel caso avanzassero (a me non è mai capitato), le spirali alla cannella  possono essere congelate per tre mesi al massimo.

Per mangiarle, basterà scongelarle a temperatura ambiente e farle scaldare per pochi minuti in un forno preriscaldato o nel microonde.

Capisco che, se non avete invitato degli amici per condividere i kanelbullar, contravvenendo alla fika, mangiare in un giorno una quindicina di dolci svedesi alla cannella sia fuori discussione.

In tal caso, non lasciateli all'aria perché si seccano in men che non si dica.

Riponeteli in un contenitore ermetico o in una scatola di latta per uno o due giorni al massimo.

Kanelbullar o cinnamon rolls: curiosità

Il quattro ottobre è la festa nazionale dei kanelbullar, i dolci alla cannella svedesi.

In questa giornata non si commemorano solo i dolci in sé, ma anche lo spirito della fika, che si può dire sia una filosofia di vita.

Per noi italiani comprendere quest'aspetto così importante del popolo svedese non è sempre facile.

Ma, per fare un paragone un po' azzardato, la fika richiama il concetto quasi sacrale che ha per noi il pranzo domenicale in famiglia unito a quello dell'ospitalità tipica del sud Italia.

Assieme alla filosofia hygge è uno dei valori che tento di trasmettere ai miei figli.

Che senso ha infatti circondarsi di cose belle e buone se poi non le condividi con le persone a te più care?

I kanelbullar rappresentano quindi la voglia di stare assieme assaporando le cose belle della vita non solo attraverso la bocca e lo stomaco.

3

Buon inizio settimana e buon inizio mese.

Ottobre è senza dubbio uno dei mesi che preferisco, anche per la cucina: zucche, castagne, pere, funghi e via dicendo.

A casa ci tengo a seguire la stagionalità anche perché secondo me permette ai bambini di capire meglio il passaggio da una stagione all'altra e quindi lo scorrere del tempo.

Penso di avere contagiato anche CF perché ultimamente quando si mette ai fornelli sta molto attento agli ortaggi che utilizza.

Ieri per esempio si è occupato lui del pranzetto domenicale e devo dire che un po' mi ha stupito.

Ha preparato un piatto semplice, in linea con l'autunno, molto saporito e appetitoso: degli involtini di carne con ripieno di pere, grana e pancetta.

Involtini autunnali con pere, grana e pancetta: ingredienti

Ecco gli ingredienti che servono per preparare questi involtini di carne autunnali:

  • 400 grammi di carne di maiale (lonza o coppa a seconda dei gusti);
  • 2 etti di pancetta;
  • 1 pera;
  • 50 grammi di grana o parmigiano;
  • erbe aromatiche;
  • olio evo;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • sale e pepe

Sono ingredienti semplici ma vi garantisco che il risultato è davvero ottimo.

Involtini autunnali con pere, grana e pancetta: procedimento

Ora vi spiego passo per passo come preparare questi deliziosi involtini di carne.

Il procedimento per realizzarli è davvero facile e veloce.

Per prima cosa assottigliate le fettine di carne con un batticarne.

Mettete ogni fettina tra due fogli di carta forno e battetela leggermente.

Passate poi a riempire la carne.

Sbucciate la pera e tagliatela a fettine sottili.

Fate lo stesso per il grana.

Spolverizzate ogni fettina con il trito di erbe aromatiche, metteteci dentro una fettina di pancetta, una di pera e una di grana e arrotolate.

Sull'esterno arrotolate un'altra fettina di pancetta che servirà ad evitare che la carne di maiale si secchi.

Ora non resta che cuocere i nostri involtini.

In una pentola mettete un goccio di olio evo e posizionate ogni involtino di carne in modo che la parte aperta rimanga in basso.

Accendete e fate rosolare bene su tutti da tutti i lati.

Fate sfumare con il vino e abbassate la fiamma.

Dopo circa venti minuti i vostri involtini autunnali saranno pronti per essere gustati, magari con qualche verdura di stagione o un bel purè.

Anche questa ricetta fa parte della rubrica "L'uomo in cucina- Ricette per veri uomini."

Potete mandarmi le ricette che fanno i vostri compagni o delle ricette semplici che voi ritenete "a prova di uomo" qui, nei commenti, oppure postare il risultato su Instagram utilizzando l'hashtag #luomoincucina oltre a #datemiunam, naturalmente.

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Vi aspetto il mese prossimo con una nuova ricetta a prova di uomo!

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Siamo ufficialmente entrati nel mese di Settembre.

Questo mese riecheggia di nuovi inizi, soprattutto scolastici e lavorativi, di ritmi che tornano ad essere più frenetici, mentre la natura, dal canto suo, ci invita a rallentare, a prepararsi all'arrivo dell'autunno.

Il tempo -e l'umoredirei io- si fa ballerino. Giornate autunnali, sferzate da piogge incessanti e venti freddi, si alternano a giorni dai cieli tersi, soleggiati e briosi, strascichi di un'estate che si vorrebbe trattenere tra le mani ancora un po'.

Approfittando quindi del primo week-end autunnale che ci ha traghettato nel nono mese dell'anno, per combattere lo sconforto, rinsaldare gli animi e quietare le mie piccole pesti, cosa c'è di meglio che preparare una buona torta?

In vista dell'estate che se ne va, la Ninfa e Ringhio hanno deciso di preparare una torta alle pesche in stile autunnale.

La torta morbida alle pesche è un dolce facile e veloce che i bimbi possono preparare da soli con la supervisione di un adulto.

E'una torta soffice, profumata, che ricorda l'estate per l'uso delle pesche e del basilico, ma allo stesso tempo anticipa l'autunno, grazie ad una preparazione che rimanda a quella della tradizionale torta di mele.

Torta morbida alle pesche: ingredienti

La torta morbida alle pesche non necessita di molti ingredienti:

  • 3 pesche o pesche noci belle mature
  • 100 grammi di farina 0 o 00
  • 100 grammi di amido di mais
  • 100 grammi di olio di semi
  • 180 grammi di zucchero
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • tre foglie di basilico
  • zucchero a velo per decorare

Pronti a procedere? Ecco qui come preparare il nostro dolce.

Torta morbida alle pesche: procedimento

Iniziate preriscaldando il forno a 180° gradi.

Imburrate una teglia ad anello del diametro di 24 cm, oppure foderatela con la carta forno.

Fatto questo, setacciate le farine assieme al lievito e tenetele da parte.

Grattugiate la buccia di un limone preferibilmente biologico.

Tagliate le pesche a spicchi e mettetele a scolare in un colino.

In una terrina dai bordi alti mettete lo zucchero e le uova.

Servendovi di uno sbattitore elettrico lavorate questi ingredienti finché lo zucchero non si sarà sciolto ed il composto non sarà diventato chiaro e spumoso.

Aggiungete lentamente l'olio di semi, la buccia di limone e le foglie di basilico spezzettate a mano.

Lavorate per un minuto e passate alle polveri.

Riducete la velocità e incorporate la miscela di farina bianca, amido di mais e lievito un cucchiaio alla volta.

Quando l'impasto sarà denso e omogeneo, spegnete lo sbattitore e prendete le pesche.

Passate gli spicchi nella farina bianca in modo che non affondino ed uniteli all'impasto utilizzando un cucchiaio di legno e mescolando dall'alto verso il basso.

Versate il composto nella teglia ed infornate in forno statico ad altezza media.

Per recuperare la temperatura che diminuisce sempre quando si apre il forno, alzate il termostato di dieci gradi per i primi dieci minuti, poi abbassatelo di nuovo.

La torta deve stare in forno circa 40 minuti, ma regolatevi come sempre in base al vostro forno.

Noi per esempio dopo i primi venti minuti abbiamo abbassato la temperatura a 160° perché ci sembrava di sentire odore di bruciato (per fortuna era solo il naso ingannatore).

Passati i 40 minuti, fate la prova stecchino e se l'impasto non è rimasto attaccato al bastoncino, spegnete il forno, socchiudete lo sportello e lasciate la torta ad intiepidire al suo interno.

Dopo un'oretta potrete sfornare il vostro dolce e metterlo su una gratella.

Se avete seguito tutti i semplici passaggi, avrete ottenuto una torta mediamente alta, leggermente umida in superficie e da chiaro aroma di pesche.

Assicuratevi che sia davvero ben fredda ed infine cospargetela con abbondante zucchero a velo.

Vi avviso: è talmente morbida, saporita e al tempo stesso leggera che sparirà in un attimo.

In caso ve ne rimanga un po', potete conservarla in una tortiera per un paio di giorni al massimo.

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Che dite, a noi è sembrato un modo delizioso per celebrare il momento di transizione tra agosto e settembre, per iniziare con sprint il nuovo mese, sicuramente impegnativo ma che si prospetta pieno di cose interessanti.

E voi cosa avete fatto in questo fine settimana?

Io e CF adoriamo partecipare ai pic-nic.

Ci piace molto la sensazione di libertà, il clima informale e goliardico che si crea quando si mangia all'aperto con altre persone.

L'ideale è quando riusciamo a trovare un'area attrezzata che abbia anche il barbecue.

Il problema, almeno nella nostra zona, è che i BBQ sono sempre sotto numerati, del tipo che se va bene ce n'è uno per quattro tavoli, il che significa uno da dividere con altri tre gruppi di persone affamate e scatenate.

Allora, quando si decide di fare una grigliata all'aperto qualcuno si deve immolare, alzarsi presto e correre ad occupare il barbecue.

Un paio di anni fa, sull'onda dell'entusiasmo, CF ha deciso di comperare un barbecue da tenere in giardino per organizzare delle favolose grigliate senza doversi spostare.

E' uno di quegli strumenti ingombranti, massicci che certo non si può portare in giro, completo di coperchio.

Potenzialmente ci si può cuocere perfino la pizza, pensate un po'.

Comunque CF ha deciso di imparare l'arte del BBQ, ché saper usare bene tale strumento non significa schiaffare su una bisteccazza e aspettare che cuocia lentamente.

Cucinare con il barbecue è un'arte davvero. E qui entro in gioco io, anzi, entra in gioco lei, Eleonora.

Ma andiamo con ordine. Mi sono imbattuta nel blog di Eleonora Magon, "Letto a quattro piazze", davvero per caso.

Questa donna mi ha colpito sotto molti aspetti e, credetemi, non basterebbe un'intera serie di post per descriverla.

Tra le varie cose che fa, l'autrice di "Letto a quattro piazze" si diletta pure con il barbecue.

https://datemiunam.it/wp-content/uploads/2018/07/datemiunam-barbecue-grigliate-ricette-polpette-.jpg

All'inizio CF era diffidente, ché nell'immaginario comune il BBQ è una cosa da uomo.

Beh, si è rassicurato quando gli ho gentilmente spiegato che Eleonora è un Giudice Certificato Internazionale di BBQ!

Abbiamo provato molte sue ricette che hanno riscosso un grande successo.

E da quel momento Eleonora per noi è semplicemente "la regina del BBQ".

Ho avuto poi la fortuna di incontrarla di persona in occasione del Mammacheblog 2018, da cosa nasce cosa ed è quindi con grande gioia che oggi condivido con voi una delle sue ricette più buone: le polpette al barbecue.

Ecco il post che Eleonora ha scritto apposta per l'occasione:

Polpette al barbeque

Estate per me fa rima con grigliate.

E’ il momento ideale per trascorrere le domeniche fuori in giardino con gli amici e preparare carne e verdure al BBQ.

Sono una grande appassionata e sfrenata mangiatrice di carne cucinata al BBQ.

Priscilla, l’amica che mi ha chiesto di consigliarle una ricetta per la famosa grigliata di ferragosto, mi ha da sempre ( con mio immenso piacere) chiamata “la regina del BBQ”.

Ad essere sincera sono più brava ad assaggiare che a cucinare la carne alla griglia, non per niente sono diventata Giudice Certificato Internazionale di BBQ.

Ma non perdiamo tempo in chiacchiere, ti spiego come fare delle facilissime polpette al barbecue.

Ovviamente devi essere dotato di un BBQ americano, per capirci di quelli con il coperchio.

Polpette al barbeque: ingrdienti per 15 polpette

  • 650 Gr di macinato di manzo, (perfetto quello per hamburger). La carne deve avere circa il 15% - 20% di grasso, per risultare morbida e saporita, con la carne magra rischi di ottenere delle pietre, gustose ma un po’ dure.
  • Pangrattato qb
  • 2 uova grandi
  • Aglio finemente tritato
  • 8 fette sottili di bacon
  • Rub (un misto spezie secche)
  • Salsa barbecue qb

PREPARAZIONE RUB

Mischiare tutti gli ingredienti successivamente elencati in una ciotola rendendo omogeneo il composto. Conservarlo fino all’utilizzo in un contenitore ermetico.

Di  RUB ce ne sono una varietà infinita, per questa ricetta utilizzeremo quello classico che spesso viene utilizzato sulle costine. L’unica attenzione è quella di rispettare le proporzioni degli ingredienti.

  • 3 cucchiai di sale
  • 2 cucchiaini di paprika
  • 1 cucchiaino di pepe
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 60gr di zucchero di canna grezzo.

Polpette al barbeque: procedimento

In una ciotola mischia la tritata, il pangrattato, le uova e l’aglio con le mani.

Quando avrai amalgamato il tutto bene, prepara le 15 polpette (circa 3 cm) poi avvolgi intorno ad ogni polpetta mezza fetta di bacon fermandola con uno stuzzicadenti.

Poi ricopri le polpette con il rub già pronto.

Non ti resta che accendere il BBQ, posizionare le polpette sulla griglia ben oliata e chiudere il coperchio.

Lasciale in cottura per circa 20 minuti e quando saranno ben rosolate spennella sopra ad ogni polpetta la salsa barbecue.

Richiudi il coperchio per altri 5 minuti.

Ecco, le tue polpette sono pronte, dopo averle fatte riposare per 5 minuti le puoi servire lasciando i tuoi ospiti a bocca aperta.

Buona grigliata a tutti!

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Foto presa dal sito https://www.seriouseats.com/

Ecco, allora cosa ne pensate? Scommetto che anche voi  non sapevate che il bbq si può utilizzare anche per le polpette!

E non è tutto lì. Per saperne di più date un'occhiata al blog di Eleonora e poi fatemi sapere qual è la vostra ricetta preferita.

 

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datemiuunam-curry-riso-zenzero-polpo-gamberi-ricettaTorna l'iniziativa "L'ingrediente in comune"  che, come le volte precedenti, vede un gruppo di blogger che parlano di cibo ma non solo alle prese con un ingrediente scelto di comune accordo.

Adoro partecipare a questo genere di iniziative, perché permette di conoscere tanti aspetti e tanti modi in cui uno stesso ingrediente può essere utilizzato non solo in cucina.

Stavolta il tema prescelto era l'ingrediente asiatico e gli ingredienti votati sono stati riso, curry e zenzero.

Si poteva decidere se usarne solo uno, due o tutti e tre.

 

Quando si dice Asia si pensa a Paesi esotici, lontani, a spezie e colori, a culture a volte agli antipodi rispetto alla nostra.

Invece che utilizzare gli ingredienti proposti per una ricetta di stampo italiano, ho preferito condividere con voi un pezzo della mia storia.

La cucina per me non vuole dire solo provare una ricetta.

Quelle che ritrovate sul blog sono delle preparazioni che per me hanno un significato molto profondo, che si ricollegano a momenti o a persone che per me sono state fondamentali.

Per questo quando pubblico una ricetta in realtà sto scrivendo qualcosa di molto personale, un ricordo, una memoria, un'emozione.

Con la ricetta di oggi, il polpo al curry con gamberi e riso pilaf,  vi condurrò in India, uno dei luoghi più caotici  della terra, pieno di contraddizioni ma anche di fascino e magia.

L'India è entrata a far parte della mia vita ancor prima che nascessi.

Mio nonno aveva una sorella che faceva la missionaria a Nuova Delhi.

Partita giovanissima, raramente tornava in Italia. Ci teneva aggiornati tramite lunghissime lettere.

Riempiva la carta, sottile e leggera come una velina, con una grafia piccola e ordinata che man mano diventava più incerta con l'avanzare dell'età.

Nonostante questo, le rare volte che veniva a trovarci -credo che dal 1981 sia capitato tre, quattro volte al massimo- dimostrava di avere un'agilità mentale che nessuno avrebbe supposto, guardando questa piccola suora bassa e rotondetta.

La zia aveva sempre una ricca scorta di aneddoti e storielle divertenti da raccontare a noi bambini.

Per i grandi invece portava sempre dei piccoli regali, come spezie o frutta di quella terra lontana.

Questi piccoli doni restavano però inutilizzati, perché mia nonna non aveva proprio la minima idea del loro impiego.

Finché un bel giorno una delle sorelle di mio papà decise che era arrivato il momento di andare in India.

Zaino in spalla -erano gli anni Sessanta- fece un tour per l'India passando a salutare la zia missionaria che era stata trasferita a Bombay.

Trovò il viaggio tanto affascinante da riuscire, con la sola arte oratoria, a convincere perfino i miei genitori a fare altrettanto, con me nella pancia.

Il viaggio fu per loro una sorta di avventura ai confini del mondo, che per certi aspetti trasformò il loro modo di vivere e di vedere la realtà.

Tra le cose più belle che portarono indietro ci fu un  nuovo carico di spezie, che furono finalmente valorizzate dal lavoro congiunto di mia zia, la mente e mia mamma, il braccio.

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Una delle ricette più buone in assoluto è il curry di gamberi accompagnato dal riso basmati.

Nel corso degli anni la ricetta ha subito diverse variazioni per andare incontro ai gusti dei suoi commensali.

Mia zia, per esempio, la faceva piccantissima mentre i miei genitori adoravano la versione soft.

Dopo vari anni, io sono giunta a trovare la versione che fa per me aggiungendo anche un altro ingrediente che a me piace moltissimo: il polpo.

Quale miglior occasione, se non quella de "L'ingrediente comune" per condividere con voi questa ricetta?

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf

Il polpo al curry con gamberi e riso pilaf si basa sulla preparazione classica del curry di gamberi indiano.

Specifico "indiano" perché il curry (che è un insieme di spezie) è diverso in base alle nazioni asiatiche in cui viene utilizzato.

In India il curry si prepara miscelando pepe nero, cumino, coriandolo, cannella, curcuma, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, peperoncino, zafferano, cardamomo e fieno greco.

Spesso questa combinazione di spezie prende il nome di "masala".

Per estensione già nei secoli passati si è cominciato ad usare il termine curry per indicare non solo l'insieme di spezie che lo compongono ma anche i piatti cucinati con l'uso del curry stesso.

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf: ingredienti

Dopo questo brevissimo excursus, ecco qui l'elenco degli ingredienti che utilizzo per preparare questo piatto.

Le dosi indicate sono per due persone  e due bambini.

  • un polpo medio dal peso di circa 500 grammi
  • 400 grammi di gamberi (peso netto, senza carapace)
  • una cipolla
  • una carota
  • un gambo di sedano
  • olio di girasole
  • curcuma
  • sale
  • peperoncino
  • radice di zenzero
  • due spicchi di aglio
  • due cucchiai abbondanti di soft curry ( il soft è la versione meno piccante del curry, ma potete trovare anche la versione mild. A mio parere con il polpo, che è più delicato, è meglio la versione meno piccante che risulta troppo coprente)
  • un cucchiaio raso di maizena o frumina
  • uno scalogno
  • una noce di burro
  • 150 grammi di riso basmati
  • 360 grammi di acqua
  • due chiodi di garofano
  • mezza stecca di cannella

Sembrano tanti ingredienti, ma non è affatto così. La maggior parte dovreste già averla in casa perché si utilizza anche per ricette più comuni.

Ad ogni modo, se non li avete, potete trovarli in qualsiasi supermercato, anche il curry nelle due versioni.

Polpo al curry con gamberi e riso pilaf: procedimento

Il polpo al curry con gamberi e riso pilaf è un piatto semplice da cucinare.

La sua preparazione si può dividere in varie fasi.

Cominciamo dal polpo.

Riempiamo di acqua un tegame e mettiamoci la carota, la cipolla, il sedano e un cucchiaino di sale grosso.

Portiamo a ebollizione e caliamo il polpo.

Prima di tuffarlo tenetelo per un tentacolo e immergetelo per un paio di volte nell'acqua bollente ,rapidamente, così i tentacoli si arricceranno creando anche un effetto visivo più piacevole.

Abbassate la fiamma e lasciatelo cuocere per una mezz'oretta.

Non ci serve un polpo molto cotto perché finirà di cuocersi dopo.

Spegnete la fiamma e lasciate che il polpo si raffreddi pian piano nella sua acqua.

Intanto che cuoce, dedicatevi ai gamberi.

Sciacquateli sotto l'acqua fredda, rimuovete il carapace e l'intestino.

Metteteli in una boule assieme a un cucchiaio di curcuma e due di olio di girasole.

Mischiate delicatamente, coprite con della pellicola e lasciateli in frigorifero ad insaporirsi.

E' il turno del riso.

Prendete un colino e sciacquate un paio di volte il riso basmati per far perdere l'amido.

Per preparare il riso pilaf servirebbe un particolare tipo di burro, il ghee, che è burro chiarificato, ma va bene anche quello comune.

In un tegame fate sciogliere il burro e nel frattempo tagliate a listarelle sottili lo scalogno.

Fatelo soffriggere nel burro finché non diventa trasparente.

Aggiungete la cannella e i chiodi di garofano e mischiate per un minuto ancora.

Infine buttate il riso basmati, giratelo delicatamente e ricopritelo con l'acqua.

Mettete un coperchio, abbassate la fiamma e lasciate che il riso basmati assorba lentamente il liquido.

Ci vorranno circa una ventina di minuti.

Lasciate cuocere il riso e cominciamo a preparare il curry.

Prendete un wok e metteteci due cucchiai di olio di girasole.

Tagliate a fettine sottili i due spicchi di aglio, 20 grammi di radice di zenzero fresca e il peperoncino a cui avrete tolto i semini.

Fate soffriggere lentamente per un quarto d'ora.

Intanto prendete il polpo, levategli la pelle sotto l'acqua corrente e toglietegli il becco e lo stomaco.

Tagliatelo a pezzetti e tenetelo da parte.

Prendete i gamberi dal frigorifero e buttateli nel wok assieme a un mescolino dell'acqua di cottura del polpo.

Fateli cuocere per cinque minuti, poi aggiungete anche il polpo e un altro paio di mescoli di acqua di cottura.

Buttate due cucchiai di curry abbondanti, mischiate e lasciate cuocere per circa un quarto d'ora.

Riprendete il riso e rimuovete i chiodi di garofano, la cannella e sgranatelo con una forchetta.

Tenetelo da parte.

Assaggiate il vostro curry ed eventualmente regolatelo di sale.

Per fare in modo che la salsa risulti più densa, stemperate in un bicchiere un cucchiaio raso di maizena o di frumina con mezzo mescolo di acqua di cottura del polpo e aggiungetelo al polpo e ai gamberi.

Mischiate delicatamente finché la salsa non risulta abbastanza densa.

Spegnete ed impiattate.

Solitamente si prende un piatto da portata e si mette il riso al centro e vi si dispone poi il curry tutt'intorno.

Ogni commensale  prenderà il riso e il pesce e li mischierà nel proprio piatto.

Gustatevi il vostro polpo al curry con gamberi e riso pilaf ancora caldo.

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Il profumo delle spezie, il colore deciso del curry sono solo il preludio al gusto del piatto che vi esploderà in bocca, valorizzando il polpo e i gamberi.

Qui di seguito trovate l'elenco dei blog che hanno preso parte a questa iniziativa:

Leggeteli e trovate ispirazione.

Alla prossima!

Susine o prugne, così si chiamano da noi, quei frutti bianchi o viola che finalmente appaiono sui banchi dei fruttivendoli.

In realtà dire susina o prugna non è la stessa cosa, perché il termine susina si utilizza per il frutto fresco mentre prugna si utilizza per il frutto secco.

Da noi però dire "prugna secca" non ha sempre un significato botanico o culinario, ma, ecco, ha una diversa attinenza non molto gentile e piuttosto volgare.

Tutto questo parlare di susine e affini solo per arrivare a dire che ieri sera ho ricevuto in dono un sacchetto di susine raccolte dall'albero della mia vicina di casa.

Erano quasi un chilo, tonde e dalla buccia scintillante, profumate e dolcissime.

Siccome sono per noi le prime susine dell'anno, non avevo voglia di utilizzarle per una marmellata, volevo rendere loro omaggio con qualcosa di più.

Ho pensato subito ad una torta una preparazione estiva e stagionale, che racchiudesse il sapore dolce e intenso dell'estate.

Ho scartabellato tra le mie ricette e ho deciso di usare la classica ricetta della crostata di pesche sostituendo a questi frutti le mie susine.

La crostata morbida di susine è una torta estiva, facile e golosa.

Siccome lavoro, ho diviso la preparazione in due parti: la mattina ho preparato la pasta frolla e la sera ho cucinato la crostata.

Ammetto che io e la Ninfa, in fase di preparazione, qualche susina l'abbiamo mangiata.

Non abbiamo proprio saputo resistere al richiamo della loro dolcezza!

Che poi, quando la frutta è buona, succede come con le ciliegie: una tira l'altra.

Crostata morbida di susine: ingredienti e procedimento

Per preparare la crostata di susine innanzi tutto dovete decidere se comperare la pasta frolla già pronta oppure se farla voi.

Adesso vi confesso una cosa: ho dei gravi problemi con la pasta frolla, nel senso che non ho ancora trovato una ricetta che mi soddisfi pienamente.

Per cui ogni volta cambio, sperando di azzeccare quella più adatta ai miei gusti e alla preparazione che devo fare.

Per questa crostata di susine volevo una pasta frolla che fosse diversa, più morbida e avvolgente.

Ho deciso allora di utilizzare la ricetta della pasta frolla  morbida che mi ha passato la mamma di una mia amica e che è sempre una garanzia.

Potete anche decidere di comperare un panetto di pasta frolla già pronto, in questo caso però la crostata non risulterà così morbida, ma sarà comunque buona.

Se avete optato per la pasta frolla morbida fatta in casa, leggete qui altrimenti saltate pure questa parte (tipo nei game-book).

Ingredienti per la pasta frolla

Questa ricetta, quindi, prevede che la pasta frolla sia morbida ma allo stesso tempo abbastanza resistente da sopportare il peso degli ingredienti scelti per la farcitura, sia questa fatta di  marmellata, crema, frutta o altro.

Le dosi indicate vanno bene per una teglia di 24 o 26 cm di diametro.

Queste sono le dosi che ho utilizzato per realizzare la mia pasta frolla morbida:

  • 320 grammi di farina 0
  • 160 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 100 grammi di zucchero
  • 2 tuorli d'uovo + 1 uovo intero
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un arancio
  • un pizzico di sale

Procedimento per la pasta frolla

Setacciate la farina e il lievito e tenetele da parte.

Prendete una boule capiente e dai bordi alti e mettete il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, il sale e la buccia dell'arancia.

Servendovi dello sbattitore elettrico, lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto bello cremoso.

A questo punto aggiungete uno alla volta i due tuorli e l'uovo intero.

Ricordatevi di aspettare che l'uovo sia stato completamente amalgamato prima di aggiungere l'altro.

Infine aggiungete la farina.

L'impasto finale si presenta morbido rispetto a quello della frolla tradizionale.

Formate una palla, copritela con la pellicola e fatela riposare in frigorifero, nel piano più freddo, per almeno tre ore.

Passato questo tempo, potete procedere e preparare la vostra crostata morbida di susine.

Ingredienti per la crostata morbida di susine

Ora che avete pronto il vostro panetto di pasta frolla, fatto da voi o comperato, potete procedere e preparare la crostata morbida di susine.

Ecco cosa vi serve:

  • 350 grammi di susine
  • 80 grammi di zucchero
  • 60 grammi di farina
  • 150 grammi di mandorle pelate
  • 2 uova
  • 50 grammi di burro
  • due cucchiai di miele
  • una foglia di basilico
  • 20 ml di sambuca

Ok, adesso possiamo cominciare!

Crostata morbida di susine: procedimento

Per preparare la crostata morbida di susine preriscaldate il forno a 180° in modalità statica.

Togliete la pasta frolla dal frigorifero e lasciatela a temperatura ambiente per circa cinque minuti.

Nel frattempo, imburrate e infarinate uno stampo per crostate.

Ora tocca alla pasta frolla: spargete un cucchiaio di farina su un piano da lavoro preferibilmente non di legno,  per non scaldare la frolla eccessivamente, e stendete l'impasto con l'aiuto di un mattarello.

Tenete in considerazione che l'impasto lieviterà un po' durante la cottura, per cui stendetelo non più alto di 4 mm.

Mettetelo nella tortiera, bucherellatelo con i rebbi di una forchetta, copritelo con un foglio di carta forno e cospargete la superficie con legumi secchi o con gli appositi pesetti.

Infornatelo per un quarto d'ora.

Intanto che il guscio della crostata cuoce, preparate il ripieno.

Lavate le susine, togliete il nocciolo e tagliatele a spicchi.

Pesate le mandorle e tenetene da parte trenta grammi per decorare.

Con un robot da cucina sminuzzate le mandorle restanti con un cucchiaio di zucchero che assorbirà l'olio dei frutti.

Trasferite il composto in una terrina.

Fate sciogliere il burro a bagnomaria e setacciate la farina.

Quando il burro sarà tiepido, aggiungetelo al composto di mandorle e zucchero.

Con l'aiuto di una frusta a mano o di una forchetta amalgamate anche le uova, il miele e la sambuca.

Unite anche lo zucchero rimasto e continuate a mescolare.

Lavorate l'impasto senza montarlo poi, una volta raggiunta una consistenza cremosa, aggiungete la foglia di basilico sminuzzata a mano e la farina.

Proseguite ancora un attimo fino a che otterrete una consistenza simile a quella di una pomata.

A questo punto sarà ora di togliere la pasta frolla dal forno.

Levate i legumi secchi e il foglio di carta forno, versate nel guscio di frolla l'impasto, disponetevi sopra le fettine di susine e il resto delle mandorle.

Rimettete la crostata in forno, nel piano più basso e proseguite la cottura per altri venti minuti a 150° gradi.

Fate attenzione a non far colorire troppo la superficie della crostata.

Se vi accorgete che questo sta capitando, allora coprite la crostata con un foglio di carta stagnola.

Trascorsi i venti minuti, sfornate la vostra torta e lasciatela raffreddare.

Avrete una bellissima crostata morbida di susine, da gusto intenso e profumato, così buona da leccarsi i baffi!

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Ecco qua, non è perfetta perché la frolla è un tantino scura ma per fortuna non bruciata.
La foto non è il massimo, l'ho scattata di sera ma i bimbi volevano assaggiare la crostata e la mattina dopo sarebbe stato troppo tardi.