Robin Sloan è un autore di cui ho spesso sentito parlare.

Non mi ero mai cimentata con la lettura di uno dei suoi romanzi così, quando ho visto "Il magico pane dei fratelli Mazg" in bella mostra sullo scaffale della biblioteca mi sono detta "Perché no?".

L'ho portato a casa e ho cominciato a leggerlo. Nel giro di un paio di giorni l'avevo terminato.

Ecco perché per il venerdì del libro ho deciso di presentarvelo.

Il magico pane dei fratelli Mazg: trama

Il romanzo si apre con la protagonista, Lois Clary, ingegnere informatico presso un'azienda che si occupa di progettare tecnologie all'avanguardia a San Francisco.

Lois ci viene descritta come una ragazza molto capace, ambiziosa e stakanovista che lavora in un ambiente altamente competitivo.

Il lavoro per i dipendenti della General Dexterity è talmente importante da oscurare qualsiasi altra sfera sociale e arriva addirittura a ridurre i piaceri della vita, come per esempio il cibo, a mere necessità di sopravvivenza.

Alla General Dexterity per risparmiare tempo ha preso il via la nuova moda di nutrirsi con lo Slurry, un concentrato di proteine.

Ogni giorno la giovane Lois arriva a casa stremata e utilizza le poche forze che le rimangono per ordinare un pasto con consegna a domicilio.

Una sera Lois decide di ordinare la zuppa piccante con pane fatto in casa dai fratelli Mazg, che hanno una piccola tavola calda sotto casa sua.

Questo segna il punto di svolta della vita della giovane. I piatti che le vengono recapitati sono talmente buoni da far accendere nel suo cervello una piccola area destinata al piacere che prima era sopita.

Pian piano tra i fratelli Mazg e Lois si instaura una sorta di rapporto di stima reciproca.

Ma un brutto giorno i fratelli sono costretti a chiudere l'attività e a emigrare in Europa.

Lasciano alla loro cliente numero uno parte del segreto della loro cucina: la pasta madre con cui cucinano il loro delizioso pane.

Lois deve nutrirla ogni giorno ed utilizzarla per fare il pane.

La ragazza è combattuta: la curiosità è tanta ma il tempo è poco.

Nonostante questo, Lois inizia la sua carriera di panettiera: il suo pane è talmente buono che in poche settimane riesce a farsi un nome e accetta il suggerimento di provare ad ottenere il permesso di venderlo all'esclusivo mercato del Ferry Building.

Questo mercato non è come tutti gli altri: è un mercato futurista, che applica le nuove ricerche tecnologiche al campo alimentare.

Lois viene assunta per "insegnare" ad un braccio meccanico della General Dexterity a fare il pane.

Il lavoro della giovane, come quello degli altri suoi colleghi al mercato, potrebbe recare vantaggi a molti zeri al proprietario e sovvenzionatore dei progetti, un misterioso magnate.

Ben presto però Lois si interroga se questo sia in realtà quello che vuole realmente fare: svilire un cibo antico come il pane rendendolo un mero nutrimento.

Aveva deciso di intraprendere la carriera di panettiera per riequilibrare la sua vita, per tornare ad essere felice, ma la situazione non sembra essere migliorata.

Il destino è pronto di nuovo ad intervenire: tecnologia e natura si scontrano, ribellandosi all'umanità in un finale grottesco ed esilarante al tempo stesso.

Il magico pane dei fratelli Mazg: recensione

Robin Sloan è diventato famoso per il connubio della tecnologia e della tradizione nei suoi romanzi.

L'interrogativo di fondo su cui basa le sue trame è: come può la tecnologia arrecare benefici all'umanità senza svilire la tradizione?

Nel caso de "Il magico pane dei fratelli Mazg" la domanda che Sloan pone ai suoi lettori è: gli uomini hanno davvero bisogno di una svolta drastica nel mondo alimentare?

Perché un uomo dovrebbe nutrirsi con preparati industriali, insetti essiccati, polveri solubili?

Lois lo impara a proprie spese: non sempre la tradizione è vecchia e sbagliata, non sempre la natura è disposta a farsi imbrigliare dall'uomo, neppure se si tratta di microorganismi come i lieviti.

"Il magico pane dei fratelli Mazg" è un romanzo statico, con pochi eventi eclatanti, un intreccio che si dipana tra passato e presente ed una serie di personaggi forti e ben caratterizzati.

Oltre alla giovane Lois, protagonisti indiscussi i due fratelli Mazg, che conosciamo attraverso lo scambio di e mail con la protagonista.

Eclettici, raffinati, nomadi per natura, a loro modo affascinanti sono il collante del libro.

I due fratelli dimostrano che la tradizione può comunque rinnovarsi senza però perdere le proprie caratteristiche: loro, girovaghi da secoli immemorabili, hanno deciso di fermarsi e di aprire un piccolo ristorante in Europa.

Esilarante l'idea del "circolo delle Lois", un gruppo di donne che risiedono in una città accomunate dallo stesso nome.

Quando si dice che il nome segna il destino di una persona!

Per quanto riguarda lo stile narrativo, "Il pane dei fratelli Mazg" è scritto dal punto di vista di Lois, con una prosa scorrevole ma zeppa di riferimenti alla moderna tecnologia.

Il finale apocalittico era preannunciato, ma Sloan si è dimostrato bravo a gestirlo creando una situazione tragicomica che fa sì sorridere ma anche riflettere.

Come sempre, un ringraziamento a Paola di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Il magico pane dei fratelli Mazg

Autore: Robin Sloan

Traduzione a cura di: E. De Medio

Casa editrice: Corbaccio

Data di pubblicazione: 2017

pagine: 240

Oggi questo venerdì del libro è dedicato ad un romanzo storico.

"Anita. Storia di un viaggio", scritto e auto pubblicato dalla genovese Laura Pagliaini, bresciana d'adozione.

Laura scrive il suo romanzo partendo dalla lettura di alcune epistole familiari ritrovate per caso.

Tale scambio epistolare, avvenuto negli anni della fine della Seconda Guerra Mondiale, colpisce molto Laura.

Partendo da questi fatti realmente accaduti ai suoi congiunti, la scrittrice decide di documentarsi a fondo e di provare a parlarne in un romanzo.

Per non dimenticare, per dare voce al popolo degli anni che furono, alla gente comune, attraverso testimonianze vere e reali.

Anita. Storia di un viaggio di Laura Pagliaini: brevi cenni alla trama

Genova, 1945: Anita e Attilio fanno ritorno in città assieme ai figli, al nonno e alla tata.

La guerra è finalmente finita, l'Italia è stata liberata ed è ora di voltare pagina.

Ma per Attilio e Anita non è affatto così: da mesi oramai non si hanno più notizie di Mario, il fratello più piccolo.

Mario è un maresciallo dei carabinieri. A causa delle sue idee politiche avverse al regime fascista, è stato allontanato e mandato a Gorizia.

Attilio e l'altro fratello, Giovanni, medico antifascista che abita in Sud-Tirolo temono il peggio.

Nonostante questo, i due non vogliono abbandonare del tutto le speranze di ritrovare il loro caro disperso.

Con l'aiuto della giovane moglie Anita, che decide di stare a fianco del marito in questo momento così delicato, Attilio e Giovanni organizzano un viaggio per andare in cerca di Mario.

Inizia allora un percorso difficile e pericoloso: l'Italia pullula di partigiani e truppe alleate, di soldati tedeschi e di fascisti in fuga.

Per ridurre al minimo i rischi, i tre decidono di andare dal Sud-Tirolo a Gorizia in bicicletta, utilizzando piccole mulattiere di montagna e tenendosi il più lontano possibile dai centri abitati.

Lungo il loro viaggio incontrano diversi personaggi che li ospitano e li aiutano per quel che possono: contadini, camionisti, viaggiatori...

Quando giungono finalmente a Gorizia, la città e l'intera zona versano in una condizione spaventosa: i fascisti sono stati messi in fuga dai partigiani italiani e da quelli serbi.

Ora però i seguaci di Tito stanno iniziando a prendersela con gli italiani, senza discriminazioni tra fascisti e anti-fascisti.

Intere famiglie allo sbaraglio, terrorizzate, abandonano in massa le zone dell'Istria per riversarsi nel Friuli.

Sulla sfondo la terribile tragedia delle foibe, a lungo taciuta e dimenticata.

Riusciranno i tre a ritrovare Mario?

Anita. Storia di una viaggio: recensione

"Anita. Storia di un viaggio" è un romanzo scritto con parole semplici che tratta di temi ancora scottanti.

Il tema del viaggio è centrale ed è il pretesto da cui partire per descrivere la situazione dell'Italia a guerra appena ultimata.

L'intera storia è raccontata dalla prospettiva di Anita, mamma e moglie, che decide stoicamente di lasciare i figli con la tata e il nonno per stare accanto al marito in un momento così delicato.

Si vede che dietro la narrazione c'è stato un lungo ed accurato lavoro di ricerca e che la storia di Anita è ben innestata nel quadro delle vicende storiche generali.

Tutto sommato "Anita. Storia di un viaggio" di Laura Pagliaini è un romanzo scorrevole, denso ma non stucchevole o esageratamente pesante.

L'unica nota che mi sento di fare all'autrice riguarda l'uso del punto e virgola, per me troppo abusato.

Ma sono scelte stilistiche più o meno condivisibili.

Come sempre, un doveroso ringraziamento a Paola, di Homemademamma, la creatrice del venerdì del libro.

In realtà sembrava che l'eterna rivalità tra la Russia e l'America si risolvesse tutta in quello snodo tra Gorizia e Trieste, un confine non solo tra due stati, ma tra due forze mondiali [...]

La cosa drammatica era che in mezzo a tutto questo esisteva una popolazione profondamente segnata da continue lotte e non nuova a deportazioni e soprusi"

PS: volevo solo lasciarvi una comunicazione di servizio. Questo mese sto partecipando ad un contest fotografico su Instagram, per cui oltre al consueto hashtah #anchelemammeleggono potete dare un'occhiata anche a #instalibrando.

Buon fine settimana!

Scheda tecnica

Titolo: Anita. Storia di un viaggio.

Autore: Laura Pagliaini

Editore: auto-pubblicazione in vendita su Amazon e in alcune librerie italiane

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 167

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La Festa dei Nonni si avvicina e per noi è una ricorrenza sacra quasi quanto i compleanni o il Natale.

Ogni anno cerchiamo di festeggiare i nonni preparando un lavoretto, una poesia oppure un dolce.

E per i nonni lontani? Lavoretti e poesie anche per loro, poi aspettiamo che arrivino per dare loro i nostri piccoli doni.

La scorsa settimana siamo andati a mangiare un gelato in città.

Passando davanti alla vetrina di una libreria i bambini si sono fermati a guardare tutta una serie di libri dedicati ai nonni.

Mi è sembrata un'idea carina per questo venerdì del libro suggerirvi allora cinque titoli di libri sui nonni per bambini dai tre ai sei anni.

Sono letture piacevoli che, con poche parole e tante figure colorate, fanno emergere la magia del rapporto tra nonni e nipoti.

Libri sui nonni: 5 titoli per bambini dai tre ai sei anni

Ecco di seguito i miei suggerimenti di lettura ideali per bimbi in età pre-scolare.

  • "Nonni vi voglio bene!" di Trace Moroney, editore Crealibri

Un simpatico nipotino si diverte un sacco con i suoi nonni.

I nonni, infatti, gli trasmettono le loro passioni, condividono con lui i loro ricordi e lo aiutano in caso di bisogno

Un piccolo libro che valorizza il rapporto tra nonni e nipoti e pone l'accento sui loro sentimenti.

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  • "L'isola del nonno" di Benji Davies, editore Giralangolo

Questo albo così ricco di colore è una gioia per gli occhi.

Racconta di un bimbo che, come tutti i giorni, va a trovare il nonno.

A differenza delle altre volte, però, questa volta il nonno lo attende in soffitta.

I due, insieme, varcano una porta magica e d'incanto si trovano su una nave.

La meta è un'isola tropicale, da esplorare assieme.

Dopo aver vissuto mille avventure, è ora di far ritorno.

Ma solo il bambino torna a casa, perché il nonno decide di rimanere sull'isola.

Come vedete, è un libro che affronta, oltre al legame tra nonno e nipote, anche la morte.

La morte del nonno non è un distacco definitivo, perché il bambino sa che potrà raggiungere il suo amato nonno attraverso i ricordi, utilizzando gli oggetti che si trovano in soffitta o le vecchie fotografie.

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  • "Una giornata speciale" di Emanuela Bussolati, editore Lapis

E' una lettura che i miei bambini hanno sentito come nostra, perché le due nonne sono davvero così!

"Una giornata speciale" è un silent-book, cioè un libro che narra utilizzando le immagini.

La storia è semplice: una mamma con due bambini porta il fratellino più grande dalla nonna.

Il bambino è emozionato: infatti sa che dalla nonna ogni giornata normale è sempre speciale!

Assieme costruiscono un castello di carta e la nonna si trasforma in un drago.

Poi preparano degli gnocchi deliziosi e, il pomeriggio, vanno a giocare al parco.

La nonna compera addirittura lo zucchero filato!

Quando è il momento di tornare a casa la nonna si accorge di non avere più le chiavi: per fortuna i vicini di casa li aiutano.

La nonna prepara il nipotino e, quando arriva la mamma, si nota che la casa è tutta in disordine.

Ma si vede anche la felicità del bambino e gli sguardi complici che si scambiano la nonna e il nipotino.

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  • "Sempreverde. Il segreto di nonno Teodoro" di Ilaria Guarducci, editore Fatatrac

Osvaldo e Teodoro sono due vecchietti nati lo stesso giorno.

Ma, nonostante abbiano la stessa età, tra i due esiste una grossa differenza.

Teodoro infatti è un vecchietto arzillo e pimpante, che sa gioire delle piccole cose, come sorridere guardando le nuvole.

Viceversa Osvaldo è ingrigito e spento, come se la vita lo stesse abbandonando.

Il povero Osvaldo decide di scoprire il segreto di Teodoro e comincia a pedinarlo.

Tra gite e varie attività, alla fine anche Osvaldo comincia a cambiare.

Il segreto tanto cercato non è altro che un bambino che aspetta Teodoro con trepidazione.

In questa storiella divertente si capisce benissimo quanto bene facciano i bambini ai nonni, che ringiovaniscono e riacquistano la voglia di vivere

Stimoliamo quindi i nostri bambini a passare più tempo in loro compagnia!

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  • "A casa dei nonni" di Quentin Greban, editore La Margherita

Protagoniste sono due piccole scimmiette che vanno spesso a trovare i loro nonni.

La nonna prepara per loro tanti dolcetti, li fa giocare e...fa per il più piccolo un bel maglioncino!

La scimmietta più grande allora comincia a chiedersi se la nonna gli voglia ancora bene...

Un libro un po' più complesso, che affronta il tema della gelosia e del bene profondo che i nonni provano per i nipoti, anche se lo dimostrano in modi diversi!

Queste sono i libri che abbiamo letto con i bambini durante i mesi passati.

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E' innegabile che, per la nostra famiglia, i nonni sono indispensabili e non parlo solo di gestione della routine familiare.

I nonni hanno il duro compito di guidare i bambini attraverso la vita supportandoli con il loro amore e la loro esperienza.

Mi sembra giusto ricordarsene tutto l'anno, ma mi sembra altrettanto corretto che ai nonni venga dedicato un giorno speciale, tutto per loro.

E voi, avete già deciso come festeggerete i nonni? Se avete voglia, potete condividere qui sotto le vostre idee.

Nel frattempo, come ogni venerdì, non mi resta che ringraziare Paola, di Homemademamma, l'inventrice del venerdì del libro.

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Poteri straordinari, ecco di cosa parliamo oggi per il venerdì del libro.

Se poteste scegliere di avere un potere particolare cosa scegliereste? L'invisibilità? La super-forza?

I protagonisti del libro che vi presento oggi, "La straordinaria famiglia Telemachus", sono tutti dotati di un qualche potere straordinario.

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La straordinaria famiglia Telemachus di Daryl Gregory: trama

I Telemachus non sono una famiglia come le altre: ognuno dei suoi componenti infatti è dotato di un qualche potere psichico che non si è scelto, ma che ha in qualche modo ereditato da nonna Mo, la matriarca ormai defunta.

Così Irene sa capire quando una persona sta dicendo una bugia, Frankie sa spostare gli oggetti col pensiero e Buddy invece prevede addirittura il futuro.

L'autore ci presenta la famiglia Telemachus degli anni Novanta, una famiglia in crisi i cui componenti, ormai adulti, sono stati costretti dalle vicissitudini della vita a tornare a vivere assieme al padre nella vecchia casa di famiglia.

Teddy Telemachus, l'unico membro non dotato di capacità paranormali, è a suo modo un personaggio straordinario: grande prestidigitatore e abile baro.

Avere dei poteri straordinari è stato controproducente per ogni membro della famiglia.

Irene ha alle spalle un matrimonio fallito e non riesce più a fidarsi degli altri, Frankie è indebitato fin sopra i capelli e non ha il coraggio di dirlo alla moglie e alle tre figlie e Buddy ha deciso di smettere semplicemente di parlare e di socializzare.

Perfino la nuova generazione, composta dalle figlie di Frankie, Malice, Polly e Cassy e dal figlio di Irene, Maddy, risente di questa cupa atmosfera.

I ragazzi sanno che la loro famiglia è piena di segreti e di misteri e che l'origine di tutte quelle complicazioni è nonna Mo, la moglie defunta del nonno.

Maddy è deciso a indagare. Il povero adolescente infatti è alle prese con una novità: da qualche tempo sembra che un potere paranormale stia tentando di manifestarsi, ma il ragazzo non sa come gestirlo.

Attraverso domande più o meno dirette, a poco a poco, Maddy viene a conoscenza del fatidico momento in cui la vita della straordinaria famiglia Telemachus è passata dalle stelle alle stalle.

Maureen, o nonna Mo, era una ragazza dotata di incredibili poteri paranormali.

Lei e Teddy si erano conosciuti negli anni Sessanta perché erano stati entrambi selezionati per far parte di un segreto progetto governativo.

In piena guerra fredda gli Stati Uniti avevano stanziato dei fondi per questo genere di programmi sperimentali.

Maureen e Teddy, innamorati, avevano deciso di sposarsi e di mettere su famiglia.

Teddy, instancabile affarista, aveva voluto sfruttare le abilità della moglie e dei figli creando degli spettacoli che in poco tempo li avevano fatti diventare famosi e ricercati.

Tutto collassa all'improvviso quando, durante uno show televisivo, il piccolo Buddy prevede la morte della madre.

La sua reazione scatena una serie di eventi nefasti che portano la gente a credere che i componenti della famiglia non siano altro che dei ciarlatani, decretandone quindi la fine mediatica.

A questo si aggiunge la morte di Maureen che a soli trentanni si spegne per un tumore.

Da quell'istante la famiglia Telemachus va a rotoli fino a diventare quel gruppo di persone tristi e annichilite che l'autore ci aveva presentato inizialmente.

Ma il destino pare voler dare una nuova possibilità ai Telemachus: sarà il giovane Maddy la loro chiave di volta.

La scoperta del suo potere, i tentativi di dominarlo, gli "aiuti" dei vari membri del clan Telemachus scatenano una serie di eventi, esilaranti e incredibili.

Tra mafiosi, agenti segreti, amici persi e ritrovati la famiglia Telemachus riuscirà a distanza di anni a superare il grande dramma e ad andare avanti, sempre guidata dalla mano dell'onnipresente nonna Mo.

La straordinaria famiglia Telemachus: recensione

Questo è il primo romanzo scritto da Daryl. Ciononostante è diventato in poco tempo un caso internazionale.

La fama del libro è data dalla capacità di dare forza ai personaggi.

Ognuno di essi infatti è tratteggiato con dovizia di particolari, la loro psiche è rivoltata come un calzino e messa a nudo davanti al lettore.

La straordinarietà della famiglia Telemachus non risiede nel fatto di avere poteri paranormali, ma nel fatto di essere ordinari come tutti gli altri.

Teddy, Irene, Frankie e perfino il povero Buddy sono spinti dalle stesse pulsioni e dagli stessi desideri di noi comuni mortali: cercano l'amore, la ricchezza, la fama.

Le loro doti sono solo un tramite per avere quello che vogliono.

Sono egoisti, prova ne è il fatto che non esitano a sfruttare il potere di Maddy a loro vantaggio.

Allo stesso tempo, sanno essere generosi, perché comunque si prendono cura gli uni degli altri.

Il romanzo è multifocale, ogni personaggio ci presenta il proprio punto di vista sui fatti narrati.

Le sequenze narrative non sono cronologiche, ma si salta allegramente tra passato e presente.

Il centro di tutto rimane comunque la figura di Maureen, capace di unire con la sua assenza tutti i membri del clan.

Ho apprezzato lo stile dell'autore, curato ma allo stesso tempo non pretenzioso, fresco e alla portata di tutti.

Allo stesso tempo però ho trovato la vicenda disequilibrata: fino a più della metà il racconto sembra statico e non si capisce quale sia l'obiettivo dell'autore.

Se si riesce ad arrivare al punto di svolta allora questo libro si fa ripagare: colpi di scena, suspense, umorismo.

E' un vero peccato che il sale sia concentrato solo su una parte della vicenda.

Spero che se Daryl scriverà un nuovo romanzo le parti saranno più equilibrate.

In conclusione "La straordinaria famiglia Telemachus" è un libro interessante che a suo modo si fa apprezzare.

Ne avevate sentito parlare?

Scheda tecnica

Titolo: La straordinaria famiglia Telemachus

Autore: Daryl Gregory

Traduzione: Francesco Leto

Casa editrice: Frassinelli

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 435

Come tutte le settimane, grazie e ancora grazie a Paola di Homemademamma, creatrice del venerdì del libro.

Settembre è un po' il nuovo gennaio: si stila una lista di buoni propositi, si comincia una nuova dieta, ci si iscrive in palestra e si fanno nuovi progetti.

I progetti talvolta si concretizzano grazie anche all'aiuto delle persone che incontriamo lungo il nostro cammino.

Mesi fa - non so più nemmeno quanti- avevo partecipato ad un incontro di formazione promosso da Facebook per dare l'opportunità alla donne di avvicinarsi a questo social, per far comprendere le sue infinite potenzialità anche in ambito lavorativo.

Durante questa giornata ho incontrato e conosciuto alcune donne meravigliose.

Abbiamo parlato della loro vita, dei loro sogni e del duro lavoro che c'è dietro alla loro realizzazione, ci siamo confrontate su diverse tematiche, quali l'organizzazione, l'importanza di avere "una stanza tutta per noi".

Così, quasi per caso, mi è venuta l'idea di aprire qui sul blog una nuova rubrica.

L'idea mi è rimasta in testa, si è accampata in un angolino, come un piccolo tarlo.

Ogni tanto, nei momenti più improbabili, la ripescavo, la smontavo, la assemblavo di nuovo.

Ci ho riflettuto a lungo perché non sono una persona impulsiva e prima di partire volevo avere chiara la direzione da prendere.

Oggi vi presento ufficialmente "Brescia Donna 3.0", una  rubrica dedicata a donne che non si accontentano di fare le mamme o di lavorare, ma che hanno colto l'opportunità delle nuove tecnologie per cercare un'affermazione anche a livello personale.

Ho deciso di circoscrivere la zona alla mia città, perché mi piacerebbe in un futuro spero non troppo lontano creare una rete tra donne per le donne e questo non si può fare se non ci si conosce nemmeno tra di noi.

"Brescia Donna 3.0" è una rubrica a cadenza mensile.

Ogni post ci permetterà di conoscere la protagonista attraverso una serie di domande.

Ovviamente ogni vostro contributo sarà più che gradito.

Con questa serie di interviste vorrei riuscire a comunicare a tutte le donne, soprattutto alle mamme, che fare ciò che ci piace davvero non è così impossibile come sembra.

Troppe volte sento attorno a me persone, quasi sempre donne e soprattutto mamme, che si lamentano perché non hanno il tempo per fare ciò che vogliono.

E' innegabile che l'accudimento dei figli, non solo quando sono piccoli, porti via una gran fetta della giornata e sono la prima a dirlo.

Ma è anche innegabile che spesso i figli vengono usati come un pretesto per non fare più nulla e crogiolarsi nell'autocommiserazione, con tutte le implicazioni che questo comporta.

Le donne intervistate sono persone comuni, proprio come noi.

Comuni e straordinarie allo stesso tempo. 

La loro peculiarità?

Capire che le passioni sono ciò che ci tiene vivi e che la condivisione, anche e soprattutto attraverso le nuove tecnologie, può portare lontano.

Il primo appuntamento è per lunedì 24 ottobre e di volta in volta vi comunicherò la data successiva.

Intanto ringrazio le partecipanti senza le quali ovviamente la rubrica non sarebbe nata, ringrazio le ragazze del gruppo "Progetto blog" creato da Agnieszka di "Combinando" per esserci davvero sempre.

E, se avete letto fin qui, ringrazio anche voi che mi seguite e mi date l'energia e l'entusiasmo per andare avanti.

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Durante il mese di agosto siamo riusciti finalmente a portare i bambini in gita nel tanto gettonato parco divertimenti di Leolandia.

Leolandia si trova a Capriate San Gervasio (BG), per cui a circa un'oretta di strada da casa nostra.

Ho sempre aspettato ad andarci perché so che in genere, in questi parchi, se i bambini non raggiungono un'altezza minima si perdono gran parte del divertimento.

Ora che la Ninfa e Ringhio sono più grandicelli mi sembrava giusto provare.

Siamo stati a Leolandia venerdì 17 agosto.

Non abbiamo trovato code né alla biglietteria né all'ingresso.

Anche le code per le attrazioni, rispetto al giorno in cui siamo stati a Gardaland, erano praticamente inesistenti.

Abbiamo beccato il periodo giusto e mi sono decisa a scrivere questo post perché secondo me queste ultime settimane di settembre sono l'ideale per vivere i parchi divertimento.

C'è ancora caldo ma la gente è meno rispetto a luglio o ad agosto.

Tra le altre cose le temperature sono ancora abbastanza alte da permettervi di sfruttare anche le attrazioni acquatiche senza il rischio di beccarvi un raffreddore.

Piccolo consiglio: fate indossare ai bambini un costume da bagno e prendetevi una salvietta e un cambio, così potranno bagnarsi tranquillamente.

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Foto di rito a Leolandia

Leolandia offre ben 40 attrazioni suddivise sempre per fasce d'età.

Il fattore che determina se i vostri pargoli possono o non possono salire su un gioco è l'altezza.

Sui giochi che ne richiedono una minima c'è un metro all'inizio per misurare il bambino così come alla fine, poco prima di salire, per permettere al personale di controllare in caso di dubbio.

A differenza di altri parchi, qui sono molte di più le attrazioni per bambini dai 2 ai 5 anni d'età.

Inutile dire che Ringhio si è divertito moltissimo perché stavolta poteva salire su quasi tutti i giochi dove andava la sorella grande.

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La cucina di Orso, veramente curata in ogni dettaglio

Tanti anche gli spettacoli con i personaggi dei cartoni animati: Masha e Orso, sempre imbattibili, i Superpigiamini e i nuovi arrivati Lady Bug e Chat Noir.

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Spettacolo dei Superpigiamini

C'è la possibilità di prenotarsi per fare una foto con loro, oppure potete andare a vedere gli spettacoli che vengono fatti diverse volte al giorno o incontrarli mentre correte da un'attrazione all'altra.

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Sempre la zona dedicata a Masha e Orso

Le giostre che ci sono piaciute di più sono state le "Bici da Vinci" e la "Flotta Mediterranea".

La Ninfa si è entusiasmata a setacciare la sabbia per trovare le pepite d'oro e si è portata a casa la sua bandana.

Ringhio invece è impazzito per le "Botti Boom".

Ed io e CF invece abbiamo adorato la parte dedicata alla Minitalia, che con i suoi 160 monumenti in miniatura ti permette di scoprire le meravigli architettoniche e naturali del nostro Paese.

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Abbiamo però notato che purtroppo rispetto a una ventina di anni fa (sì, sono vecchia oramai!) la Minitalia risulta trascurata rispetto agli antiche splendori.

Nel complesso, però, assegno un voto più che positivo a Leolandia che ho trovato molto più adatto ai bambini dell'età dei miei rispetto agli altri parchi divertimenti.

E comunque non vedo l'ora che raggiungano il metro e venti: da lì poi si apre un mondo!