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datemiunam-rimedi-naturali-contro-formicheIl calendario non è il solo strumento che ci fa capire quando arriva la bella stagione.

A casa mia sappiamo che sta ufficialmente cominciando il caldo quando avvistiamo le formiche.

Le formiche hanno sempre fatto parte della nostra esistenza da conviventi fin da quando siamo venuti ad abitare qui.

Fino a qualche anno fa, però, questi simpatici insetti effettuavano la loro transumanza passando radente il muro del soggiorno per scomparire dall'altro lato della casa.

Erano formiche educate, tutte in fila come scolareretti, seguivano le linee delle piastrelle senza mai cambiare percorso.

In due giorni la casa era di nuovo tutta per noi.

Ora invece no. Si vede che è venuta a mancare la vecchia regina e quella nuova non ha un pugno di ferro, preferisce regole meno rigide.

Così le formiche sono diventate indisciplinate e hanno cominciato a scorrazzare per la casa.

Dapprima hanno tentato una timida sortita in cucina.

Hanno scoperto la frutta, che tengo a maturare fuori dal frigorifero -quando si compra al supermercato è sempre molto indietro-.

Non sarà parso loro vero, tutto quel ben di Dio a portata delle loro zampette.

In un attimo hanno dato inizio ad un attacco di massa, un'invasione in piena regola.

Mi hanno trovato totalmente impreparata, soprattutto perché io detesto uccidere gli insetti.

Se c'è una cosa che mi fa proprio schifo, sono gli insetti morti.

E poi non mi piace proprio l'atto in sé. Non ho mai schiacciato le formiche, non uso le palette contro le mosche e non friggo le zanzare.

Ma a volte non c'è altra soluzione. I mutui accordi di pace sono stati violati, ogni trattativa per risolvere il conflitto in modo pacifico è risultata impossibile.

Del resto, benché laureata in lingue, non parlo il formichese.

A malincuore, abbiamo accolto la dichiarazione di guerra.

Cosa fare in caso di formiche in casa: i metodi naturali più efficaci

Calata nel mio ruolo di novello Nelson, ho chiamato alle armi l'intera famiglia, gatticompresi.

Mentre schieravo le truppe, ho specificato che i disertori sarebbero stati puniti severamente: niente dolce per una settimana almeno.

Ho subito ribadito il mio fermo no per le armi chimiche: al bando gli insetticidi, con bambini e animali non mi sento affatto tranquilla.

Ma come vincere la guerra e bonificare la casa?

Sono andata a rispolverare gli antichi volumi della nonna e mi sono affidata ai rimedi naturali.

Come un degno generale che si rispetti, ho coordinato la controffensiva affidando una missione ad ogni membro della squadra.

Per prima cosa sono partiti i ricognitori, con il compito di scoprire da dove penetrasse il nemico.

"Il nemico ha approfittato di un varco aperto nel settore ovest, generale"

Partiamo subito all'attacco: per spezzare l'avanzamento degli insetti, interrompiamo la colonna di formiche usando fondi di caffé e pepe di cayenna.

Il nemico è destabilizzato e batte in ritirata.

"Avanti col sale!" comando a gran voce.

La Ninfa e Ringhio, ubbidienti, cospargono il perimetro delle stanze con quintalate di sale, mentre il mio coraggioso compagno fa lo stesso lungo il perimetro esterno delle mura domestiche.

"Soldati, abbiamo vinto la battaglia, ma non la guerra!" urlo per risollevare il morale dell'esercito e fare in modo che rimangano comunque vigili.

Approfittando del momentaneo sbandamento delle truppe nemiche, ergiamo una barricata con bucce d'arancia e cetriolo rinforzate da bastoncini di cannella e foglie di alloro.

Nel frattempo, non diamo tregua agli insetti e piombiamo loro addosso sganciando sui gruppetti di formiche-soldato bustine di thè alla menta.

In un attimo avviene un fuggi-fuggi generale.

"Serrate i ranghi!" grido ai miei impavidi soldati.

"Via con l'artiglieria pesante!"

E' il caos: accerchiamo le formiche da ogni lato brandendo i nostri spruzzini carichi di acqua e sapone e oli essenziali agli agrumi.

La battaglia infuria da ogni lato. Guadagniamo la cucina, piastrella dopo piastrella, armadietto dopo armadietto.

Spugnette intrise di aceto per rimuovere le briciole spazzano i piani senza sosta, eliminando alle formiche la possibilità di ritrovare la via di casa seguendo eventuali tracce olfattive.

I corpi del nemico cadono come mosche ma noi, senza curarci d'altro se non della missione, procediamo impavidi con sprezzo del pericolo.

La cucina è libera, sul pavimento giacciono solo i corpi dei morti.

"Generale, non abbiamo riscontrato nessuna perdita!"

La fortuna ci ha assistito, ma la lotta è ancora lunga.

Benché stremati, dobbiamo approfittare di questo vantaggio.

"Disponete le trappole!" ordino perentoria.

Grossi barattoli contenenti qualche cucchiaino di miele vengono disposti sui mobili della cucina.

"Se mai quelle bastarde riusciranno a penetrare le nostre difese, troveranno una gran brutta sorpresa ad attenderle: la morte dolce"

Le tenebre calano sulle stanze devastate dalla guerra.

Mentre la luna si alza in cielo, andiamo a controllare se la barricata di bucce resiste.

La sentinella mi avvisa che ci sono stati strani movimenti.

Non possiamo permettere che le formiche ci sorprendano durante il sonno.

"Fai portare le luci!" gracchio, salda e ferma mentre dentro di me imperversa una tempesta.

Un paio di luci notturne comperate per i bambini vengono posizionate in corrispondenza della falla. Questo trucchetto dovrebbe sballare i ritmi di approvvigionamento delle formiche e farle andare in tilt.

"Con questo siamo al sicuro" borbotto, incrociando le dita, mentre assegno i turni di guardia.

Il tempo scorre lento, i minuti si trasformano in interminabili ore.

Sembra tutto tranquillo, ma mi sento addosso gli occhi ostili di quei piccoli insetti.

Infine il sole sorge su un nuovo giorno, per fortuna privo di formiche.

Le difese hanno retto, il nemico è distrutto, battuto.

Mi guardo attorno, soddisfatta.

La casa pare un'immondezzaio, tra bucce di frutta e verdura, fondi di caffè, sale e insetti morti.

Se non ripuliamo in fretta, la prossima volta ad invaderci non saranno le formiche, ma nemici ben peggiori: scarafaggi, blatte o chissà cos'altro.

Ma noi non ci faremo più trovare impreparati: il nuovo motto è tolleranza zero, ogni insetto a casa sua.

Da oggi in poi ogni animale con sei zampe (massì, dai, mettiamoci pure gli aracnidi che ne hanno otto) deve sapere che casa nostra non è un luogo sicuro.

Insetto avvisato, mezzo salvato.

La primavera sembra essere arrivata.

Da alcuni giorni qui da noi c'è un caldo anomalo, con temperature che durante le ore pomeridiane sfiorano i 20°C.

Oggi ho perfino visto le prime farfalle gialle svolazzare in giardino!

Sono contenta che tra poche settimane ci lasceremo l'inverno alle spalle, anche se non è stato un inverno particolarmente rigido o lungo.

Anomalo, questo sì. Come mi sembra strano questo caldo così precoce.

A me piace la primavera. Mi piace la natura che si sveglia pian piano, mi piace sentire il tepore dei raggi del sole, mi piacciono le giornate che si allungano.

Avere più ore di luce a disposizione mi da l'impressione che la giornata sia più lunga e quindi che ci sia più tempo a disposizione.

Se io quando arriva la primavera subisco un'impennata di energia, lo stesso non si può dire per i pupi.

Da qualche tempo infatti la Ninfa, sempre così vitale, continua a dire di essere stanca.

E' vero, la mattina si alza presto, verso le 6,30.

Ma ora quando si siede a tavola per fare colazione dopo pochi minuti sospira e dichiara: "Mamma, sono stanca!"

Invece prima era già intenta a scegliere i giochi da usare prima di andare all'asilo.

Anche il pomeriggio, quando rincasa, si siede e fa merenda svogliatamente.

Poi si assopisce guardando i cartoni animati.

Questa per noi è una novità, perché la Ninfa non ha mai dormito volentieri il pomeriggio neppure quando era neonata.

Ringhio invece si dimostra scontroso e irritabile quasi al limite dell'insopportabile.

Ha frequenti attacchi di nervosismo, se non riesce a fare qualcosa come vuole lui butta tutto all'aria, frigna ed è più appiccicoso del solito.

Come dice un'anziana zia di mia mamma: "Hanno il mal di primavera".

Ho sempre pensato che fosse una diceria da vecchie comari, salvo poi ricredermi.

Il "mal di primavera" esiste, eccome.

Senso di stanchezza, sonnolenza, svogliatezza, a volte anche inappetenza e insonnia, sono i sintomi più comuni provocati dal cambio di stagione.

Un aiuto per i nostri piccoli passa per prima cosa attraverso il cibo: privilegiare frutta e verdura di stagione (si cercano stratagemmi ed escamotage per far mangiare broccoli e cavolfiori alla mia prole che da quest'anno non ne vuole sapere), proteine, grassi e carboidrati seguendo i consigli della famosa piramide alimentare.

La luce del sole ha grandi effetti benefici su adulti e bambini, per cui è il momento di privilegiare attività all'aria aperta.

Un consiglio: non strutturate il tempo dei vostri figli, non tartassateli di attività sportive. Una passeggiata o una chiacchierata sulla panchina del parco vanno bene ugualmente.

Visto che i bimbi si sentono stanchi, lasciamo che decidano loro che attività (o non attività) vogliono fare: un pò di  sana noia non ha mai fatto male a nessuno!

Inoltre occhio alle ore di sonno: in media un bambino di 1-3 anni ha bisogno di dormire circa 12 ore nel corso della giornata.

Io, sempre basandomi sulla saggezza popolare -poi ovviamente confermata dalla pediatra di fiducia- ho introdotto la pappa reale nella dieta dei bambini.

Utilizzo quella dell'Equilibra e ne do loro una fialetta da bere la mattina.

Mi sembra che faccia effetto, nel senso che la Ninfa non si aggira più per la casa trascinando i piedi come una novantenne.

Speriamo che sia solo un periodo di assestamento dovuto alla primavera, altrimenti mi si prospettano tempi davvero duri.

Per le mamme ho letto che si può fare un buon integratore seguendo questa ricetta:

100 gr di allegria,
25 gr di simpatia,
200 gr di bontà,
250 gr di pazienza,
300 gr di amore,
un pizzico di fantasia,
una spruzzatina di severità.

Miscelare il tutto e consumare la mattina appena alzate.

Fatemi sapere se funziona!

"Voulez vous coucher avec moi?" recita una  notissima canzone. Attenzione, cari maschietti, a porre questa domanda: il rischio è di prendersi una cinquina a mano aperta o sentirsi rispondere: "No grazie preferisco andare a bere una tazza di cioccolato".

infatti, secondo una ricerca condotta qualche anno fa dalla "Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia" (SIGO), nell'ambito del progetto "Scegli tu" su un campione di più di 500 donne è emerso che il mondo femminile preferisce il cioccolato al sesso. L'83% di donne dichiara di consumarlo nei giorni del ciclo e il 68% anche durante la fase premestruale.

Il cioccolato fa ingrassare, sovraccarica il fegato, fa venire l'acne...Macchè, tutte sciocchezze oramai superate. Le ultime indagini danno la cioccolata (soprattutto fondente ed extrafondente) come la miglior amica delle donne (assieme ai diamanti, ovvio).

Grazie ai flavonoidi, sostanze contenute anche nel thè verde e nel vino rosso, ha un alto potere antiossidante, paragonabile solo all'aglio e alle fragole.

Tossite? Invece delle caramelle alle erbe provate a mangiare un bel cioccolatino o una bella pralina: la teobromina contenuta nella cioccolata seda la tosse. Poi fatemi sapere.

Via libera a tavolette e barrette anche se soffrite di ritenzione idrica: la teobromina stimola i reni e favorisce la diuresi (altro che l'acqua della salute, plin-plin).

Vogliamo parlare del magnesio? Utile per prevenire i crampi nelle più sportive ma anche durante la gravidanza.

Quando si è "in quei giorni" divorare cioccolatini fa bene all'umore e al corpo: il cioccolato stimola la produzione di dopamina che a sua volta sollecita quella dell' ossitocina, quel famoso ormone tipicamente femminile che tutte le mamme associano al parto. Tranquille, l'ossitocina regola anche le relazioni sociali, materne e sessuali.

Quindi mangiare cioccolato aiuta ad aumentare l'autostima, rende più empatiche, sensibili verso il prossimo e inclini all'innamoramento.

Va bene, tutte ottime ragioni per sentirci meno in colpa quando ci abbandoniamo all'estasi del cioccolato. Ma nessuna di noi pensa a questo quando sceglie di mangiarlo.

L'amore delle donne per la cioccolata è istintivo e innato. Quasi primordiale. Ma perché?

La scienza afferma che alla base della predilezione dell'universo femminile per il cibo degli Dei c'è la capacità del nostro cervello di cogliere meglio la maggior parte dei componenti di cui è composto quest'alimento. Cosa che avviene in maniera nettamente inferiore nel cervello degli uomini.

Concludendo, per far andare bene il mondo le donne dovrebbero assumere con regolarità il cioccolato. Così sarebbero più felici e invogliate a fare sesso. In questo modo farebbero felici anche gli uomini, che regalerebbero più cioccolatini alle donne. La produzione dell'industria del cioccolato subirebbe un'impennata, creando nuovi posti di lavoro e questo si ripercuoterebbe positivamente sull'economia.

Sapete cosa vi dico? Me ne vado a mangiare fragole e cioccolato, annaffiate da un bel calice di vino rosso. La notte è lunga...

PS: Guardate qui che bell'idea da fare con palloncini e cioccolato!

Tazzine di cioccolato

 

E' passata una settimana da quando è entrata in vigore l'ora solare. Se anche voi come me siete influenzati dal meteo, allora di sicuro non l'avete presa bene.

Ma come ho letto spulciando qua e là, sono in buona compagnia: circa il 25% degli italiani risente degli effetti dello spostamento delle lancette, indietro o avanti che siano. Peccato che io non faccia parte della fascia "debole" della popolazione: non sono un bambino né un anziano.

Eppure mi sento come se mi avessero centrifugato. Ho dei mal di testa terribili, una sonnolenza da "aprile dolce dormire" e sono decisamente irritabile come se fossi affetta da sindrome premestruale perenne.

Questo perché le giornate si sono accorciate e le ore di luce sono diminuite. Esco dal lavoro col buio, mi sembra che siano le dieci di sera invece che le 18,30! Del resto tutti sanno che la luce ha effetti positivi sull'umore perché ci aiuta a produrre serotonina, l'ormone del buonumore. Inoltre, cambiando il ritmo del sonno, anche i livelli di melatonina (l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia) ne risentono.

Posto che, a detta degli esperti, questi effetti da mini jet-lag passano in pochi giorni ( a me evidentemente ci vuole più tempo), ecco alcuni trucchi che potrebbero aiutarci:

  • consumare più frutta e verdura e se possibile condirla con olio di riso o girasole;
  • consumare più cioccolata (meglio extra fondente) che aiuta a produrre serotonina ( e qui ragazze non facciamocelo ripetere!)
  • sgranocchiare frutta secca ricca di omega 3 che ci fa tanto bene;
  • cercare di passare più tempo all'aria aperta, magari facendo una leggera attività fisica ( su questo punto io non faccio testo, tranne durante il fine settimana)
  • cercare di rilassarsi e di assecondare i ritmi del nostro corpo ( se lo spiegate ai miei figli magari...);
  • sorseggiare tisane (ottima quella di tiglio) per conciliare il sonno.

Ho notato invece (non so se con gioia o disappunto) che i miei bambini non hanno apparentemente risentito degli effetti del cambiamento dell'ora. Quando torno a casa li trovo sempre stanchi e nervosi come prima, desiderosi di coccole e attenzioni. C'è un solo rimedio: un grande abbraccio con gara di baci. E se non vi fa alzare questo il livello di serotonina!

 

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Noi che da vere mamme sopportiamo stoicamente la puzza della cacca dei nostri figli ( ma come, non sapete che la pupù dei neonati è santa?!).

Noi che raccogliamo eroicamente rigurgiti e vomiti anche nel pieno della notte ad occhi chiusi.

Noi che dopo aver visto uscire dal nostro corpo la placenta non ci schifiamo davanti a niente.

Noi che abbiamo un collega che puzza più della cloaca massima e ce lo dobbiamo tenere per forza.

Non c'è posto di lavoro in cui non ci sia un collega allergico all'acqua e al sapone e anche da noi è così. E' quello che sale sempre solo in ascensore, quello a cui tutti rifiutiamo un passaggio in auto, quello che appena lo vediamo arrivare ci alziamo per andare in bagno. Fortunatamente il collega in questione non staziona nel nostro ufficio, ma ci viene a trovare spesso. In estate abbiamo le finestre aperte e cambiare l'aria diventa facile.

Durante la brutta stagione invece le cose sono più complicate: tenere aperto per molto tempo è causa di licenziamento diretto ( ma come, io pago il riscaldamento e tu tieni la finestra aperta? Impiegato ingrato, se hai caldo spogliati!!).

Come fare allora a rendere l'aria respirabile senza intossicarsi con prodotti chimici? I deodoranti industriali infatti sono nocivi, per noi e per l'ambiente, causano problemi di allergie, difficoltà respiratorie e a volte sono composti da sostanze che pare possano essere cancerogene. Inoltre non hanno un effetto duraturo e nella maggior parte dei casi "camuffano" l'odore sgradevole ma non lo eliminano.

Le vecchie e sagge nonne ci vengono in aiuto anche in questo caso. Perché oltre a ricordarci di metterci la maglietta della salute anche a luglio con 40°, ci insegnano diversi trucchetti interessanti.

Visto che è arrivato l'autunno, un buon deodorante naturale sono gli agrumi. Se non avete gli oli essenziali, portate al lavoro mandarini, arance o pompelmi, mangiatevi la polpa e utilizzate la buccia per profumare l'ambiente: potete metterla  a seccare sui termoconvettori o spezzettarla e aggiungerla all'acqua degli umidificatori. Potete mettere anche dei pezzi di cannella in stecche o un paio di fiori di anice stellato.

Per potenziare l'effetto degli agrumi, prendete una bella arancia e infilate nella buccia dei chiodi di garofano: diventerà un insolito soprammobile da appoggiare alla scrivania e allo stesso tempo debellerà i possibili fetori del vostro amato collega.

Come ho accennato prima, potete anche usare gli oli essenziali. Ne bastano poche gocce nell'umidificatore: con il calore rilasceranno nell'aria il vostro aroma preferito. Ne trovate di ogni fragranza: bergamotto, eucalipto, lavanda...Sbizzarritevi!

Se invece volete fare un prodotto da usare all'occorrenza, fate così: in uno spruzzino mescolare un cucchiaio di vodka ( o di alcool puro) con 20-30 gocce di olio essenziale ( io vi consiglio pino ed eucalipto), agitate bene e aggiungere poi 500 ml di acqua. Aspettate che il collega esca e spruzzate! Sentirete che buon profumo!

Se lavorate in un ambiente particolarmente agitato e nevrastenico, provate la lavanda che oltre ad un buon odore ha effetti calmanti e rilassanti.

E se a lungo andare la situazione non migliora, cominciate a lasciare sulla scrivania del vostro collega saponette e deodoranti: vedrete, prima o poi capirà l'antifona!

 

E' arrivato l'autunno, in ritardo ma non in punta di piedi.

Ci ha salutato con un repentino abbassamento delle temperature e puntualmente è arrivato anche il raffreddore.

Nasi chiusi e gocciolanti, raffiche di starnuti e occhi arrossati.

Inutile rivolgersi alla medicina.

Un vecchio proverbio recita: "Il raffreddore è una malattia che, se curata, guarisce in sette giorni, altrimenti in una settimana".

RAFFREDDORE E RIMEDI NATURALI

Io sono particolarmente soggetta ai raffreddori.

Se è vero che usare medicine è superfluo, anche rimanere in balia dei sintomi da raffreddamento non è piacevole.

In tutti questi anni ho elaborato il mio personale metodo per tenere a bada starnuti e company.

Alla base di tutto c'è l'aglio.

Sì, avete capito bene, quello che vi fa venire la fiatella fetida, l'anti-bacio per eccellenza.

Alcuni addirittura ci fanno decotti e sciroppi.

Io no, non c'ho lo stomaco. Mi limito ad aumentarne l'uso in cucina.

AGLIO: PROPRIETA' BENEFICHE

L'aglio ha innumerevoli proprietà benefiche:

  • è un vasodilatatore, dilata i vasi sanguigni abbassando la pressione del sangue;
  • è un anticoagulante, impedisce alle piastrine di formare grandi coaguli nel sangue;
  • previene l'accumulo nel sangue di colesterolo cattivo;
  • è un antibatterico e aiuta stimolare il nostro sistema immunitario;
  • ha un'azione antiossidante, previene l'invecchiamento dei tessuti e della pelle;
  • ha effetti benefici anche sulla glicemia, perché tiene a bada il valore degli zuccheri nel sangue;
  • ha proprietà antinfiammatorie: è un rimedio fitoterapico contro le infezioni delle prime vie aeree ( raffreddore, vade retro) ;
  • è anche un antispastico, cioè allevia gli spasmi muscolari e i dolori addominali;
  • è un ottimo antiparassitario, mischiatelo alla pappa dei vostri cagnolini o dei vostri gatti e sarete sicuri che non avranno mai i vermi.

Ci sono diversi modi per utilizzare l'aglio, a secondo dell'intensità che volete ottenere.

Usato "in camicia", cioè con la pellicina, ha un sapore lieve, spellato ha un'intensità media e affettato, schiacciato o tritato ha un sapore molto marcato.

Se non lo digerite, ricordatevi di togliere sempre il germoglio verde centrale.

Come dicevo prima, quando il naso gocciola e gli occhi lacrimano, in casa mia c'è un notevole odore di aglio.

Per prima cosa, preparo un bel brodo di pollo caldo: al trittico carota-sedano-cipolla aggiungo un bel paio di spicchi d'aglio spellati.

Una minestrina con questo brodino è quello che ci vuole a fine giornata.

Durante il giorno non mi faccio mancare tisane varie, zenzero, melissa e salvia dolcificate con tanto tanto miele.

Ricordatevi che bere è importantissimo quando si è raffreddati.

E a pranzo? Niente di meglio di un bel piatto di pasta aglio, olio e peperoncino.

PASTA AGLIO, OLIO E PEPERONCINO

Questa è la ricetta che faccio io, anzi, che quando sono raffreddata mi prepara CF - si sa, quando non si sta bene è bello farsi viziare un po'-.

Ingredienti:

  • 200 gr.di spaghetti
  • sale q.b.
  • 30 gr.di olio extravergine d'oliva
  • 2-3 spicchi di aglio
  • 3-4 peperoncini
  • 10 gr.di prezzemolo (opzionale)

Procedimento:

Mettiamo a bollire l'acqua salata e buttiamoci gli spaghetti.

Facciamoli cuocere al dente (assaggiateli per sicurezza).

Nel frattempo in una pentola mettiamo l'olio extravergine d'oliva.

Prendiamo i peperoncini, tagliamoli a metà nel senso della lunghezza e leviamo i semini.

Poi affettiamoli finemente e buttiamoli nell'olio assieme agli spicchi da aglio spellati e leggermente schiacciati con la mano.

Tagliamo anche il prezzemolo e teniamolo da parte.

Facciamo soffriggere dolcemente aglio e peperoncino e dopo pochi minuti leviamo l'aglio.

Adesso aggiungiamo un bel mescolo di acqua di cottura della pasta, facendo attenzione a non scottarvi.

Scolate gli spaghetti, lasciamoli insaporire nella pentola insieme al condimento.

Se vedete che la pasta è troppo asciutta, aggiungete ancora un po' di acqua di cottura.

Infine cospargete con il prezzemolo tritato.

Vi sconsiglio di aggiungere formaggi, non perché non siano buoni ( io metto sempre pecorino o parmigiano anche se la ricetta non lo prevede), ma perché quando si è raffreddati i latticini sarebbero da evitare.

E per concludere la giornata in bellezza, io mi faccio una mega doccia bollente (attenzione ai cali di pressione, non fatela mai se siete incinte o se soffrite di vene varicose) e mi infilo sotto le coperte.

Vi assicuro che la mattina dopo il mio naso è meno chiuso, gli occhi non lacrimano e l'umore è nettamente migliorato.

Ah, se volete ricevere coccole e baci (che quando si sta male sono sempre bene accetti), ricordatevi di masticare due chicchi di caffè o meglio ancora due semi di cardamomo e l'alitosi scomparirà!