Oggi è il 14 febbraio, il giorno di San Valentino.

Del resto sarebbe stato impossibile dimenticarsene, visto il continuo martellamento di radio e televisioni, per non parlare della loggia dei fioristi e dei fiorai.

Credo di avere festeggiato la festa degli innamorati solo agli inizi della nostra relazione.

Non perché penso che sia solo una bella invenzione commerciale.

Celebrare il giorno di San Valentino, contrariamente a quanto dicono i più, è una ricorrenza nata nel Medio Evo e solo successivamente sfruttata anche a livello commerciale (che poi, perché non avrebbero dovuto cogliere questa grande opportunità?).

Non lo abbiamo più festeggiato perché solitamente ce ne ricordavamo troppo tardi.

Poi sono arrivati i bambini e ho scoperto che  San Valentino con loro è più divertente!

il 14 febbraio è la festa degli innamorati e va da sé che ogni genitore è "innamorato" dei propri figli e vice versa.

Quest'anno ho quindi deciso di "sfruttare" i miei bambini.

Come? Facendo loro confezionare dei bigliettini simpatici da recapitare alla dolce metà. I classici "Valentines" che si scambiano tradizionalmente gli innamorati.

Si possono stampare dei disegni da far loro colorare e ritagliare su cui scrivere una frase d'amore.

Possiamo utilizzare i nostri pargoli anche come messaggeri per recapitare i bigliettini.

Se avete tempo e voglia, magari potete anche mettere loro un paio di alette "alla cupido".

Immagine tratta da aliexpress.com

 

Per coloro che hanno tempo e voglia, si può preparare con la prole dei cioccolatini casalinghi (non sarebbe San Valentino senza cioccolato!)  o dei biscottini a forma di cuore.

Per la cena, se non potete o volete festeggiare in coppia, perché non cucinate una pizza a forma di cuore?

Oppure magari un esotico risotto di zucca profumato al cacao (che si sa non è San Valentino senza cioccolato).

I bambini si divertiranno un mondo e il risultato sarà carino e simpatico.

Tornando a me, oggi CF lavora fino alle 22, per cui cenare assieme non si può.

Credo che stasera faremo dei biscotti o delle tartine da far trovare al papà assieme ad un simpatico bigliettino e ai suoi cioccolatini preferiti (comprati, però!).

Prepareremo il tavolo in maniera carina per fargli una sorpresa. I bimbi per quell'ora saranno già a letto, ma avranno contribuito ai festeggiamenti.

Quest'anno poi ho comperato anche un regalo, a colpo sicuro!

Come sempre, troverete le foto su Instagram.

Qualunque siano i vostri programmi, tanti auguri!

E non rinunciate a celebrare il giorno più romantico dell'anno!

Non mi stancherò mai di dire che i figli in occasioni come queste non sono un ostacolo, sono un'opportunità!

Coglietela e celebrate degnamente questa ricorrenza.

Happy Valentine's Day a tutte!

 

Il carattere di ogni bambino, come quello di qualsiasi altro individuo, è un tratto distintivo e peculiare.

Non esistono bambini uguali per carattere, nemmeno i fratelli gemelli.

L'uomo però tende ad aver bisogno di categorizzare, suddividere ed etichettare tutto quello che gli sta attorno, per comodità o per un effimero senso di controllo sulla realtà.

Tale sorte non ha risparmiato nemmeno i neonati.

La suddivisione più famosa al momento è quella indicata nel libro "Il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg, ripreso poi nel volume seguente "Il linguaggio segreto dei bambini".

Lascio a voi le considerazioni sugli scritti di questa donna.

Al momento invece il mio interrogativo è un altro: ma come fanno certi bambini (sì, i miei in primis) ad avere un carattere demmerda  che più demmerda non si può?!

Vi confesso che mi prudono non poco le mani quando i miei angelici pargoli si trasformano in diavoli scatenati e mi sento dire dalla mamma del mio compagno:

"Ma chissà da chi avrà preso, CF da piccolo era così buono! Poi, frequentando certe compagnie..."

Segue sospiro rassegnato e sguardo di traverso alla sottoscritta.

Del resto a CF succederà lo stesso a parti invertite.

Quindi se mamma e papà a detta dei rispettivi genitori erano così adorabili, quel caratteraccio da dove arriva?

E poi, il carattere si eredita davvero?

Ho voluto approfondire l'argomento e ho scoperto che la psicologia distingue tra:

  • TEMPERAMENTO  ossia tutti quegli aspetti innati trasmessi geneticamente non mediati dalla cultura. Alcune caratteristiche sono presenti già quando i neonati sono nel grembo materno: ci sono quelli che scalciano e sono in moto continuo e quelli che se ne stanno tranquilli a galleggiare. Quando nascono, ci sono bambini che piangono sempre e bambini placidi che non emettono un suono. (Secondo voi, i miei due che tipo di neonati erano?!)
  • CARATTERE è quell'insieme di caratteristiche che dipendono fortemente dall'ambiente e dalla cultura in cui il bambino vive, nonché dalle figure di riferimento che lo circondano.
  • PERSONALITA' è l'immagine che diamo e che abbiamo di noi stessi, la maschera con cui ci presentiamo, legata a quanto avviene nel profondo di noi stessi. E' il risultato della combinazione tra temperamento e carattere.

La prima cosa che ho detto riguardo alla Ninfa dopo due giorni di vita fuori dalla pancia era che è lunatica. Se si alza col piede sbagliato la giornata sarà pesante per tutti. E a quattro anni di distanza è ancora così.

Di Ringhio invece non ricordo bene. Ero troppo intenta a guardarlo e annusarlo e a chiedermi se mi sarei innamorata di lui prima o poi, visto che il tanto conclamato "amore a prima vista" questa volta non aveva funzionato.

Superfluo dire che anche il piccolo si sta rivelando un osso duro. Se dovessi identificarlo con un aggettivo sarebbe testardo. Se si fissa che deve fare una cosa non c'è verso di distoglierlo.

Sabato scorso siamo andati a fare la spesa. Sono riuscita a metterlo nel carrello ma dopo circa una mezz'ora non ci voleva più stare.

Ha cominciato a piangere (fin qui niente di strano, è un bambino). Sapete per quanto ha continuato? Due ore di orologio!

In quel lasso di tempo ho provato a: toglierlo dal carrello e tenerlo in braccio, farlo tenere a CF, provare a farlo camminare, tentare di rabbonirlo con dolciumi vari, minacciarlo e supplicarlo. Niente da fare!

La cosa più umiliante, a parte le innumerevoli occhiatacce della gente, è stato l'intervento della guardia giurata. Mi si è avvicinata, mi ha domandato se c'era qualche problema e mi ha chiesto un documento che provasse che il bambino era il mio.

Ha fatto il suo lavoro, l'ha fatto bene, per carità, ma riuscite a immaginare cosa si prova?! (No, probabilmente siete tutte genitrici di bambini angelici e tranquilli!)

Abbiamo cresciuto la Ninfa e Ringhio con le stesse regole, senza essere dei generali dal pugno di ferro ma neppure dei mollaccioni che si fanno mettere i piedi in testa.Eppure è innegabile che i miei figli agli stessi stimoli rispondano in modo diverso.

Ringhio dopo un pò trova la folla opprimente e insopportabile e manifesta il suo disagio piangendo disperato, mentre la Ninfa alla sua età stava bene in mezzo alla gente.

Mi ricordo addirittura che un'estate eravamo sul lago di Garda a casa dei nonni. La Ninfa avrà avuto sette otto mesi. Il pomeriggio ha cominciato a piangere e dopo un lasso di tempo esageratamente lungo io e CF l'abbiamo caricata in macchina e portata sul lungo lago, pieno di turisti. Dopo circa dieci minuti di bagno nella folla si è addormentata pacifica.

E succede lo stesso anche adesso. Quando è stanca, lei prende sonno in mezzo al rumore, anche se sto passando l'aspirapolvere.

Per questo non abbiamo mai avuto problemi ad andare in giro con lei e, spesso e volentieri, ci dimentichiamo invece che Ringhio è fatto di un'altra pasta.

Per cui sì, ammettiamo pure che il temperamento si erediti, ma sapete che si può ereditare qualcosa da qualcuno fino a sette generazioni prima? 

Il che significa che il bambino ha gli occhi azzurri come la nonna, il mento volitivo dello zio e il carattere demmerda della bisnonna. Tutti paterni, ovviamente!

Avviso: questo non  è un post su Halloween.

E' il grido disperato di una madre che si chiede ininterrottamente: "Ma perché mia figlia ha un gusto per il macabro così spiccato? Avrà qualche turba psichica? Dove avrò sbagliato?"

Ho già scritto che la Ninfa ha una predilezione esagerata per la saga di Jurassic Park e per i film d'animazione dove spadroneggiano mostri e cattivi.

Ma ultimamente mi sembra che questo suo gusto un pò sopra le righe stia degenerando. Ogni volta che accendiamo la TV o raccontiamo una storia lei chiede nell'ordine:

  1. ci sono i mostri?
  2. ci sono i cattivi?
  3. c'è il sangue?

Ma io mi dico e mi domando: secondo voi è una cosa normale? Anche quando siamo fuori e vede qualche bambino che cade il suo primo pensiero va al sangue.

"Mamma, guarda, quel bambino è caduto! Andiamo a vedere se c'è il sangue!"

Qualche giorno fa giocava con il suo fratellino.

"Ringhio, facciamo finta che tu sei morto perché il dinosauro ti ha mangiato. Mamma, non camminare lì! Non vedi tutto il suo sangue sul pavimento?"

La faccenda mi inquieta e non poco. Le altre bambine amano le farfalle, le fatine, le principesse. Anche alla mia piacciono, beninteso, ma lei le inserisce sempre in un contesto un pò... splatter.

Anche quando è lei in prima persona a farsi male fa di tutto per farsi uscire il sangue. Sta a spremersi come un'arancia per vedere se ne esce qualche goccia. Poi, tutta estasiata, mi dice: "Mamma, guarda che male che mi sono fatta, esce il sangue!"

Altre mamme mi hanno detto che anche i loro figli (spesso più grandicelli) hanno un incomprensibile interesse per questo tema, a volte correlato con:

  1. incidenti stradali e veicoli di soccorso;
  2. auto della polizia e dei carabinieri con sirene e lampeggianti;
  3. cimiteri delle macchine;
  4. insetti schiacciati;
  5. mostri e co.

Ora mi sento in buona compagnia. Insomma, mal comune mezzo gaudio, come dice il proverbio.

Spulciando qua e là,, ho trovato che potrebbe esistere una spiegazione: i bambini attraverso questi giochi entrano in contatto con le proprie paure e angosce profonde ed in qualche modo le esorcizzano.

E' lo stesso procedimento che mettono in atto durante Halloween o Carnevale: i bambini distinguono tra realtà e fantasia e si muovono all'interno di un ambito su cui sentono di avere il controllo. Sono loro i primi a sapere che "stanno facendo finta" e sono sempre loro ad essere coscienti che quello che avviene in un film non è vero ma è una finzione.

Sinceramente? La cosa non mi fa sentire tranquilla comunque. Ma vedo che la Ninfa non ha incubi, non ha problemi a dormire col buio o ad andare nel bosco a passeggiare (nonostante la favola di Hansel e Gretel o di Cappuccetto Rosso).

Quindi pensiamo positivo: il suo interesse  per il sangue magari la farà diventare un'infermiera o una dottoressa.

E comunque meglio una bambina che non si impressiona: devo già rianimare CF che quando vede due gocce di sangue, pure dipinte, sviene, figuriamoci se dovevo rianimare pure lei!

E voi, ditemi: i vostri figli amano lo splatter? O magari lo amate voi?

 

A volte capita anche a me di essere presa dal sacro fuoco del riordino e delle pulizie.

Questo week-end ho messo mano alla mia piccola libreria. Dal fondo di un cassetto ho ripescato un'agenda vecchia, dell'epoca ante-figli.

Ebbene sì, care amiche, quando sei mamma la tua vita si divide in due epoche: quella ante figli e quella post figli.

E sì, so benissimo che l'agenda cartacea è un pò superata, che le più tecnologiche utilizzano quella elettronica, ma io rimango una fedele sostenitrice della carta.

Ma tant'è, volete vedere come è cambiata?

Settimana tipo della me ante-figli

Lunedì pausa pranzo: pranzo con Simo (amica dei tempi dell'università)

Lunedì ore 19: spinning (perché la forma fisica è importante!)

E il pacchetto comprende anche un bel giretto nella zona relax della palestra, con sauna e bagno turco...

Martedì ore 13: appuntamento dall'estetista. Manicure, pedicure e magari un bel massaggio. Perché anche l'occhio vuole la sua parte!

E la sera ore 19,15: aperitivo con due amiche, G. e P. per discutere della festa di compleanno dell'amica S.

Mercoledì: ricordarsi il regalo per la suddetta amica e la sera un bel salto al cinema con CF! Poi magari una birretta al pub lì vicino.

Giovedì pausa pranzo: salto dalla parrucchiera,  l'ordine comincia dalla testa!

La sera di nuovo palestra, magari dopo si fa un salto a casa dell'amica a dare un'occhiata al vestito nuovo che ha preso e magari mi presta pure quella favolosa pochette argento griffata che fa tanto VIP!

Venerdì sera: tutti carichi per la festa di S!!!  Cena in qualche locale trendy e poi via a ballare in qualche posto fichissimo! Al ritorno cornetto e cappucino non ce lo toglie nessuno.

E immuni alla stanchezza, sabato mattina si parte all'alba, si prende un aereo con CF e si va a Barcellona per il week-end!

Ed ecco a voi, siore e siori, l'agenda della me figli-munita:

Lunedì pausa pranzo: stendere e caricare un'altra lavatrice

Lunedì sera: mentre si prepara la cena, intrattenere due pargoli exagitati e con una mano rispondere alla telefonata della nonna di turno, mentre una parte del cervello si occuperà di continuare a ricordarti di preparare i soldi per la gita dell'asilo da consegnare l'indomani.

Martedì pausa pranzo: stirare, stirare, stirare

Martedì sera: sperare di riuscire a sfamare la famiglia, riordinare la casa e schizzare alla velocità della luce alla noiosissima riunione dell'asilo, dove si discuterà di varie ed eventuali. E della gita. Di cui ovviamente avrete dimenticato i soldi.

Mercoledì pausa pranzo: correre con Ringhio alla visita di controllo dal pediatra, riportarlo a casa e ritornare al lavoro.

Mercoledì sera: crollare sfrante sul divano con due bambini belli carichi che saltellano per la stanza mentre CF imperturbabile si prepara per andare al lavoro.

Giovedì pausa pranzo: "Si, salve, purtroppo devo annullare la lezione di spinning di questa sera...Sì, lo so, dovevo chiamare ieri ora devo pagarla. Pazienza!" La panza ringrazia, il portafoglio no.

Giovedì sera: ci spariamo per la trecentotrentatreesima volta "Frozen", cercando di arginare la palpebra che cala, mentre chi doveva tenere i bambini è a casa malata.

Venerdì pausa pranzo: correre in quel negozio dove è appena partita l'offerta dei pannolini per Ringhio. Arraffare quante più confezioni possibile, arrivare alla cassa e scoprire che al massimo se ne possono comperare due. Bofonchiare contro le stupide regole e scoprire di aver dimenticato il bancomat a casa!

Venerdì sera: oltre alla normale routine, ricordarsi di preparare le cose per la piscina.

Sabato mattina: altro che voli ed emozionanti week end in città straniere! Caricare una recalcitrante Ninfa in auto e andare in piscina per la lezione di nuoto. Seguirà emozionantissimo tour per le corsie sovraffollate del supermercato di turno, con un Ringhio incazzato e strillante costretto a stare nel carrello, mentre la Ninfa e CF saranno alla festa di compleanno dell'amica di turno (speriamo che CF si sia ricordato il regalo!)

E per finire cena a casa con pizza a domicilio. Che verrà consegnata da un nuovo ragazzetto brufoloso con un'ora di ritardo. Fredda e gommosa.

Domenica non vi sveglierete tra le coltri di un hotel a cinque stelle con colazione in camera, ma i vostri pargoli vi tireranno giù dal letto alle 6,30 fregandosene che la domenica sia un giorno festivo. Ancora in coma, vi sbatterete per preparare la colazione, valuterete se vestirvi e opterete per rimanere in pigiama almeno fino al primo pomeriggio.

Poi caricherete i pupi in macchina e andrete con CF al campo del paese vicino dove avete appuntamento con altri disgraziati genitori per la partita di calcio organizzata dall'istituto durante la riunione del lunedì sera precedente.

E buona vita a tutte!

 

Siamo oramai arrivati alla fine della settimana. A casa nostra questo non lo si vede dal calendario, ma..dal frigorifero.

Ebbene sì, causa orari lavorativi concomitanti con diversi altri fattori quali la scarsa voglia di fermarsi a fare la spesa alle sette di sera o in pausa pranzo sia mia che di CF, quest'ultimo mese ci siamo limitati a fare la spesa settimanale il sabato pomeriggio.Delirio allo stato puro soprattutto con bambini al seguito.

By the way, si arriva sempre al week-end con le scorte alimentari dei prodotti freschi ridotte al minimo.

Nella fattispecie ieri sera il frigorifero ospitava: un barattolo di marmellata di susine fatta in casa, del burro, del parmigiano reggiano quasi sulla crosta, alcuni yogurt, mezzo cartone di latte fresco, tre o quattro uova, un cespo di radicchio agonizzante, qualche povera carota, una confezione di pasta sfoglia e della pancetta affumicata.

Come sapete, noi non siamo fan del menù settimanale. Ma con la materia prima che avevamo a disposizione possono uscire dei bei piatti!

Per prima cosa sondaggio tra i membri della famiglia. Da veri italiani, la scelta cade sulla pasta. E cosa viene in mente a me, che dopo una giornata infinita al lavoro ho la mente atrofizzata? Solo una cosa: la carbonara ( non me ne vogliano i puristi, lo so che la vera carbonara si fa col guanciale e non con la pancetta).

CF si offre  in maniera totalmente spontanea di cucinare così posso nel frattempo andare a fare la doccia con la mia corte

Non faccio in tempo a buttarmi sotto il getto dell'acqua bollente che sento:

"Noooooo, non è possibile!"

Afferro l'accappatoio e mi precipito in cucina (i miei seguaci non mi mollano un attimo).

CF sta fissando accigliato un uovo.

"E ora cosa faccio?" chiede, con tono afflitto, guardando alternativamente me e l'uovo.

"Non capisco, dov'è il problema?"

"Questo"- e addita quel che è uscito dal culo della gallina "E' scaduto da due giorni. Due giorni, hai capito?"

Sbuffo e gli levo il fragile oggetto dalle mani.

"Senti, vai di là e stai tranquillo. Le uova possiamo mangiarle ma cotte anche se sono scadute da due giorni"

"Ma che, sei matta? E come la mettiamo con i batteri? Poi ci viene un'intossicazione a tutti".

"La carbonara è meglio non farla, ma le uova cotte non creano problemi. Cambio di programma: facciamo una torta salata."

CF, ancora scettico, afferra il suo tablet e comincia una ricerca frenetica. Io ancora in accappatoio, coadiuvata dai miei assistenti, preparo intanto la cena.

Il padre dei miei figli, o altrimenti detto San Tommaso, alza gli occhi ed esclama:

-Finalmente so la differenza tra "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro". Tu la sai?

E che è, un'interrogazione?

-Chiaro che la so. La prima è abbastanza perentoria e si usa per i prodotti preconfezionati che deperiscono molto rapidamente, per esempio carne o pesce, latte fresco, formaggi freschi come la ricotta. La seconda invece è più un consiglio, nel senso che il "preferibilmente" indica che se il prodotto viene consumato entro quella data è praticamente perfetto, dopo invece potrebbe non essere così, perché magari ha perso in gusto, fragranza o morbidezza. Però se lo mangi non succede niente. Invece nel primo caso puoi stare davvero male."

Premesso che a casa nostra, siccome generalmente facciamo una spesa intelligente e poi siamo anche delle locuste, raramente troviamo prodotti scaduti. Ma quando capita non picchio la testa contro il muro.

Infatti ho imparato (sì, anche sulla mia pelle!)  che i cibi scaduti non sono tutti uguali.

Si possono mangiare gli yogurt fino a 7 giorni dopo la data di scadenza, anche se le proprietà nutritive sono molto ridotte (per cui i fermenti lattici vivi oramai sono quasi totalmente morti) mentre invece le proprietà organolettiche, cioè colore, odore, sapore.... rimangono inalterate;

Il latte fresco pastorizzato o quello microfiltrato  può essere consumato al massimo entro un giorno dalla data di scadenza.

I formaggio duri o stagionati se superano la data di scadenza tendono ad ammuffire ma basta rimuovere la muffa accuratamente e non ci sono problemi. Invece per i formaggi freschi si dovrebbe rispettare la data di scadenza ma se consumati entro un paio di giorni non succede niente.

Per quanto riguarda le uova, se volete mangiarle crude o alla coque, si può sforare di tre giorni dalla data di scadenza (io però preferisco sempre consumarle cotte e non le uso mai dopo i due giorni della scadenza).

Affettati e insaccati preconfezionati invece vanno utilizzati entro la data di scadenza, al massimo il giorno seguente.

Pasta secca, riso, biscotti secchi e cracker e pesce in scatola  la cui scadenza è molto lunga, si possono utilizzare anche qualche mese dopo la data riportata sulla confezione. Considerate però che biscotti e cracker avranno perso molto le loro proprietà organolettiche.

Anche per i sottaceti e le conserve di pomodoro valgono le indicazioni di cui sopra.

L'olio di ottima qualità può essere utilizzato fino a otto mesi dopo la scadenza.

Panettoni, pandori e colombe hanno scadenza di 4 o 5 mesi ma potete mangiarli anche se sforate di un paio di settimane (se vi rimangono dopo le feste, ditemi come avete fatto!)

C'è poi una gamma di alimenti che non scadono.Tra questi: bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero e spezie.

All'opposto, ci sono invece cibi che deperiscono molto in fretta, come pesce e carne fresca che devono essere consumati al massimo entro 3-4 giorni.

Sulla frutta e la verdura fresche e integre (nel senso non tagliate o imbustate) non viene riportata la scadenza, per cui accertatevi sempre quando le comprate che non siano molli o ammaccate o appassite.

Queste sono indicazioni generali e valgono per i prodotti perfettamente conservati, per cui controllate sempre sull'etichetta i consigli di conservazione.

Poi fidatevi del vostro istinto e del buon senso: se il cibo ha un odore cattivo o un brutto colore o ci sono muffe (all'infuori dei formaggi stagionati), buttatelo subito. Controllate anche che le confezioni non siano gonfie.

Altra regola generale: nei mesi caldi il deperimento di alcuni alimenti può essere più rapido del previsto per cui non consumateli dopo la data di scadenza.

CF mi osserva piacevolmente stupito.

-Ma come fai a sapere tutte queste cose?

Eh, come faccio? Sono una mamma, no?!

Ai miei bambini piace tantissimo disegnare. La Ninfa lo fa con grande serietà e convinzione. Ringhio invece lo fa per imitazione (della serie, se non vedo gli altri che lo fanno a me non viene manco in mente).

Pennarelli e bambini, si sa, non sono un connubio felice. Quindi, su consiglio di chi è mamma da più tempo di me, ci siamo equipaggiati di pennarelli lavabili di varie marche e grandezze, mentre per andare in giro abbiamo optato per le classiche matite colorate. Ho preferito per ora bandire i gessi perché ho paura che Ringhio se li ingoi.

Un discorso a parte meritano i gessetti a cera. Lo scorso anno infatti un'amica senza bambini ne regalò una bella scatola alla pupa. Ringraziammo sentitamente e li mettemmo da parte per i tempi futuri.

Non so ancora come abbia fatto, ma la Ninfa un paio di giorni dopo riuscì a mettere le sue manine sulla scatola e, approfittando di un momento di assenza genitoriale (era con la nonna di turno mentre noi eravamo via a fare una visita con Ringhio), li usò per colorare. Il suo estro creativo non risparmiò le federe bianche dei cuscini.

Al momento di andare a dormire, CF mi fece i complimenti: "Belli questi cuscini tutti colorati, sono molto allegri". 

Da quel momento i gessetti a cera sono stati banditi dalle mura domestiche.

In un'epoca non meglio definita, la pupa usò il gatto di casa (più bianco che nero) come lavagna. Lui (povero!) si lascia fare tutto, ma avere un gatto con il pelo a macchie verdi e viola non è il massimo. Soprattutto quando poi lo devi lavare e asciugare.

In queste ultime settimane, volendo imitare delle compagne d'asilo che si pitturano le unghie, la Ninfa si impiastriccia tutte le dita. Non contenta di ciò, ieri sera si è presentata a casa con le labbra tutte blu. Faceva davvero impressione, è un'idea da tenere in considerazione per Halloween.

Per fortuna i pennarelli sono lavabili e quindi basta un pò di sapone e acqua tiepida e tutto (o quasi) scompare.

Ieri, intanto che la bimba disegnava un bel mare con i pesciolini ma senza barche accanto a suo fratello, mi sono persa in una conversazione nonnesca, di quelle lunghe senza capo nè coda.

Complice la stanchezza, non mi sono resa conto che Ringhio era in silenzio già da un pò. Mi sono girata e lui era lì, piccolo Diego Rivera, a colorare la parete crema del soggiorno. 

"Noooooooo, che cos'hai fatto!?". L'urlo belluino è uscito spontaneo dalla mia gola.

Acchiappo il monello, lo sgrido senza troppa convinzione e valuto il danno. Massì, mi dico, tanto sono lavabili. Lavabili un bel paio di palle!

Mi armo di spugnetta e acqua e tento di toglierli. Sfrego, sfrego, sfrego ma niente. I colori sbiadiscono ma permangono.

Provo con uno straccetto e una miscela fatta con acqua, bicarbonato e aceto. L'acqua santa avrebbe fatto di più.

Scoraggiata, ricorro alla chimica: riesumo una vecchia spugnetta magica, prodotto miracoloso. Nulla da fare. Il disegno del mio famigerato quasi duenne spicca ancora sul muro.

Pazienza, c'ho provato, mi toccherà dipingere l'intera parete di nuovo.

La Ninfa non ha mai preso in considerazione l'idea di usare i muri per disegnare. Perché lui sì?

E' proprio vero che i figli non sono mai uguali l'uno all'altro.

Anche a voi sono capitate disavventure simili? Come le avete risolte?